Il taglio di Draghi? Una goccia nell’oceano e le imprese falliscono

di CHRIS WILTON

Dunque, che risultati immediati ha portato con sé il taglio dei tassi da parte della Bce? Il rendimento del Bund decennale tedesco è sceso al minimo storico dell’1,16%, chiaro segnale del rischio di una crisi deflazionaria, ovvero inflazione e mancata crescita combinate. Punto. I piani per far giungere un po’ di credito alle piccole e medie imprese dell’Europa del sud? Soltanto ipotesi di studio, per ora. Per David Owen della Jefferies Fixed Income, <quanto fatto da Draghi, allo stato attuale, è soltanto una goccia nell’oceano. Nulla di tutto ciò che è stato detto, servirà a migliorare la situazione. Lo stato di recessione in cui versano Italia e Spagna sta peggiorando ancora e migliaia di imprese stanno fallendo. La Bce dovrebbe davvero agire da banca centrale con un piano di quantitative easing e comprare almeno 500 miliardi di euro di bond, il 5% del Pil dell’eurozona ma mi pare chiaro che non ne abbia la minima intenzione>.

Il problema è che con il tasso di disoccupazione europeo al 12,1%, il 27% in Spagna, il tempo delle parole è davvero terminato: servono fatti, visto che tre anni di austerity tout court non hanno che peggiorato la situazione. Anche perché un taglio di 25 punti base come quello effettuato ieri, è totalmente disconnesso rispetto alla velocità del calo del tasso di inflazione e quindi mantiene i tassi d’interesse reali più alti: l’inflazione core, in marzo, è infatti scesa al tasso minimo record dello 0,4%. Per Albert Edwards di Societe Generale, <oggi l’eurozona è soltanto a un passo, a un solo ciclo recessivo di distanza dalla deflazione giapponese degli anni Novanta>. Inoltre, pur abbozzando un allineamento con i tassi ultra-bassi di Fed e Bank of England, la Bce dovrebbe fare i conti con il fatto che, al netto della contrazione sempre più veloce dell’eurozona, la sua politica dei tassi resta ancora troppo alta tra tutte le economie sviluppate>. Quando poi si arriva ad abbozzare il fatto che non si esclude tecnicamente un tasso di deposito bancario sotto zero, si finge di non voler vedere l’ovvio: ovvero, che già oggi le banche preferiscono pagare qualcosa, lo 0,25%, pur di parcheggiare soldi overnight presso la Bce, piuttosto che immetterli nel circuito interbancario, ovvero prestarseli tra di loro. Inoltre, se quel tasso salirà, ovvero le banche dovranno pagare di più per depositare i soldi alla Bce piuttosto che farli circolare (questa la geniale intuizione di Draghi per stimolare il credito, penso che nemmeno la cassiera di Waitrose sotto casa mia avrebbe partorito un’iniquità simile), su chi pensate che scaricheranno i costi aggiuntivi gli istituti bancari? Al netto della disfunzionalità del sistema di trasmissione del credito e delle responsabilità oggettive delle banche, poi, anche le autorità europee dovrebbero fare mea culpa: come si può continuare a chiedere agli istituti sempre maggiori cuscinetti di capitale per rientrare nei parametri di Basilea 1,2 e 3 e poi attaccarli per la mancata concessione di credito, visto che oltre ai parametri patrimoniali di fatto la Bce obbliga di fatto le banche italiane e spagnole a comprare debito pubblico come se non ci fosse un domani? E’ una regolamentazione schizofrenica e quindi non stupiamoci se le economie reali sono a pezzi.

