Il russo è lingua ufficiale: l’Ucraina è sull’orlo della lacerazione

di STEFANO MAGNI

Finita la festa degli Europei 2012, spenti i riflettori dei grandi media internazionali, l’Ucraina torna ad essere un Paese diviso, sull’orlo della lacerazione. “Merito” della politica di un presidente, Viktor Janukovych e del suo più che ambiguo utilizzo di battaglie solo apparentemente culturali. Il pomo della discordia, oggi, è una nuova legge sulla lingua ufficiale. L’Ucraina è un Paese notoriamente bilingue. Nelle regioni occidentali prevale l’ucraino. In Crimea e nelle regioni orientali la popolazione parla sia l’ucraino che il russo, ma prevalentemente il russo.

La nuova legge, passata ieri alla Rada (il parlamento di Kiev) sancisce che il russo diventi lingua regionale nelle aree russofone. In quanto lingua regionale, sarà ufficialmente ammessa in tutte le istituzioni pubbliche: amministrazione, tribunali, scuole, ecc… A prima vista può apparire come la soluzione più ragionevole possibile. Se in una regione prevale il russo, è ovviamente giusto che quell’idioma sia adottato anche negli atti ufficiali. Suona strano, dunque, che siano proprio gli oppositori democratici e liberali di Janukovich a sollevare un polverone politico contro la nuova legge. A ben vedere, però, hanno le loro ottime ragioni.

Prima di tutto, l’iter di approvazione della legge suona come un mezzo golpe. Con un accorgimento regolamentare, il Partito delle Regioni (di cui fa parte lo stesso Janukovych) ha saltato a piè pari il dibattito parlamentare e ha evitato di discutere gli emendamenti proposti dall’opposizione. Per protesta, il presidente della camera, Volodymyr Lytvyn e il suo vice Mykola Tomenko, hanno rassegnato le dimissioni. Ritengono che l’approvazione della legge linguistica sia una “frode” ai danni dell’Ucraina. La battaglia in parlamento si è ben presto trasferita nelle piazze. Un migliaio di manifestanti ha protestato contro la sua approvazione. E anche qui le autorità del governo hanno agito col pugno di ferro, disperdendo la folla con cariche e lanci di lacrimogeni. Dando ancor di più l’impressione che vi sia un mezzo golpe in corso.

Perché tanta fretta e furia (da parte delle autorità) e tanta rabbia (da parte dell’opposizione) per una legge che dovrebbe garantire più libertà? Per tre ragioni fondamentali. Primo: la legge prevede che una regione che abbia, al suo interno, almeno il 10% di russofoni, possa adottare il russo quale lingua regionale. La vecchia burocrazia sovietica può benissimo adottare il russo quale unico idioma ufficiale anche nelle regioni in cui l’80% e passa della popolazione parla solo l’ucraino. Gli ucraini che vogliono parlare la loro lingua verrebbero discriminati in casa loro. Secondo: il russo, per secoli (e fino al 1991) è stata niente meno che la lingua del padrone. Prima sotto lo zar, poi sotto il comunismo, i russi hanno sempre ottenuto una posizione di dominio incontrastato in Ucraina, facendone letteralmente una loro colonia. L’Unione Sovietica, da sua costituzione, avrebbe dovuto stabilire un rapporto paritario fra le nazionalità che la componevano. In teoria. In pratica, è stata una dominazione russa tanto dura da far rimpiangere i tempi dello zar. Stalin (georgiano di nascita, ma sciovinista russo nella sua politica), nel biennio 1932-33, provocò una carestia artificiale che causò la morte di almeno 5 milioni di ucraini. Lo fece col preciso scopo di sradicare del tutto quella nazione “ribelle”, colpendola allo stomaco, oltre che al cervello. E, ancora, nel biennio 1944-45, quando l’Ucraina fu “liberata” dagli invasori nazisti, Stalin deportò altri milioni di ucraini, solo perché ucraini, condannando di “collaborazionismo” l’intera nazione. Per un qualsiasi ucraino che abbia ancora memoria storica, il russo è ancora la lingua della fame, dei plotoni di esecuzione e dei treni piombati. Vederlo restaurare quale lingua ufficiale (anche in regioni dove i russi sono una minoranza esigua) è un violento pugno nello stomaco. Terzo: la Russia attuale, quella di Putin, non fa mistero di volersi riprendere l’Ucraina, soprattutto per mezzo di una sua dipendenza economica dalla ex “madrepatria”. Janukovych non fa mistero di voler assecondare quel progetto. E ha fatto passare alla Rada la nuova legge linguistica il giorno stesso in cui enunciava la sua priorità di politica estera: mantenere e rafforzare rapporti privilegiati con Mosca.

