Il sindaco leghista le nega la cittadinanza. E il prefetto, nominato dal ministro leghista, gliela concede

di AGILULFOSEDE LEGA VARESE

Cairate, provincia di Varese. Fissiamo bene in testa questo elementare dato geografico, perché è rivelatore di un certo meccanismo salvinian-leghista. Il sindaco leghista di Cairate – riporta la stampa in questi giorni – ha rifiutato la cittadinanza italiana a una donna indiana, in Italia da quindici anni, perché non sa l’italiano. L’atto finale per divenire cittadini italiani è leggere il giuramento di fedeltà alla Costituzione davanti al sindaco. Dunque, bisogna saper leggere e sapere l’italiano, altrimenti non si sa che cosa si giura. Che dire? Well done, sindaco, così si fa in tutti i paesi civili, o così si dovrebbe fare. Non fosse che nella questione si è intromesso il prefetto, imponendo al sindaco di accettare il giuramento senza troppo questionare sulla lingua di Dante. Solita storia, apparentemente: il bravo amministratore locale e il cattivo prefetto mandato da Roma.  Il lupo e l’agnello, senza troppo indagare chi sia l’uno e chi sia l’altro.

Non fosse che il prefetto di Varese, dott. Zanzi, è varesino ed è stato nominato da un altro varesino di nome Maroni, quando era ministro degli interni. A Varese lo sanno e lo ripetono anche i muri. All’epoca si profusero incenso e salmodie: finalmente un prefetto non terrone a Varese … per di più buon amico del più varesino dei ministri degli interni!  La Lega al governo dà un prefetto varesino a Varese! Allora, ricapitoliamo: il sindaco leghista nega la cittadinanza e ottiene un’ottima eco mediatica, giusto per ribadire che «La Lega ci difende». Il prefetto, non leghista, ma voluto e  amato fortemente dai leghisti, la riconferma. E il gioco delle parti è fatto. Il sindaco continua a fare il sindaco e porta a casa qualche consenso in più e il prefetto continua a occupare metà di Villa Recalcati, a spese dei contribuenti, con tanto di gabinetto, capo di gabinetto e vicecapo di gabinetto, con annesso seguito, segretarie, truppe cammellate e auto blu.  Ma la Lega non era per l’abolizione dei prefetti, anche quando li nominava?

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

5 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Il vero significato e’ che: il prefetto conta e comanda, mentre il sindaco eletto NO: serve a parare kulo al governo..! Fa il laVORO SPORCO SPESSO E VOLENTIERI..!
    Quindi..?
    IL POPOLO NON E’ MAI STATO SOVRANO e i fatti lo dimostrano. Ma servono ancora diapositive e fatti per far entrare in testa sto kax di concetto..??
    Al di la’ o al di qua che si sia e’ che NON SERVE ANDARE A VOTARE..!
    Ma si, solo per far credere alla gente che siamo in una demokrazia… e dare legittimita’ a tutto ‘sto kax di ambaradam. Non serve ad altro..! A meno che non so, questa volta il voto conti davvero, forse.

    Baciamo le mani…

  2. pierin says:

    alora sta tipa che no capise gnente de talia la ze taliana. mi che so nato in Veneto e i dize che so talian e i me ga insegnà a capire el talian pretendo che begne riconosciù che so Veneto e no talian

  3. senzarete says:

    Cominciamo col dire che ora , il prefetto Zanzi non risponde a Maroni ma ad un altro ministro di un altro governo e che le politiche di questo, verso gli immigrati, sono totalmente cambiate. Per cui, in riferimento allo specifico fatto, le analogie e i controsensi evidenziati nell’articolo non hanno senso. C’è da dire poi che se esiste le legge, questa deve essere applicata. Cosa che il Sindaco (volutamente maiuscolo), ha fatto.

  4. Dan says:

    Tutti, appena diventano dei stipendiati di roma si dimenticano chi devono ringraziare.
    Poi c’è quel senso di onnipotenza che si sviluppa nelle società dove c’è un popopo malato e apatico disposto ad accettare in silenzio e senza reazione ogni tipo di soppruso…

Leave a Comment