Il sociologo de noantri e le pensioni degli italian-brasileros

di CLAUDIO ROMITI

Ospite del sempre più sinistro programma di pseudo approfondimento politico “Coffee break”, in onda tutte le mattine su La7, il sociologo rosso Domenico De Masi ha spiegato quale dovrebbe essere la ricetta giusta per affrontare il tema spinoso delle pensioni. In breve, secondo questo attempato mandarino dell’università “La Sapienza” di Roma occorrerebbe copiare il modello brasiliano, onde raggiungere la tanto agognata perequazione dei trattamenti previdenziali più bassi. Così come è accaduto, infatti, nel Paese della samba, sarebbe il caso che qualche milione di cittadini scendesse fragorosamente in piazza per chiedere al governo centrale un drastico aumento degli assegni ricevuti dall’Inps. Assegni che, evidentemente, possono essere arricchiti da un semplice atto di volontà politica, nonostante il recente dissesto provocato nelle casse del colossale carrozzone pubblico dalla fusione con l’Inpdap, ovvero l’ente previdenziale dei dipendenti pubblici. Un dissesto che, secondo il presidente Mastrapasqua, nel 2015 rischia di mandare in bancarotta lo stesso Inps.

Ma queste, evidentemente, per il nostro De Masi sono quisquilie. Il suo modello di riferimento, lungamente impartito a molte generazioni di studenti, si basa sui bisogni – infiniti per definizione – del popolo. Dato che la metà degli attuali pensionati prende meno di 1.000 euro al mese, non ci dovrebbero essere alternative ad una forte integrazione operata dalla mano pubblica. Peccato però che il nostro sistema previdenziale pubblico spende già adesso una cifra da record del mondo, con il 16,2% del Pil; quasi un terzo in più rispetto alla media europea. Probabilmente buona parte di questa colossale cifra, la quale oramai rappresenta il 37% del bilancio dello Stato, serve a mantenere nel lusso proprio molti dei burocrati pubblici alla De Masi, le cui pensioni saranno a dir poco principesche.

Ovviamente codesti beneficiari della cosiddetta media di Trilussa si guardano bene dal richiedere una redistribuzione tutta interna alla previdenza pubblica. Dato che c’è sempre qualche presunto evasore da perseguitare, il paladini del bene della schiatta del nostro compagno sociologo invocano camionate di giustizia sociale da realizzare rigorosamente con i soldi degli altri. I diritti acquisiti dai contaballe accademici non si toccano.

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15 Comments

  1. der Rotbart says:

    l’itaglia sessantottina, sia d’antan sia epigone, quella delle ‘oKKupazioni_autogestite’ e delle ‘assemblee_autoKonvoKate’, ha smesso quarant’anni fa di mono-laurearsi in DURISSIMI corsi di laurea in Matematica, in Fisica, in Ingegneria, in Chimica Industriale, . . . . per passare a pluri-laurearsi in “pissicologgia”, in “soocciologgia”, in “antroppologgia”, . . . . ed altre auto-erotiche scempiaggini.
    Le ‘universitates’ italiche, alcune con radici nel GRANDE ( guarda caso ! ) Medioevo, son state via via impercettibilmente trasformate in ‘campus’ dalla piena berkeleyiana del ’62-’63 ( ‘exported_into_Europe’ nel 1968 ) e ridotte a ‘mercatini_delle_pulci’ per lo smercio sulle bancarelle di paccottiglia auto-erotica.
    “professori”, che flatulano gas innominabili dalla bocca invece che da un più fisiologico orifizio e che con questi pesanti gas gonfiano “mongolfiere”, che rimangono al suolo.
    Alla buona : dov’è scomparso ( più di uno negli anni ’50-’60 ) i dr.ing.prof. Giulio Natta del Politecnico di Milano, che in sinergia con la Montecatini spa mise a punto con Ziegler il processo di polimerizzazione degli alo-idrocarburi ( MOPLEN ), portando a casa il Nobel per la Chimica ( 1963 ) e tanta ‘money’ dall’estero come ‘royalties’ da sfruttamento-brevetto per la Montecatini.
    Le fatture per la fornitura di energia elettro-NUCLEARE dalla ‘Electricité_de_France’ ( 59 centrali elettro-NUCLEARI ! ) l’itaglia le compensa fatturando la fornitura dei ‘gas_innominabili’, prodotti dai sessantottini, di cui sopra ? ?
    . . . . e il METANO fornito dalla Russia e dall’Algeria ?
    . . . . e il PETROLIO fornitodagli islamici ( Arabia Saudita, Emirati, Iraq, . . . . Indonesia ) ? ?

    STOLIDA ET IGNAVA TEMPORA CURRUNT

  2. Paolo Brembilla says:

    possibile che questi fior di soloni, con tanto di titoli accademici, si siano dimenticati la matematica di base?

