Il terrorista suicida-omicida è una notizia da ottava pagina

VANGdi SERGIO BIANCHINI – Ormai il terrorista suicida-omicida è una notizia da ottava pagina. L’occidente non vuole meditare sullo stato delle relazioni nel mondo intero. Proprio quello stesso occidente che a casa propria parla continuamente di mondialismo e cerca in suo nome di demolire i sentimenti e le tradizioni nazionali.

Questa micidiale ostinazione non si sofferma neppure su una notizia sconvolgente, anch’essa confinata in ottava pagina, di una famiglia intera di padre, madre e 4 figli, due maschi e due femmine, che si sono immolati diventando bombe umane contro 3 chiese cristiane, rappresentative delle tre correnti più influenti del cristianesimo occidentale in Indonesia.

Leggendo la notizia mi sono venuti subito in mente I MACCABEI. Quella famiglia ebrea che guidò la ribellione contro il seleucide Antioco IV Epìfane (175 a.C.164 a.C.), nel II secolo a.C. Essi si opposero in armi alla ellenizzazione dei costumi che Antioco, continuatore dell’impero di Alessandro Magno per la parte mediorientale, cercava di imporre al medio oriente. Famoso è il martirio subito da Eleazaro e da una madre con i sette figli che si rifiutarono di mangiare carne di maiale e di sacrificare alla maniera greca.

Citazione dalla Bibbia:

… il re inviò un vecchio ateniese per costringere i Giudei ad allontanarsi dalle patrie leggi e a non governarsi più secondo le leggi divine, inoltre per profanare il tempio di Gerusalemme e dedicare questo a Giove Olimpio …..  Il tempio …fu pieno di dissolutezze e gozzoviglie da parte dei pagani, che gavazzavano con le prostitute ed entro i sacri portici si univano a donne …Non era più possibile né osservare il sabato, né celebrare le feste tradizionali, né fare aperta professione di giudaismo. Si era trascinati con aspra violenza ogni mese nel giorno natalizio del re ad assistere al sacrificio; quando ricorrevano le feste dionisiache, si era costretti a sfilare coronati di edera in onore di Dioniso. Fu emanato poi un decreto diretto alle vicine città ellenistiche, per iniziativa dei cittadini di Tolemàide, perché anch’esse seguissero le stesse disposizioni contro i Giudei, li costringessero a mangiare le carni dei sacrifici [9]e mettessero a morte quanti non accettavano di partec’ìipare alle usanze greche…. Furono denunziate, per esempio, due donne che avevano circonciso i figli: appesero i loro bambini alle loro mammelle e dopo averle condotte in giro pubblicamente per la città, le precipitarono dalle mura. Altri che si erano raccolti insieme nelle vicine caverne per celebrare il sabato…vi furono bruciati dentro, perché essi avevano ripugnanza a difendersi per il rispetto a quel giorno santissimo…Un tale Eleàzaro, uno degli scribi più stimati, uomo già avanti negli anni e molto dignitoso nell’aspetto della persona, veniva costretto ad aprire la bocca e ad ingoiare carne suina. Ma egli, preferendo una morte gloriosa a una vita ignominiosa, s’incamminò volontariamente al supplizio sputando il boccone  …………Ci fu anche il caso di sette fratelli che, presi insieme alla loro madre, furono costretti dal re a forza di flagelli e nerbate a cibarsi di carni suine proibite………….La madre era soprattutto ammirevole e degna di gloriosa memoria, perché vedendo morire sette figli in un sol giorno, sopportava tutto serenamente per le speranze poste nel Signore………Ultima dopo i figli, anche la madre incontrò la morte.

 

Il culto dei fratelli Maccabei è molto antico e sono considerati santi dalla Chiesa cattolica e dalle chiese ortodosse che li ricordano il giorno 1º agosto (che cade il 14 agosto per coloro che seguono il calendario giuliano).

Il martirologio romano commemora la passione dei santi sette fratelli martiri, “che ad Antiochia in Siria, sotto il regno di Antioco Epifane, per aver osservato con invitta fede la legge del Signore furono messi crudelmente a morte insieme alla loro madre, la quale patì per ognuno dei suoi figli, ma, come si racconta nel secondo Libro dei Maccabei, in tutti conseguì la vittoria della vita eterna. Insieme si celebra la memoria di sant’Eleázaro, uno degli scribi più stimati, uomo già di età avanzata, che nella stessa persecuzione si rifiutò di cibarsi, per sopravvivere, di carne proibita, preferendo una morte gloriosa a una vita ignominiosa, e precedette per questo di buon grado gli altri al supplizio, lasciando un mirabile esempio di virtù”.

 

Vedo una grande similitudine tra lo scontro di 2000 anni fa tra cultura greca e cultura ebraica (avamposto allora delle culture e religioni antiche mediorientali) e lo scontro attuale tra occidente e islam.

Il dolore immane, assieme alla ineluttabilità, generato da questo scontro è perfettamente descritto nel magnifico racconto della bibbia.

 

Quali riflessioni suscita questo scontro mondiale nelle nostre belle teste democratiche e moderne?

 

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