Immigrati, il Ticino ha deciso: entrano solo se serve a mercato lavoro

ticinodi BENEDETTA BAIOCCHI – Così è se vi pare…. “Per porre un freno all’immigrazione di massa, come imposto dall’iniziativa votata il 9 febbraio 2014, senza intaccare il principio della libera circolazione (ALC) tanto caro all’Unione europea, ci sarebbe una soluzione”, scrivono i media eletici. E quale sarebbe la decisione? “Il modello messo a punto dal Politecnico di Zurigo, incaricato dal Cantone Ticino, ha infatti messo a punto la clausola di salvaguardia ascendente (“bottom up”) che interviene solo sulle modalità di applicazione dell’accordo stipulato a suo tempo tra Berna e Bruxelles e che si attiva in modo circoscritto e mirato solo in presenza di situazioni eccezionali sul mercato del lavoro”, scrive Tvsvizzera.it.

E’ tutto molto chiaro.

Niente contingenti ma aperture temporanee. Una via di mezzo per non far saltare la libera circolazione ma anche per rispettare la volontà popolare.

“Il meccanismo proposto dal Ticino introduce misure eccezionali che partono dal basso (dal livello settoriale a quelli regionale e nazionale), in parziale deroga all’accordo con l’UE”. I parametri sono ben definiti: il tasso di migrazione netta, il tasso di lavoratori frontalieri rispetto alla popolazione locale attiva, il tasso di disoccupazione, il livello dei salari) perché non vi siano sprerequazioni.

Ma ancora più esplicito è il criterio della preferenza della manodopera indigena in presenza di un numero eccessivo di manodopera frontaliera mentre “riguardo agli stranieri residenti viene auspicata l’adozione – circoscritta e momentanea – di un freno all’immigrazione. Se la proposta ticinese potrà avere un seguito nelle trattative con Bruxelles lo decideranno nei prossimi mesi le Camere federali”.

Un altro mondo, a due passi da casa.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

Leave a Comment