Il voto delle Europee e i tempi duri per l’opzione indipendentista

di GIANLUCA MARCHI

Qualche riflessione sul voto per le Europee in chiave indipendentista. Diciamo subito che non c’è da stare allegri: se qualcuno aveva, magari anche legittimamente, pensato che la separazione dall’Italia di alcune aree potesse essere a  portata di mano a seguito degli esiti numerici del ben noto plebiscito digitale, alla luce del voto di ieri non può non concludere che la strada sarà lunga e assai difficoltosa, ammesso e non concesso che ci sia la voglia di percorrerla. Il fatto che un partito come il Pd – al di là dell’effetto Renzi, che indubbiamente c’è stato – tocchi  percentuali del 40% in regioni come la Lombardia e il Piemonte, dove la sinistra statalista e centralista era data pressoché per dispersa da diversi lustri, la dice lunga sulla volatilità degli elettori padani, e sulla disponibilità di una consistente maggioranza di essi a seguire il pifferaio magico di turno. Certo, esiste un altro buon 40% di cittadini che alle urne non ci sono proprio andati, ma pensare di poterli recuperare tutti o quasi alla causa dell’indipendenza mi sembra una prospettiva del tutto irrealizzabile.

Per quanto riguarda invece gli indipendentisti “radicali” – fra i quali molti postatori di commenti su questo giornale -, quelli convinti che il percorso verso l’indipendenza possa essere ripreso solo dopo la scomparsa e la cancellazione della Lega Nord, ebbene alla luce del 6 e rotti per cento ottenuto da Matteo Salvini (lui è stato il motore del risultato) dovranno obiettivamente mettersi il cuore in pace. Il segretario federale ha ricevuto in “dono” un movimento pressoché sfasciato e, va detto, anche attraverso messaggi un po’ disordinati, l’ha rimesso in piedi e posto in condizioni di camminare. Per andare dove è difficile da sancire al momento, ma la Lega è viva e anche abbastanza vegeta. E ciò vale non tanto per la sua dirigenza, i cui limiti e la cui indecenza sono sempre stati denunciati da L’Indipendenza, ma per alcune centinaia di migliaia di persone che non vivono di politica ma che, se hanno in mente un’ipotesi indipendentista o autonomista, continuano, a torto o a ragione, ad affidarsi al Carroccio. Il resto è onanismo mentale…

A questo punto cosa abbiamo davanti? Teoricamente solo tre possibilità per continuare a nutrire una qualche speranza indipendentista: tre sembrano tante, ma il problema è che ciascuna sembra di più difficile realizzazione dell’altra. Vediamole:

1) Smettendola di inseguire la chimera che il plebiscito digitale svoltosi a marzo in Veneto equivalga a un pronunciamento codificato della volontà del popolo veneto, il referendum regionale consultivo previsto dal progetto di legge n. 342 (che il Consiglio regionale dovrebbe discutere e votare nelle prossime settimane se non vi saranno clamorosi voltafaccia) potrebbe essere un grimaldello inserito  nella corazza del malconcio stato italico e da lì dar vita a un’effetto domino. Facile? Tutt’altro, non solo perché bisognerà arrivare a indire il referendum, ma soprattutto perché bisognerà vincerlo, il che non appare del tutto pacifico alla luce del voto di ieri;

2) Come qualcuno ha già proposto da queste colonne, tutte le anime e i movimenti indipendentisti dovrebbero cercare di sedersi a un tavolo con la Lega Nord (l’unica che dispone di voti e di forza organizzativa) per capire se esiste lo spazio di un’azione comune, mettendo da parte acredini e gelosie che abbondano. Facile? Nemmeno per sogno, se non altro perché in troppi dovrebbero tacitare pulsioni personalistiche e poi per un motivo che definirei più politico: ho l’impressione che la Lega stia imboccando una strada più autonomista che indipendentista, il che non andrebbe d’accordo con il palato degli indipendentisti;

3) Fregarsene di quel che fa via Bellerio e cercare di dar vita a un movimento autenticamente indipendentista federato e trasversale, che stia al di sopra delle divisioni fra destra e sinistra. Si tratta della più complicata delle possibilità sul tappeto per vari motivi: la difficoltà a individuare un leader in grado di caricarsi sulle spalle un tale compito immane, la carenza di mezzi, l’atavica parcellizzazione territoriale degli indipendentisti e la loro diffidenza gli uni con gli altri

Come dice e ripete da sempre Gilberto Oneto, per inseguire il sogno dell’indipendenza ci vuole il consenso della gente: il tasto di un computer aiuta sicuramente a crearlo e pure a consolidarlo, ma poi ci vogliono i voti nell’urna, altrimenti rimaniamo inchiodati al solito onanismo mentale.

Questi sono gli elementi di riflessione che avvertivo la necessità di sottoporre ai nostri lettori. E aggiungo un ultimo discorso riguardante questo giornale online, L’Indipendenza. Qualche settimana fa avevo già messo in allerta chi ci segue che la mia direzione probabilmente non sarebbe proseguita a lungo. Confermo che, a mio modo di vedere, il compito de L’Indipendenza come la concepivo io è arrivato al capolinea. Entro la metà di giugno dovrei lasciare la direzione e con me dovrebbero lasciare anche gli amici Facco, Oneto e Bracalini (gli altri collaboratori decideranno che fare in piena autonomia). L’Indipendenza però continuerà e verrà gestita da altre persone, nessuno è indispensabile… Sono stati due anni e mezzo intensi, per certi versi entusiasmanti ma anche molto difficili, soprattutto perché gestiti con risorse molto limitate. Cosa faremo noi “quattro dell’avemaria”? Ancora non lo so, di certo non un quotidiano che si metta a fare concorrenza a L’Indipendenza nel piccolo bacino di riferimento. Più probabilmente daremo vita a un forum, un blog, un pensatoio o una rivista – chiamatelo come preferite – di riflessione e approfondimento sui temi che ci sono cari, ma senza l’impegno di ore e ore al giorno profuse in questo giornale per tenerlo continuamente aggiornato, avendo avuto la pretesa iniziale, condivisa da tutti, di farne un quotidiano.

Perché il compito de L’Indipendenza – come lo vedo io, sia chiaro, non pretendo che tutti siano d’accordo – sarebbe esaurito? Al nostro esordio ci eravamo ripromessi di creare un “filo rosso” fra tutto il mondo indipendentista così altamente polverizzato, sperando di dare ad esso una forza politica che aveva perduto. Fin dalla convention di Jesolo di fine maggio del 2012 abbiamo perseguito tale obiettivo, con  la presunzione di svolgere un ruolo “politico”  che probabilmente non spetta a un giornale, ancorché online ma inteso in senso tradizionale. Possiamo dire di essere diventati un punto di riferimento del mondo indipendentista e questo è il massimo che potevamo raggiungere. Per tale ragione se daremo vita a qualcosa di nuovo, lo faremo con caratteristiche diverse.

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86 Comments

  1. Castagno 12 says:

    Signori del Plebiscito, del Referendum, della Raccolta Firme, del Voto via e-mail (” successi mai ottenuti prima, neppure dalla Regione “)

    1) NON POTETE DIRE DI AVERE GIA’ IN TASCA IL RISULTATO

    2) SE AVETE LA RUOTA DI SCORTA , POTRESTE CONFIDARCI DI COSA SI TRATTA ?

    3) SE ILLUDETE GL’INDOLENTI, (attivi solo a parole e con gli scritti) QUI DAVVERO E’ FINITA !

  2. Castagno 12 says:

    Replica a GIORGIO DA CASTEO – 1.6.14 at 4:06 pm.

    Plebiscito.eu NON è la prima (in ordine d’importanza) e non è l’unica strada percorribile.
    Plebiscito, referendum, ecc, sono da considerare solo “bottiglie in mare”.

