Il senatore Centinaio, un vero “leghista” meglio di Scilipoti o Loiero

di TONTOLO

Il 28 gennaio si è tenuto al Senato il dibattito sulla designazione della città italiana che sarà “Capitale europea della cultura” nel 2019. Si era partiti con 21 candidate (7 a Nord, 6 al Centro e 8 al Sud). Le finaliste sono 6 (1 a Nord, 3 al Centro e 2 al Sud):  Ravenna, Siena, Perugia, Cagliari, Lecce e Matera.

Contro il disequilibrio geografico interviene accorato tal Gian Marco Centinaio, senatore leghista.

Comincia citando il Triveneto escluso dalla scelta e meritandosi l’immediata bacchettata di Franco Panizza (del Partito Autonomista Trentino Tirolese) che gli rimprovera l’uso di un termine fascista. Si vede che è andato a scuola (si fa per dire) da Rip Tosi.

Ma il meglio dell’intervento viene dopo e vale la pena di riportarne un brano per intero.

«Riteniamo che la Capitale europea della cultura sia un evento importante che l’Italia deve valorizzare e deve tenere in considerazione, un evento che arriverà a quattro anni dall’Expo e quindi sarà un’altra grandissima vetrina per la nostra Nazione. Pensiamo pertanto che quella sinergia che si sta cercando di creare con l’Expo possa essere duplicata, si possa veramente iniziare a pensare alle città italiane, alle nostre città e alle nostre Regioni, come ad enti locali che possano far vedere che facendo sistema, unendosi per raggiungere un determinato obiettivo, si riesce veramente ad andare oltre i confini nazionali.

Come hanno sottolineato anche i colleghi, le 21 città che si sono proposte sono veramente tante, sicuramente un’eccezione rispetto ad altri Paesi europei. Però dobbiamo sottolineare che l’Italia è la Nazione della cultura e non potevamo non aspettarci almeno venti città o venti realtà intenzionate a confrontarsi con questo importante progetto. Sono state scelte sei città rilevanti, sei città – come stabilisce giustamente il bando – da rilanciare, città che si vogliono rilanciare. Quindi, rispetto alle città importanti che erano state scelte in passato, si sono scelte realtà che possono avere un futuro e possono far vedere all’Europa intera e al mondo quello che hanno da dimostrare. Inserirne almeno una del Nord non sarebbe stato sgradito, però va bene così, non ci sono problemi, siamo felici.

Riteniamo che sia una grande opportunità per queste città, e quindi bisogna mettersi tutti assieme, da Bolzano a Lampedusa, per dare una mano alla città che riuscirà poi ad avere il ruolo di Capitale europea della cultura. Infatti, com’è accaduto all’estero, nel momento in cui una città diventa Capitale europea non lo diventa solo quella città, ma l’intera Nazione. Quindi tutti insieme bisogna arrivare a questo obiettivo.

È un’opportunità e sarà un’opportunità anche per i nostri concittadini di poter pensare alla cultura – come hanno sottolineato anche alcuni colleghi – non come un debito ma potendo dire che con la cultura si mangia. In che senso? Si mangia perché la cultura produce reddito e chi dice che la cultura non produce reddito dice un’eresia sapendo di dirla».

E bravo il senatore Centinaio! Scilipoti o Loiero non avrebbero saputo fare di meglio nell’esaltare la loro Nazione!

Poi ci sfuggono un particolare geografico e uno geo-politico. Si lamenta il Centinaio che nessuna città del Nord (Padania proprio no, eh?) sia finita in finale: ma Ravenna non è in Romagna, e Siena e Perugia non sono all’interno del generoso Nord leghista?

Ma forse siamo tutti vittime di un eccesso di criticoneria: il senatore ha voluto fare un po’ di coraggiosa fronda contro la dirigenza del suo partito che insiste nel mettere Umbria e Marche al di qua del confine identitario. È un vero padanista di ferro! È anche molto di più, perché da eletto a Pavia – capitale longobarda – ha giustamente voluto escludere dalla Padania anche l’esecrata Ravenna bizantina, levantina e seconda Roma!

