Il regime non molla, ma dopo le elezioni tira aria di sommosse popolari

di FABRIZIO DAL COL

Politici, funzionari, dirigenti, manager di Stato, capi, capetti e parassiti,  ovvero i veri responsabili del disastro finanziario italiano, super pagati, privilegiati, arricchiti sulla “pelle viva” dei cittadini senza nemmeno essere stati sfiorati dai sacrifici: ebbene, questi rappresentanti del fallimento italiano sono ancora lì. Non corrono nessun rischio di licenziamento  e continuano ad essere immuni alle responsabilità perché il regime continua a tutelarli, perché il loro operato né garantisce la sua sopravvivenza e perché rappresentano sempre quel “sottobosco di potere”, capace di mantenere inalterati gli equilibri di generazione in generazione, assumendo così la caratteristica di veri e propri Highlander.

Mancano una cinquantina di giorni al voto, ma già oggi si può assistere allo squallido riciclaggio parlamentare, e coloro che fino a ieri invocavano il ricambio della classe politica, pur di mantenere inalterato lo status quo, ricandidano ancora una volta i soliti noti e si ergono  a statisti e paladini della Terza Repubblica. L’Italia non è mai stato un Paese normale e le elezioni prossime venture, alla faccia del premier uscente,  dimostreranno al mondo interno la sua totale inaffidabilità, quando si scoprirà definitivamente  chi sono i reduci sopravvissuti al cambiamento grazie alla “salita in politica” di Monti, e che saranno ancora lì, pronti a ringraziare il “nuovo” che avanza per aver salvato il “vecchio” che resta. Con la sua politica “bislacca”, Monti ha dimostrato di essere quello che già si sapeva, ovvero il più grande centralista e statalista che la storia italiana abbia mai conosciuto, un vero riciclatore di “normative passite”, riesumatore delle politiche oppressive, inventore di nuove norme legislative a sfavore dei più deboli, un insofferente all’economia reale, uno specialista finanziario, un amico delle banche prestato alla politica, quando invece, accettando l’incarico a presidente del Consiglio, aveva messo al centro della sua politica le fatidiche parole “trasparenza, equità, e rigore” ovvero  quelle promesse che non ha voluto mantenere, e che sono state sconfessate dai provvedimenti del suo governo.

Ed è così che le strategie politiche, insieme ad una legge elettorale che tutti a parole volevano cambiare, ma che invece hanno preferito mantenere per meglio gestire e riciclare il “vecchiume politico”, impediscono al cittadino elettore qualsiasi possibilità di una scelta democratica.  Nel frattempo, il sobrio Monti si è trasformato in quel politico consumato che rinfaccia a chi prima lo ha sostenuto, la responsabilità della mancata approvazione di alcune riforme che lui invece riteneva importanti, ben sapendo che ciò che conta è vincere le elezioni. Non avendo però molte chanches per vincerle, ha attuato una strategia di frantumazione dei voti e reinventato con apposite modifiche quello che al tempo fu il “giochetto” di Craxi, ovvero  governare il Paese con il 13 % dei voti.  Così facendo, Monti si è garantito anche una alternativa, in quanto senza una maggioranza al Senato, per non dover ritornare alle urne, la scelta obbligata rimarrebbe solo un Governo di Unità Nazionale e, come ovvio, proprio a guida di Monti.

Alla luce di tutto ciò e a prescindere dall’esito delle elezioni, la vera sconfitta la patiranno ancora una volta gli elettori che, impotenti e rassegnati, vedranno ancora una volta il regime italiano salvarsi e con esso, per ragion di Stato, si salveranno anche tutti quei parlamentari che gli elettori invece avrebbero preferito spedire a casa definitivamente. Chi saranno i vincitori delle prossime elezioni non è dato saperlo, ma chiunque sarà è già certo che il giorno dopo si ritroveranno a dover fare i conti con sommosse popolari inevitabili, e dato che Monti, come è logico che sia, continuerà a dire di aver salvato l’Italia, ci saranno invece coloro, che gli ricorderanno come salvare l’Italia non sia servito ad un beato cazzo e che a salvare gli italiani non ci ha ancora pensato nessuno.