    Nell’attuale contesto, il Governo Mondiale è un avversario potente, ha il coltello per il manico e non è disposto a fare concessioni a lui sfavorevoli.
    Detto Governo è dotato di una enorme forza perchè:

    – ha un progetto preciso e curato anche nei particolari
    – ha risorse finanziare ed ha in mano i nostri soldi (vedi conti correnti)
    – è assecondato anche dai “politici” italiani che, con i nostri soldi, fanno ciò che a loro conviene: restare inseriti nel SISTEMA (tanto gl’italiani li APPROVANO e li mantengono nel lusso per gestire il disastro)
    – attraverso gli alimenti, le varie fonti di inquinamento, i cambiamenti climatici, le azioni sui territori (progetto H.A.A.R.P.), ecc, procura ai popoli la riduzione della volontà e dell’intelligenza
    – ha in mano i mezzi d’informazione più seguiti e più acquistati
    – e via così.

    In realtà, la prima e unica strada percorribile SICURA è costituita da una serie di azioni, anche quotidiane, che la maggioranza dei RESIDENTI al Centro / Nord dovrebbe mettere in atto.

    Purtroppo, almeno per il momento, è inutile ricordare il da fare e sperare che le varie popolazioni, intressate all’Indipendenza, si mettano in movimento

    Comunque è un grosso errore indicare come uniche certezze, azioni e procedure che rappresentano solo delle modestissime SPERANZE !

    Così facendo SI CONSOLIDA L’INDOLENZA:
    “non faccio niente perchè tanto c’è il referendim, c’è Plebiscito” o altro.

    E così permane L’INAZIONE anche da parte di chi, abituato alla “TETTA” italiana, stravede per la riconferma di quella ben più grossa: la “TETTA” dell’Ue.
    Tanto pagano gli altri.

    E per i MANTENUTI ed i GRULLI, non importa se questo SUPERSTATO si chiama Europa o Unione europea o EURABIA.

    Il dato dell’affluenza italiana alle urne, per le Europee (58% circa) conferma che NON DIMINUISCE l’esercito dei MANTENUTI e dei loro familiari:
    ben il 50% degli aventi diritto al voto.

    Non esiste complotto, è quasi tutto alla luce del sole, da tanto tempo.
    I problemi fondamentali sono due:

    1) CAPIRE

    2) FARE LE COSE CHE SERVONO SICURAMENTE (l’esito delle richieste DIPENDE SEMPRE DALL’INTERLOCUTORE).

  3. Giorgio da Casteo says:

    In un momento di tragedie di stato l’incoerenza veneta al voto è comprensibile. Rimane,malgrado infantili vanita’,tuttavia inattacabile l’opzione Plebiscito.eu (la 1^ e l’unica strada percorribile) Lavorando ininterrottamente come le talpe bisogna predisporre istituzioni venete e la Carta (almeno una bozza). Poi se daranno fastidio ancora i vari Lorsignori inviamo Rocchetta (che è un ottimo diplomatico Veneziano) a Mosca. Con la Russia, come garante della Repubblica Veneta, ogni intralcio o incomprensione sparira’. Se la politica deve essere considerata un gioco sottile ed intelligente la scacchiera adatta è quella continentale Euro-Asiatica.E’ arrivata la congiuntura di volare alto ! Viva San Marco

  4. Castagno 12 says:

    Tempi DURISSIMI per l’opzione indipendentista.

    Alle europee:

    – Salvini ha preso il 6,5% che in italia servirà a Silvio

    – Marine Le Pen ha preso il 26 % che in Francia servirà al Front National.

    Sarebbe doveroso ed indipensabile che i lettori di questo Quotidiano, pur occupandosi (PER DILETTO ?) dei “politici” nostrani, si occupassero principalmente di ciò che dovrebbero fare loro di utile per fronteggiare l’attuale disastro procurato da Lorsignori (italiani e non).

    E’ tassativamente da escludere che l’ipotetica salvezza ci possa arrivare dai “politici”.

  5. Pedante says:

    Anche a me dispiace il tono (immeritatamente) abbattuto dell’articolo.

    Avete fatto uno splendido lavoro di sensibilizzazione e gettato le basi per un futuro risveglio identitario, “futuro” essendo la parole chiave.

    Visto che il Sistema è internazionale, è logico immaginare che qualsiasi minaccia alla sua egemonia sarà vigorosamente contestata pure nei paesi periferici. I potenziali indipendentisti verranno bollati come fascisti (che lo siano o meno) e dovranno affrontare delle coalizioni che di primo acchito potranno sembrare inverosimili (tipo la GEMJL http://is.gd/0utrc1).

    Il fenice nasce dalle ceneri, e di ceneri finora non ce ne sono state abbastanza!

  6. Alfag01 says:

    Questo voto europeo non vale NULLA in ottica indipendentista.
    Io, indipendentista convinto, ho avuto notevoli difficoltà ad accordare il mio voto,
    Penso che la galassia indipendentista (che non è tutta informata di quello che succede nella politica regionale) abbia votato nell’ordine:
    1 – astensione
    2 – 5 stelle
    3 – forza italia
    4 – PD
    5 – Lega

  7. marco marinoni says:

    Articolo molto interessante, caro Marchi.
    Però resta il fatto che l’Italia è irriformabile, è destinata a disintegrarsi senza alcuna riforma significativa e travolgerà inevitabilmente i trionfatori di oggi e gli ebeti di sempre.
    Allora bisognerà essere pronti.

  8. dubitaresempre says:

    Putin aggredisce l’Ucraina. La Cina il Vietnam e Giappone. In Africa si sparano in massa e attraversano il mediterraneo alla prima occasione. Mi pare dura spiegare il gioco delle alleanze (ombrello euro/americano) a qualcuno di buonsenso.
    Salvini è un politicante . Parla. Se dovesse amministrare un condominio ..fallirebbe.
    “Vendeva” in esclusiva un prodotto politico appetibile. Con un buon investimento promozionale.
    Le PEN vince lui il 6% non è un buon risultato..

  9. BdG says:

    Non vedo il nesso tra l’esito delle elezioni europee e la causa Indipendentista, dato che nessun partito indipendentista ha presentato una propria lista. La lega non rappresenta più il mondo indipendentista, tant’è che sul simbolo compariva la voce “Autonomia” che non si coniuga per nulla con l’auto-determinazione.
    Va dato atto alla sinistra che con gli anni ha creato una massa di assistenzialisti e parassiti che godono di privilegi assurdi e inaccettabili,oggi è passata all’incasso, ma il tempo delle favole e delle regalie è scaduto, vedremo quando i pesci che hanno abboccato si sveglieranno, se confermeranno il loro voto.
    In ogni caso trovo del tutto fuori luogo la rivalutazione della Lega alla causa indipendentista, la Lega ha aumentato il consenso svolgendo una campagna contro l’euro,di fatto ignorando la causa dell’indipendenza,quindi su tutt’altro tema ha preso i voti e questo deve essere chiaro, spostare oggi, il consenso avuto con lo slogan “no Euro”come una affermazione in chiave indipendentista e quindi vantando una sua Leadership, mi spiace dirlo, è un’abile mossa propagandistica ma purtroppo inveritiera.
    Il plebiscito veneto è stato la svolta che ha costretto la Lega, a far resuscitare il DDL 342, altrimenti oggi sarebbe ancora sepolto in qualche cassetto. Di questo va dato merito, altro che chimera. Vedremo a giugno se Zaia avrà il coraggio di portare avanti il referendum, forse personalmente lo farebbe, ma essendo un uomo della Lega che si definisce autonomista, temo che dovrà allinearsi agli ordini di partito. Un partito che il giorno dopo le elezioni si è messo a disposizione del suo nano-padrone.
    Poco male,il Veneto farà da solo, nelle retrovie si sta organizzando un sodalizio pronto a scalzare il governatore e con lui tutti i falsi indipendentisti che ci hanno tenuti reclusi per vent’anni in uno stato che non ci appartiene. Basta euro, ma basta anche Lega!

