Il voto anticipato è la “ricetta” dei vecchi partiti per salvarsi

di FABRIZIO DAL COL

Dovevano approvare la legge elettorale entro il mese di settembre e invece, pur  di salvare i propri partiti dalla sparizione, sono ancora lì ad ingegnarsi  di studiarne una che possa  ancora  inchiappettare gli elettori. E mentre il weekend favorisce le intese tra i partiti , dal  Quirinale parte un comunicato: “A proposito di certe indiscrezioni di stampa, negli ambienti del Quirinale non si coglie il senso del parlare a vuoto di elezioni anticipate non essendone presentate le condizioni e non emergendo motivazioni plausibili”. In sostanza il comunicato ricorda agli interessati che la decisione sulla ipotesi di voto anticipato è di competenza  esclusiva del Quirinale.  Ma cosa starebbero tramando i partiti? La risposta in se è abbastanza facile: studiano il modo di non favorire gli avversari politici, inventandosi  una “ conventio ad excludendum”.  E’ il solito refrain, ogni qualvolta che si presenta la scadenza elettorale per le elezioni politiche, i partiti non mancano mai di mettere mano alla legge elettorale. La necessità di modificarla è ormai divenuta una costante nel tempo e, chissà mai il perché, invece di migliorarla per dare maggiori garanzie ai Cittadini, fanno di tutto per  complicarla  in modo da gabbare nuovamente l’elettore. E’ praticamente  sistemico:  reinventano il metodo più efficace per  eliminare, prima ancora del voto, tutti gli avversari politici che potrebbero conseguire  un buon consenso ed inficiare o ridurre così il nutrito numero di deputati da eleggere,  tra i quali compaiono  ogni volta  quelli che devono essere salvati ad ogni costo nelle liste bloccate, dove l’elezione certa è scontata.  Per questa ragione, i partiti preferirebbero il voto anticipato visto che l’attuale legge elettorale, che tutti i partiti  oggi a parole vorrebbero modificare, in realtà la si vorrebbe mantenere. Ecco spiegato il motivo del tira e molla che si trascina da settembre, mese in cui  i partiti si erano impegnati, con il governo e con il capo dello Stato, ad approvare una nuova legge elettorale.

Adesso il tempo è scaduto in quanto le tempistiche per approvare una nuova legge elettorale sono ormai ridotte al lumicino e  la volontà politica di trovare un accordo che mettesse al centro l’interesse comune  a parole era stata garantita da tutti gli interessati, mentre ora appare invece essere letteralmente  svanita. Se nel frattempo i sondaggi non condizioneranno ciò che intendono fare, sarà inevitabile che alle prossime elezioni politiche gli elettori si vedranno ancora una volta costretti  a non poter esprimere la propria preferenza. Con il comunicato di ieri il Quirinale ha fatto intendere che lo scioglimento delle Camere per un voto anticipato è da ritenersi impossibile e questo intervento, rivolto ai partiti e ai suoi loro leader, appare essere divenuto ora una sorta di ultimatum  teso a far rispettare  e a mantenere quell’impegno che essi stessi avevano sottoscritto  a settembre. Cosa decideranno di fare lo sapremo presto, anche se, approfittando della situazione in cui si è ficcato il Governo con l’approvazione della fase due della spending review,  Berlusconi non decida di staccare la spina a Monti per costringere il capo dello stato a sciogliere le camere e andare così al voto anticipato.

 

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2 Comments

  1. Albert Nextein says:

    Ma no,se ne fottono e basta.
    Tanto a prescindere dal sistema elettorale, i partiti infetteranno ogni persona e ogni ambiente che toccheranno.
    I partiti e la casta burocratica se ne sono sempre fottuti di sistemi elettorali e referendum.
    Fanno finta di appassionarsi, di combattere su questo tema.
    Ma non lo ritengono interessante o utile.
    Tanto entrano nella stanza dei bottoni lo stesso.

    Invece a noi cittadini potrebbe interessare che :
    coloro che fanno politica prestino il loro “serizio” al massimo per 5 anni.
    Che siano responsabili personalmente e col loro patrimonio degli atti che compiono.
    Che siano ben pagati,ma che rinuncino ad ogni privilegio di sorta,dalle pensioni-vitalizi,alle auto blu,ai treni gratis,alle tariffe di favore,e che vivano con ,e come la gente che amministrano a loro contatto.
    Che ogni incontro o sessione di lavoro che hanno sia registrato in video e in audio e tenuto agli atti a disposizione immediata e gratuita ,anche via internet.
    Che siano noti i loro patrimoni in italia e all’estero, e poi siano confrontati a fine mandato.

    In ogni caso che siano tenuti sotto stretto controllo,se non altro perchè essi,tutti,sono la dimostrazione pratica che “l’occasione fa il politico ladro” , e che ” ognuno ha un prezzo”.
    Essi ne sono il paradigma.

    • ingenuo39 says:

      Basterebbe semplicemente che si lasciassero controllare dai loro elettori e come fanno negli U.S.A., se non fanno quello che hanno promesso, senza le solite scuse puerili o arrampicate sugli specchi, rimandarli a fare il mestiere che facevano prima di essere eletti con una semplice denuncia ai Media. Purtroppo i Media, da noi sono in torta con i politici e pertanto tutte le soluzioni sono quasi impossibili. Pertanto l’ unica soluzione per il momento è sperare che se ne vadano in Paradiso al piu presto lasciando in eredita tutto quello che non sono riusciti a mangiarsi ai posteri, possibilmente non ai loro eredi diretti e non di casta.

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