Immigrati, dalla Nigeria – in sviluppo economico – con furore

nigeriadi SERGIO BIANCHINI – Un quinto dei nostri “salvati” proviene dalla Nigeria, il paese più popolato dell’Africa ed in forte sviluppo economico. Dalla Libia  veramente in guerra di Libici non ne fugge nessuno!

Lo schema della fuga dei poveri e perseguitati è totalmente falso e la nostra “amorevole” accoglienza è solo “accoglienza di scambio” per contrattare meglio la presenza “Italica” in Africa.

Citazioni WIKI “È una repubblica costituzionale di tipo federale comprendente 36 stati. Il territorio nigeriano è abitato sin dal 9000 a.C.e fu denominato Nigeria da Flora Shaw, futura moglie del Barone Lugard, nel XIX secolo. Dal punto di vista religioso la popolazione si divide quasi perfettamente tra cristiani e musulmani. L’economia dello Stato è in forte crescita, come dimostrano i dati del Fondo Monetario Internazionale del 2008 e del 2009. Nel 2012 il PIL è stato di 453 miliardi di dollari, superando quello del Sud Africa, fermo invece a 384 miliardi di dollari.”

E’ chiaro che sono i nostri governi a scambiare “accoglienza emergenziale” con sicuri ma non dichiarati vantaggi economici. Vantaggi non certamente per il popolo Italiano ma per alcune grandi imprese ammanicate con lo stato.

Adesso il MINISTRO DEGLI ESTERI e non quello degli interni, come ovvio, va lì a mettere nero su bianco “l’accoglienza” ed il resto che veramente interessa ma sta dietro le quinte.

 

ABUJA – Fermare i flussi migratori con una operazione di polizia non si può e l’unica opzione possibile è gestirli, agendo, o tentando di farlo, su cause e contesti che provocano la fuga di decine di migliaia di disperati, e in collaborazione con i Paesi di origine.

E’ quello che il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha cominciato a fare concretamente con una missione in Nigeria, Paese da cui arriva un immigrato su 5 di quelli che sbarcano sulle coste italiane  (12.163 nei primi mesi di quest’ano), proseguita oggi in Costa d’Avorio, da dove gli arrivi – di migranti economici – sono molto meno ma in aumento.  

Ieri in Nigeria il titolare della Farnesina ha spiegato ai vertici di Abuja il senso del ‘migration compact’, sostenuto dall’Italia dapprima in solitudine e poi condiviso dall’Unione europea che al vertice di giugno ha dato il suo endorsement ufficiale. Ora si tratta di varare azioni concrete e il titolare della Farnesina, primo membro di un governo europeo a visitare uno dei Paesi da cui proviene un flusso intensissimo di clandestini, dopo il via libera al compact da parte Ue, spera di arrivare entro l’autunno a un’intesa formale con la Nigeria.

“Possiamo lavorare insieme per una migliore gestione dei flussi dei migranti nel mutuo interesse dei nostri paesi”, ha detto Gentiloni nel corso dell’incontro ad Abuja con il collega degli esteri, Geoffrey Onyeama.

La questione, secondo il titolare della Farnesina, non è “eliminare” gli arrivi ma gestirli e “essere attivi sulle cause delle migrazioni, per esempio lavorando insieme sulla creazione di posti di lavoro”. Da parte sua Onyeama ha espresso “apprezzamento e gratitudine per l’umanità con cui l’Italia e il Governo aiutano e accolgono i migranti”. La gestione dei flussi migratori “non è solo un’operazione di polizia” ma l’obiettivo è di “trasformare l’idea generale di un migration compact – cioè la collaborazione con i paesi africani – in intese specifiche con ciascuno”, ha ribadito il ministro.

Sul fronte Ue, nel breve periodo la priorità è la conclusione di un accordo di riammissione tra Unione e Nigeria (l’Italia ha già un accordo bilaterale). L’avvio del negoziato è previsto a ottobre, preceduto il 7 e l’8 settembre a Varsavia da un seminario Frontex-Nigeria centrato sul tema delle riammissioni. Il tema dei migranti si intreccia con quello della sicurezza. E al ministro dell’Interno Abdurlarahman Dambazau, Gentiloni ha ribadito che “la politica è impegnata a garantire la sicurezza e a coordinare gli sforzi in Italia e in Africa” a partire dallo scambio di informazioni, dalla creazione di database, dalla lotta al traffico di esseri umani, dall’addestramento delle forze di sicurezza.

Ad Abuja, assieme a Gentiloni è arrivato anche il sottosegretario agli Interni Domenico Manzione che ha ricordato “l’esperienza maturata dall’Italia nella lotta al crimine organizzato e non” e la disponibilità a fornire strumenti informatici e capacità tecniche per individuare chi può costituire un pericolo per la sicurezza.