Questi sono i veri patrioti che ci piacciono, i nuovi barbari sognanti, quelli che “mangiano perché la cultura produce reddito”. Ecchèminkia….


 

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34 Comments

  1. giancarlo pagliarini says:

    Perbacco …bravo Preioni!!!!

  2. Stefano Spagocci says:

    E’ un intervento che gronda italianismo e luoghi comuni. Finiamola di prendere come scusa alcune grossolanità del periodo “celtico” della Lega per giustificare il disastro della Lega italiana di oggi! Tornassero gli anni ruggenti della famosa ampolla! Allora si diceva a chiare lettere che la Padania ha un’identità etnica non italiana, oggi ci si accoda ai luoghi comuni sulla “nostra Italia”. Dove sia poi questa grande cultura italiana me lo devono spiegare!Con questo atteggiamento, la Lega dimostra di essere complice del genocidio culturale compiuto dall’Italia verso i “suoi” popoli “colpevoli” di non essere mediterranei, senza peraltro nemmeno ottenere il minimo risultato pratico, in termini di autonomia o, quantomeno, federalismo. La Lega è ormai un partito nazional-fascio-italico, con quache tenue e residua venatura nordista. Contenti voi!

  3. marco preioni says:

    Alla Cultura ed alle persone colte non serve avere una “Capitale europea della cultura” stabilita con decreto e lottizzata tra gli stati col manuale Cencelli delle città simbolo di un qualche cosa. Tutte queste celebrazioni patacca altro non sono che uno spreco di soldi dei contribuenti europei, italiani, padani. Nessun beneficio va alla cultura vera che è un fatto individuale basato sul sacrificio della ricerca, dello studio, dell’ apprendimento, dell’ insegnamento dei temi culturali. Le celebrazioni amministrative della cultura sono solo un pretesto per la “visibilità” politica di chi le gestisce e l’ occasione di guadagno per i fornitori dei servizi ad esse afferenti: dalla ristorazione ai costruttori degli archi di trionfo.
    Il vero problema non è la padanità del senatore Centinaio ma il fatto che le tre centinaia di senatori approvino leggi spreco come quella all’ esame senza che almeno uno dica che la “Capitale europea della cultura” è una boiata pazzesca ed uno sperpero di denaro pubblico sottratto a tutti i contribuenti europei ed infilato nelle tasche di pochi.
    Marco Preioni

  4. marco preioni says:

    Ma la questione è un’ altra: “A chi e a cosa serve avere una ‘Capitale europea della cultura’ ?”. La Cultura con la C maiuscola non ha bisogno di celebrazioni commerciali perchè è un percorso di ricerca, studio, arricchimento morale del tutto personale. Purtroppo la “cultura” diventa pretesto per operazioni di visibilità politica e per speculazioni di forniture di beni e servizi che vanno dalla ristorazione all’ edilizia e che nulla hanno a che fare con la cultura e con le persone colte. Neppure dovrebbero esistere “assessorati alla cultura” perchè il loro prodotto non è un incremento dell’ acculturazione dei cittadini ma solamente lo sperpero del denaro pubblico per favorire le clientele e le forniture di amici ed amici degli amici.
    Marco Preioni

  5. Alessandro Verza says:

    Personalmente mi ritengo privilegiato ad avere Gian Marco Centinaio come rappresentante al Senato! Ha lavorato in maniera eccellente e con estrema competenza come vicesindaco di Pavia e assessore alla cultura per valorizzare la nostra città e il nostro territorio con dedizione DA VERO LEGHISTA!! Se voi ritenete che nella Lega non si possano pronunciare le parole Italia o Nazione e si debba rimanere ancorati al rito dell’ampolla di acqua del Po, io ritengo al contrario auspicabile avere nella Lega 10, 100, 1000 Gian Marco Centinaio!!! Forza Giamma continua così!! W LA LEGA!!

