Il redditometro risparmia i pensionati. La franchigia è 12.000 euro

di REDAZIONE

I pensionati possono stare tranquilli: il redditometro non li riguardera’. La rassicurazione arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate che ribadisce l’obiettivo di colpire ”l’evasione spudorata e i finti poveri”. L’Agenzia ricorda anche che sono fuori dai controlli le spese che si discostano dal reddito fino alla franchigia di 12.000 euro l’anno e che i controlli che verranno effettuati con questo strumento saranno 35.000 l’anno, meno di uno ogni mille contribuenti. ”I pensionati, titolari della sola pensione, non saranno mai selezionati dal nuovo redditometro che e’ uno strumento” per ”individuare i finti poveri e l’evasione ‘spudorata’, ossia quella ritenuta maggiormente deplorevole dal comune sentire”, dichiara oggi l’Agenzia delle Entrate per fornire chiarimenti dopo che alcuni giornali avevano lanciato allarmi proprio sulla categoria dei pensionati. Per evasione ‘spudorata’, torna a spiegare l’Agenzia, si intendono ”i casi in cui alcuni contribuenti, pur evidenziando una elevata capacita’ di spesa, dichiarano redditi esigui, usufruendo cosi’ di agevolazioni dello Stato sociale negate ad altri che magari hanno un tenore di vita piu’ modesto”.

A conferma di questo, ”gia’ in fase di selezione, le posizioni con scostamenti inferiori a 12.000 euro non saranno prese in considerazione”. E ancora: la convenzione annuale con il ministero dell’Economia stabilisce che l’Agenzia delle Entrate dovra’ effettuare ogni anno 35.000 controlli utilizzando il redditometro. Un numero contenuto e che inserisce l’accertamento sintetico tra i diversi strumenti a disposizione del Fisco per la lotta all’evasione. ”E’ ovvio – sottolineano ancora le Entrate – che l’azione sara’ efficace se diretta a individuare casi eclatanti e non di leggeri scostamenti tra reddito dichiarato e quello speso”. Tirano un sospiro di sollievo i sindacati dei pensionati e le associazioni dei consumatori. ”Accogliamo con soddisfazione la decisione di escludere i pensionati dal redditometro”, commenta il segretario generale della Cisl Pensionati, Gigi Bonfanti. ”Ci sembra una forma di rispetto nei confronti di quella categoria di cittadini con un reddito minimo che gia’ fanno fatica a portare avanti una vita dignitosa e che, con questo nuovo strumento, sarebbero stati costretti a subire l’umiliazione di giustificare anche le piu’ piccole spese”, aggiunge Bonfanti.

Anche l’Adusbef si dice ”grata” all’Agenzia delle Entrate sottolineando il ”vero e proprio terrore scatenato su tantissimi pensionati, titolari della sola pensione, che ai telefoni dell’Adusbef avevano manifestato preoccupazione e amarezza”. Per il presidente Elio Lannutti ora l’Agenzia deve fare ”un ulteriore sforzo precisando che, avendo a disposizione l’incrocio delle banche dati e l’accesso illimitato ai conti correnti bancari e postali, non addosseranno l’onere della prova sulle spalle dei contribuenti onesti”. Altrimenti, avvisa, ”i ricorsi saranno inevitabili”.

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2 Comments

  1. pinco palla says:

    gli statali che fanno il doppio lavoro sono salvi…. potranno depositare sui conti dei loro genitori

  2. daniele says:

    DEMAGOGIA sempre più indefinibile !!!
    Vuol dire che un baby pensionato può continuare a dare lezioni in nero ?
    Perchè un pensionato potrebbe fare un altro lavoro in nero ?
    E un barista viene “massacrato” se non fa lo scontrino di un caffè da un euro ?
    … COME MI PRUDONO LE MANI !!!!

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