Il razzismo pneumatico corre in autostrada

di ROBERTO BERNARDELLI *

Il razzismo pneumatico corre in autostrada. Ha anche una tariffa secolare: 2 euro per tutta la Salerno Reggio Calabria. Niente di nuovo sotto il sole, è l’atavica differenza tra il Nord che non ha il coraggio di reagire, di “far saltare” i caselli del pedaggio della discriminazione territoriale e il Sud che rivendica sempre e soltanto un pedaggio gratuito per far viaggiare l’assistenza inconcludente.

Dal primo gennaio viaggiare dove si lavora costa fino al 13% in più sulla Venezia-Trieste e il 15% sulla Torino-Aosta. Cifre da assolto ai forni. Sull’Asti-Cuneo sarà del 7,2%, sulla Milano-Serravalle dell’1,16%, sulla Torino-Savona del 2,24%, sul Passante di Mestre il 13,55% ma solo del 3,59% sulla tangenziale di Napoli. Mentre il tratto appenninico tra Liguria e Toscana avrà un ritocco del 3,93%. Forse questa è la risposta al giudizio di ammissibilità che la Commissione Bilancio del Senato aveva espresso sull’emendamento del novembre scorso del Carroccio per il pedaggio sul Grande Raccordo Anulare romano, sulla Fiumicino-Roma, sulla Salerno-Reggio, sulla Palermo-Catania e sulla Torino-Caselle.

E il Nord è ancora una volta servito. Prima il Nord, a pagare. Prima il Nord, dei prefetti. Prima il Nord a far credere che la bandiera di un emendamento cambi il destino dei nostri sogni di indipendenza, dal momento in cui gli alleati con cui si condividono molte battaglie sono quelli che poi viaggiano quasi gratis sul resto delle autostrade d’Italia. Purché paghino altri e quanti vengono fatti illudere che gridare basta tasse sia risolutivo.

La casta delle autostrade che munge risorse in nome degli investimenti, sempre e solo nelle stesse regioni mentre altre in attesa che dal 1929 si concluda la grande opera che collega la Campania alla Calabria, sono esentate dal pagare i rincari. Anzi, dal pagare. Punto e basta.

Al Nord, per quanto si gridi al lupo al lupo, ormai è chiaro che la libertà non è per tutti. Anche il diritto costituzionale alla mobilità è violato dall’arroganza delle tasse pneumatiche. La libertà è anche un compito, non solo un diritto. E il Nord in questo momento è una minoranza senza voce, dove il pecunia non olet ha bloccato gli ingranaggi di una rivoluzione. Per un autista, per una scorta in più, per un pacco di nomine in più, per un pacco di mutande in più, una rivoluzione finita nei Rolex di Natale. Se gli alleati poi di una rivoluzione annunciata sono anche quelli che puniscono i comuni senza slot machine, la corsa è breve. Con un voto, per di più, sostenuto dai politici del fronte cattolico, della nuova generazione post don Giussani, e alla faccia della Cei che aveva biasimato sottovoce lo scandalo del divieto d’azzardo punito in sacrestia.

Vale per tutti, per la tassa di Stato sul gioco così come la tassa di Stato sulla circolazione di persone e mezzi, pagata al Nord: il Vangelo non diceva forse “Gridatelo dai tetti?”. Non abbiamo sentito neanche un flebile riscontro incazzato.

*Presidente Indipendenza Lombarda

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

46 Comments

  1. Mauro Cella says:

    Non voglio entrare nella pietosa discussione di sopra ma voglio solo raccontarvi un episodio accadutomi qualche anno addietro.

