Il terrorista Caino senza patrie né frontiere

CAINO2di PADANUS MAGISTER–   I terroristi fanno bivacco nelle nostre città, approfittano delle nostre leggi buoniste, ne scrutano gli inghippi utili ai loro fini nefandi, sfruttano le maglie larghe dei limitati poteri di Polizia e dei giudici. E noi? Professiamo il “politically correct”. Non è vero che siamo già vinti in Occidente; o, quantomeno, non lo è chi  a gran voce e con atti di rilievo politico, reclama
confini sicuri, pene severe e certe, proporzionalità espiative, chiarezza di diritti e di doveri, intelligente prevenzione, controlli attenti e abbandono del buonismo imbelle e debole, quale mala conseguenza del concetto relativistico di valori
e di principi.
L’eccesso di garantismo giuridico – soprattutto sotto il profilo penale e di connessa procedura e molto diffuso nel nostro Bel Paese – è nato da tale filone culturale e filosofico minimalista e di profilo post-moderno, quale figlio, più che degenere, di un Illuminismo, la cui
sola ragione laicistica la fa da inusitato mentore logico in una società occidentale che si vuole in decadenza.

Di garantismo giuridico all’incontrario si trovano moltissimi esempi nel nostro ordinamento. Basti pensare ai brevissimi tempi di fermo di polizia, pur a fronte di delinquenti e criminali pressoché colti sul fatto o con le mani nel sacco o, come si dice tecnicamente, in flagranza di reato e alla quasi scontata sospensione condizionale della comminata pena. Sarà anche vero che il sospetto non fa reato e che un fatto per essere tale deve essere considerato come reato da un giudice penale. Ma è altrettanto vero che molte volte accade che uno stesso fatto, oggettivamente illecito, viene escluso dal novero dei reati alla stregua di arzigogolature logico-deduttive di profilo buonistico.

Ed è altrettanto vero, altresì, che più indizi consonanti e più sospetti univoci formano una certa verità su fatti rilevanti penalmente; così se vi è o vi può essere già una tale considerazione prognostica è bene che si decida di lasciar più libere le forze di Polizia anche sotto l’aspetto preventivo e della protezione dei cittadini prima che i reati siano portati a compimento.
Già una sola consonante considerazione ben si attaglia a ciò ed è quella che richiama i tempi in cui viviamo nei quali, terroristi della peggior risma, fanno bivacco nelle nostre città, approfittano delle nostre leggi buoniste, ne scrutano gli inghippi più utili ai loro fini nefandi, sfruttano le maglie larghe dei limitati poteri di Polizia e dei giudici in modo da poter preparare al meglio la commissione
di efferati delitti con stragi, quasi sempre, di innocenti.

Ed è questa una prospettiva che, al momento, sembra essere senza soluzione di continuità. Si provi invece a pensare se, per rompere tale non soluzione di continuità, non sia necessario, invece, rompere la non soluzione di continuità del buonismo imperante, anche a livello giuridico. Invero qui da noi, nel Paese di burlandia, si continua a tentennare facendo leva su principi di massima che tali non sono alla prova dei fatti. E così anche in tempi eccezionali e gravi come gli attuali, qualcuno pensa ancora che debba continuare a prevalere un
pensiero volutamente debole o, come si dice, politicamente corretto.

Ma in tal modo si nega l’affermazione pregiuridica di valori assoluti propri della nostra civiltà occidentale, poiché tutto, ormai, è considerato relativo. Nel frattempo persone predicanti e praticanti valori assoluti diversi (almeno per loro) imperversano facendo strage di persone. Eppure il reato di strage non ha certo come presupposto un valore relativo sotto nessuna latitudine. Nonostante ciò anche tale delitto, alla luce del buonismo garantista, finisce con l’essere ammantato di relatività e perciò, a volte, giustificato senza condanne irreversibili.

Infatti a tali efferati fatti si accompagnano, dopo superficiali proclamazioni di cordoglio, valutazioni pseudo-sociologiche tese a ricercarne le ragioni nel sistema e nella società e non nell’animo dell’individuo; sì che si arriva a considerare più le ragioni di Caino che quelle di Abele. In tal modo, da un lato, diventa estremamente difficile, sotto il profilo della norma, prevenire, e dall’altro, sotto l’aspetto culturale, è ancor più difficile giustificare norme di carattere forte.

Eppure come non essere favorevoli, nei presenti tempi, a leggi speciali limitate a particolari categorie di reati per il tramite dei quali è in atto una guerra strisciante e inusuale, priva dei canoni tradizionali. Siamo di fronte a un organismo internazionale senza patrie e senza frontiere che ha fatto della morte il suo messaggio unico e barbaro e che usa il denaro per dare la morte stessa. Ci troviamo, dunque, in pieno e debole relativismo giuridico, che non vuole e non si sente di essere forte poiché, in tal modo, negherebbe la sua stessa eccessiva tolleranza verso il diverso.

I cosiddetti musulmani moderati, se ve ne sono, battano un colpo serio da signori, quali proclamano presentarsi nelle varie coadunanze religiose. Si diano da fare in modo pratico e concreto nell’ambito delle loro comunità locali, per denunciare ogni potenziale Caino; collaborino, in modo fattivo, con la Polizia e la Magistratura, per isolare, ancor prima dei fatti, ogni tentativo di fondamentalismo cruento che attenta alla fonte i nostri valori e la nostra vita. Diano grande valore alla vita, anche nel concreto e a tali tipi di collaborazione virtuosa; sì che si chiudano le stalle prima che i criminali riescano a nascondersi in attesa di sferrare qualche altro colpo mortale.

Ma, se non vi sarà una tal vera collaborazione interna, vorrà dire che nulla è cambiato rispetto ai comportamenti arabi di un tempo. Le parole di circostanza così spese suoneranno, perciò, ancor più false in quanto ammantate di pura ipocrisia. E si dovrà concludere che non c’è nulla da aspettarsi da persone che, proveniendo da Paesi lontani, di diversa cultura e venute nelle nostre accoglienti plaghe, qui si insediano solo per annullarci. E allora nulla di diverso vi sarebbe in tali comportamenti rispetto ai comportamenti che nel deserto e nei loro aridi Paesi si sono tenuti e si tengono allorquando si combatte per l’acqua quale fonte di vita.

 

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One Comment

  1. renato says:

    discorso magistrale, variamente farcito, che però non serve a nulla perché out dated (roba vecchia). Potreste tuttavia essere di grande ausilio se usaste la Vostra emerita penna per indire una crociata, questa volta laica, apolitica, apartitica, popolare e con i contro caz..

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