Il Tremonti che distrugge Monti. E’ tornato Giulietto

di GIANMARCO LUCCHI

Rieccolo, dopo mesi di silenzio usa l’estate per tentare di tornare protagonista. Che sia una strategia in vista, come sostiene qualcuno, della creazione di un suo partito? Patliamo di Giulio Tremonti. L’ex ministro dell’economia boccia il Governo Monti, precisando davanti al numeroso pubblico di Cortina d’Ampezzo che ha partecipato alla presentazione del suo libro ”Uscita di sicurezza”, di aver votato la fiducia ”una sola volta”.

”Il presidente Monti doveva dare la crescita economica, ma non c’e’. Doveva garantire la stabilita’ finanziaria, mi sembra che non ci siamo. Doveva insieme produrre la normalita’ economica e politica ma ha prodotto esattamente l’opposto perche’ tutto il voto di astensione e di protesta nasce come reazione al governo tecnico. La dico in italiano: Grillo prima non c’era, su questi numeri. La politica passa alla tecnica, la tecnica fa l’Imu ed ecco la protesta”.

Tremonti e’ critico sulla riforma delle pensioni, su quella del lavoro, sulla tassazione della casa, sugli stessi tagli lineari. A proposito della casa, Tremonti ha ricorda di aver spiegato a Monti, al momento dell’insediamento, che un eccesso di concentrazione fiscale su un solo settore produce effetti negativi.

”Gli ho detto che in un Paese come il nostro, la seconda casa e’ quella del paese d’origine. In un Paese che ha avuto enormi migrazioni dal Sud al Nord, dall’Appennino verso la bassa, la seconda casa e’ quella dove vuoi tornare. Gli studi della Bocconi ti possono dire che e’ patrimoniale, ma e’ una cosa un po’ diversa: non puoi concentrare tutto in un settore”.

Soffermandosi in particolare sulla crescita economica (”fra le mie colpe e’ quella di non avere sensibilita’ per la crescita”), l’ex ministro ricorda che ”siamo a -3/3.5”. E questo, secondo Tremonti, ”e’ stato causato non solo da un ciclo generale ma anche da come sono state fatte le leggi”. Al carico economico si e’ aggiunto, secondo Tremonti, ”il carico psicologico, l’angoscia, l’incertezza. Io non so quanti soldi lui ha nel conto corrente – ha proseguito Tremonti rivolto al presidente del Consiglio – ma uno che ha in banca 1300 euro non compra il televisore se non sa quant’e’ la rata dell’Imu. E questo blocca l’economia, crea incertezza. Il presidente Monti, poi, non ha capito le tariffe. Tu non puoi togliere l’inflazione delle pensioni e mettere l’inflazione sui pedaggi delle autostrade, o sulle bollette, perche’ non ha senso. In fondo le mani sono tante ma la tasca e’ sempre quella”.

Monti, ad avviso dell’ex ministro, ha anche la responsabilita’ di aver aumentato la spesa pubblica, ”perche’ nei primi 2 mesi dell’anno, a Regioni e Comuni ha dato quello che adesso cerca di togliere”. Il presidente Monti ”aveva un’intensita’, una cifra di potere sconfinata, aveva un’enorme base parlamentare, una credibilita’ ”costruita’ assoluta. Era considerato il nostro deus ex machina”.

Domanda: ma Tremonti fa ancora parte del Pdl, partito che, pur fra vari mal di pancia, deve sostenere Monti fino al 2013? Da questi discorsi sembra proprio di no.

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8 Comments

  1. gigi ragagnin says:

    TREMONTI SAPEVA BENISSIMO COSA VUOL DIRE “TAGLI LINEARI”. se li ha dovuti fare è solo per non far cadere il governo berlusconi, perchè sapeva benissimo dove avrebbe potuto e dovuto tagliare, anche fino a 200 miliardi di euro, non miserabili 10 miliardi di spending & spanding review.
    spero solo che smetta di fare il vigliacco. spero che lo dica.
    dica che se i tagli vanno a colpire giusto si sfalda l’itaglia.
    Tremonti, per una volta abbi coraggio !

  2. Mauro Cella says:

    Scegliere tra Monti e Tremonti è come scegliere se essere cremati o sepolti in mare. Da vivi.

    Quanto vale Tremonti lo vedete tutto dalla frase “un eccesso di concentrazione fiscale su un solo settore produce effetti negativi”. Evidentemente o è ignorante o è intellettualmente disonesto. L’IVA al 21% (e che di certo il prossimo anno passerà al 23%) che grava su quasi ogni bene di consumo cosa è? Le tasse mostruose che ogni impresa, indipendentemente che produca patatine o punte per trapani, cosa è? I mille balzelli (ultimo quello “extra” per l’Abruzzo) che gravano sui carburanti cosa sono?
    Se l’economia di Monti è quella del professore chiuso nella torre d’avorio, quella di Tremonti è l’economia del contabile disonesto che d’accordo col suo padrone trucca i bilanci per fregare gli azionisti. E che alla fine non va a processo come meriterebbe ma si ritira ai Caraibi con un bel gruzzolo.

    Sappiamo bene che Berlusconi ha sempre avuto un posto speciale per l’edilizia nel suo cuore, specie quella di pura speculazione. Prova ne è, giusto per fare un esempio, la campagna feroce per dare a Milano, il Comune più indebitato d’Italia, l’EXPO 2015, un affare da 14 miliardi di euro intorno cui stanno sciamando tutti i vecchi speculatori edilizi che sotto i governi del Cavalier B. hanno inondato la Lombardia di cemento facendo affari d’oro.
    Evidentemente Tremonti pensa che la “rinascita” dell’Italia passi attraverso il cemento selvaggio… ancora una volta ignorante o disonesto?

  3. sciadurel says:

    ”Il presidente Monti doveva dare la crescita economica, ma non c’e’. Doveva garantire la stabilita’ finanziaria, mi sembra che non ci siamo. Doveva insieme produrre la normalita’ economica e politica ma ha prodotto esattamente l’opposto …….”

    MA LUI COSA HA FATTO IN 8 ANNI DI GOVERNO DA SUPERMINISTRO ????
    TREMONTI, TE CUNVE’ TASE’

  4. Albert1 says:

    Tutto molto condivisibile, specie se a dirlo è uno che negli ultimi vent’anni non ha avuto alcun incarico di governo…

  5. Il Lucumone says:

    Tremonti è un fiscalista che ha voluto fare l’economista !
    Fino all’ultimo giorno del suo impotente governo giurava che il pericolo era superato, che tutto procedeva regolarmente e che non erano necessarie manovre aggiuntive: nel PdL avevano capito…ma la Lega, che vedeva in Giulietto il genio della lampada (rispetto ai dirigenti leghisti è un mago dell’economia anche il “belegott”!) lo ha imposto !
    Monti mi sta dissanguando, ma Tremonti mi fa disidratare per… dissenteria, soprattutto se penso alle cene a Lorenzago di Cadore !!!
    Domanda ingenua: dove pensa di poter arrivare il popolo del Nord senza imprenditori affermati, capaci di pensare e di fare ?
    Con Tremonti (e quasi tutti l’hanno capito) e con Giannino (forse qualcuno ha capito) possiamo al massimo finire alla festa dei “casciaball”…senza ball !!!

  6. Davide says:

    Deve rimanere dove e’ stato fino adesso. Dovrà fare la stessa fine di tutti gli altri. E basta.

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