Il segretario di Formigoni: “Lui ha detto di quelle cagate! Non faccia il figo…”

Fonte originale: www.corriere.it di Luigi Ferrarella e Giuseppe Guastella

MILANO – Formigoni? «Non è stata una bella situazione in conferenza stampa… Quella di Gesù se la poteva risparmiare, anche perché sta dando del Giuda a quell’altro (cioè a Pierangelo Daccò , ndr). Gli dicevano che il presidente della Germania si è dimesso per molto meno e lui si arrampicava sugli specchi, a un certo punto stava dicendo di quelle cagate… “Sono limpido come l’acqua di fonte”, eehh, non fare il figo!».

Si mettono davvero male le cose per il Gesù di turno se a farsene beffe, quando proclama la propria limpidezza, è persino uno dei suoi discepoli più stretti. Come appunto il segretario particolare del presidente della Regione, Mauro «Willy» Villa, che la mattina del 18 aprile 2012 commentava così al telefono con un amico l’autodifesa-show in una videochat al Corriere («sono limpido come acqua di fonte, anche Gesù ha sbagliato nella scelta di uno dei collaboratori») di Formigoni, all’epoca non ancora indagato ma chiamato per la prima volta in causa dal quotidiano sui viaggi pagatigli da Daccò: cioè da chi nello stesso tempo «apriva porte» in Regione per gonfiare le remunerazioni pubbliche pretese da Fondazione Maugeri e San Raffaele, e da questi colossi della sanità privata veniva a sua volta ricompensato in proporzione ai propri servigi con 70 milioni di euro.

Leggi a favore dei privati
Sullo sviamento ai privati Maugeri e San Raffaele dei soldi pubblici nella sanità, Formigoni è chiamato in causa anche dall’ex direttore generale della Sanità regionale Francesco Beretta, ex Memores Domini e per 4 anni convivente di Formigoni: «È così, quando ero in Regione vi erano decisioni assunte dal presidente alle quali bisognava trovare soluzioni tecniche che garantissero il risultato di erogare all’ente richiedente la somma richiesta. L’esempio del San Raffaele è evidente». Tutto a scapito dei cittadini, perché l’«eccesso di remunerazioni per le prestazioni connesse alle funzioni» a cuore dei privati, esemplifica Merlino riguardo a un capitolo da 135 milioni, «per noi della struttura tecnica avrebbe dovuto essere utilizzato diversamente».

Governatore intercettato
Non soltanto Villa (non indagato) o Alberto Perego (convivente di Formigoni e indagato) o altri collaboratori del governatore sono stati intercettati durante l’indagine, ma anche lo stesso Formigoni: non stabilmente ma a scacchiera, pochi giorni alla volta, ad esempio in aprile e in maggio dell’anno scorso. I pm non le hanno quasi mai trascritte, e anche i brogliacci accennano marginalmente a interlocutori come l’europarlamentare Lara Comi, il senatore Mario Mantovani, e una persona legata a Formigoni.

Il bancario-microspia
Il funzionario che nella Banca popolare di Sondrio curava i conti del cliente Formigoni viene trasformato in «cimice» dai pm quando il 3 ottobre scorso corre ad avvertirli che Formigoni lo ha convocato. Due mesi prima, il 3 agosto, aveva deposto: «Tra il 2003 e il 2005 mi capitava di essere ricevuto da Formigoni al Pirellone e di avere da lui contanti tra i 5 mila e i 20 mila euro in banconote da 500. I soldi mi venivano consegnati personalmente da Formigoni negli incontri “a quattr’occhi”, e servivano per eseguire dei bonifici a favore di Emanuela Talenti», che poi ai pm si dirà «fidanzata di Formigoni» all’epoca. Per gli inquirenti, che tra gli 8 milioni di benefit di Daccò a Formigoni conteggiano ad esempio «non meno di 270 mila euro consegnatigli in contanti a Milano da Daccò», è uno dei tanti riscontri a quanto già rilevato esaminando tutti i conti di Formigoni: e cioè «operazioni bancarie eseguite con modalità tali da non rendere visibile la disponibilità del contante, la cui provenienza non risulta riconducibile ad emolumenti percepiti né a prelevamenti eseguiti».

Quando il 3 ottobre il bancario racconta ai pm che Formigoni l’ha appena convocato, non c’è tempo di piazzare una cimice al Pirellone. Gli viene perciò chiesto se se la senta di «essere dotato di apposito apparato elettronico allo scopo di registrare l’audio del suo colloquio con Formigoni». Il bancario accetta, e in effetti i pm ascoltano in diretta il governatore mentre gli chiede se sia possibile «verificare i bonifici che ho fatto dal 2002 a Perego e a Talenti».

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6 Comments

  1. brambetti says:

    El Scialvini l’è brau mi ghel disi sempre che l’è braun anca se el parla un milanes che el par un terun. Per mi Scialvini el duaria fa el presidente del Milan e anca de la Repubblica tanta el s’acorg de nigot anca quand el fa i cuntroi. Peò l’eè bel grass, el mangiotta el pipotta. E pò le minga un cu come disen in gir quei che ghan invidia. Mi el vori comu sindac de nost Milan! E anca president de la Lega.

  2. nardoni says:

    Per capire come la Lega aveva capito tutto di Formigoni e quale ‘opposizione’ e differenza facesse basta rivedersi i filmati memorabili e disponibili sul sito Rai delle intermittenti interviste fatte da Rai regioni dei servizi parlamentari Rai (diretti da una leghista) a Formigoni, senza domande, anzi con domande tipo mi dica lei quel che desidera… con elegi alle eccellenze lombarde tipo il San Raffaeele (mitico un servizio di una intera puntata a poche settimane dal crollo…) e con il geniale finale sempre uguale ”Allora grazie e buon lavoro presidente!”. Grazie LEga!

  3. nino gagliardi says:

    Ma lo vogliamo sentire un parere diuel genio politico di Salvvini? Perchè lo censurate? Quello ha una risposta a tutto. Ci parli del suo rapporto conflittuale col Celeste, barvo-cattivo-bravo-cattivo e via di seguito e soprattutto con il grande Galli!

  4. rapisarda elvira says:

    sveglia!

  5. rapisarda elvira says:

    Marchi he il… gallo ha cantato! Le notizie belle fresche girano…

  6. rinaldi says:

    Vogliamo Galli che è’ il nostro mito, vogliamo Galli che è il nostro RE! Un suocero così può darlo solo la LEGA! Eddai Elio, eddai Tere, eddai Veritas eddai tutti scatenatevi contro i magistrati cattivoni che rovinano la famiglia! La famigghia!

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