Il terrorismo, una multinazionale scritta in un libro

Foto LaPresse/Gian Mattia D'Alberto 14-07-2016, Nizza (Francia) cronaca Strage sulla Promenade des Anglais a Nizza nella foto: camion sulla folla aNizza - le vittime e i soccorsi Photo LaPresse/ Gian Mattia D'Alberto 14-07-2016, Nice - France newsMassacre on Promenade des Anglais in Nice - France In the picture: Kanako Watanabe JPN

di MARCELLO RICCI – Come il vento velocizza la diffusione degli incendi così i moderni mezzi di comunicazione incentivano la ripetizione degli atti di terrorismo. La globalizzazione favorisce l’informazione sugli atti violenti ai quali viene data una patente ideologica sia religiosa, che di protesta sociale. E’ fuor di dubbio l’integralismo  islamico abbia un ruolo primario nel terrorismo.  Reazioni antioccidentali sono supportate da teorie  varie come quelle della nuova stratificazione sociale , dello scontro delle civiltà che si realizza con la Jihad. Terrorismo e  globalizzazione sono sinergici . Il terrorismo si avvale anche di figure mitizzate che assumono le vesti  del profeta e del vendicatore sanguinario. Emblematica la figura di Osama bin Laden,  esprime tutti fondamentalismi islamici: i Talebani, Ibn Tahimiya, la Fratellanza Musulmana, la corrente Salafista Jihadista, il Wahabismo. Tutto  per imporre  la legge di Allah, scritta nel Libro.

Il terrorismo è una multinazionale che opera con profitto in tutto il mondo e si giova anche dell’attrazione alla violenza su soggetti mentalmente turbati che credono di riscattare con gesti clamorosi l’inferiorità sociale e mentale. Sei migliore di me, vivi meglio, hai un ruolo positivo, tutte robe da cui sono escluso, quindi ti sopprimo. Lievito coranico comunque sempre presente, è questa sentimento di sofferenza per lo stato di inferiorità che spinge alcuni violenti ad essere autori di stragi.  Non è rilevante che essi stessi muoiano. Il gesto il clamore, la strage sono   suggello premiante per le loro inutili vite.              
Riflessione importante per valutare se sia opportuno nel dare notizia di questi tragici eventi, omettere i nomi degli attentatori e ogni notizia sulla loro nazionalità. Delinquenti senza nome, senza sesso, senza patria. Alcune stragi hanno radici  nel primario desiderio di restare nella storia, come il  pilota Andreas Lubitz ed altri che si sono suicidati portando aerei civili con tutti i passeggeri a schiantarsi.                  
Senza nulla togliere all’islam che considera le stragi degli infedeli atto dovuto, deve essere considerata la quota di invasati e malati di mente che considerano gli attentati  atti di riscatto o gesti clamorosi fonti di notorietà, validi per essere ricordati come eroi o martiri.
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One Comment

  1. luigi bandiera says:

    Un tempo i cristiani che si facevano sbranare dalle bestie feroci erano uomini di fede o MATTI..?
    Erano o no i mederni kamikaze..?
    .
    Leggi bene, ma bene, il presente se vuoi avere il passato e il futuro in mano.
    .
    Gesu’ stesso si fece kamikaze patendo e morendo poi sulla Croce.
    ERA MATTO?
    ERA DEPRESSO?
    AVEVA PROBLEMI?
    .
    Sti scriba quante ne scrivono tanto per deviarci dalla VERITA’.
    Chi ha fede e’ disposto anche a morire e subito. O no?
    Il prete non si inginocchia: sa che morira’ per non obbedire al SATANA del momento.
    Sta scritto: …se mi adorerai tutto quel mondo che vedi sara’ tuo…
    Non mi adori..??
    Allora morirai… circa ne’.
    Non accogli?
    Non avrai piu’ la pensione dato che i komunisti di fede ci dicono ad ogni pie’ sospinto che quelli che arrivano ci pagano, non ci pagheranno forse la pensione.
    Oppure che senza di loro moriremo: ma prima che eravamo senza di loro appunto, morivamo di piu’ o come al solito si viveva e moriva in tranquillita’ e come da secoli..??
    .
    I farisei si scopriranno solo DAI LORO FATTI..!
    .
    Tuttavia, quanta lingua biforcuta nei politicanti di oggi definitesi demokratici.
    An salam

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