Il ruggito del leone scozzese…. due premier per Londra!

La Scozia si tinge di giallo, il colore dell’Snp della combattiva Nicola Sturgeon, e gli indipendentisti calano su Londra in forze per far sentire “il ruggito del leone” scozzese. Una voce “rumorosa e influente”, avverte la First Minister di Edimburgo, rivolgendosi già da pari a pari al confermato primo ministro conservatore del regno, David Cameron, dopo che il voto politico ha segnato con numeri inequivocabili il fossato fra la terra del nord e il resto del Paese: un confine in piena regola, ormai, a dispetto del ‘no’ sul filo di lana al referendum sulla secessione del 2014.scozia

L’Snp in casa sua ha fatto piazza pulita: 56 collegi conquistati su 59, con un incremento di 50 seggi a Westminster e spettacolari exploit. Come nel caso della ventenne Mahairi Black, la deputata più giovane che si ricordi dal 1667, che ha schiantato il ministro degli esteri ombra dei laburisti Douglas Alexander, recuperando in una volta sola 27 punti percentuali. Il Labour, che in Scozia ha avuto per decenni la sua roccaforte operaia, è stato annichilito. Ha salvato a stento due seggi, mentre un terzo è stato sottratto dai LibDem, tra le pecore del remoto collegio delle isole Shetland, al loro tracollo generale.

L’avanzata gialla

L’avanzata gialla – accompagnata da slogan nazionalisti, ma anche da una piattaforma economica e sociale anti-austerity più a sinistra di Ed Miliband – non ha risparmiato niente e nessuno. Né Jim Murphy, capofila del Labour in Scozia, che ha perso il suo seggio; ne’ lo storico collegio che fu di Gordon Brown – uno dei non pochi leader nazionali scozzesi del partito – caduto come decine di altri. L’Snp puo’ cosi’ marciare sulla Camera dei Comuni con un battaglione di deputati mai sognato prima. Confinati certo all’opposizione del nuovo governo Cameron, ma titolari quasi esclusivi della rappresentanza di un’intera parte del Paese. Il navigato Alex Salmond, ex leader indipendentista costretto a cedere il passo alla Sturgeon dalla sconfitta referendaria dell’anno scorso, è fra gli eletti e sarà di fatto una sorta di ambasciatore di Edimburgo in riva al Tamigi.

Il ruggito del leone scozzese

“Il ruggito del leone scozzese è stato sentito in tutto il Paese e sarebbe inconcepibile ignorarci”, ha chiarito in anticipo le idee. In Scozia, del resto, c’è un altro “premier”, la First Minister Sturgeon. Che punta ad allargare gli spazi della devolution – come lo stesso Cameron si è impegnato a concedere – e ora e’ legittimata pure da un voto popolare plebiscitario: tale da creare la sensazione (non infondata, dati alla mano) che l’Snp sia la Scozia e i Tory siano la ben piu’ popolosa Inghilterra, ma solo l’Inghilterra. A confermarlo si associa il monito di una seconda ‘dama rossa’: l’autonomista gallese di Plaid Cymru, Leanne Wood, che – dopo aver visto confermati i propri 3 seggi – lancia a sua volta la sfida ai conservatori, negando loro “il mandato per governare il Galles”. Simbolicamente, Nicola Sturgeon sbarca intanto a Londra in diretta tv, neanche fosse in visita di Stato, per commemorare con Cameron – un “premier” al fianco dell’altro – il 70/mo anniversario del V-Day, giorno di un’altra vittoria: quella contro i nazisti. “La Scozia avrà una voce influente” a Westminster, informa i giornalisti. Poi si allontana sfoggiando un vezzoso cappellino sulle ventitrè: ma a passo di carica, come se in testa avesse invece un basco militare.

(fonte: Alessandro Logroscino – ANSA)

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