  10. mikivr says:

    Dai commenti che leggo qui e in altri siti noto una seria preoccupazione per le elezioni di domenica scorsa, io stessa ero avvilita ma poi mi sono resa conto che quanto è successo non cambia assolutamente i programmi Veneti. Penso che nella ns. terra ci siano tante persone che amano l’Italia (buon per loro) perché sono cresciuti nella mentalità italiana (come veneti) o perché non sono originari delle ns. parti. Ma ci sono poi tantissimi “veneti nell’anima” (come la sottoscritta) che si sentono soffocare dalle difficoltà quotidiane, che guardano al futuro con occhi desolati, senza speranza, brancolando nel buio… ma piano piano …in lontananza…si sta accendendo la luce della rinascita. Nell’aria si respira la voglia “di fare” della ns. gente, non riusciamo a stare fermi. Dobbiamo cercare di parlarci tutti, di condividere e chiederci consigli. Ognuno di noi ha le proprie idee (anche politiche) e se da un lato non le condividiamo da un’altro possono stimolarci a fare meglio… a prendere in considerazione altri aspetti della vita. Come tutti vogliamo solo il bene per la ns. casa e la ns. famiglia sicuramente tutti vogliamo bene alla ns. terra. Ripeto, cerchiamo di unirci tutti, di qualunque pensiero politico siamo, tutti possiamo dare il ns. contributo, lo dobbiamo fare x la ns. terra. Usiamo la ns. intelligenza per dare coraggio anche ad altre genti. Indipendenza NON VUOL DIRE CHIUDERSI AL MONDO, indipendenza VUOL DIRE LIBERTA’ E PACE.
    Io, se fossi un politico, mi sentirei orgogliosa di poter partecipare alla creazione di una nuova nazione, indipendentemente dalla mia bandiera politica, perché mettersi così a disposizione degli altri dimostra tanto tanto tanto coraggio!

  11. Rodolfo Piva says:

    Carissimo Direttore ed altrettanto carissimi Facco, Oneto e Bracalini.

    Sono rimasto colpito e mi addolora sapere che lascerete il “nostro” giornale. Spero comunque di potervi sempre seguire in altro contesto.
    Ma, a parte questo, vi sono grato per avere stimolato, attraverso i vostri scritti, il mio credo indipendedentista, il mio senso identitario ed avermi dato l’opportunità, attraverso i vostri input, di approfondire molte tematiche ed argomenti storici.
    Grazie, cari amici, un grosso abbraccio con affetto e tanta stima.
    Rodolfo Piva

  12. caterina says:

    al di là dello sctticismo o comunque della linea prudenziale tipica di chi fa il giornalista, io non vedo che le elezioni appena esperite con la furba coincidenza delle europee e delle amministrative siano indicative di voglia o meno di indipendenza, o di possibilità o meno di realizzarla, benchè qualcuno l’abbia usata come specchietto per le allodole…piuttosto, benchè non si dica che il 40 per cento non ha votato, rispondono comunque all’abitudine degli italiani di andare a votare anche se sono consapevoli che in politica non cambierà niente e tutti i giochi si fanno sulle loro teste in ogni caso…
    I Veneti messi di fronte alla domanda secca e concreta se vogliono o no l’indipendenza non hanno avuto incertezze, e l’essere poi andati a votare l’altro giorno non inficia affatto il voto espresso in aprile, semmai è stata per molti una esercitazione tra il ludico e l’incredulo nell’attesa che quanto hanno già espresso circa il proprio destino si possa concretamente realizzare… questa è la speranza vera!

  13. Eugenio says:

    Forse saro’ un INDIPENDENTISTA Radicale,ma vedo che il GIANLUCA MARCHI ,non si domanda come mai il SALVINI a preso questo 6,2 %su un 60% di votanti..mentre 6 mesi fa la LEGA era moribonda al 3,2%.Ma queste elezioni EUROPEE ,sono state un colpo di culo per LUI,infatti quando TUTTI i partiti erano a favore dell’euro,(dicevano si ,ma dobbiamo rivedere e balle varie ) compreso il M.5.S. che diceva che forse faremo un Referendum,il Salvini a fatto il Bastian contrarioossia a detto NO EURO,nel senso che a quelli che non piaceva l’Euro lo votavano LUI,poi a inserito diversi temi come la cancellazione della legge Fornero ,la prostituzione sulle strade ecc,tutti temi che alla gente interessano ,ma che poi alla fine LUI non fara’ niente.è perfino andato a cercare voti al sud ,nonostante che alcuni mesi prima diceva PRIMA IL NORD,insomma a raccattato voti da diverse parti ,ma questa poilitica Truffaldina con il tempo si vede ,ma intanto per adesso li ha fregati ,ed a fatto vedere che è bravo..e a preso un po di voti…:0)

  14. berghem says:

    Da una parte mi dispiace per questo giornale, dall’altra mi pare di capire che nascerà altro.
    Nell’attesa di altro ringrazio per quanto fatto in questi anni.

  15. bepi says:

    Rispondo a quanti, come me, alla vista che tanti in Veneto han votato per l’unitarista Renzi, han provato una sorta di scoramento. La notte porta consiglio, dicono, e ci ho riflettuto, tra sonno e veglia. Di tanto riflettere mi è rimasta un’immagine, onirica, ovviamente.
    Il Veneto m’è apparso come un immenso braciere, nel quale un tempo divampava la fiamma viva della Serenissima. Ne vedevo le braci e, qua e là, tra le braci, qualche fiammata. Non erano fuochi fatui, ma fiamme vive. Quelle fiamme erano gli indipendentisti consapevoli (quelli ai quali centocinquant’anni di vuota retorica italica non son bastati a confonder le idee). Bastava un poco di vento e tutte, o quasi, le braci si rattizzavano; se il vento smetteva però continuavano a scaldare ma senza bruciare. Le braci erano gli indipendentisti inconsapevoli (ovvero quelli che han votato SI al referendum per l’indipendenza, informati da amici e parenti, e poi magari PD alle Europee).
    Plebiscito.eu è riuscito a provocare una ventata che ha rattizzato le braci. Ma subito chi ha pensato lo Stato italiano a soffocarle attivandosi come sa fare facendo scrivere sui suoi giornaloni che il referendum digitale era una bufala, cercando di circoscrivere il fenomeno incarcerando un pochi di venetisti e sappiamo bene com’è andata. Tanti che si erano sentiti per un attimo infiammare il cuore e, presi dall’euforia, avevano stappato bottiglie di prosecco pensando che, detto fatto, si fosse ottenuta l’indipendenza, dando bada ai titoloni sui giornaloni, vedendo che la mattina tutti continuavano ad andare al lavoro come sempre, e che sui palazzi della Regione, della Provincia e del Comune continuava a sventolare il tricolore italico, han pensato che forse si era trattato solo un bel sogno. Tanto valeva continuare a votare per Renzi, o Grillo, Salvini… “ansi, par nissuni, che i vaga in mona tuti!”
    Tutto qua. L’indipendentismo veneto è tutt’altro che morto, e Plebiscito.eu neppure. Purtroppo però tanti ancora dan credito ai giornaloni e alla RAI. La salvezza verrà da Internet e da giornali come questo.

  16. Eugenio says:

    Attualmente non dispongo della percentuale dei VENETI Che si sono recati alle urne,certo se la media fosse del 60% ci sarebbe un bel Problema.L’Unica cosa positiva che vedo io è che nonostante lo Stato Italiano ,abbia abbinato a questa votazione Europea a diversi comuni e a due Consigli Regionali ,l’affluenza alle Urne in Italia non è mai stata cosi bassa.Quindi quando si parla del P.D. che a preso il 40%va rapportato al 60%dei votanti.Poi se uno si chiede chi siano questi votanti ,si vede che ci sono diversi Tossici ,anziani non piu’ molto lucidi,gente handicappata che viene accompagnata ai seggi con un bigliettto medico,carcerati ,suore ,frati e preti,al servizio del Vaticano.si capisce che razza di Democrazia sia questa….