Ecco dunque perché la nuova legge, così come è stata formulata, crea un drammatico caso di conflitto fra due distinti diritti all’autodeterminazione. Il diritto dei russi di parlare la loro lingua, d’ora in avanti confliggerà con quello degli ucraini di preservare la loro.

 

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12 Comments

  1. maurizio ratti says:

    Stralcio di informazioni non addomesticate, non provenienti dalle solite agenzie occidentali, quelle che per intenderci all’unisono sostengono che la diversità Padana non esiste ma siamo tutti italioti con equazione sicilia=veneto.

    LEGGO:

    “Questa legge di risonanza stabilisce che in Ucraina l’unica lingua nazionale è l’Ucraino. Allo stesso tempo, alle regioni dove più del 10% della popolazione ha un’altra lingua madre viene data la possibilità di darle lo status di lingua regionale. Così tutti i documenti ufficiali, gli atti legislativi o gli scrutini saranno automaticamente tradotti nella lingua della minoranza. Per portare un esempio, nel passaporto, su richiesta del possessore, saranno presenti le scritte in entrambe le lingue.

    Per legge, le minoranze linguistiche in Ucraina sono: russo, bielorusso, bulgaro, armeno, gagauzo, hiddish, lingua tatara di Crimea, moldavo, tedesco, greco, polacco, rumeno, slovacco, ungherese, ruteno, caraimo, krymchak. Tutte hanno la possibilità di ricevere lo status di lingua regionale. Tuttavia, negli interventi dell’opposizione viene sempre ricordata la lingua russa.

    Durante la campagna elettorale di Viktor Janukovich, la questione di uno status maggiore per la lingua russa era uno dei punti chiave. Ora l’opposizione cerca di giocare quella stessa carta ma con l’effetto opposto, dice il politologo ucraino Rostislav Ischenko:

    «L’isterismo dell’opposizione si basa su due cose. Sulla convinzione del tutto irrazionale che qualsiasi passo anche formale indirizzato ad un maggiore status per la lingua russa è una profonda minaccia al Governo ucraino e alla concezione del tutto razionale che simili azioni da parte del partito delle regioni possano mobilitare l’elettorato».

    QUINDI LE MANIFESTAZIONI DEI SOLITI 4 GATTI (SOLO 1000 PERSONE) SONO ORGANIZZATE DALLE ONLUS FINANZIATE DALL’OCCIDENTE (TIMOSHENKO) PER METTERE IN DIFFICOLTA’ IL GOVERNO FILORUSSO.

    • Stefano Magni says:

      Curioso che lei consideri “addomesticate” le agenzie occidentali (e magari pure il sottoscritto) e magari “libere” le agenzie russe, che sono esplicitamente sotto il controllo politico del Cremlino. O ci spiega perché il Cremlino (e i suoi interessi politici) è l’unica fonte attendibile, o altrimenti come faccio a pensare che la sua sia solo propaganda filo-Putin?

  2. Lorenzo says:

    L’Ucraina è uno stato troppo grande per rimanere unito, dovrebbe essere diviso in due parti: un’Ucraina occidentale, mitteleuropea che guarda al mercato comune europeo e un’Ucraina orientale che guarda al mercato russo.

    • maurizio ratti says:

      L’Ucraina occidentale con la Mitteleuropa non c’entra nulla, semmai ha affinità con i contadini polacchi.

      • Stefano Magni says:

        L’Ucraina occidentale è, a tutti gli effetti, parte della Mitteleuropa, considerando che è stata parte integrante dell’Impero Austro-Ungarico sino al 1918. Leggo una nota di disprezzo sui “contadini” polacchi, che comunque sono l’unica nazione che sta crescendo, economicamente, in tutta l’Europa continentale. Fossi in zona, ci farei un pensierino.

  3. Brus says:

    Se andate in russia trovate un paese ricco in piena crescita dove potete fare quello che vi pare, viaggiate un po, conoscete il mondo e poi dare giudizi, forse gli ucraini hanno solo da guadagnare, probabilmente come per la padania, i soliti politici locali attaccati al potere del loro giardino e disinteressati al benessere collettivo, alzano bandiere indipendentiste.
    Magare ci fosse anche per l italia una annessione a austria e germania.