Impegno contro l’immigrazione illegale, lotta alla criminalità e protezione degli investimenti: sono questi i temi dei possibili accordi tra Italia e Costa d’Avorio che stanno a cuore al ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, da oggi in visita ad Abidjan. Il titolare della Farnesina ne ha parlato oggi nel corso di un incontro con il collega ivoriano Abdallah Albert Mabri Toikeusse, che ha anche chiesto il sostegno dell’Italia per la candidatura della Costa d’Avorio come membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu per il periodo 2018-2019. Ma è’ stata l’immigrazione irregolare uno dei temi in cui si è parlato di più, e per il quale secondo Gentiloni “serve una visione strategica e un partenariato basato su un’idea sostenibile per i paesi di origine e di arrivo”. Un mini ‘migration compact’ bilaterale. I numeri dei migranti provenienti dalla Costa d’Avorio sono ben lontani da quelli che ieri Gentiloni ha presentato in Nigeria, ma sono comunque consistenti. Dal primo gennaio al 20 luglio 2016 sono sbarcati in Italia 5.941 ivoriani pari al 7% del totale, in netto aumento rispetto al 2% del medesimo periodo del 2015 e del 2014, quando erano stati in tutto 1.530. Si tratta soprattutto di migranti economici e dunque di una situazione ‘particolarmente favorevole’ all’applicazione della filosofia del migration compact: lavorare perché in Costa d’Avorio si crei sviluppo e occupazione. .

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2 Commenti

  1. bianchini says:

    Il lettore ha capito esattamente il contrario di quello che io sostengo. Forse non ha visto che l’articolo non è mio ma dellANSA. Di mio c’è solo qualche riga di commento iniziale per dire che i nostri governi NON VOGLIONO fermare l’INVASIONE ma anzi la organizzano di comune accordo coi paesi di provenienza regalando la nostra accoglienza, che è tutta a danno del popolo, in cambio di cose non dette.

  2. Castagno 12 says:

    E’ impossibile controbattere tutti i fantasiosi argomenti che lei ha trattato, per mancanza di spazio e di tempo.
    Lei vuole far credere al lettore che sia credibile la missione in Africa del ministro Gentiloni per trovare un accordo sui flussi migratori. MA NON C’E’ NIENTE DA TRATTARE PERCHE’ QUI SIAMO GIA’ IN TROPPI NOI E GLI STRANIERI PRESENTI ANDREBBERO RISPEDITI A CASA LORO.
    Non è un problema di razzismo, MA DI SPAZIO, DI SPAZIO VITALE CHE NOI DOBBIAMO AVERE.
    La missione di Gentiloni serve per guadagnare tempo, per consentire nuovi arrivi e dovrebbe tenere buoni gli italiani che non gradiscono l’invasione. PRECAUZIONE INUTILE PERCHE’ QUI SI SOPPORTA TUTTO !
    Riporto e CONTESTO una sola frase che dimostra la sua visione personale di tutto il drammatico problema INVASIONE: “Fermare i flussi migratori con una operazione di polizia non si può e l’unica opzione possibile è gestirli”.
    Per bloccare gli sbarchi è IMPROPONIBILE l’utilizzo della polizia. Dovrebbero intervenire la Marina e l’Esercito.
    Anche un bimbo è in grado di capire che le coste sono molto più facilmente difendibili rispetto alla terraferma. Se le coste fossero INDIFENDIBILI, significherebbe che tutti i paesi che si affacciano sul mare sono di chi se li vuole prendere, ACCESSO LIBERO. In italia, vari Governi non hanno rispettato gli articoli della Costituzione che IMPONGONO LA DIFESA DEL TERRITORIO.
    Qui non ci sono da gestire i flussi migratori, MA C’E’ DA BLOCCARE UNA INVASIONE IN ATTO da circa trenta anni. Molti governi italiani hanno avuto tutto il tempo per organizzarsi e per difenderci dall’esproprio che stiamo subendo. Invece hanno perseguito la politica voluta dal Governo Mondiale.
    Pretendere di gestire questa invasione significa AVER DECISO LA NOSTRA ELIMINAZIONE. ” Grazie ” PER IL SUO CONTRIBUTO.
    BIANCHINI, gli arrivi continuano inarrestabili perchè, ha scritto lei, “la polizia non li può fermare “.
    IN PRATICA LEI SOSTIENE che dobbiamo subire ciò che gli altri hanno deciso. Domanda: ” HA GIA’ STABILITO LEI L’ENTITA’ DEL CONTINGENTE DI STRANIERI CHE PUO’ ESSERE GESTITO IN iTALIA, OPPURE POTREMO ACCOGLIERE ANCHE MEZZA AFRICA ?
    Ci doveva risparmiare il suo pistolotto. SPERIAMO CHE NESSUN LETTORE ABBOCCHI .

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