Il Sud ha politici che cura i suoi interessi. E il Nodd?

di AGILULFO

Sono Longobardo, si sa, e quindi ho la testa dura, e, allora, mi fido poco. Anzi, visto che mi sono fidato, oggi non mi fido più. Il nemico non è a Roma, come sbraita (o finge di sbraitare) ancora qualche padanista rimasto solo sull’atollo del 2%, e non è nemmeno a Bruxelles o a Strasburgo. Il nemico ce l’abbiamo in casa ed è una classe politica che ci ha usato solo come riserva elettorale per garantirsi le cadreghe, andando, poi, d’accordissimo sia con Roma che con Strasburgo. La verità, amara per noi Longobardi, è che il Sud una classe politica che fa i suoi interessi, ce l’ha. E, infatti, piovono posti pubblici e soldi. Inutile che ce la prendiamo con le guardie forestali siciliane e calabresi. Sarà anche clientelismo, ma laggiù i loro interessi li fanno, eccome. I nostri? Il solito pietoso velolombardia, se pur verde, non basterebbe a coprirne le vergogne. I suddici votano compatti, i noddici si dividono tra destra, sinistra e cespugli. I suddici si nominano tra loro, i noddici, nominano quelli del Sud. Ve lo confesso: in questo momento sono pieno di ammirazione per il Sud, che la secessione l’ha già fatta. Ditemi un solo politico del Nord che sia mai stato eletto in un collegio elettorale calabro, io ve ne dirò qualche migliaio eletto quassù, persino sotto lo stemma di… Il Nodd si deve liberare, è vero, ma da se stesso, o, meglio, da chi ha detto di averlo rappresentato.

Il Sud ha politici che fanno i suoi interessi. E il Nodd ce li ha!?

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