    • Veritas says:

      L’elenco è molto più lungo, vanno aggiunti: tutti i dipendenti delle coop rosse +, stavolta anche di quelle bianche, tutti i dipendenti delle loto banche ed assicurazioni, dei loro infiniti supermercati, aziende agricole, flotte per la pesca. società di trasporto, insomma, bisogna rendersi conto che questo paese è praticamente posseduto da tale rosso partito:
      Ma la cosa più sconcertante è notare che il centro di Milano, quello che era una volta chiamato “la Milano bene” ha votato rosso. Cosa vogliono farci credere, che sono poverelli? I soldi li hanno al sicuro, ma sono dei grandi ipocriti

      • gianluca says:

        Ma Lei ancora pensa che i grandi capitali votano solo a destra. Son finiti da tempo quei modi lì

        • Veritas says:

          Devono essere finiti da quando i DS e loro cespugli hanno raggiunto un altissimo grado di ricchezza, anche superiore a quella di certi capitalisti. Essendo, allo stesso tempo e in vari modi al potere, vengono tenuti in considerazione dai capitalisti altri…

  17. paolo says:

    voi continuate a non capire che il problema è etnico.
    il Nord è stato invaso da meridionali, specialmente negli ultimi 10 anni. Anche zone un tempo sane si sono meridionalizzate.
    Con questi numeri, per forza che il messaggio indipendentista non passa

    • Eugenio says:

      Paolo aggiungi anche i vari extracomunitari che sono li nel Veneto ,e quelli che ne arrivano tutti i mesi ,e tra pocogli danno lo jus soli ed il diritto di voto ,e poi capisci come fa a passare un messaggio Indipendentista…

    • Tuder says:

      Veramente l’esempio catalano dimostra il contrario: anche un immigrato, meridionale o europeo o extra, può essere autonomista se gli viene presentato io messaggio in maniera efficace

  18. Silvia says:

    Io non denigro nessuno: e’ una semplice constatazione e non solo mia.
    In ogni caso, ogni bene, a tutti.

  19. Silvia says:

    Dite quel che volete, ma io con tutto il rispetto non vedo “I quattro dell’Ave Maria” ma quattro fuggitivi che se la danno a gambe levate per creare cosa?
    Un ennesimo blog o forum…

    • gianluca says:

      fuggitivi da cosa? lei sempre pronta a denigrare senza nemmeno conoscere le persone

      • AUVERNO says:

        Sì, sì è vero… state scappando! Notoriamente siete tutti dei moderatini senza coraggio, e poi c’è il complotto demo-giudo-pluto-massonico, gli OGM, le scie chimiche, le CAVALLETTE…

  20. Maurizio says:

    Il seme dell’ indipendenza è ben piantato nel terreno. Il problema è che questo terreno è secco e arido. Il consenso si compra con la promessa di 80 euro al mese…

  21. Flavio Poli says:

    Ringrazio te, Facco, Oneto, Bracalini e tutti quanti hanno tenuto viva l’idea indipendentista su questo giornale e spero di rileggervi presto. Per quanto riguarda le riflessioni sul voto, francamente faccio fatica ad individuare le motivazioni di un consenso cosi ampio al PD e ad un recupero della Lega Nord se non con il fatto che sono gli unici, rispetto agli altri, ad avere presentato volti, toni e modi nuovi di fare politica. Cosa abbiamo davanti ? L’esperienza di Jesolo e Padenghe, hanno evidenziato il fatto che, non solo non c’è un leader ma la cosa peggiore è che l’idea prevalente sia un’avversione leghista. Cosi facendo, può capitare il paradosso di trovare due banchetti, l’uno indipendentista e l’altro leghista che sottopongono la stessa richiesta di sottoscrizione con l’inevitabile esito che il malcapitato firmatario, andrà a ritirare il volantino del PD…… Credo, e non da oggi, che la strada sia quella di sedersi ad un tavolo con la Lega Nord, che dispone di voti, organizzazione e soprattutto persone nelle istituzioni per verificare nei fatti l’attuazione di una idea apparentemente comune e francamente anche toglierci dai piedi rancorosi ed indipendentisti radical-chic. Eh si, li abbiamo anche noi gli indipendentisti da salotto.

  22. Ric says:

    Il voto a Renzi nel Veneto è ritorno di fiducia alla rassicurante Democrazia Cristiana che egli rappresenta ; lo sviluppo in Veneto con conseguente ricchezza si richiama al periodo storico imperante della “balena bianca”e di ricordi bucolico ancestrali di clerical-certezze. Colpito dalla logica parassitaria che il sistema burocratico Italia ha sostituito al posto dell’operosa imprenditorialitá veneta, la debolezza esistenziale al proseguo scopre la vera essenza dell’essere parassita : ossia in possesso di energia e risorse tutte quante sottratte al popolo veneto e che ora non ha più . In un clima di disperata debolezza il realismo dell’anima bella disconosce se stessa , giustificandola come equilibrato realismo , di fatto barattando per un piatto di lenticchie le difficili strade delle libertá . Sanno in cuor loro che che a cambiare deve essere il parassita , ma hanno l’impressione di smuovere qualcosina se , nella lenta agonia (il morbo infuria , il pan ci manca , sul ponte sventola bandiera bianca ) possono un attimino alleviare con abbondante illusione i morsi lancinanti della crisi , con terapie antidolorifiche della dolce morte .
    Grazie a Marchi , aspetto cenni rinnovati per poter ri sintonizzarmi allo spirito intelligente delle vostre iniziative .

  23. Mi dispiace che voi quattro lasciate l’indipendenza in cui ho creduto in voi perché siete saggi consapevoli delle difficolta, ma avete creato in questi due anni in molti di noi la forza dell’indipendentismo, dell’autodeterminazione e delle autonomie locali. Nei tuoi 3 suggerimenti io penso e mi sembra di averlo già commentato scrivendo sul vs giornale che divisi non si conclude niente ma uniti ognuno nel proprio territorio possiamo arrivare non presto purtroppo ma nel tempo al raggiungimento dei nostri ideali indipendentisti. A Jesolo nel 2012 ho sentito e ho capito che ognuno di questi indipendentisti pensava al suo orticello, tutto errato, noi che crediamo in questi valori dovremmo trovarci tutti insieme per creare un vero movimento indipendentista e in ogni regione del nord cominciare a essere credibili prendendo alcune buone idee anche da altri movimenti come democrazia diretta e partecipata, idee ecologiche, idee sul nostro sistema idrogeologico e manutenzione del territorio in cui viviamo, cultura della legalità, eliminazione della burocrazia, maggiore attenzione ai bambini e alle famiglie, questi sono alcune idee che un domani possono convincere i disillusi, per questo ne possiamo discutere e cominciare da adesso a spiegare e illustrare che noi indipendentisti siamo migliori e che crediamo nell’indipendenza del nostro territorio. Rinaldo Cometti

  24. Francesco Mario says:

    Dispiace anche a me che GianLuca Marchi, Facco, Oneto, Bracalini ma se fossi nei loro piedi farei altrettanto. Mi azzardo, difatti, a credere (anche se Marchi dice il contrario) che lascino non perché è stato raggiunto lo scopo per cui è nata l’Indipendenza, ma perché si sono resi conto che si tratta di un risultato irraggiungibile. I commenti di troppi lettori confermano che il lavoro è servito a ben poco e che a lavare la testa all’asino si perde il ranno e il sapone.
    Francesco Mario.

    • gianluca says:

      Io infatti non ho scritto che è stato raggiunto lo scopo, semmai che L’Indipendenza, a mio modo di vedere, non è è più funzionale a quell’obiettivo

      • U.nione K.onfederale C.isalpina says:

        GLM ” L’Indipendenza … non è è più funzionale a quell’obiettivo

        kuesto peniero non l’ho kompreso … xkè non è + funzionale all’indipendenZa del Territorio Padano e popoli cisalpini, dall’italia e da roma !? …

  25. frank says:

    SE I VENETI VOTANO PD, COME HANNO FATTO IN MASSA ALLE ULTIME EUROPEE, SIGNIFICA CHE L’INDIPENDENZA “NON LA VOGLIONO”. FORSE SARA’ MEGLIO DIFFONDERE CULTURA “CENTRALISTA E GLOBALISTA”.

