Il referendum in Crimea ci rimanda a quelli veneto e lombardo

di ALESSANDRO STORTI

Sarà per una deformazione sentimentale, non lo nego, ma a me la Crimea fa pensare al Veneto e a Trieste. Il perchè è presto detto: la Repubblica Autonoma che si affaccia sul Mar Nero è stata “regalata” all’Ucraina dal premier sovietico Nikita Krusciov nel 1954, lo stesso anno in cui Trieste tornò malauguratamente sotto la sovranità dello stato italiano; per certi aspetti anch’essa è stata regalata a Roma dagli Anglo-Americani, che avrebbero potuto, molto più saggiamente, pretendere che la capitale emporiale mitteleuropea, tornata a risplendere nei precedenti sette anni di Governo Militare Alleato in regime di Territorio Libero, diventasse una Hong Kong del Mediterraneo.

E il Veneto cosa c’entra? C’entra anche il Veneto, con la Crimea, perché mentre il 16 marzo prossimo a Sinferopoli e a Sebastopoli voteranno nel referendum secessionista (e pro-Russia) indetto dal Governo locale, a Venezia e nelle altre sei provincie marciane i cittadini potranno esprimersi nel plebiscito digitale organizzato dalla piattaforma Plebiscito2013.eu. Curiosamente, in Crimea la consultazione è stata anticipata due volte -in origine era prevista per maggio, poi per il 30 marzo-, mentre gli amici veneti hanno posticipato l’evento digitale inizialmente convocato per febbraio. Così, per un bizzarro caso del destino, le due prove referendarie verranno a coincidere, almeno per ciò che attiene l’avvio del voto, chè in Terra Marciana si proseguirà, intelligentemente, per altri cinque giorni, fino al 21 incluso, al fine di “portare” ad esprimersi  quante più persone possibile, in un esperimento tanto ambizioso quanto complesso.

Dalle notizie che mi giungono, la macchina “elettorale” costruita attorno al Plebiscito digitale ha fatto passi da gigante nelle ultimissime settimane, pur dovendo affrontare talvolta difficoltà impreviste. Gli amici veneti stanno… CONTINUA A LEGGERE QUI

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8 Comments

  1. pierino says:

    piccola differenze :
    -referendum organizzato dallo stato di cui è a conoscenza l intero mondo
    -referendum organizzato da privati di cui non sono a conoscenza il 90% deio votanti a 5 gironi dal voto…

    • Larkin says:

      Mi chiedo a cosa serva investire tempo, risorse ed energie in un referendum on line che ha il valore legale di una partita a carte tra amici, anche se si raggiungesse 99% dei voti a favore la sua validità è men che 0

      • caterina says:

        per contarsi non c’è bisogno di essere autorizzati… una volta che si sa quanti sono i veneti che vogliono esseri liberi da Roma, le sembra che non conti nulla?
        Se fossero la maggioranza, è essa stessa che decide il da farsi e, ripeto, senza bisogno di autorizzazioni perchè, appunto ne avrà la forza.

        • Michele De Vecchi says:

          Caterina, ti ricordo che, come da uso internazionale, il referendum di Plebiscito.eu non ha quorum; quindi si parla di maggioranza relativa ai votanti, non agli aventi diritto al voto

  2. Alex Storti says:

    Caro “som mb”,
    Lei è riuscito nella difficile impresa di leggere una parte dell’articolo che ho poi omesso di pubblicare (quella a favore del referendum della Crimea) e di leggerne una che non ho mai nemmeno pensato (quella a favore di Putin e della russificazione).

    Complimenti vivissimi e buona terza guerra mondiale,
    Alessandro Storti

  3. som mb says:

    Il delirio filoputinista dilaga ormai come la peste anche fra le menti che sembravano più razionali. L’assorbimento della Crimea nella scassatissima Russia (epidemia di vaiolo, pil inferiore a quello della California, esercito composto quasi solo da mercenari caucasici), in seguito alle politiche di russificazione forzata attuate da Stalin e a un plebiscito farsa che sarà una riedizione di quelli preunitari eccita gli animi di tutti. Al contrario dei giovani combattenti che in Crimea e nel resto dell’Ucraina si battono a costo della vita per l’indipendenza da Mosca (mica ciance alla Salvino). Il parallelo assurdo fra annessione della Crimea e indipendenza della Lombardia o di Trieste è l’ennesima forma di autolesionismo che si possa attuare contro le nostre legittime rivendicazioni.

    • No xe edealmente e edeołojegamente coerente co el sogno e ła speransa de endependensa eeneta negarghe el dirito a ła majoransa de ła popołasion de ła Crimea de rendarse endependente e de metarse co ki ke ła vol.
      Cosa vurisito far ti? Na goera a l’oltemo sangoe? E ente na goera co ki xe ke naltri veneti a dovarisimo skerarse o metarse?

  4. luigi bandiera says:

    I russi come i sindacati.

    Per loro va bene il referendum perche’ sanno che vinceranno i loro kompagni.

    In itaglia invece sono contro il referendum per il veneto indipendente… i democratici in fumo di londra ovviamente oltre a certi veneti che non sanno di esserlo. SI! Non sanno di essere appartenenti al POPOLO VENETO.

    O si vince o niet referendum.

    Quindi?

    Bisogna fare gli indipendentisti ma prima i VENETI.

    Una volta fatti tutto cio’ sara’ piu’ semplice e facile da ottenere.

    Altrimenti?

    Tutto fiato, tempo e denaro perso..!

    …essere o non essere…

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