Il Vaticano: la Padania ha identità, lingua e storia come la Catalogna?

catalanidi STEFANIA PIAZZO 

Alla fine, la notizia è in coda, in fondo. Come spesso accade. E così, nella interessante intervista di Catalogna Radio al teologo vaticano Krzysztof Charamsa, membro della Congregazione per la dottrina della fede, in visita a Barcellona, si legge che la Chiesa sta dalla parte dell’autodeterminazione dei popoli. L’unità a tutti i costi non è un bene morale. La Chiesa sta, a quanto si legge, anche con i catalani. Strano, anche perché di osanna da parte dei vescovi spagnoli non se ne erano forse sentiti. Poi, il teologo cita alcuni casi di legittima autodeterminazione. Quella, storica, degli Usa, poi la Scozia…, la Jugoslavia, la Catalogna e la Padania. Ma si sofferma proprio sulla Padania. Della Catalogna si sa che c’è la consapevolezza di una storia, di una identità, di una cultura, di una lingua. Il Nord, la Padania, ha esigenze e ragioni preminentemente economiche, afferma il teologo. Non ha un’unità culturale tale da potersi erigere a nazione e quindi secedere. Gli diamo torto? La Lombardia, che ha aperto le porte a Napoleone e poi ai Savoia, infine a tutti i governi a cui la sua borghesia si è genuflessa o vi ha fatto accordi, non è altro che un volgo perduto come scriveva Manzoni. E non ha una classe dirigente che sappia rincorrere i ministri Prina di turno. Il Veneto poteva, alle ultime elezioni regionali, eleggere più di un consigliere ma è riuscito nell’impresa di raccogliere 100mila voti, divisi, e un solo consigliere regionale indipendentista. Ora la Lombardia si appresta a votare il referendum consultivo sull’autonomia differenziata.

Ma a differenziarsi sono subito le posizioni politiche. Il mondo indipendentista si fraziona sul metodo e sulla squadra. Insomma, che si può aspettare da un osservatore internazionale che parla per conto della Chiesa, il più importante stato estero, e che non è l’ultimo arrivato? La storia politica del Nord ci dice che non ha una classe politica coraggiosa e determinata e che l’amore per la propria identità è scaduto nella passione per altre ambizioni personali e politiche.

Forse la Lombardia, diciamo al gentile teologo, non è una nazione con un popolo cosciente di essere tale, ma essere saccheggiati e subire senza chiederne mai conto a nessuno sarebbe un grave peccato. La libertà non si acquisisce solo perché c’è una lingua comune. Che dovrebbero dire gli Usa? Liberarsi da un oppressore è un diritto inalienabile, e l’autodeterminazione non si eredita solo per cultura e storia. Ma anche per residuo fiscale. Poi, la storia c’è. Due Italie, e un Nord, o che lo si chiami come si vuole, che è certificato da Svimez, Istat, Bocconi e chi più ne ha più ne metta, con esigenze e bisogni diversi dal resto del Paese. Come per la Catalogna.

Quel che è certo è che le affermazioni della Chiesa sulla Padania, devono indurre a far riflettere la classe politica. “Non esistete, siete silenti”, sta dicendo lo stato più piccolo e più importante del mondo. Può un referendum come quello sull’autonomia lombarda, spezzare l’incantesimo?

Ed ecco il riassunto dell’intervista.

La dottrina della fede cristiana include il diritto di autoderminazione. Lo ha detto a Catalogna Radio il teologo ufficiale della Congregazione per la Dottrina della Fede in Vaticano, Krzysztof Charamsa, in visita a Barcellona. Membro della Congregazione per la Dottrina della Fede e  della Commissione Teologica Internazionale, Charamsa ha seguito la situazione politica in Spagna e Catalogna e si sarebbe espresso molto criticamente verso la posizione adottata dalla Conferenza Episcopale Spagnola quando affermò che partecipare al processo del N-9 fosse stato imprudente e inaccettabile.

Ed ecco un breve riassunto del colloquio radiofonico a cura del sito http://cristians.cat/.

La dottrina sociale cattolica difende il diritto all’autodeterminazione?

“Sì, la Chiesa dopo il Vaticano II ritiene che l’autodeterminazione è un diritto umano e  diritto delle nazioni all’indipendenza. Pace significa anche avere il diritto all’indipendenza.

La Conferenza Episcopale ha detto che la necessità di difendere l’unità dello Stato, è  morale.

“Si tratta di un valore cristiano, il 9 novembre ho visto la coda dei catalani al voto, ho visto il dolore e la sofferenza dei credenti…”.

Il Vaticano è informato di quello che sta succedendo qui? Il Papa è informato?

“Sono personalmente informato e il papa è certamente informato. Non so quanta coscienza c’è in Italia, magari dopo il 27 settembre la questione tornerà alla ribalta, per una casa comune in Europa”.

Il papa interverrà nel caso di scontro tra catalani e spagnoli?

“Papa Francesco parla sempre secondo la dottrina sociale della Chiesa, e penso che come ha detto in un’intervista, conflitti e divisioni preoccup. Questo è il caso una nazione che lotta per l’indipendenza, ma l’autodeterminazione va studiata caso per caso. Ecco cinque esempi: gli Stati Uniti, Scozia, Jugoslavia, Catalogna, La Padania. La Padania come paese indipendente sarebbe meglio finanziariamente indipendente all’interno di uno Stato, come è il caso della Catalogna. Ma ci si chiede se la Padania è conforme a tutti gli elementi necessari per avere una identità nazionale: Catalogna ha elementi chiari quali la storia, la cultura, la lingua, la letteratura, l’identità. Elementi necessari per giustificare una lotta per l’indipendenza e il cristiano ha il dovere di patriottismo per sostenere il diritto di decidere per l’autodeterminazione”.