  26. mikivr says:

    Signori miei, vorrei ricordarvi che l’indipendenza veneta non ha colore: le persone che hanno aderito al plebiscito sono di destra, di sinistra e di centro e se volete di alto e anche di basso. L’indipendenza veneta riconosce solo 2 posizioni: si e no e riguarda solo i veneti. Questa cosa è sempre stata specificata fin dall’inizio. E poi scusate, un veneto di sinistra non può avere questa “collocazione” anche all’interno della Repubblica Veneta? O per caso va bene un’unica ideologia?

    • U.nione K.onfederale C.isalpina says:

      giusto ! … è kuello ke dovrebbero fare i Movimenti Indipendentisti konfederandosi, ovvero

      KIAMARE a RAKKOLTA TUTTI i CISALPINI verso kuell’OBBIETTIVO, INDIPENDENTEMENTE dal KOLORE POLITIKO, IDEOLOGIKO, RELIGIOSO e CETO SOCIALE… NON INGLOBANDO (kome lo ha preteso ed applika la lekka nodde… ke kosì espropria e diventa di parte…) MA ALLEANDOSI KON I VARI SODALIZI e GRUPPI PRESENTI NEL TERRITORIO (DIALOGANDO kon TUTTI) … foss’anke distintamente, regione x regione ! …

  27. alberto says:

    Un grazie di cuore Direttore per il Suo lavoro svolto e anche a Leonardo Facco (che ho conosciuto personalmente 2-3 anni fa, una persona squisita) e a tutti i collaboratori de L’ Indipendenza

  28. Alex Biffi says:

    Augurando a Lei, Oneto & C. ogni soddisfazione futura, vorrei solo esprimere la mia velata indignazione per tutti quei commenti relativi il continuo accanimento contro quel movimento che, unico in un oceano filo-meridionalistico, propugna, seppur con le sue contraddizioni ed incongruenze, le istanze del Nord, la LegaNord, appunto. Queste esternazioni, per me, dimostrano come il GranPadano Giovanni Brera fu Carlo avesse non una ma mille ragioni di riferirsi ai suoi fratelli padani sentenziandoli come “barca de cojoni”. Il mio sarà un ragionamento semplicistico, diciamo, ma divisi, rissosi e sospettosi gli uni verso gli altri, non si va da nessuna parte, si ottengono solo i risultati di domenica scorsa. Per me la Lega rappresenta l’unica speranza, l’unico anelito di libertà per i nostri popoli: sta solo a noi, votandola e partecipando, magari dal suo interno, alla sua emancipazione dallo statalismo romano, modellarla in senso indipendentistico; cominciamo ad avere un punto di riferimento univoco, poi lo porteremo sulle nostre posizioni. D’altra parte, che altro si potrebbe fare quando il pd raggiunge queste percentuali anche al nord? Riuscite a capire il disastro che è risultato dalle urne, capite che ci si prospetta un “settantennio” da Emilia rossa, ovvero da pastasciuttari oliodipendenti? Divisi non si va da nessuna parte, è doveroso, vitale, che ci si riconosca in un soggetto politico, dobbiamo sostenerlo e modellarlo, altrimenti i terroni ci derideranno in eterno e saremo solo dei… costruttori di “tanko”?! Ricordatevi che prima della Lega nessuno aveva mai sentito parlare di indipendenza del Nord e che i patrioti altoatesini erano considerati alla stregua di dinamitardi sanguinari anche dagli stessi padani.

  29. Mestrin says:

    condivido pienamente la disamina di Marchi. Purtroppo la strada à lunga e difficile, gli itagliani son un popolo corruttibile e che segue i pifferai di turno rigorosamente..dai Savoia, a Garibaldi, Cavour, Mazzini, Mussolini, il Pci, la Dc, Berlusconi, Grillo, Renzi…. Speravo che le battaglie catalane e scozzesi potessero in qualche modo creare una sorta di effetto domino,ma purtroppo anche lì ci sono evidenti difficoltà..Qui in Veneto la vittoria della forza più statalista possibile rappresenta un macigno alle nostre aspirazioni e soprattutto una via d’uscita ai già riluttanti consiglieri regionali a indire il referendum..perderanno tempo, trincerandosi ancor di più dietro i risultati elettorali..
    quanto all’Indipendenza, grazie di tutto, trovo che sia un sito meraviglioso, mi piacerebbe continuasse la sua attività.

  30. Ada Niap says:

    Be’, 4 dell’ Ave Maria: non mi sembra il caso di intonare il De Profundis. 40% del 57% fa meno del 20%.

    Ricordatevi il detto anglo: What goes up must come down. Tradotto in lengua: Düra minga.
    La tenacia è una virtù. Coltiviamola, non si può far altro. Per ora.

    Ci raccomandiamo, noi lettori: se proprio fate fagotto, almeno, fateci sapere il nuovo indirizzo.

    Ad Maiora.

    • lorenzo says:

      “What goes up must come down..” verissimo. Oppure “Sic transit gloria mundi” (il successo e il potere come arriva, così se ne va). E’ una legge infallibile, nella vita come in politica. In politica, ambiente sporco, cinico e spietato come tutti gli ambienti di potere, ancora di più. Tanto più oggi ti esaltano e ti leccano il c..o, tanto più domani sarai sconfitto e dimenticato. Specie in un paese come l’Italia, pieno di servi pronti a saltare sul carro del vincitore o del presunto tale, quanto lesti ad abbandonarlo non appena il vento cambia.

  31. pippogigi says:

    Personalmente penso che ci siano stati brogli colossali nelle ultime elezioni, da una parte i soliti fatti da PCI/PDS/PD nelle urne (annullamento di schede avversarie valide, marcamento di schede bianche, ecc) e che poi a livello centrale se ne siano fatti ancora altri, solo questo spiega il Pd al 40%.
    In queste condizioni pensare di fare dei referendum in italia è impensabile.
    Chapeau a Salvini, questo è innegabile, ho sentito diverse persone che non votano Lega dire che voterebbero Salvini se avesse una sua lista. Salvini è pragmatico ed anche cinico, Borghezio è riuscito a farsi eleggere in Centro italia con i voti dell’estrema destra.
    I punti sono due: Salvini è indipendentista? Gli indipendentisti quanti voti portano?
    Due domande senza risposta.
    Salvini è pragmatico, difficilmente prenderebbe impegni pubblici per l’indipendentismo che potrebbero legargli le mani. Salvini non ha fatto piazza pulita di quelli che nella Lega, per un piatto di lenticchie o per un paio di poltrone, hanno passato gli ultimi 10 anni a votare porcellum, scudi fiscali, leggi ad personam per il pregiudicato, tutto fuorché fare qualcosa per indipendenza, federalismo, autonomia….
    Detto questo come si fa ad andare da Salvini a chiedergli di essere indipendentista senza sapere quale potere contrattuale si ha?
    Credo che sia impossibile candidarsi alle elezioni, sia parlamentari che regionali, perché sarebbe un implicito riconoscimento dell’inesistente italia e perché, come ci dimostra l’esperienza della Lega, scendere a Roma porta solo danni e nessun beneficio.
    Possiamo aspettare qualche anno che il PD (Pensionati democratrici…) per motivi anagrafici perda buon parte del suo elettorato, ma così va per le lunghe, oppure più probabilmente attendere che per motivi economici gli italiani aprano gli occhi sulle sue balle (ci hanno messo vent’anni con Berlusconi e Mussolini, temo che anche così vada per le lunghe….).
    La scelta non è facile, Salvini cosa offre?

  32. Michele De Vecchi says:

    Veramente, non capisco tutto questo disfattismo e tutta questa confusione di numeri fatta sul voto alle europee in Veneto …

    Ricordo a tutti che al referendum digitale di Plebiscito.eu hanno vinto i Sì con circa il 56% degli aventi diritto al voto;

    Alle elezioni europee il PD in Veneto ha preso il 23% degli aventi diritto al voto;

    A casa mia, 56% + 23% = 79% … ad arrivare al 100% mancano ancora 21 punti percentuali.

