LO DICE ANCHE NAPOLITANO: IMMIGRATI MA ITALIANI

di MARIO ESPOSITO

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, simbolo del nostro paese, che è impegnato ormai da tempo a difendere e a rilanciare le esigenze delle più giovani generazioni, ha deciso di estendere queste sue attenzione verso i figli dei migranti che da anni vivono e lavorano nel Paese rispettando l’ordine democratico. Il tema è quello della Cittadinanza. Bisognerebbe cambiare la normativa vigente: passare dallo ius sanguinis allo ius soli (ossia la cittadinanza non è vincolata ai genitori ma al luogo dove si nasce).

Può permettersi un Paese come il nostro, sempre più vecchio e con un welfare sempre più scadente, di non naturalizzare chi è in Italia da diversi anni con il cui lavoro si mantiene viva la nostra fragile economia? Gli italiani sanno che i contributi all’Inps versati dagli immigrati contribuiscono a formare la loro pensione? E, in generale, gli italiani sanno quanti immigrati ci sono nel Paese, visto che a causa di un sistema dell’informazione spesso superficiale e discriminante si alimenta la percezione che siano in numero molto maggiore rispetto alla realtà?

Gli immigrati in Italia, oggi, sono oltre 6 milioni. Nonostante la crisi e per il loro merito di fare tutti quei lavori umili che gli italiani non vogliono più fare (falso quindi il luogo comune che i migranti tolgano il lavoro agli italiani), contribuiscono a rimpolpare i bilanci dello Stato con una cifra prossimo ai nove miliardi di euro all’anno. Ricevendo, in servizi, molto meno di quel che danno. Diverse centinaia di migliaia, poi, sono i bambini nati nel Paese da genitori non italiani. Il Ministro dell’Interno Cancellieri, ospite nel fine settimana a “Che tempo che fa”, ha confermato la tendenza di questo esecutivo a voler recepire gli inviti di Napolitano e di moltissimi italiani.

In attesa dei provvedimenti ufficiali, però, alcune realtà italiane hanno deciso di procedere, seppur simbolicamente, per provare ad accelerare i processi di integrazione e di coesione sociale già in atto. La Provincia di Pesaro  ha deciso, infatti, di conferire la cittadinanza onoraria agli oltre 4500 bambini nati da genitori non italiani, proprio con l’intento di far capire anche quanto strategica sia in questa “partita educativa” la Scuola. A Torino c’è un ordine del giorno presentato in Comune. Molte altre realtà potrebbero seguire questi esempi.

L’Italia del futuro non può che essere multietnica.

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6 Comments

  1. sciadurel says:

    se vogliono la mia cittadinanza itagliota, la vendo subito

    prezzo affare, astenersi perditempo

  2. giovanni segni says:

    *problemi perché non c’è… mi son mangiato il “ché”

  3. giovanni segni says:

    ulLuf, sta gente dice che con la cittadinanza agli immigrati si contribuisce a risanare il debito pubblico (sic!) quando grazie alla cittadinanza e alle conseguenti naturalizzazioni dei parenti fino al 2° grado lo Stato perderebbe tutti gli introiti dovuti ai rinnovi dei permessi di soggiorno e alle tasse di soggiorno per immigrati. Usano come scusa il fatto che i bambini non possono andare in gita fuori itaglia con i propri compagni se minorenni, quando ciò è falsissimo. infatti ci possono andare tranquillamente con un’autocertificazione e se qualcuno alle frontiere fa problemi per non c’è fisicamente il permesso di soggiorno (vuoi aiutare veramente gli immigrati? fai avere loro il permesso di soggiorno nei termini di legge e non dopo oltre 9 mesi come avviene solitamente) è a causa del regolamento comunitario che ti impone di usare la ricevuta del rinnovo del permesso di soggiorno solo per il tragitto paese di residenza-paese d’origine e viceversa. purtroppo la gente non si informa su queste cose e firma per buonismo. che poi i cinesi, i vietnamiti, i cambogiani eccetera con lo ius soli perderebbero per tutta la vita la possibilità di prendere il passaporto dei propri genitori

  4. Paoluccio Anafesto says:

    Personalmente, preferisco una “societá aperta” alle suggestioni buoniste di una “societá multiculturale”. La seconda, infatti, evoca scenari da banlieu parigina. E con chi lo vorreste il c.d. multiculturalismo? Con gli islamici forse? Guardate che quelli non voteranno PD, ma un partito islamico. Comunque, L’Italia puó scegliere di suicidarsi come meglio crede, …una volta che la Venetia e le altre “colonie produttive” avranno riconquistato la propria indipendenza.

  5. Giacomo says:

    Come al solito qualcuno decide per i cittadini residenti in base a considerazioni di superiore saggezza e visione prospettica. La cittadinanza deve fare largo agli immigrati perché così ha deciso qualche visionario armato di strumenti culturali che la marmaglia comune non possiede. E non si provi ad insinuare che l’immigrazione serve a biechi calcoli di cassa e di consenso politico. Guai, sarebbe una bestemmia contro quel sistema dei partiti che ci ha ridotti così, vecchi, poveri e senza più voglia di mettere al mondo i NOSTRI figli.
    Se il paese abbia o non abbia bisogno di immigrati lo deve decidere il paese stesso, comunità per comunità, e non il benpensante politicamente corretto di turno. Questo articolo è talmente trito e ipocrita da far vomitare. Grazie di averlo pubblicato. Spero faccia incavolare altri com’è riuscito a fare incavolare me.
    Giacomo Consalez

  6. ulLuf says:

    anmò! cun chela bala chi della cittadinanza???
    con tutti i problemi che abbiamo, che cazz… c’entra la cittadinanza agli immigrati???
    a cosa gli serve prima dei 18 anni?i diritti li hanno tutti lo stesso, anzi ne hanno anche più di noi dato il buonismo autolesionista divagante in questo paese!
    Toglietemela a me la cittadinanza, ve la regalo….
    pora Italia na vincium pù da gueri!

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