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5 Commenti

  1. Fil de fer says:

    La Chiesa d’oggi non ha il coraggio di difendere i POPOLI.
    Predica bene, ma nei fatti non fa nulla di concreto contro……la ripeto questa parola C O N T R O i potenti della terra. Eppure sarebbe suo compito farlo.
    D’accordo, Papa Francesco sembra essere uscito da altri tempi e da altra Terra perché pur gridando a gran voce i mali del mondo non suggerisce soluzioni.
    La Caritas ed altre organizzazioni della Chiesa le reputo meritorie per il tanto che fanno.
    Ma, se la Santa Chiesa si ritiene la portatrice della voce di Dio e di Gesù Cristo come è giustamente nei suoi poteri proclamare dei Beati o dei Santi, avrebbe anche il potere di andare a NON PIU’ ASSOLVERE certe persone che continuano da anni a peccare contro Dio, gli Uomini, la Terra.
    Lasci alla misericordia di Dio se condannarli o assolverli. Si astenga dal confessarli !!!!
    Al 31 Dicembre 2016 finisce l’anno della MISERICORDIA….IL 2017 dovrebbe essere l’anno delle SCOMUNICHE e dell’affidamento a Dio di queste anime peccatrici incallite.
    Tornando a noi, non credo che se la Chiesa credesse veramente a quello che dice un’affermazione così importante la metterebbe all’inizio di certi discorsi o interviste o altro….e non alla fine o verso la fine..

  2. giancarlo says:

    La Padania è stata l’invenzione di Bossi per poter giustificare a tutti i gruppi indipendentisti del Nord, l’unificazione sotto una unica bandiera e accaparrarsi i voti di tutto il Nord.
    La cosa era giusta da un certo punto di vista, ma la verità l’abbiamo saputa dopo 20 anni che il Bossi teneva più al potere e alla famiglia che ai “Padani”.
    Il Veneto ha la possibilità di potersi dichiarare detentore del diritto naturale e storico di nazione Veneta a tutti gli effetti e diventare il battistrada anche per la Lombardia e altre regioni che volessero un domani separarsi dall’italia e poi verificare se esistono presupposti per una confederazione sul tipo di quella Svizzera o anche su basi federaliste pur mantenendo la propria sovranità ed indipendenza.
    Purtroppo anche noi Veneti siamo diventati italioti. Non tutti per carità, ma specie i capi o capetti di qualsiasi movimento indipendentista a tutt’oggi non hanno capito quello che Bossi aveva capito. Un merito rimane sempre un merito. L’unione e la comunanza di intenti sarà sempre vincente.
    Invece qui nel Veneto assistiamo a ciò che avviene dentro e fuori dal parlamento italiota.
    Divisioni, incomprensioni, personalismi, egoismi, e chi più né ha più ne metta.
    Non hanno ancora capito che oggi è il momento di stare assieme e dividersi i compiti….domani ottenuta l’indipendenza ci sarà tempo e spazio per confrontare le diverse strategie, i diversi pensieri politici e su come rifondare la nostra Repubblica Veneta.
    Evidentemente gli scopi sono diversi, ma non certo quello di conquistarsi l’indipendenza.
    Sono deluso ed arrabbiato perché non capire questo semplice concetto dell’unione e della forza non porterà mai i Veneti in massa a crederci veramente e combattere veramente per esse.
    E’ la credibilità che oggi manca agli indipendentisti. Sembriamo dei nostalgici ed invece siamo coloro che vedono oltre la collina. Siamo coloro che pensano che il mondo deve cambiare veramente e che i Popoli debbano scegliere il proprio destino da soli e non mal accompagnati come è accaduto sino ad ora.
    Siamo all’avanguardia nel vedere il futuro che ci aspetta ma non siamo capaci di farci piccoli oggi per essere grandi domani. Siamo in balia di ” leaders” che predicano bene e razzolano male.
    Non capiscono che le aspirazioni personali o i risultati sin qui raggiunti non valgono un’accidenti se non con un seguito popolare degno di questo nome e con una unione di intenti credibile e concordata tra tutti coloro che sono veramente degli indipendentisti e non solo dei predicatori capaci ma sterili.
    Io l’orgoglio personale me lo metto sotto i piedi per un ideale come l’indipendenza del Veneto.
    Nel passato i patrioti arrivavano a morire per la Patria.
    Oggi certi Patrioti illudono più che convincere.
    Siamo onesti, come pensiamo noi Veneti di arrivare all’indipendenza con dei leaders che non sono capaci di mettersi attorno ad un tavolo e di studiare assieme come suddividersi i vari compiti….e ce ne sono tanti…ed indire gli stati generali per ufficializzare questa unione.
    Ognuno di questi leaders viaggia per conto suo, con le sue idee, le sue strategie etc…etc… ma non capiscono che il POPOLO alla fine della fiera li abbandonerà e non li voterà minimamente in alcuna elezione perché NON CREDIBILI. Un conto è votare via internet e senza che nessuno lo sappia…….. un altro e fare seguito e massa e manifestazioni come in Catalogna dove non esistono 15 gruppi indipendentisti e qualche altro ormai andato nell’ombra assoluta ma un unico movimento popolare diretto da gente in gamba e capace di mettersi da parte se necessario.
    UNICO MOVIMENTO – UNICA STRATEGIA – UNICO OBBIETTIVO – ed il Popolo ci sarà !!!!!!!!!!!!!!
    WSM

  3. RENZO says:

    La Padania…. dimenticata e tradita dai mardani… come li chiamava Oneto…
    WSM

  4. Paolo says:

    Per qualcuno la Padania è stata solo un pretesto per tener calda la poltrona per ben vent’anni!

  5. Paolo says:

    No. La Padania non ha nessuna identità!

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