    E quindi, dove sta il problema?

    Sempre a dire i numeri non sono veritieri, Plebiscito.eu sta fregando tutti, ecc. ecc.

    Fatevi un esame di coscienza …

  33. Albert Nextein says:

    Queste elezioni europee non contano un tubo.
    Di conseguenza non cambierà un tubo.
    L’indipendentismo rimane al palo.

    Renzi parla stamattina di lavori pubblici per 150 miliardi.
    Ecco perché non si arriverà da alcuna parte.
    Tutto quello che tocca lo stato diventa merda.
    Chi li paga i 150 miliardi?

    Non essendo liberali non intendono lasciare spazio all’attività privata, e continuano a ficcare il naso in cose che dovrebbero esser loro vietate, se non altro per tutti i precedenti storici infami.

    Per quanto riguarda L’Indipendenza , attendo di vedere chi se ne occuperà.
    Temo che possa chiudere i battenti nel volgere di poco.
    Ma spero di sbagliare.

  34. Marco (*) says:

    Mi pare chiaro che non ci sia, purtroppo, nessuna aspirazione indipendentista: persino qua nel Veneto tutti a votare per i comunisti, sbugiardando alla grande il plebiscito digitale (se cercavamo una controprova sull’attendibilità dei dati diffusi da plebiscito.eu ora l’abbiamo trovata). Poi, mi pare che la lega abbia fatto la sua campagna per le europee solo sul discorso della moneta, e non mi pare proprio che parlassero di indipendenza, quindi non capisco a che tavolo dovrebbe sedersi un indipendentista con la lega. Sono convinto che se i Veneti fossero realmente indipendentisti, a queste elezioni non avrebbero nemmeno partecipato, ed invece a votare per questa marmaglia di politicanti italioti poltronari ci sono andati pure in tanti. Io aggiungo sempre una quarta opzione: prendere esempio dai filo-russi in Ucraina.

  35. luigi bandiera says:

    Ma chi sono: i quattro dell’avemaria o la banda dei quattro??

    Scherzo ovviamente.

    Spiace davvero leggere che i quattro se ne vanno.

    Tuttavia bisogna rispettare la volonta’ altrui.

    Grazie per essere stati con noi, per le vostre opere e buona fortuna.

    Ma spero di leggervi ancora, anche se altrove.

    Fin che c’e’ vita c’e’ speranza si diceva un tempo per cui…

    At salüt

  36. Berghemadler says:

    Grazie per il bel lavoro che ci avete regalato fino ad oggi.
    Vi auguro quindi nuove soddisfazioni. Mi incuriosisce la frase un pò misteriosa “l’indipendenza continuerà … ” : senza nomi, ne circostanziata.
    Sarà una sorpresa.
    GRAZIE ANCORA.
    Quanto alla Lega, il successo è solo “di bottega” : 5 eurodeputati su 700. Chi si accorgerà della loro presenza ? Il PPE ne ha 220.

  37. Nicola says:

    La Lecca Nodd, europee, in Veneto passa da 750.000 voti del 2009 a 350.000 di oggi. Non male, non male. Si poteva far di meglio, ma va già bene così. Grazie Salvini.

  38. radetsky says:

    Tante considerazioni potrei fare, tutte negative, dopo questo voto.

    Anch’io credo che prima o poi I-taglia andrà in default. La baracca non regge stante l’euro e la stagnazione della domanda estera. Cio’ detto, e a prescindere che anche noi soffriremmo per un default itagliota, siamo così sicuri che dalle ceneri di una bancarotta emerga l’araba fenice dell’ indipendenza (Veneta, Lombarda, whatever…). Lo spero ma nessuno puo’ esserne certo. Rischiamo di finire, in quello scenario, cornuti e mazziati…

    Una domanda: come riconciliare la valanga di voti a favore della secessione veneta nel plebiscito digitale (ammesso i voti siano stati genuini), col fatto che anche in Veneto, mi pare, il PD a preso circa il 40% dei voti? E’ l’indipendenza veneta veramente idea così “trasversale” da guadagnare consensi sia a destra che a sinistra? Mi sembra strano, o perlomeno prematuro poterlo credere…

    Tutto ciò detto, un grazie di cuore a Marchi e colleghi, e speriamo di leggerli altrove presto, se non addirittura fare qualcosa assieme per ‘sta benedetta indipendenza del (o parte del) NORD.

    • Andrea says:

      Penso che non ci sia una vera contraddizione tra i due risultati, quello del plebiscito ed il voto elettorale. Il primo, infatti, esprimeva una scelta di “opinione”, in un certo senso un’opzione “ideale”. Il voto elettorale riflette invece una decisione pratica, nel codesto istituzionale cioè nel cosiddetto “immediato”. Ora, le scelte ideali possono essere, in un certo senso, sospese al di là del “qui” e dell’ “oggi”, mentre quelle pratiche sono strettamente vincolate ad esse.
      Per questo motivo io penso che non sia proprio il caso di affrettare i tempi per un referendum indipendentista in Veneto: il popolo non è ancora maturo per trasdurre l’idea nella prassi politica e sociale.
      Nonostante ciò l’Idea esiste ed è percepita. Ma ci vuole, evidentemente più tempo. Aggiungerei un’osservazione. Molti veneti indipendentisti lo sono ancora, soprattutto per ragioni meramente materiali ed economiche: questo non può bastare a formare una coscienza identitaria.
      Occorre un’opera paziente di e-ducazione che permetta l’emergere alla coscienza collettiva del sentimento nazionale. Esso si fonda,infatti, sul “riconoscimento” di una comunanza di valori, di indole, di storia ed atteggiamento e non, semplicemente, sulla percezione di “differenze” rispetto ad altre realtà nazionali e popolari.
      Non è un’opera facile, perché le differenze balzano agli occhi, mentre le affinità vanno invece colte, avvertite e infine pensate.
      Tieni conto che 150 anni di diseducazione storica e culturale ci hanno abituato a disconoscere queste ultime, sebbene non siano mai riuscite a nasconderci le prime.

  39. zisp says:

    ma ancora non volete capire che l’errore più grande e strategico è schierarsi nell’emiciclo politico itagliano con altre forze politiche itagliane? ma siete proprio de coccio come dicono i vostri amici romani. L’indipendentismo è e deve essere trasversale, da dx a sx. Ci si ritornerà a schierare nel nuovo parlamento veneto una volta liberi del tutto per Dio!

  40. zisp says:

    Quello che è stato scritto in questo articolo conferma pienamente quello che gli autentici indipendentisti temevano, ovverossia che se la Lega avesse ottenuto anche solo una simbolica affermazione questo avrebbe minato il cammino del percorso indipendentista in atto e cominciato con il referendum digitale e la conseguente proclamazione della Repubblica Veneta. È molto più pericoloso quel 6 e rotti per per cento ottenuto dai legaioli verdecamiciati che l’loltre 40% beccato dai renzini. I primi e più pericolosi nemici dell’indipendenza sono proprio i leghisti, che da 20 anni stanno prendendo per i fondelli i veneti e tutti gli altri popoli del nord. Ma stavolta non ci fregheranno, perché ormai li conosciamo bene e sappiamo come renderli inoffensivi

    • Aquele Abraço says:

      Hai ragione, infatti, contrariamente al Salvini, Renzie e le sue spasimanti son pronti ad appoggiare la proclamazione della Repubblica Veneta, Sarda, Toscana e signori miei, voglio essere generoso, ci metto anche quella Ligure, per quanto i genovesi siano dei taccagni patentati.

  41. carla 40 says:

    Scusate, ma avevo omesso di precisare che la Lega deve però tornare ad essere la Lega indipendentista delle origini, se no…non vale.

  42. Robinhood says:

    Un’altra perte del sogno che si infrange. Ad maiora. Forse.

