Il tempo per ricostruire il Nord non è scaduto

orologeriadi STEFANIA PIAZZO –  Il referendum, come tutte le elezioni, è di qualcuno che ha vinto. Chi è andato a votare non era necessariamente della Lega. Come lo era necessariamente. La trasversalità del voto, così come del non voto, ha abbracciato tutto il Nord. La gente incazzata che spera e si aggrappa all’ultima speranza, ha votato per un sentimento,  ma anche per nostalgia di un sogno.  In un tempo in cui non ci sono più leader carismatici, ci si aggrappa ad un’idea. Oggi si vota sui grandi temi della società. Temi che riguardano le grandi libertà.

Il punto, come sempre ricordiamo su questo giornale, è che al  Nord, cone nel resto del paese, si sta vivendo una sorta di guerra civile politica molecolare. I conflitti  sono tanti: tra quel che resta della Lega e il postleghismo, visto che il cuore del problema è il Nord. Poi c’è la guerra civile tra Roma e il Nord, appunto. Quella tra le nuove generazioni e le nuove regole cioè mai in pensione e stipendi da fame. Quella tra migranti e poveri di casa nostra. Ma non è altro che il riflesso del nostro tempo. Tante piccole guerre molecolari, in una società frantumata, che vive le sue dinamiche sui social, che ingaggia guerre politiche sui social, che si confronta  dentro ad un telefonino. Se la democrazia è apparente, figuriamoci il resto. Poi però arriva lo Stato, l’entità superiore che risolve i conflitti. Cioè mai.

 

Oggi il cambiamento può arrivare dal basso, è una possibilità. La gente cosa chiede alla politica? Di non avere puttanieri e parolieri o banchieri cialtroni tra i piedi, vuole gente onesta, che non vada nei postriboli a distribuire consenso. Chiede pane a fine mese senza passare dal circo. In Svizzera, paese che crede nella democrazia diretta, quando il popolo decreta una cosa, quella è e resta.Per  la prima volta, nella storia d’Italia, dei politici potrebbero rispettare i patti. Potrebbero, appunto. O resta un sogno, da cornuti e mazziati, e occorre passi un altro treno, o è la rivoluzione. La domanda è: ce li abbiamo i rivoluzionari in casa?

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3 Comments

  1. max says:

    Ma quale nord volete,bisognava essere più concreti molti anni fa,non essere schiavi della poltrona dello stipendio,ora è tardi e ne paghiamo le conseguenze.Grande Nord l’ennesimo gruppo di ex che quando stavano nella lega scodinzolavano e ora abbaiano da bravi,ma pensate che siamo tutti imbecilli.

  2. giancarlo says:

    Salvini è adesso anche lui sull’onda dei referendum.
    Ma faccia attenzione a quello che dice e in particolare a quello che farà o non farà se andrà anche lui a governare l’italia.
    I VENETI in primis non tollererebbero questa volta un altro tradimento verso di loro.
    ZAIA è garante di questo referendum ma poiché non è la prima volta che la Lega si mette di traverso….e tutti sanno come e quando, il gioco potrebbe farsi duro………ma soprattutto con l’abbandono della Lega da parte degli elettori Veneti.
    Salvini poi mi fa ridere quando adesso dice che tutte le regioni possono avere l’autonomia……così disponibile è diventato adesso che i referendum hanno vinto ?!!
    Faccia come crede a meno che questa uscita non sia solo per tenere buoni gli altri governatori e relativi cittadini meridionali per ottenere i voti alle camere per la relativa legge che dovrebbe essere approvata per rendere i referendum,,,, evasi.
    WSM

  3. Riccardo Pozzi says:

    Si alza la temperatura della sedia sotto le terga del segretario Salvini.
    Mirabile il suo lorem ipsum di commento al voto.

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