    • Stefano Spagocci says:

      Vivalalegganoddevival’itagliavivaubbetrobbossi!

    • Stefano Spagocci says:

      Vivalalleccanoddevivalappadaniavivaubbertobbossi!

    • Pierin says:

      ahahahahahahaha
      3 interventi identici con nomi diversi….
      inutile chiedere chi via abbia mandato a scriverli…

    • N.D. Nicole de Troyes says:

      Alessandro, ancora la storia del “vero leghista”, con tutti i “veri leghisti” ladri e ignoranti che si sono accumulati nel tempo, parecchi dei quali sono magari ancora lì a scaldare le sedie e riscuotere lo stipendio “guadagnato” facendo pochissimo o niente!: cos’hai, forse un termometro da infilare nel culo ai leghisti per distinguere quelli veri da quelli falsi? Superbia sciocca e inutile la tua, anche solo per la pretesa di giudicare gli altri. E forse interessata complicità….

  6. Leninpadano says:

    Io mi sono andato a risentire tutti gli altri interventi di centinaio e.. Forse è più padano di molti di voi. Io mi sento orgoglioso di un parlamentare come lui. Scrivete centinaio si google e capirete che non sto esagerando. L’unica critica che gli faccio, da comunista padano, e’ il fatto che ha idee troppo a destra rispetto a me

    • Parmenide says:

      Per esserti andato a risentire tutti gli interventi del sediaiolo pavese devi avere interessi molto precisi e specifici… Non trovi?

  7. Cesare says:

    Chi è di Pavia conosce bene Centinaio e sa benissimo che è un leghista da più di vent anni. A me il suo intervento e’ piaciuto perché finalmente quando si parla di cultura abbiamo un parlamentare competente e preparato. Ravenna, Siena e Perugia possono essere considerate padania ma non Nord: quindi centinaio ha ragione.

    • Danny says:

      La cultura è un concetto trasversale, non geografico. Centinaio ha fatto bene a ricordarlo. Aria nuova in lega, menomale.

      • Pierin says:

        Ravenna è padana in quanto è in Romagna….viva l’ignoranza…
        cmq si si, abbiamo un ottimo e competentissimo parlamentare nazziunale, e soprattutto “da Bolzano a Lampedusa”….Lega Italia, più tricolore e più vaselina per tutti…

    • Tecoppa says:

      Gli amici si vedono nel momento del bisogno e Centinaio ne ha qualcuno, forse non tanti come vorrebbe il suo cognome, ma abbastanza per divertire i lettori di queste pagine.
      Cesare è il migliore e ci da un gagliardo esempio della “cultura” di cui “finalmente si parla”: “Ravenna, Siena e Perugia possono essere considerate Padania ma non Nord”. Grande!! In realtà molto opportunamente (e freudianamente) mette Padania minuscolo, ma è soprattutto interessante la distinzione che fa: dove finisce la Padania e dove comincia il Nord? Il Nord di che? Perugia nelle geopolitica “centinaia” è una città padana ma non nordista: e noi, poveri fessi, che credevamo al contrario che fosse una città del settentrione d’Italia ma non certo padana. Ce ne vorrebbe un centinaio di Centinaio: gliela farebbero vedere loro a tutti quelli che non apprezzano abbastanza di appartenere all’Italia, “Nazione della cultura”..

      • Quasimodo Sainte Chapelle says:

        Più che amici, nei fatti il romanaccio leghista ha un centinaio di nemici-finti amici, che fanno in modo che venga preso per il culo su queste pagine.
        Alla cultura di quello lì, il romano pavese, crederò quando la userà efficacemente a favore dei nostri popoli e non per queste stronzate utili solo a far metter soldi in tasca a qualcuno. Centinaio! (di che cosa poi. Moltiplicate pure per qualunque cosa vi venga in mente), non ti sei accorto che funziona come ti dico io?
        E che noi, diversamente da te, siamo col culo in terra?
        E che le stupidate che hai vomitato allegramente non sono la cultura che ci interessa? Che fai finta di difendere noi padani?