  43. carla 40 says:

    Condivido quanto scrive Diego. Io rimprovero alla Lega di aver abbandonato le parte culturale che, più di ogni altro argomento, aveva attirato la mia attenzione e mi aveva convinta ad aderire al Movimento. Spero davvero che nel Nord si stia preparando il terreno culturale e politico per una nuova realtà con l’unione di tutti i movimenti indipendentisti, Lega compresa. In bocca al lupo, Gianluca, con gli altri “tre dell’avemaria”. E grazie !!!

  44. Alberto Lusiani says:

    Colgo questa occasione per rigraziare Gianluca Marchi e gli altri collaboratori de l’Indipendenza per il lavoro continuo, vasto e di ottima qualita’ svolto finora, con la speranza che loro stessi o altri possano portarlo avanti.
    In un contesto italiano e anche padano spesso condizionato da troppi idealismi e personalismi apprezzo in modo particolare la disamina obiettiva, pragmatica e ragionevole dei fatti esposta in questo messaggio, di cui condivido purtroppo anche la dose di pessimismo e di preoccupazione per i progetti indipendentisti.
    Purtroppo si deve prendere atto che, pur essendoci simpatia diffusa per l’idea di indipendenza, specie in alcune regioni, solo una piccola minoranza di cittadini pone questo obiettivo al di sopra di molti altri temi politici al momento di votare, scegliere ed agire. Non so se e come possiamo riuscire, ma e’ necessario continuare a lavorare per convincere la maggioranza che indipendenza o recupero di ambiti esclusivi i piu’ ampi possibili di autogoverno sono obiettivi assolutamente giustificati e positivi sia per i territori che li rivendicano, sia piu’ in generale per risanare uno Stato corrotto anche dal suo centralismo burocratico e quindi per tutte le sue regioni, come mostra bene il caso della secessione cecoslovacca.

  45. bepi says:

    Debbo dire che anch’io non l’ho presa bene questa vittoria di Renzi il centralista. E il fatto che anche in Veneto, dove i suicidi di stato ormai non si contano, il PD, il partito dei comunisti da salotto, dei laici da canonica, degli intellettuali che considerano rozzi tutti quelli che la pensano diversamente da loro, buoni solo a inventarsi nuove gabelle, abbia avuto tanto successo, mi sconcerta. Mi risulta arduo pensare che ci sia ancora tanta gente così ingenuamente fiduciosa e soprattutto speranzosa che l’Italia possa risollevarsi. Però poi, se considero il numero ingente dei non votanti, e che se non avesse vinto Renzi avrebbe vinto Grillo, comunque ben piazzato, mi dico che in fondo avrebbe potuto andar anche peggio. E in ogni caso, quale altro partito italiano avrebbe potuto dare una mano al Veneto indipendente? Forse perché tutti si accorgano della melma che ci sta sommergendo, deve arrivare fino ai piani alti, fino ai salotti bene. In fin dei conti, non vedo perché questo risultato dovrebbe mettere più di tanto i bastoni tra le ruote a Plebiscito.eu. L’indipendentismo in Veneto, s’è visto, è trasversale, e c’entra poco con la politica italiana.

    • bepi says:

      P.S. Mi rattrista la decisione presa da Gianluca Marchi, e che con lui lascino Facco, Oneto e Bracalini. Mi auguro che comunque “L’Indipendenza” continui.

  46. Marco Green says:

    Beh, mi scusi ma il suo ragionamento sull’operato sbilenco di Salvini la dice tutta: il segretario leghista avrebbe “rimesso in piedi un movimento sfasciato, attraverso messaggi disordinati, per andare dove…è difficile dirlo al momento, ma intanto la Lega è viva e vegeta”.

    Ripeto quello scritto nell’altro thread: quella della Lega è una vittoria di Pirro perchè è stata raggiunta attraverso una campagna elettorale assurdamente confusa, buttata giù, giorno per giorno, nel “disperato” tentativo di superare la soglia di sbarramento; un’incoerenza che ha colpevolmente e irrimediabilmente distrutto, almeno nel medio termine (in questo momento mi verrebbe da dire “per sempre”), ogni possibile futura strategia padanista, ormai azzerata e surclassata, anche formalmente, dalla discutibile (e, per me, ridicola) campagna per il no euro.
    Si può, poi, dover gioire per il successo di una Le Pen?

    Mille argomenti per la campagna elettorale leghista, ma completo abbandono delle tematiche riformiste e federaliste in un momento dove il nuovo ducetto fiorentino si porta a casa una vittoria elettorale che, probabilmente, gli permetterà di sbaragliare le deboli opposizioni politiche, istituzionali e partitiche (e non parlo certo degli inconsistenti grillini) che ancora tentano di arginare i suoi intenti autoritari e centralisti.

    Ricordiamoci che se la Lega raccoglie ancora consensi è sempre grazie al suo aspetto “monopolistico” padanista: c’è uno “zoccolo duro” che continua a votarla nonostante tutto (altro che no euro); sinceramente credo che se Salvini avesse mandato messaggi più chiari e avesse abbozzato una strategia seria e coerente in quella direzione, evitando di perdere energie nel tentativo di raccogliere voti su tutto il territorio italiano e di marchiare così insistentemente come “no euro” questa campagna elettorale, avrebbe ottenuto un maggiore successo, magari riuscendo anche a ridurre di qualche punto percentuale, nelle regini padano – alpine, la vittoria del PD.

  47. free veneto says:

    la lega nord che diventa autonomista?! non riuscirebbero ad ottenere l’autonomia per il piccolo comune montano bellunese di Lamon (3411 abitanti), figuriamoci per Lombardia o Veneto!

    nessun pezzetto del Grande Impero Fiscale Romano deve staccarsi, altrimenti cadè il tabù dell’una e indivisibile! e tutti se ne vanno!
    se aspettate che la lega seghi il ramo romano dove è seduta, aspetterete a lungo!

    io spero e tifo soltanto che la baracca venga giù da sola.
    qualcuno dice che l’itaglia è irriformabile. non è detto: esiste sempre l’ipotesi DEFAULT.

  48. Andrea says:

    Mi dispiace davvero moltissimo. E’ un momento difficile, non c’è dubbio, per i veneti indipendentisti. E’ come un brutto improvviso risveglio nel mezzo di un bel sogno.
    Subito la Realtà appare ancora più squallida e irrazionale di quanto non sembrasse prima… Poi, però, dopo lo sconcerto si riaffacciano Ragione e buon senso. E, a fronte di ciò che i risultati elettorali vogliono mostrare, si impone la Verità dei conti, dei numeri, dei dati che riguardano il Paese Reale. E questi elementi non possono essere cambiati, non certo per il potere della volontà di negazione di una collettività sbandata e illusa.
    I dati del sistema-italia sono gli stessi di due giorni fa. Io credo che l’opzione vincente sia la 1). Ma ora conviene temporeggiare e attendere. Secondo me occorre lasciare che un po’ di tempo passi e, intanto, rafforzarsi nell’ombra poiché i riflettori per un po’ staranno lontani.
    Non dimentichiamo che ha votato appena il 57%: non è importanti “richiamare” i non votanti, ma riconoscere che il plebiscito tributato a renzi è pur sempre espressione di poco più della metà della popolazione.
    Ora inizieranno i dolori per i cittadini di serie B, cui la massima parte dei veneti e dei lombardi appartengono. Non è difficile prevedere un’esacerbazione dell’austerità, una stretta violenta delle tasse, un’intensificazione delle attività poliziesche di stato, volte al controllo della vita e dei comportamenti dei cittadini-sudditi, quelli che producono la ricchezza divorata dagli altri.
    Forse avremo solo un’impennata di suicidi, ma forse no: forse la disperazione e l’esasperazione produrrà qualche fenomeno nuovo.
    Intanto è chiara una cosa: Grillo non intercetta più la maggior parte del malcontento. I numeri parlano e mostrano che oggi il malcontento sta più nel non voto.
    Aspettiamo, tanto lo sfascio delle istituzioni italiche è nella logica delle cose. Peccato solo per il tempo perso.

