Immigrati, c’era arrivato prima il cardinale Biffi di Bologna

podestabologna

di ANGELO VALENTINO – Ricorda Giacomo Biffi e le sue raccomandazioni lontane e criticate che fecero scalpore. Accogliere i cristiani. Fu una voce che ruppe il silenzio ecclesiale. Ora a distanza di decenni arriva una bordata che rompe il monolitismo della Cei sull’accoglienza a prescindere e sempre comunque.

Non una accoglienza emergenziale di persone appena arrivate (per le quali sono attivi i centri Cara, per i richiedenti asilo, e Cas, straordinaria) ma accoglienza di singoli o nuclei familiari già identificati e conosciuti per i quali si potrà predisporre un percorso specifico caso per caso. Sono le indicazioni espresse infatti in una nota dal Cardinale Arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra, facendo seguito all’appello di Papa Francesco per l’accoglienza ai migranti. E’ del gennaio 2015, ma attuale….!!

Certo, accogliamo, ma vogliamo sapere a chi si aprono le proprie porte di casa. L’Archidiocesi, scrive Caffarra, agirà attraverso la Caritas Diocesana che si interfaccerà da un lato con la Prefettura e i centri indicati, e dall’altro con le Caritas presenti sul territorio (parrocchiali, interparrocchiali, o di zona o di vicariato). L’obiettivo, spiega ancora il Cardinale di Bologna, è offrire ai profughi veri percorsi di accoglienza e integrazione, e al tempo stesso, garantire chi accoglie di non essere lasciato a se’ stesso a gestire situazioni che sono delicate e faticose.

Oggi realtà che accoglie, spiega ancora Caffarra, “è necessario che sia quotidianamente visitata monitorata e sostenuta dalla comunità tutta e da altre figure esterne competenti e autorevoli. Potrebbe essere questo uno spazio affidato anche ad Associazioni, Movimenti e altre Aggregazioni ecclesiali, che possono offrire alla realta’ ospitante svariate forme di sostegno organizzato”. L’accoglienza sarà vissuta con “gioia e onore”; esclusa ogni forma di rimborso economico per vitto e alloggio. Tutto ciò che invece comporterà costi e impegni ulteriori( ad es. Assistenza sanitaria, corsi di lingua e di formazione, adempimenti burocratico o altro) rientra’ nell’impegno delle realtà caritative e delle istituzioni preposte. La parrocchia, spiega ancora Caffarra, non si identifica con il parroco, la canonica, le strutture parrocchiali.

“Proprio perché l’accoglienza sia espressione di tutta la comunità cristiana si chiede che i sacerdoti responsabili di parrocchia e zone pastorali non si facciano carico da soli dell’accoglienza. Se non si riuscisse a garantire una effettiva corresponsabilità con almeno alcuni parrocchiani – – conclude il Cardinale di Bologna – neppur il parroco da solo potrebbe far fronte al bisogno; in tal caso si prenderà atto con dolore della impossibilità di accogliere”.

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One Comment

  1. luigi bandiera says:

    Se non sono invitati, per cui si sa chi sono gia’ da prima dell’invito, devono almeno presentarsi e chiedere se possono entrare in casa nostra.
    Le leggi anche internazionali, non devono essere fatte per andare contro chiunque. Devono regolamentare perche’ sussista un ordine, una disciplina.
    Magari un popolo che vive tranquillo ed organizzato bene se invaso tout court con varie scuse deve poter difendersi. Anche cristianamente parlando.
    L’entrata di milioni di esseri puo’ alterarne la struttura organizzativa e dire che va accettata perche’ sono richiedenti asilo o altro e’ TRADIRE chi e’ i regola.
    Ma ci sto’.
    Facciamoli entrare tutti ma proprio tutti.
    Diamogli anche il vitto e l’ aloggio piu’ una paga. E tutto gratis poverini. Il diritto lo acquisiscono perche’ hanno affrontato la morte (non come gli ALPINI SUL MONTE GRAPPA) facendo l’attraversata del mare suo.
    Ma non ci tolgano, a noi autoctoni, gli stessi diritti loro..!
    Lasciateci occupare le ville che sono sparse per il territorio. Magari quella di Arcore.
    Fateci stuprare, derubare e ecc… anche noi abbiamo dei diritti. O no..?
    Abbiamo lavorato e nei campi e nelle fabbriche… nelle miniere e con uno che passa dall’Africa alla Sicilia ci toglie il nostro sacrosanto diritto..?
    Ma dove vivono quelli, “buoni”, che li vogliono tutti qua..?
    Io mi sono fatto il kulo per farmi una casa… ed ho VERSATO.
    Vivevo anch’io in una catapecchia. Case di lusso ce n’erano poche ed erano dei cosiddetti signori. I signorotti.
    Adesso che pensavo di vivere i miei ultimi anni (sono nel braccio della morte per cui…) tranquillamente toh: arrivano le “cavallette” aiutate dai miei presunti fratelli a detta dell’inno mamelucolo, e non ho piu’ pace: mi sento FORESTO a casa mia.
    Non gli austriaci ma gli africani ci stanno invadendo e grazie ai KATTOKOMUNISTISLAMICI.
    Si, ci penso ogni tanto e dico: la terra non e’ di nessuno di noi umani. Quindi possiamo andare e venire dove vogliamo.
    Cosi’ un anno si puo’ vivere (a sbafo) in USA, un altro anno in Spagna; un altro anno in Francia e cosi’ via via… e dato che magari siamo affamati e stanchi pretendiamo (siamo o no uomini con i nostri diritti fondamentali e inalienabili?) dagli autoctoni che cavolo, vivono nel lusso.
    Pero’ sti stronxi di ricchi, specie nel nordest, sono avari e non vogliono fare i buoni. Non ci vogliono addirittura.
    Allora spunto l’uomo polare che dice che San Martino (patrono della mia citta’) ha tagliato in due il suo mantello e una meta’ l’ha data al poveretto infreddolito.
    Kax, era uno pero’… qua sono l’AFRICA INTERA se continua cosi’.
    Poi parlano di ingressi di tot numero ogni anno… passano gli anni e l’Africa si svuota e riempe l’Europa.
    Ma come kax ragionano sti intellighentis super malati..?
    Se stanno male dove vivono le ong vadano li’ da loro, magari a vangargli l’orto… a menar torno la polenta… porca miseria.
    Basta con questi ipocriti con i FARISEI E I SADDUCEI.
    Il giusto ce l’aveva su con loro e forse ora capiamo perche’..!

    An salam

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