Il reato di immigrazione clandestina non è abolito. Ma è di fatto sotterrato, e si vede

giustizia

di ROBERTO BERNARDELLI – Gli sbarchi sono tutti illegali. O quasi. Una minima percentuale è rappresentata da soggetti che hanno diritto all’asilo politico, allo status di rifugiati. Ma arrivano lo stesso perché il reato di immigrazione clandestina in Italia è una farsa. C’è ma non c’è. E’ bastato dire che va abolito, far credere che quindi non conta, perché lo dicono i partiti, per cancellarlo di fatto dalla scena. Va sostituito con una multa. Roba da ridere. Non solo non la pagherà nessuno ma io ci metterei in prima fila i giudici a fare i vigili del mediterraneo o a scovare al posto dei poliziotti i clandestini. Facciamolo per un giorno, mandiamoli nelle periferie, nelle metropolitane, nelle fabbriche abbandonate, nelle campagne della camorra. Andate voi a fare le multe.

E  infatti le cronache cosa ci dicono? Ecco cosa leggiamo. Mentre la Corte Europea stabilisce che gli ingressi irregolari di migranti non possono essere sanzionati con il carcere in Italia si discute ancora dell’abolizione del reato di immigrazione clandestina. La norma, introdotta dalla legge Bossi-Fini, doveva essere in realtà abolita dal governo nell’ambito di un ampio disegno di legge di depenalizzazione di diversi reati varato dal consiglio dei ministri nel gennaio scorso.

Ma la misura è poi stata stralciata e dal consiglio dei ministri è uscito solo un ddl con altre depenalizzazioni ma non quella relativa all’articolo 10-bis della Bossi-Fini.

In Parlamento, a partire dal 2013, sono presenti sei proposte di legge che chiedono la modifica della legge. Ma di nessuna di queste è stato avviato l’iter parlamentare. A più riprese il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha sottolineato la necessità di mettere mano al provvedimento. A fine gennaio scorso, il primo presidente della Corte di Cassazione Giovanni Canzio ha sottolineato che si tratta di un reato “inutile e dannoso” e ha, di fatto, suggerito che venga sostituito con una sanzione amministrativa.

Sempre nel gennaio scorso il ministro Orlando ha spiegato che il suo dicastero e gli Interni stanno lavorando a una normativa più complessiva comprendente anche materie come i rimpatri o i tempi per il riconoscimento dello status di rifugiato e che la modifica della Bossi-Fini potrebbe rientrare in quel testo che, però, non ha ancora visto la luce.

 

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3 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Se gli invasori si chiamassero SERENISSIMI…
    Subito in galera…
    Sveglia…

  2. Fil de fer says:

    Come al solito viviamo in italia, paese in cui lo stato di diritto è stato abolito di fatto.
    Non ce l’ho con gli immigrati ci mancherebbe, ce l’ho con questi politici sia italiani che europei che non sanno quello che stanno facendo.
    I giudici italiani invece sono dei Ponzio Pilato travestiti da buoni.
    Tanto i problemi li hanno i cittadini. Loro, politici e giudici vivono scortati e blindati ed in abitazioni di lusso in quartieri residenziali dove gli stranieri si contano con il contagocce, salvo non servano per fare i camerieri, le badanti, lavoratori a basso costo e magari le donne a prostituirsi con i loro ” datori di lavoro” .
    Un paese allo sbando dove i confini non esistono, la sicurezza dei cittadin è demandata a loro stessi, salvo poi incriminarli se osano fare del male a chi gli entra in casa per derubarli e via dicendo.
    Un paese in cui i cittadini sono divisi in due classi ben distinte.
    Coloro che si arricchiscono alle spalle degli altri, e coloro che sudano e lavorano per mantenerli.
    Un paese schifoso da tutti i punti di vista e dove anche i cittadini hanno le loro responsabilità.
    Un Veneto, ma anche qualsiasi altro italiano che vive civilmente, onestamente e ha rispetto degli altri a cui non ruba nulla, ma anzi se può da del suo agli altri…..non può più sopportare simile andazzo.
    I criminali sono più fuori dalle patrie galere che dentro. E, dunque dove possiamo sperare che un paese del genere vada a finire ?!?!?
    Pensateci bene, ma proprio bene e poi traetene le conclusioni.
    WSM

  3. renato says:

    Si continua a menare il can per l’aia. I vari ministri in realtà operano in modo tale da evitare qualsiasi attribuzione di responsabilità. Si dà di tanto in tanto il contentino al solo scopo di procrastinare la decisione che porrebbe fine agli sbarchi perché non si sa mai, potrebbe essere oggetto di critica da parte di qualcuno e, forse, probabilmente, potrebbe nuocere, anche indirettamente, a chi osasse prenderla, o favorirla, o non rigettarla decisamente (classica l’iniziativa del ministro di turno Orlando di ideare una normativa più complessiva. Potrà sempre dire che se ne è occupato). Premesso che gli ausilii tecnologici ci consentono di vedere ciò che succede sui litorali mediterranei con una risoluzione visiva del centimetro ed in tempo reale, potremmo predisporre in modo dinamico alcune motovedette col compito di bloccare qualsiasi natante, anche europeo, sul limite delle acque territoriali, o addirittura ben più in là se esistesse il sospetto di infiltrazioni terroristiche. L’imbarco per l’Italia deve avvenire esclusivamente su navi di linea commerciali/turistiche, o su aerei di linea commerciali/passeggeri e previa autorizzazione rilasciata dalle nostre ambasciate a fronte di documentati motivi. Ogni altro tentativo di ingresso illegale deve essere respinto senza indugi allo scopo di scoraggiare ogni altra iniziativa. Quali sono le ragioni che impediscono un siffatto modo di procedere, a parte la mancanza di voglia di lavorare e l’assenza del senso civico (rispetto verso la Comunità) ? Non bastano le decine di migliaia di morti annegati ad indurre i nostri governanti ad un eccezionale sforzo di volontà allo scopo di porre fine a questo inconcepibile e quasi indescrivibile strazio ? Come può un parlamento rimanere insensibile di fronte al perdurare delle tragedie che quotidianamente si compiono tra lo stupore ipocrita e criminale dei responsabili, cioè i mille del transatlantico ? Parlarne tra noi non conta nulla, o quasi. Sono i parlamentari che devono chiedere la parola e denunciare l’irresponsabilità del governo. Renzi, Orlando, Alfano e Gentiloni non possono svicolare continuamente e cavarsela dicendo che il problema va risolto a livello europeo. I loro omologhi tedeschi, francesi, inglesi, austriaci, ungheresi non si sono persi in chiacchiere quando i loro interessi nazionali hanno cominciato a soffrire. Col trattato di Schengen si sono forbiti il culo. Noi cosa aspettiamo a por fine a questa immane tragedia, il benestare del papa ? O vogliamo fare la figura dei più bravi, di quelli che si attengono diligentemente alle regole mentre le eludono e le disattendono vergognosamente in altre situazioni legate all’immigrazione ? O, forse più realisticamente, ci asteniamo dal fare perché non abbiamo il coraggio di decidere, di fare, di esporci. Banda di infingardi ! Mappine ! Omm’ ‘e niente ! Mangiapane a tradimento !

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