  49. Gianluca says:

    Molto interessante come articolo, ma non condivido il pessimismo di fondo. La vittoria del PD è, nel lungo periodo, la miglior garanzia per la nostra Indipendenza. Lasciamo pure che vincano queste elezioni ed è meglio così! Si troveranno a governare un paese ingovernabile che ha accumulato infinite contraddizioni. Roma e il Mezzogiorno, la nuova Bisanzio, non hanno le risorse morali, intellettuali, umane per creare una Nazione avanzata. Nei prossimi anni la Lega e i movimenti indipendentisti del Nord devono unirsi, rafforzarsi e consolidarsi ed è meglio se non saranno al governo siccome solo dopo il crollo dello Stato italiano si realizzerà l’indipendenza delle genti del Nord. Nessuno potrà risolvere i problemi di disoccupazione e sottoccupazione, impoverimento generale della popolazione, immigrazione incontrollata generati da decenni di politiche miopi e da un nuovo tipo di economia globale. Quando tutto salterà, chi è al potere sarà incolpato. Dunque, meglio che sia il PD a prendersi le colpe mentre nel Nord prepariamo il terreno culturale e politico per una nuova realtà.

  50. Lord Ferrel says:

    Salve!

    Sono d’accordo quasi con tutto quello che c’è scritto sull’articolo, io non ho mai pensato che via fosse semplice, ho anche detto più volte che basarsi sul plebiscito è puramente illusorio, la strada è lunga è c’è molto lavoro da fare.
    Vorrei fare una precisazione personale, per quel che riguarda me, la Lega è morta e decomposta, non vuole assolutamente le indipendenze, è chiaramente conforme al sistema e non vuole neppure l’uscita dall’euro. C’è stata una raccolta firme per il referendum contro l’euro qualche mese fa, avete mai sentito qualcuno della Lega parlarne, a cominciare da Salvini?
    L’unica cosa che potrebbe incentivare un pochino è l’eventuale indipendenza della Scozia, non quella della Catalogna che non è possibile nell’immediato visto che è anticostituzionale e lo stesso capo indipendentista ha detto che faranno il referendum se poi non si otterrà l’indipendenza, per l’anticostituzionalità dell’evento,non è colpa sua…come per dire che ha poca importanza…Sarà convinto dell’indipendenza?Ho dei dubbi.
    La storia parla chiaro, nessun paese Latino-Mediterraneo (Italia, Spagna ecc)ha mai portato un evoluzione per primo, non saremo di certo noi i primi e nemmeno la Spagna; è alla Scozia che bisogna guardare, se il referendum scozzese non passerà allora la via, già molto complicata, si complicherà incredibilmente, e molti di noi non vedranno l’indipendenza in questa vita.

  51. U.nione K.onfederale C.isalpina says:

    GLM“… Per tale ragione se daremo vita a qualcosa di nuovo, lo faremo con caratteristiche diverse”.

    beh, mi pare di kapire ke si tratta d’una svolta decisa, se non verso la lekka nodde, almeno verso Salvini …

    ke dire… Direttore … veramente .. grazie di kuore x ciò ke ci hai regalato in kuesti 2 anni e … ad majora ! …

    xsonalmente rimango saldo negli ideali x kùi ho giurato …

    Salvini, eseguendo le direttive di maroni e tosi, può aver salvato il suo partito ma ha affossato l’idea nostra di Padania, svenduta x un’opzione d’autonomia impositiva al 75% pecciento…
    vedremo

    sprofondi roma e l’italia …

  52. Marco says:

    peccato, per me questo quotidiano era un valido mezzo di informazione e di riferimento.

    In bocca al lupo.

  53. Franco says:

    Non condivido le perplessità politiche di Marchi anche se rispetto le sue decisioni relative al giornale. Il 40% ottenuto dell’itagliota va commisurato non ai 47 milioni di aventi diritto, ma al 60%. Il tutto fa 11 milioni contro i 18 degli astenuti che sono di gran lunga il I° partito. Se praticamente il non voto non serve a niente, è però un segnale da non tralasciare anche in funzione di una maggior consapevolezza dell’elettorato rispetto al passato.Gli 80 € che in realtà sono 53 netti, è propaganda elettorale il cui effetto si esaurirà presto perché nulla è cambiato nella struttura del perverso sistema itagliota che continuerà nella crisi con le sue prevedibili conseguenze negative.

  54. Diego says:

    Mi dispiace moltissimo. La stima che ho per Marchi, Oneto e Bracalini è grande. E questo giornale è diventato sempre più autorevole e interessante.
    Grazie di tutto comunque. Continuerò a seguirvi ovunque andiate.

  55. Paul Brembilla says:

    quando un popolo si fa comprare con 80 € al mese (che poi roma si riprenderà tramite altri balzelli) e le solite promesse di “riformicchie”, vuol dire che siamo finiti

    p.s.
    non venitemi a dire che le 80 € non hanno inciso sul voto perché sui blog e tra la gente, molti ammettono di aver dato fiducia a renzi solo per quello

  56. Dan says:

    Quando non c’è serietà ma solo parole senza alcun seguito di fatti è gioco forza che quando si arriva alla conta, alla verifica concreta della fiducia che si pensa la gente riporrà nel progetto, ci si troverà da soli o al più in compagnia di quattro gatti.

    Questi non sono più tempi in cui si va avanti facendo solo promesse. Si sono presi in giro gli 80 euro di renzi ma tutti gli altri non sono stati capaci di cacciare fuori neanche un calcio in culo.

    Tutto questo servirà di lezione ? La prossima volta si saprà fare tesoro di questi errori e si eviterà di ripeterli ?

    In una favola forse, non in questa realtà

  57. Bisogna anche evitare depressioni e disfattismo. La terza opzione è l’unica percorribile. Mi chiedo tu Marchi per chi fai il tifo. In spagna e scozia sono centinaia di anni che lottano per l’indipendenza , e noi scontiamo un ritardo storico aggravato dai venticinque anni gettati nel cesso dalla Lega. La mia analisi è che la crisi dello stato itagliano è irreversibile, tenuta in piedi artificialmente col sondino naso gastrico dagli interessi internazionali. Se cambiano questi interessi, questi equilibri, cosa succederà? . È vero che molti sono abboccati alle promesse di Renzi, in particolare quella degli 80 euro, ma il voto alle europee è molto volatile. Berlusconi + Lega nel 2009 assieme avevano il 45% , guardateli adesso. Cosa accadrà quando la gente si accorgerà che costui è un fanfarone, e cosa accadrà quando la situazione generale non migliorerà anzi peggiorerà? Ecco noi indipendentisti dobbiamo solo farci trovare pronti. Due aspetti sottovaluti: l’astenensionismo , che è enorme, e anche il voto di protesta, caotico e irrazionale , dei cinque stelle ,che potrebbe anche evolvere in termini indipendentisti ed identitari , anti stato tour court. Pertanto credo che l’unica possibilità sia iniziare un patto federativo fra indipendentisti ed iniziare a lavorare in questa direzione. Questo almeno a parer mio. Emiliano Baggiani

    • gianluca says:

      io non faccio il tifo per nessuno, vorrei solo che l’idea indipendentista corresse, ma se devo essere sincero oggi sono meno ottimista di qualche tempo fa

      • alberto andretta says:

        gianluca ma come fai ad non essere ottimista???,da giornalista non ti sei accorto che il buon renzi gia’ da qualche settimana comincia gia’ ad avere dei dubbi su come portare avanti le promesse farlocche,non ti sei gia’ accorto che il pd sta gia cercando il suo sostiuto che sara’ donna,sicuramente carina ed attenta alla famiglia allargata ecc che alle politiche dovra’ offrire 160 euro a lavoratore (ma se continua cosi’ chi lavora?),il risultato di oggi dovrebbe esaltare noi veneti che non facciamo promesse a vanvera,saluti,alberto andretta,vicenza

    • Marco says:

      Per iniziare basterebbe smettere di credere che la Lega Nord possa essere un aiuto per l’indipendentismo.

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