Il Vaticano secondo… il capitalismo finanziario

tassa chiesadi MARIO DI MAIO – Nei primi anni del dopoguerra si parlava molto della “svolta a sinistra” tanto che Saragat ha operato la scissione di Palazzo Barberini introducendo un nuovo partito sicuramente democratico nel panorama politico italiano. per il resto pero’ non ci  si era spinti oltre la messa al bando del partito di Almirante; inoltre molti non temevano la svolta perché la maggioranza era saldamente nelle mani della DC, il “partito della Chiesa guidato dai preti”quindi anticomunista per definizione.

 Lo stesso Moro autore all’inizio degli anni ’60 della ” cauta apertura” ai socialisti andava ripetendo che “l’esperimento” di centrosinistra aveva come scopo “l’isolamento del P.C.I.”.
 Il fatto e’ che la svolta l’ ha fatta la Chiesa: l’ha iniziata con l’Ostpolitik di mons. Casaroli e l’ha completata con il Concilio terminato a Roma nel ’65.
Per non compromettere i successi di Casaroli a Est e non irritare i Compagni del socialismo reale, in Vaticano si sono permessi anche di ignorare Fatima e di non consacrare la Russia alla Madonna che lo aveva richiesto. Lo ha confermato anche papa Ratzinger interrogato a suo tempo su questo specifico argomento.
E’ quasi ovvio che, data la nuova situazione anche la DC svoltasse definitivamente a sinistra fino alla fusione con i nipotini di Togliatti.
Nel contempo l’Europa svoltava a destra sempre di più fino ad abbracciare il capitalismo finanziario, supportato da una moneta unica dichiarata ” irreversibile “. Sicchè ha progressivamente abbandonato le radici cristiane per ovvia incompatibilità, con tanti saluti al cattolico Schumann.
Oggi  ai cattolici è concesso di occuparsi solamente dell’accoglienza agli immigrati secondo i piani di Soros e sodali. E se sono musulmani, meglio togliere i Crocifissi e non al!gestire presepi per evitare contrasti e favorire ” l’integrazione”.
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