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15 Comments

  1. Antonino Trunfio says:

    La libertà non la regala nessuno. Te la devi prendere con le cattive maniere. Sempre.

  2. Dan says:

    “si ritroveranno a dover fare i conti con sommosse popolari inevitabili,”

    Magari arrivassero…

    E’ brutto a dirsi ma questo paese può avanzare a passo deciso nel futuro solo quando si erge una dittatura che faccia filare tutti a colpi di frusta.
    Non c’è altro modo…

  3. SANTO says:

    I responsabili del disastro finanziario italiano sono gli enti pubblici e politici che li gestiscono che a loro piacimento possono fare spese inutili e demenziali senza alcun controllo.
    Sindaci incompetenti e esaltati si fanno le loro cattedrali nel deserto, con soldi dell’ ici ora imu (patrimoniale sulla casa una vera e propria estorsione) finanziano ” opere pubbliche” di abbellimento (porfidi,piazze lastricate, musei , rotonde con fiori, teatri, ecc.) cose di cui si puo’ fare a meno, addirittura taglieggiano i cittadini con multanova da rapina e ui soldi invcece che per le strade si usano per altri scopi e c’ e’ spesso uno storno nelle loro tasche per ostriche ecc,. C’ è la corsa all’ opera inutile pur di spendere e fare applati agli amici degkli amici. E’ora di finirla, le opere devono essere certificate di pubblica utilita’ non possono degli esaltati perche’ eletti sperperare i soldi e povera gente si impicca peche’ non ha i soldui per pagare. Poi cio sono gli sperperi dell provincie in marciapiedi porfidati, piste ciclabili inutili e che deturpano le coste dei laghi e in zone paesaggisticamente da tutelare, rotonde dove non servono, e vari sperperi tutto a discrezione dei politici spesso incompetenti , e gli sprechi di stato: TAV CHE NON SERVE (in USA non esiste ma i treni vanno a 150 all’ ora)e altre opere inutili e deturpanti (tipo muro sul lago di Como) che din certo non giustificano la requisizione di parte di casa al contribuente per la loro esecuzione. Si sperpera dappertutto senza controllo di tecnici competenti. Il cittadino e0′ allo stremo , spero si attuino dei controlli alle spese e si diminuiscano le tasse e si elimini l’ imu.

    • Roberto Porcù says:

      @ Santo – “… spero si attuino dei controlli alle spese e si diminuiscano le tasse e si elimini l’ imu …”
      Io spero che dopo le sommosse popolari prossime venture, si raffrontino le spese pubbliche con i guadagni personali e si elimino fisicamente politici e burocrati.
      Senza questa eliminazione fisica non potrà esserci alcun cambiamento.

  4. berg says:

    Sarà, ma personalmente faccio molta fatica a credere che in un paese di smidollati come questo possano mai accadere sommosse popolari per una giusta causa.
    La realtà è che qui c’è ancora troppa gente a cui questo stato di cose va più che bene.
    Sono in troppi quelli che a vario titolo ci mangiano e altrettanti sono quelli che vorrebbero partecipare al banchetto.
    Prendiamo ad esempio l’esercito dei laureati, che in teoria dovrebbero rappresentare le “migliori menti” del paese, quasi tutti si lamentano perchè non hanno il posto fisso, meglio se statale, e ben pochi si rimboccano le maniche e aguzzano l’ingegno per creare qualcosa dal niente con le loro forze…con queste premesse dove vogliamo andare?
    Altro che sommossa, alle prossime elezioni vedremo la fila dei pecoroni che si recherà al seggio per votare i soliti noti, salvo poi mugugnare in pubblico e leccare il c… in privato al “politico” locale.

  5. E. B. says:

    secondo me purtroppo la situazione ha già oltrepassato il punto di non ritorno, la costituzione viene distorta a discrezione della politica o meglio dell’oligarchia che si è formata, ma queste persone non sono in grado nemmeno di vedere che si sta andando al fallimento e quindi anche alla fine del loro potere, come ?
    A ogni uno che condivide questo epilogo lascio la sua idea . rivolta , indipendentismo, sfaldamento, ecc.

