Il Sud spazza via i Savoia dalle strade. Il Nord invece li celebra sempre

Ettore-Majorana1di BENEDETTA BAIOCCHI – “In seguito alla riunione tenutasi presso Palazzo degli Elefanti, ovvero il municipio di Catania, sono state introdotte grosse novità per quanto riguarda la toponomastica dell’area urbana. Hanno partecipato al meeting il sindaco Enzo Bianco ed i consiglieri Sebastiano Anastasi, Giovanni Marletta e Nino Vullo, i quali hanno preso diverse decisioni in merito”.

 Iniziava così il racconto di un revisionismo topografico che il sito vesuviolive.it cita non senza orgoglio per spiegare come, a sua volta, in Sicilia, qualcuno abbia reso giustizia alle stragi di Stato mai punite. Riporta infatti Valentina Coppola, citando il sito Catania.blogsicilia.it, che “il largo nei pressi di piazza Turi Ferro, che non ha alcun nome, sarà dedicato all’inviata di guerra del TG3, Ilaria Alpi, che fu uccisa in Somalia a soli 33 anni (…) Il nome di Via Enrico Cialdini verrà sostituito da quello di Giorgio Ambrosoli, l’avvocato di Milano, assassinato nel 1979, da un sicario inviato da Michele Sindona. Ricordiamo che Cialdini era il luogotenente di Vittorio Emanuele II, il cui nome viene inevitabilmente associato ad terribile evento storico: il massacro di Pontelandolfo e Casalduni. Ancora, un’altra strada, nei pressi dello slargo di Via Ambrosoli, davanti al Centro Direzionale di San Leone, sarà dedicata a Barbara Rizzo, deceduta in seguito alla strage di Pizzolungo, insieme ai due figli”.
 Ambrosoli fu ucciso a Milano. Ma a Milano nessuno ha pensato di togliere via Cialdini, che è nei pressi di via Bellerio ad Affori, sostituendo con un profilo eticamente  e storicamente corretto quella toponomastica. Macché. Proseguiamo però nella lettura e scopriamo anche che: “La più importante novità prima riguarda la famosa piazza Vittorio Emanuele III, la quale sarà dedicata ad Ettore Majorana, uno tra i più importanti fisici italiani”.

E conclude il giornale campano: “Un gesto importante, dunque, quello della città etnea, che decide di dare risalto a personaggi importanti per la propria Terra o per tutta l’umanità, scegliendo di obliare Enrico Cialdini, massacratore senza scrupoli cancellato anche dalla toponomastica di Mestre, e Vittorio Emanuele III, che mai si oppose agli orrori del Ventennio Fascista.

Bene, ci fermiamo qui? Affatto. Perché nei giorni scorsi dopo Catania anche Palermo ha fatto diventare spazzatura cittadina il nome di Cialdini. Leggiamo: “Sul quotidiano palermitano Il giornale cittadino press si apprende la notizia della prossima intitolazione di via Cialdini a Giovanni Lo Porto, collaboratore internazionale rapito da Al Quaeda, che ha perso la vita in Pakistan durante un’operazione degli Americani. Si tratta di una mozione presentata da Giovanni Colletti, consigliere e presidente della Seconda Circoscrizione, nella quale si legge che Enrico Cialdini fu responsabile di assassini atroci nei confronti della gente Sud durante il Risorgimento, al fine di giungere a quell’Unità d’Italia così anelata da Cavour e Vittorio Emanuele II”.

Se questa non è legittima secessione dalla storia scritta con la violenza…

Il Sud ha fatto scuola, il Nord imbambolato pensa solo a laurà!

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