Il reddito di cittadinanza sono le nuove baby pensioni

donne-pensionerassegna stampa

di ELISA SERAFINI – Esiste un sistema tutto italiano che da sempre si propone come risposta al malessere della popolazione e ai problemi legati alla povertà, al lavoro, e all’inclusione, ed è quello delle mance politiche. A seconda del partito e dell’occasione vengono chiamate bonus bebè, 500 euro ai diciottenni, 80 euro in busta paga… Per lo più si tratta di misure che hanno un efficacia, (e per fortuna anche una spesa), temporanea. Misure che, come sempre, non risolvono i problemi legati al sussidio, come ad esempio la mancanza di tutele e servizi per le nuove madri, ma forniscono un immediato consenso politico al partito che le ha proposte.

Bella roba, si penserà: spostano soldi da una categoria all’altra solo per prendere voti. In realtà questa non è la parte peggiore della politica: esiste di molto peggio. Esiste il politico ancora più sfacciato, che propone una misura epocale, rivoluzionaria, che non può che accontentare tutti (quello che votano), tranne le generazioni successive, che però non solo non votano, ma magari non sono ancora nate.

Ed è qui che si nasconde il successo i del M5S: promettere alla gente che potrà riceverà dei soldi no matter what, grazie ai poteri straordinari del reddito di cittadinanza. Il problema è che il reddito di cittadinanza rappresenta forse la peggiore delle mance elettorali: non solo non risolve efficacemente il problema della povertà, che deriva dalla disoccupazione e dal costo della vita, ma in più ulteriori conseguenze irreversibili. Il primo è l’incremento esponenziale della spesa dello Stato, con la conseguente e logica impossibilità di garantirne le adeguate coperture, e il secondo è la promozione di un incentivo tossico nel cittadino italiano: quello di non voler lavorare.

Parliamone: perché dovremmo lavorare, subire le angherie del capo, adeguarci a regole e norme, dover prendere un autobus pieno di gente per andare in ufficio o in fabbrica, se possiamo ricevere 780 euro al mese andando in spiaggia ogni giorno con il cane? Se guadagnamo 500 euro al mese e ne riceviamo 270 di integrazione senza fare nulla, quale incentivo avremmo a cercare un lavoro più remunerativo? E quale ulteriore follia sarebbe accettare un lavoro da 40 ore, da 1000-1200 euro al mese, quando stando a casa potremmo, oltre che rilassarci, risparmiare i costi di spostamento, pranzi e la fatica di adattarsi ad un posto di lavoro?

(segue http://www.linkiesta.it/it/article/2017/03/27/il-reddito-di-cittadinanza-sono-le-nuove-baby-pensioni/33671/)

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

One Comment

  1. Michele says:

    Concordo pienamente.
    L’idea balzana ha una storia vecchia che risale addirittura al 1940. Poi lo ha riproposto nel 1962 Milton Friedman nel suo saggio dal titolo “Capitalism and Freedom”.
    Le sue implementazioni sotto varie forme e diverse normative sono costellate da clamorosi fallimenti con grave danno per i contribuenti e per la società intera.
    Ed ora questi pentastellati, rampolli della politica che pensano di essere “scesi dal cielo a miracol mostrare”, lo vogliono riproporre senza sapere come si sono conclusi i tentativi del “reddito gratis”.

    E la Storia se non la conosci prima o poi ti punisce.

    Chi ha un po’ di pazienza ed è spinto da un minimo di curiosità può leggere:
    La bufala del reddito di cittadinanza

Leave a Comment