  6. ModenaLibera says:

    Sarebbe bello, davvero.
    Ma il popolo è stato, è, e sarà ancora bue.
    E lor signori lo sanno, e sotto sotto, se la ridono…
    Italica tristezza…
    Ducato di Modena

  7. Albert Nextein says:

    Sarò noioso, ma ritengo che basterebbe alla grande una semplice protesta fiscale ben organizzata.
    Semplice,pulita,ferma.
    La violenza non è nelle corde libertarie.
    Anche se quando è troppo è troppo.

    • Leonardo says:

      Ci provo da anni, ma da un paese di complici e cagasotto c’è aspettarsi solo servitù

    • Luca says:

      Personalmente ho deciso di rifiutarmi di lavorare per mantenere questo stato ladro. I parassiti (da quelli gradi come Fiorito a quelli piccoli ma non meno dannosi come il forestale calabrese) non vivranno coi miei soldi. Come fare? Finiti gli studi me ne andrò a vivere in qualche paese confinante, tipo Austria o Svizzera (Francia no perchè ci sono stato e mi ha fatto abbastanza schifo, e poi dal punto di vista dello statalismo non è molto meglio dell’Italia). E’ una scelta dolorosa ma purtroppo al momento è l’unica.

      • caterina says:

        hai ragione, ma se sei veneto unisciti a quelli che lavorano per un Veneto Indipendente, forse entro l’anno si farà il referendum … per ad andare in Carinzia hai sempre tempo! lì ti accolgono subito se vuoi fare impresa.

  8. Andrea Goldin says:

    e cominciare a creare un appuntamento fisso davanti a tutti i palazzi del potere dove ci sì presenta con bastoni/forconi e sì grida per un’ora “fra poco verremo a prendervi!” alle finestre?

  9. pippo gigi says:

    Ormai credo che l’unica soluzione sia arrivare alle sommosse popolari, alla ghigliottina.
    Ormai siamo al Gattopardo, ogni vent’anni si cambia tutto per non cambiare nulla. I vecchi ladroni incapaci scompaiono a godersi il frutto delle loro rapine legalizzate e i loro vice prendono il posto continuando nella politica di sprechi, privilegi, corruzioni ed inefficienza.
    Stiamo assistendo allo squallido scenario di rivedere le solite vecchie facce in Parlamento, con i loro giochetti, le finte discussioni, i finti bisticci per poi accordarsi in una grande coalizione, rimangiarsi tutte le promesse elettorali. la solita sceneggiata a nostre spese.
    Una bella sommossa popolare, qualche politico linciato da una folla furente forse farebbe riflettere, al pensiero di lasciarci le penne qualche ladrone meno smaliziato forse sarebbe più cauto. Ma il mio sogno è il processo di Norimberga, tutti i politici e ministri degli ultimi vent’anni in tribunale a rispondere dei loro misfatti, condannati a rimborsare ogni centesimo rubato o ogni danno fatto all’economia e alla popolazione, con il debito pubblico assegnato a loro proquota in base alle responsabiltà. E per i casi più gravi la ghigliottina, magari davanti al Quirinale. sarebbe barbaro ma penso che occorra un segnale forte.

  10. Rinaldo C. says:

    ottimo Fabrizio Dal Col ai veramente colpito nel segno, siamo in mano a dei Parassiti a dei privilegiati,nel resto del mondo sarebbero già tutti in galera il vero loro posto.
    E’ gente che non produce niente anzi sperperano il lavoro di chi produce.
    Rinaldo Cometti

  11. C’è qualche anima bella che pensa che i disastri di finanza pubblica derivino solo dagli stipendi e dai rimborsi spese dei parlamentari, magari così fosse! Il problema sarebbe di facile soluzione.

    La vera classe sfruttatrice sono le migliaia di mandarini di Stato che dai ministeri in giù fino agli uscieri delle università continuano a gestire e godere dello Stato a loro esclusivo favore con la compiacenza del governante di turno che si chiami Lega o PD.
    Non stupisce quindi che i politici non affondino la barca che permette i loro agi e prebende.
    Tutto si tiene, ma il popolo si affanna a votare i politici complici di chi vive delle nostre tasse.

    PS correggere l’accento in “…operato né garantisce…”.

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