Il secessionismo in Europa? L’arma segreta di Bruxelles

di ALTRE FONTI

Per l’Europa l’anno prossimo potrebbe diventare anno del secessionismo. In settembre il referendum sull’indipendenza si terra’ in Scozia. In novembre andranno alle urne gli abitanti della Catalogna. Secondo gli esperti, il loro esempio potrebbe essere seguito da alcune altre regioni europee.

Il referendum sull’indipendenza della Catalogna e’ fissato per il 9 novembre 2014. Il governo della regione ha preso questa decisione nonostante l’esplicito e categorico divieto di Madrid.

Gli scozzesi andranno a votare il 18 settembre, ma in Scozia la situazione e’ piu’ tranquilla. Londra sta cercando con tutte le forze di mitigare il problema del nazionalismo: ha autorizzato il referendum in Scozia, ha concesso al Galles una certa atonomia economica.

Quale delle posizioni si rivelera’ piu’ efficace – il duro “no” di Madrid o il vago “forse” di Londra, e’ difficile dirlo. Ecco l’opinione del politologo Leonid Slavin.

L’esempio di Spagna e Gran Bretagna potrebbe essere seguito dai separatist di altri paesi. Non si tratta soltanto del rischio di disintegrazione degli Stati e di cambiamento dell’assetto dell’Europa. Le frontiere europee non sono basate sul principio etnico (in Romania, per esempio, c’e’ un vasto territorio popolato da ungheresi), ma c’e’ chi potrebbe cercare di ripristinare l’unita’ degli Stati. Per esempio, nella ex Iugoslavia vediamo dei tentativi di operare per la riunificazione del Montenegro con la Serbia.

Negli ultimi 20 anni l’idea dell’integrazione europea e’ diventata una specie di cavallo di battaglia dell’Unione Europea. Tuttavia, piu’ cresce il numero di Stati membri, e piu’ numerosi diventano i territori che sognano l’indipendenza. Dice Konstantin Voronov dell’Istituto di economia mondiale e di relazioni internazionali dell’Accademia delle scienze russa.

L’elenco dovrebbe comprendere anche altri territori che vogliono l’indipendenza, in particolare la Groenlandia e le Isole Faroe (entrambi fanno parte del territorio danese). Ci sono poi delle regioni separatistiche che al momento non hanno una cornice giuridica: Padania in Italia, Paese basco in Spagna, Corsica e Irlanda del Nord.

Non sono al sicuro neanche i giganti europei come la Francia e la Germania.

Invece Bruxelles non sembra minimamente preoccupata da questa voglia di autodeterminazione. I funzionari europei hanno gia’ detto che se al referendum in Catalogna vince il “si’”, la Catalogna potra’ entrare nell’Unione Europea. Lo stesso e’ stato promesso agli scozzesi, ai fiamminghi che vogliono separarsi dal Belgio, agli abitanti dell’Italia del Nord. Secondo alcuni politologi, Bruxelles vuole in tal modo togliere le reali leve del potere agli Stati piu’ forti d’Europa. Con l’attuale sistema proporzionale, solanto 4 dei 5 paesi piu’ grandi d’Europa (Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia e Spagna) possono imporre la loro volonta’ ai restanti 23 membri dell’Unione Europea, mentre la divisione dei grandi in alcuni stati “storici” piu’ piccoli potrebbe migliorare la governabilita’ dell’Europa unita. In questo caso gli apparati di Bruxelles avranno finalmente un ruolo reale nella politica europea.

da: La Voce della Russia, di Andrey Smirnov

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5 Comments

  1. erik says:

    Divertente castagno12! Il suo invece di commento è di tutt’altri contenuti invece! Ridicolo!

    L’unione europea NON vuole che suoi domini secedano destabilizzando la zona, magari facendo fallire spagna ed italia già compromessi con le ingenti somme di denaro che sottraggono alle rispettive regioni ribelli. Veda altri articoli su questo quotidiano o se sa altre lingue, credo di si visto come si atteggia, legga i quotidiani stranieri che trattano il tema più di quelli italiani censurati.

    Poi in germania chi vorrebbe secedere?? Una cosa è volere più autonomia un’altra voler essere indipendenti.

    La francia senza corsica sarebbe più debole e più gestibile??? Ahahha

    E in italia la padania??? Vorse 15anni fa!! Siamo serie realisti, l’unica regione con possibilita è il veneto ed il giornalista non ne è nemmeno al corrente…alla faccia dei servizi segreti russi che articoli pubblicano questi??

    Avanti mi risponda lei sapientello acido, vediamo chi ha la mente spenta!

  2. get smart says:

    […] Fin dal 1980 (ossia da quando il debito lordo è cominciato a crescere senza sosta) ci sono stati 26 episodi di riduzione di debito pubblico che hanno interessato 20 paesi.

  3. erik says:

    Questo non ha capito veramente un ca…

    • Castagno12 says:

      Il suo volgare commento denuncia che lei non ha niente da dire.

      Diversamente ci faccia sapere cosa avrebbe capito lei, come stanno le cose.

      Si renda uile. Lo spazio che il Quotidiano concede ai lettori, dovrebbe essere utilizzato nell’interesse di tutti.

      Gli sfoghi personali e le “finezze” di espressione denunciano solo la fitta presenza di menti spente.

      • Emilia2 says:

        erik si e’ espresso in modo un po’ volgare, ma ho paura che il Russo abbia veramente capito poco. In che senso la nuova Europa unita sarebbe piu’ governabile? O sarebbe ancor piu’ schiava delle lobby? Comunque non credo che cio’ andrebbe nel senso degli interessi della Russia. E questo Andrej Smirnov chi e’? Da quanto ho visto in rete (non sono sicura che sia lui), sarebbe specializzato in studi sui paesi islamici. L’Europa non c’entra.

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