Il suicidio dell’Europa 1/ La Merkel: la Germania non sarà più quella che abbiamo costruito

di ALDO MOLTIFIORImerkel

Da  queste colonne ho più volte denunciato lo Stato Italiano per essere l’inconciliabile nemico della Lombardia e del Veneto in primis, ma, più ingenerale, anche,  di tutte le regioni che abitano la penisola –chiamata impropriamente Italiana –  a sud del fiume Po.

La mia visione politica e sociale, da sempre,  affida all’Europa dei Popoli e delle Regioni il destino dei nostri figli. Lo sosteneva il grande Carlo Cattaneo e lo sostengo io forte del nostro retaggio che proviene dalla grandi pianure dell’Europa Centrale.

Oggi, però, sono in corso due fenomeni di portata epocale e ampiezza  continentale – tutta l’Europa ne è investita – che potrebbero rendere quel nemico (Lo Stato Italiano) addirittura letale, già per la nostra generazione.

Mi riferisco alla invasione di milioni di musulmani già oggi violenta ed aggressiva, tutt’altra cosa che una pacifica migrazione, da un lato ed al ritorno del Papato come partito politico fautore di un rinnovato Stato Teocratico (quello Pontificio), con la pretesa di sostituirsi al nostro attuale oppressore  di impronta laica, ancorché autocratica dall’altro.

Comincio con il fenomeno dell’invasione musulmana, poiché del Papato e di questo Papa mi occuperò estensivamente nei prossimo futuro dal momento che la sua minaccia non è così incombente come quella musulmana.

Di questa invasione, su scala continentale, solo nel 2015 le stime più verosimili ci parlano di 560.000 richiedenti asilo politico ai quali se ne devono aggiungere altrettanti per motivi economici. Qui in Italia quelle stime sono molto più aleatorie perché si pensa che circa 50.000 si siano eclissati non si dove e altrettanti si rifiutano, anche con aggressiva violenza,   di farsi identificare. In ogni caso le stime ufficiali parlano di 160.000 persone arrivate fino ad oggi nel solo 2015.

Ricordo che, sempre ufficialmente nello scorso 2014 si deve comunque parlare di circa 120.000 ingressi clandestini. E, per favore, caro sig, Primo Ministro da palcoscenico (purtroppo non di operetta ma di tragedia) Lei e tutti i Suoi servitori e lacchè da media abbiate la decenza di chiamare questi ingressi come “Invasori clandestini”.

Insistere a chiamarli “Migranti” è insultare i tanti Italiani, Irlandesi, Spagnoli e Greci che nel corso di due secoli hanno pazientemente atteso nei loro paesi che venisse loro concesso il visto di ingresso avendo ottenuto i requisiti per poter vivere nei Paesi di destinazione. E abbiate tutti il coraggio di chiamare tutti comunque invasori anche coloro che volete a tutti i costi spacciare per rifugiati! Ma di quali rifugiati stiamo parlando quando non presentano alcun documento di identità attendibile o non lo presentano affatto e rifiutano di farsi identificare?

Ma, questi numeri sono solo il preludio ad una vera propria alluvione biblica che potrebbe portare in Europa milioni di musulmani nei prossimi anni, al punto che la Cancelliere  Merkel ha dichiarato pochi giorni orsono al Parlamento di tedesco “Dobbiamo essere pronti ad accogliere milioni di rifugiati e questo cambierà la stessa Germania,che non sarà più quella che abbiamo sin qui costruito. Non sarà più una Germania di tedeschi, speriamo che sia migliore” Giudicate Voi!

Nelle ultime settimane le ondate di questa alluvione hanno quasi travolto il Sud Est europeo riversandosi quasi totalmente sull’Ungheria sulla quale si sono riversati più di 150.000 invasori tutti rigorosamente clandestini. Su tutti i media italiani ed europei abbiamo assistito alla più indegna delle competizioni per accusare la classe politica ungherese di ogni crimine contro l’umanità.

(1-segue)

 

 

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2 Comments

  1. Maloenton says:

    Caro Aldo Montifiori…anche voi padani 154 anni fa avete distrutto il Regno Delle Due Sicilie con Garibaldi e i Mille bergamaschi di rosso vestiti. La Storia stavolta si ripete per voi SALAM !

  2. gianni .el laqdin says:

    se volete sapere chi e’ la MERKEL guardate su YouTube CHI E’ VERAMENTE ANGELA MERKEL e il suo predecessore HELMUT KOHL .

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