  8. Marcaurelio says:

    Sig.
    Albert Nextein questo leghista è un bravo signore , amico del Cavaliere , educato, intelligente , che ha a cuore le sorti del nostro Paese dal nord al sud..
    Non vanno bene le persone come Lei che protestano sempre e che non vogliono pagare le tasse( o le pagano in ritardo).
    Dobbiamo contribuire tutti per ritornare ad essere l’Italia degli anni 80 quando circolava molta moneta e si facevano affari.
    Con gli indipendentisti non si va da nessuna parte ed il senatore Centinaio lo ha capito molto bene mica è stupido.

  9. Veritas says:

    Ma da dove viene tale persona? Non ha mai girato per l’Europa, o per il mondo?
    Sono almeno tre decenni che, quando mi trovo all’estero, devo rispondere alla domanda di chi mi ospita per dire da quale zona d’Italia provengo:
    Quando sentono “da Milano”, o “dalla Lombardia” o “dal Nord” li vedo contenti:
    Non capisce che, annche se non ancora istituite, le “piccole patrie” esistono,, eccome!!

  10. Veritas says:

    Boh, hanno lasciato fuori Firenze e Mantova.
    Sono le due città dove la cultura si respira per la strada.
    Conosco abbastanza queste città per saperlo.

  11. Pierin says:

    vi prego, ditemi che è uno scherzo!!!

    • Giovanni di Hildesheim says:

      Perché deve essere soltanto questo uno scherzo? E quelli compiuti per trent’anni dai vari Calderolo-Gancia e servi vari cosa sono?

  12. Paul Brembilla says:

    che strazio …

  13. Gianfrancesco says:

    una nota va detta anche sul Panizza del Patt che definisce il termine tre venezie di stampo fascista.

    anche lui dovrebbe studiare e non dovrebbe dire certe cose, visto che il termine Le Venezie riferito a Trentino, Giulia e Veneto è stato coniato dal linguista Ascoli nell’agosto del 1863, ovvero 59 anni prima che il fascismo arrivasse al potere.

    l’indipendentismo non andrà mai da nessuna parte se non sa di cosa parla.

    per chi ne volesse sapere di più: In lotta contro Roma di Klaus Gatterer, Praxis 3 editrice, pagina 76.

    • jabbajabba says:

      D’accordo,ma i(l) termine(i) cadde(ro) in disuso per 60 anni proprio per venir rilanciato(i) dal fascismo,vero propagandatore del(i) termine(i).

  14. Gianfrancesco says:

    ecco perchè è bene che nella nuova legge elettorale lo sbarramento sia alto: così siamo sicuri che certi soggetti non potranno più andare a Roma a dire certe scemenze.

    • Jona issacharj says:

      Se si vuole andare ancora a Roma, e potrebbe anche essere cosa non inutile se ben organizzata, ci si deve andare con una delegazione di altissimo livello culturale e comunicativo, indipendentemente dal numero dei soggetti in lista.

  15. Albert Nextein says:

    Finché si pagano tasse questi fenomeni incassano il salario.

  16. Giovanni di Hildesheim says:

    Vomitevole!

  17. carla 40 says:

    Dopo aver letto il discorso di G.M. Centinaio, da PAVESE sono SCHIFATA, da leghista sia pure DELUSA ancora di piu’. ” Noi italiani, la nostra italia, il nostro paese, le nostre regioni…” Ma che cavolo di linguaggio e’ per un padano o presunto tale? E poi, con la cultura non si mangia, vero, la CULTURA LA SI DOVREBBE MANGIARE insieme al risotto, visto che il pavese e’ Terra di riso.

  18. Padano says:

    C’è stato un sogno una volta che era la Padania; lo si poteva soltanto sussurrare: ogni cosa più forte di un sospiro l’avrebbe fatto svanire.

  19. luigi bandiera says:

    Caro Tontolo,

    ho solo una parola: SOCCOMBEREMO!!!!

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