  3. Michele Zucal says:

    La sociologia in Italia dovrebbe fare un salto di qualità adottando l’individualismo metodologico introdotto da Max Weber anche per la scienza economica, e non solo per le materie di ricerca sociale per le quali è già adottato da molti anni.

    Purtroppo nei corsi di economia le teorie proposte agli studenti sono sempre impregnate di positivismo. Sono sconosciuti i pensatori austriaci.
    Nelle materie di storia del pensiero sociologico e dello studio dell’azione umana dovrebbe essere inserito al di sopra di tutti Ludwig von Mises, poichè nessuno dei pensatori proposti agli studenti di Sociologia lo battono per la correttezza della teoria dell’azione.

  4. Riccardo says:

    E bravo il compagno! Non gli viene mica in mente di ridurre di un po le pensioni di decine di migliaia di euro al mese date a nullafacenti professionisti. Ci mancherebbe! E’ anticostituzionale! Che un povero diavolo che ha lavorato una vita sia costretto a rovistare nei cassonetti per mangiare perchè con la pensione non ci paga neanche le bollette, quello si che è costituzionale! Come il gatto socialista di Trilussa, “so socialista…ma quando magno so conservatore”

  5. Piombo says:

    Il mio sogno: licenziare in tronco tutti i burocrati come De Masi, con obbligo di restituzione con gli interessi di tutto il denaro che, con l’appoggio dello stato, hanno estorto ai contribuenti per vivere nel lusso nel corso degli anni.

    In caso di impossibilità di pagamento al De Masi e compagni di merende vengono pignorati tutti i beni, e condannati al lavoro forzato fino al saldo del debito (altro che ozio creativo, come scriveva il De Masi in un suo indimenticabile elogio del parassitismo di qualche anno fa!)

    Questo sarà il primo atto della rivoluzione libertaria prossima ventura, in cui i tax-payers (i lavoratori privati pagatori di tasse) si rivoltano contro i tax-comsumers (i consumatori statali di tasse) tagliandogli ogni entrata, e costringendoli così a cercarsi un lavoro vero nel settore privato.

    • Dan says:

      I sogni vanno trasformati in realtà altrimenti non se ne esce

    • pippogigi says:

      Se diventiamo indipendenti gente come De Masi potrà rimborsare i danni solo attraverso un mandato di estradizione e dubito che l’italia lo concederà ai suoi fedeli servitori e colonizzatori.
      Se non diventiamo indipendenti scordiamoci pure di far pagare qualcosa a questa gente….
      Concentriamoci su come ottenere l’indipendenza in fretta, per la giustizia e la vendetta ci sarà tempo.

  6. Albert Nextein says:

    Un altro personaggio fuori dal mondo che merita l’oblio.
    Non conta un tubo.
    Da ignorare.

  7. Renzo Pavanello says:

    E’ soltanto un poveraccio… pieno di boria e di quattrini!

  8. Luca says:

    La sociologia è una piaga dell’umanità.

  9. puippogigi says:

    Penso che si debba uscire dalle discussioni accademiche ed incontra re la gente, rimbambita in certi casi da televisioni e giornalacci di regime, per farli aderire alla causa indipendentista. Belli i discorsi sulla cultura, la storia, l’etnia e la geografia, la maggiore sicurezza per il controllo all’immigrazione ma di questi tempi la gente fatica a sopravvivere e quindi i discorsi devono per forza avere una base di vantaggio economico.
    I lavoratori dipendenti e gli imprenditori possono essere convinti facendo presente che adotteremo le leggi e la fiscalità svizzera, che usciremo dall’euro ed adotteremo con un cambio di 1 a 1 una moneta equivalente al franco svizzero.
    Ma i pensionati non vanno in internet, non leggono queste pagine quindi si devono incontrare nei circoli per anziani.
    Cosa dire loro? innanzitutto che come ha detto Mastropasqua tra tre anni rischiano di restare senza pensione.Infine far presente loro i vantaggi dell indipendenza. Se oggi percepiscono 1000 euro al mese domani percepiranno 1000 franchi svizzeri, con un incremento del 20%. Le medicine in italia costano a volte anche il doppio della tassatissima Francia qui ndi caleranno di prezzo, infine l’adozione della tassazione svizzera significherà una riduzione delle tasse, sulla pensione e sui prodotti acquistati. Le bollette in italia sono maggiori del 20% rispetto ad altri paesi. Quindi avranno il 20% in più al mese e potranno comperare di più perché avranno meno tasse ed i prezzi saranno più bassi. Mi paiono argomenti convincenti.

  10. Antonia says:

    Tanto affonderà anche lui, a meno che non vada a vendere la sua scienza altrove

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