Il Sud di Stella e Rizzo. Tutta colpa del Nord

di GILBERTO ONETO

A molti comprensibilmente ripugna dare soldi a Stella e Rizzo, o – peggio ancora – alla Feltrinelli, ma questo è un libro che non si può non leggere. Si può farlo facendoselo prestare, andando in biblioteca o piratando fotocopie o pdf.

Ma vale davvero la pena di leggerlo per due ragioni principali.

La prima è rappresentata dalla grande quantità di notizie e di informazioni: nessuna è originale e forse neppure inedita ma è importante che qualcuno le abbia raccolte e messe tutte assieme. È difficile pensare che gli autori si siano ispirati alla “Rubrica Silenziosa” dei Quaderni Padani: l’avessero anche fatto non lo ammetterebbero neppure sotto tortura. Ma sta di fatto che forniscono un bel quadretto di cifre, dati e notizie da cui viene fuori un ulteriore quadro catastrofico del Meridione. Anche qui niente di nuovo ma fa sempre una certa impressione sapere che la descrizione sia opera di gente sinistra e patriottica che tutto vorrebbe fare tranne che scrivere roba del genere e che se lo fa è solo perché la cosa è così macroscopica da non poter essere nascosta o ridimensionata, e perciò tanto vale farci qualche soldino di diritti d’autore. Non sono i primi a percorrere tale strada: parecchi anni fa Giorgio Bocca aveva prodotto materiale analogo. Erano allora momenti di grande espansione del leghismo e il Bocca era stato accusato di colpevole collateralismo: non può capitare a Stella e Rizzo perché il padanesimo sta vivendo un momento di fiacca e perché hanno disseminato di parecchi antidoti la loro narrazione.

E proprio questo costituisce il secondo elemento di interesse del libro: la straordinaria abilità di due professionisti dell’equilibrismo sugli specchi nel dire certe cose puzzolenti e contemporaneamente coprirle con annaffiate di deodorante di regime. Così con una faccia di palta quasi simpatica per eccesso di improntitudine, i due chiudono ogni drammatica descrizione con qualche esempio dis-edificante di malefatta nordista o inventandosi un concorso di colpa trovato rovistando un paio di paralleli più a nord. Qualche esempio: la “giusta diffidenza” che occorre mostrare nei confronti dell’Alta Italia per le malversazioni seguite al terremoto dell’Irpinia; le “troppe incursioni settentrionali interessate solo al saccheggio di contributi” per il Sud. Insomma ci sono sempre degli “assatanati corsari del Nord”, o c’è il “peggior doppiopesismo della Lega” dietro a tante magagne: la colpa è sempre di qualcun altro, preferibilmente padano, meglio se anche un po’ leghista. Gli autori fanno finta di criticare il vecchio piagnisteo meridionale ma poi fanno lo stesso: inventano la lamentazione post-moderna bene irrorata di relativismo patriottico riassunto nell’espressione “Non solo nel Mezzogiorno” con cui concludono certe loro terrificanti descrizioni. “Il marciume nella sanità non è affatto un’esclusiva meridionale. Anzi”. Sublime!

La colpa dell’inquinamento in Campania è di chi ha prodotto le schifezze e non di chi le ha sparse e interrate per soldi. La mimesi della verità raggiunge punte davvero esilaranti quando, per cercare colpe sopra la Linea Gotica, si dice che Colaninno è mantovano, Speranza piemontese e Bernabé niente di meno che altoatesino.

Insomma  descrivono montagne di schifezze perché non possono farne a meno ma si inventano straordinari funambolismi per dare la colpa a qualcun altro e – soprattutto – per allontanare il sospetto che tutte queste rogne siano figlie di una avventatezza storica come l’unità d’Italia. Bisogna leggere questo genere di libri per conoscere gli strumenti del nemico (e questi sono nemici intelligenti) e per attrezzarsi a combatterli meglio e a difendersi dal neocentralismo tricolore che si sta insinuando un po’ dappertutto.

La narrazione si ricopre nei punti cruciali di retorica e di prossenetismo di regime. Ad un certo punto si trova scritto: “Giorgio Napolitano, eletto a simbolo della migliore classe politica meridionale e prova vivente di come il Mezzogiorno sia in grado di offrire all’Italia uomini di altissimo profilo politico e istituzionale”. “Contro i ghetti profumano i giardini, sul mondo batte il cuor di Mussolini”. Eterna Italia: non è mai cambiato niente.

 

Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. Se muore il Sud. Milano: Feltrinelli, 2013.

318 pagine, 19,00 €

 

 

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