Il Velino: il canto delle sirene per Salvini…

di Forte Apache sirene

Bomber o trequartista, quel che e’ certo e’ che Matteo Salvini dovra’ stare molto attento. Ora che ha ottenuto anche una nuova legittimazione elettorale, adesso che tutti lo vogliono e che tutti lo cercano, adesso che ha avuto l’endorsement (nonostante le precisazioni) perfino dal Cavaliere con al fianco l’officiante Bruno Vespa in persona, per Salvini comincia il difficile. La mission di salvare e mettere in sicurezza la sua vecchia casa, la Lega Nord, triturata dagli scandali veri e presunti di appena due anni fa, è pienamente riuscita: nomen omen, Matteo ha fatto fede al suo. Meglio di ogni piu’ rosea previsione. Anche perché mentre lui innovava la forma e il linguaggio, batteva la penisola in lungo e largo e usava nuovi e più convincenti argomenti per parlare al cuore e alla pancia dell’elettorato, il centrodestra andava definitivamente in frantumi vittima di se stesso e della inconcludente voglia di protagonismo dei soliti noti.

Ecco perciò che il primo motivo di successo è pure il primo motivo di attenzione. Siccome sul suo versante attori e comparse rifuggono dalla pensione, sarà cosa buona e giusta che a pensionarli ci pensi proprio lui, Salvini. Tranne Silvio Berlusconi. Che, volere o volare, ha ancora il suo valore aggiunto e sa trattare. Per cui niente scopiazzature. La balla delle primarie, del misurarsi all’interno del centrodestra per ottenere la patente da leader è appunto la strada imboccata da chi pensa di poter sopravvivere a se stesso. Per lui, come prima per Berlusconi, le primarie le hanno già fatte gli elettori che gli hanno dato fiducia nelle urne. Tutto il resto è fuffa, è drammatica assenza di idee che spinge ad imitare gli altri. La destra o è concretezza e decisione oppure è destinata alla marginalità della protesta.

 

Secondo motivo di attenzione è il rapporto coi media. Accadrà, anzi è già accaduto, che le opportunità di presenza nel Barnum informativo si moltiplichino. Come è giusto che sia. Ed è proprio su questo versante che bisognerà che Matteo Salvini mostri tanta attenzione e si muova con circospezione. Avendo delle certezze. Cominciando ad esempio a non scambiare mai il sorriso e l’annuire sornione con l’amicizia e la complicità. Perche’ un ammiccamento o un occhiolino non mutano mai la sostanza. Ovvero che i professionisti dell’informazione, molti dei quali già schierati pubblicamente o sottotraccia con l’altro Matteo, tutta gente che abita i talk show, che spiega la rava e la fava, che negli anni è stata tutto e il suo contrario, ma sempre e soltanto attenta a migliorare la personale posizione professionale ed economica, ecco dicevamo, questi professionisti del bla-bla, questi sacerdoti dell’ovvio, cercheranno di indurlo in errore. Anche fingendo di blandirlo o assecondarlo o, ancora, plaudendo a una qualsivoglia specifica sua proposta. A questo Caravanserraglio, Matteo Salvini dovrà prestare la massima attenzione. Mostrandosi risoluto, determinato e distante. Che è poi l’unica lingua che gli interessati capiscono. Perché chi è pronto ad offrire consigli non richiesti, è spesso legato a filo doppio col sistema di potere che lui ha dichiarato di voler azzerare. E perché leadership assai più navigate e consistenti di quella di Salvini -che è neonata- si sono infrante e dissolte anche grazie alla musica di queste Sirene.

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