Insomma, o la Bce si decide a dar vita a un “Funding for lending scheme” simile a quello della Bank of England per aiutare le piccole e medie imprese dei Paesi periferici, l’ultima tranche fu un diluvio di liquidità da 80 miliardi di sterline in un solo colpo, oppure preparatevi al nemmeno troppo lento declino dell’Europa del sud. E all’arrivo, con il quadernetto dei compiti in mano, della troika.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

8 Comments

  1. Albert Nextein says:

    un’altra calzante similitudine può esser la seguente : draghi ha somministrato , dopo adeguato e strombazzato comunicato festoso, un paio di aspirine al paziente.
    Il farmaco ha svolto il suo effetto, come previsto, ma il cancro microcellulare ultrainvasivo al polmone destro non si è ridotto.

  2. oppio49 says:

    oggi, in una banca, in attesa per un’operazione di cassa, ho letto attentamente un cartello formato manifesto di questo tono: “scopri i vantaggi di un prestito agos ducato fino a 50.000 Euro” con la possibilità di restituzione del debito in modo elastico.. e già mi veniva da ridere perchè per un per un prestito di 50.000 Euro, come minimo, devi dare garanzie reali per 200.000 Euro e, se richiesto, devi dare anche la nonna in pegno. Ma fin qui ci poteva stare; conoscendo le banche non ti stupisci più di nulla. La cosa che invece mi ha fatto scattare il neurone delinquenzial-assassino, è stata la scritta, a caratteri cubitali come se fosse un tre per due della coop, “il Taeg medio è del 10,89% “. In un primo momento ho pensato che questi avessero la faccia come il culo dato che il falsario della BCE mario draghi i soldi alle banche li ha regalati all’1% (ed ora il tasso è ridotto alla metà) e questi figli di una cooperativa di troie gli hanno aggiunto il 10% spacciandolo anche per un affare. La tentazione di tornare a casa per poi ritornare in banca attrezzato di fucile a pompa per eseguire una “legittima riappropriazione del maltolto” forzosa ovviamente, ma moralmente corretta, è stata forte. Ho portato pazienza ma, anche quella, come tutte le cose umane, ha un limite ed alla rottura del limite siamo vicini, molto vicini. E mario draghi abbassa i tassi ovviamente solo alle banche così che possano acquistare, con notevole lucro, i titoli di questa repubblica delle banane.

    • Giorgio Fidenat says:

      Agos finanzia credito al consumo che notoriamente è molto elevato. Poi io sono dell’idea che non ci si può lamentare del tasso di interesse applicato. Non lo ha mica ordinato il medico di chiedere un prestito. Se è giudicato troppo alto, si fa a meno di fare il prestito. Quello di cui ci si deve veramente arrabbiare è il monopolio della moneta attribuito allo Stato, la manipolazione arbitraria del tasso di interesse, la manipolazione della massa monetaria, ecc… È di questo che ci si deve veramente preoccupare!!!!

    • Dan says:

      Io vorrei capire invece un’altra cosa riguardo a questi prestiti: spesso si trovano pubblicità dove si annuncia trionfalmente un certo taeg poi però seguono degli esempi dove si trae che la somma da restituire e molto più elevata del prestito più il taeg.
      Cosa mi perdo di queste fenomenali offerte ?

  3. Dan says:

    Io vorrei capire una cosa anche se temo che la risposta sarà qualcosa tipo “la matematica è un’opinione”.

    In tv ci dicono che l’italia sta superando la fase di deficit andando al 2,9%. Se questa percentuale è data da un rapporto debito pil com’è possibile ottenere un simile risultato dal momento che tagli non ne sono stati fatti e le imprese continuano a fallire.

    E’ un deficit riferito solo “all’esterno” ?

    E tutto il resto ? Se abbiamo un debito che è il 130% del pil, togli circa un 3%, l’altro rimanente dov’è finito ?
    Lo abbiamo in casa ? Ma se sta in casa allora col passato quando si sarebbe potuto semplicemente eliminare ?

    Boh… evidentemente i tg hanno ricevuto ordine di spacciare notizie fasulle così chi cerca di mettere insieme i pezzi finisce per fare ancora più confusione

Leave a Comment