    • kmatica says:

      e invece di seccare il prossimo che è la maggioranza non vai tu in austria o in germania cosi sarai libero di fare l’austriaco o il tedesco. Anche nelle dittature più spietate (es.russia) sei libero di fare quello che voi, peccato però che dipenda da che parte stai! Prova a chiederlo ai Caucasici che si sono ritrovati gli apparecchi sulla testa come il libia.

    • kmatica says:

      …a parte se gli Ucraini hanno tutto da guadagnarci, se permetti, lo devono decidere loro e non i russi. Invece di seccare i più, che sono la maggioranza, puoi andare tu in Austria o Germania a fare l’austriaco o il tedesco.
      In tutte le dittature, anche le più spietate (es.russia) puoi fare quello che vuoi, peccato che dipenda solo da che parte stai! Prova a chiederlo ai Caucasici che si sono ritrovati i bombardieri sulla testa come in libia.

    • maurizio ratti says:

      Hai ragione al 100%. Separare le zone a prevalenza Ucraina da quelle a prevalenza Russa è come se la Lombardia volesse l’indipendenza dal Veneto o viceversa. La popolazione è più o meno simile per civiltà, socialità ed efficienza (basta fare un federalismo che distribuisce le risorse sul territorio e stop). Bisogna separare i territori quando le filosofie di vita sono troppo distanti per es. tra Padania e resto d’italia e quando c’è lo sfruttamento della popolazione maggioritaria sulle minoranze. L’indipendentismo ucraino è veicolato attraverso le associazioni finanziate dagli americani per creare difficoltà al Cremlino. Un’ultima cosa : la democrazia in Russia non sarà il massimo, ma è pur sempre meglio della nostra, di quella americana, inglese e francese. In USA (dove l’affluenza è al 25%) esiste poi un’oligarchia finanziaria-militare che controlla tutto il sistema politico e per far campagna elettorale occorrono miliardi di dollari. E nessuno in occidente dice nulla perchè siamo delle colonie a sovranità limitata.

      • Stefano Magni says:

        La democrazia in Russia è sicuramente più perfezionata della nostra e di quella americana: si sa già in anticipo chi vince. Se qualcuno contesta basta prenderlo a manganellate perché “isterico” (come Putin definisce gli oppositori). Russi e ucraini non sono lo stesso popolo. Il desiderio ucraino di separarsi e rimanere indipendenti dalla Russia è più che legittimo, considerando i trascorsi (5 milioni di morti nell’Holodomor, non sono sufficienti?). E non siamo certo noi, dal Nord Italia, a poter decidere quale desiderio di indipendenza sia legittimo o quale non lo sia. Quel che mi chiedo è: lei, da come parla, si direbbe una persona favorevole alla secessione della Padania. Comunque ammette la legittimità di una secessione da uno Stato centrale. Quindi, in base a quale logica sostiene uno Stato centralista e imperiale come la Russia? Roma no, ma Mosca si? E in base a quale principio?

  4. Diego Tagliabue says:

    Federalismo (post)sovietico… molto simile a quello fallitagliota.

  5. luigi bandiera says:

    Tutto il mondo e’ paese.

    Gli inglesi in amerika;
    I francesi in polinesia e isole varie compreso il Canada del Quebec…
    Australia…. e non so dove…

    L’occupazione straniera fa di questi scherzetti democratici o komunisti.

    L’italia ha fatto molto peggio ma siamo talmente bromurati che guardiamo oltre… come se fossimo sopra un colle…

    Solo che il colle l’e’ un colle di GUANO.

    Ma non c’e’ pace in sto KAX di mondo..??

    E tutti i trattati a dire ed affermare con tante belle parole dei principi IGNORATI sistematikamente..!

    Noi siamo da tanto le vittime sacrifikabili ma tutto passa col balon di merrrrddd.

    INTELLETTUALI (intellighenti) che NONM VEDONO E NON SENTONO..!!

    Sembrano angeli del paradiso.

    Mentre altri sono impegnati a tenere calmo e bel allineato e coperto la gran PIONES MASSA..!

    Se non si ribella la TESTA i PIEDI ke kax faranno..??

    E’ la testa che dice al piede dove porsi perche’ tutto il korpo vuole andare da una parte decisa dalla TESTA.

    Ma se la TESTA e’ ammalata (l’intellighenzia italiana, ma forse anche europea, e’ ammalata scrivevo) ci porta o portera’ inevitabilmente alla ROVINA o nel miglior dei kasi NEL BARATRO..!!

    Noi abbiamo la KST ke fa peggio…

    Ma guardiamo lontano e la terra sotto i nostri piedi se ne sta andando..!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Basta, non aggiungo altro perche’ potrei offendere e non e’ il mio intento..!

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