    Mi arriva a casa una raccomandata in cui mi si ingiunge il pagamento del pedaggio (con targa di un motociclo in mio possesso) per un’uscita autostradale nei pressi di Napoli.
    Io a Napoli non ci sono mai stato ma da bravo “gonzo” abituato a pagare le tasse fino all’ultimo centesimo mi prende l’angoscia per il mancato pagamento, che però lascia rapidamente lo spazio al solito pensiero “sarà una svista”. Nulla poteva prepararmi alla realtà.
    Decido quindi di telefonare al numero indicato nella lettera.
    Mi risponde un gentilissimo signore (non in senso ironico, ma un vero galantuomo) con forte accento partenopeo. Gli spiego la mia situazione e chiedo suggerimenti sul da farsi.
    Al che lui fa una risata e mi dice “Mi capita tutti i giorni… cosa non fa la gente qui per non pagare il pedaggio! Faccia una cosa: mi scrive di suo pugno una lettera da inviare tramite raccomandata a [segue indirizzo] in cui lei rifiuta il pagamento per transito inesistente”.
    “Tutto qua?”
    “Tutto qua.”
    Dopo avere inviato la raccomandata in effetti non ho più sentito nulla, quindi il gentile signore dal forte accento partenopeo mi ha dato un buon consiglio.

    Temendo che mi fosse stata “clonata” la targa chiedo quindi consiglio ad un conoscente che serve nella Polizia Stradale. Lui si informa e mi dice “Non preoccuparti, non ti hanno clonato la targa… semplicemente da quelle parti per non pagare il pedaggio si attaccano collo scooter dietro ad un’auto che sta passando nella corsia Telepass e il passeggero con una mano o un piede copre parte della targa (?!). Il sistema che rileva i passaggi è automatico e ha associato la tua targa all’immagine che ha rilevato. Tutto qua.”
    Tutto qua… la mia vicenda si può riassumere così.

    • luigi bandiera says:

      A me e’ successo con roma da sempre predona.

      Multa per eccesso di velocita’ (se ricordo bene) con la targa della mia auto.
      Fortuna che non c’erano dubbi, il loro modello e marca era tuttaltro.

      Anche in quel caso mi fu detto: scriva al comando vigili di roma da sempre predona e dia la sua versione dei fatti e, non butti via la lettera, la conservi in aeternum.

      Non credo succeda viceversa e se si sono tra di loro…

      continua

  2. il Teo says:

    Concordo al 1000×1000… indipendeza al sud SUBITO! chissà se Re Giorgio sarebbe d’accordo.. che ci ha frantumato i cosiddetti con i 150 anni dell’Unità d’ITAGLIA!! BASTA!! SECESSIONE!! altro che sentirsi dire che il sud versa più di quanto riceve.. il patto di stabilità serve a coprire gli sprechi dei comuni del sud che hanno 5 volte i dipendenti comunali Padani, i quali non possono neanche asfaltare le strade pur avendo i soldi in cassa! itaglioti Padani…SVEGLIAAAA

  3. Irene says:

    A mio parere, innanzitutto, bisogna considerare il livello di qualità del servizio offerto. La A3 Salerno – Reggio Calabria versa in uno stato talmente penoso da aver indotto l’UE a minacciare di declassarla, in quanto al momento non ha i requisiti per essere considerata un autostrada. La A14 Bologna – Taranto in realtà si ferma a Massafra, a 30 km da Taranto e non esiste un collegamento diretto tra l’area tarantina e il salento. Gran parte delle autostrade meridionali sono prive di aree di servizio degne di questo nome, sono quasi tutte a 2 corsie per senso di marcia ed in alcune manca persino la corsia d’emergenza. Inoltre molte hanno anche problemi strutturali dovuti all’incuria e alla scarsa manutenzione da parte di Autostrade per l’Italia dei Benetton. Dunque come si può, mi chiedo, mettere a pagamento infrastrutture del genere o comunque applicare aumenti come a quelle del Nord? E poi chi ha detto che al Sud non si paga? Calcolando sul sito di Autostrade per l’Italia, si può vedere ad esempio: Bari – Napoli, tragitto di 260 km, ha un pedaggio di 19 euro; MI Cormano – VE Mestre, anch’esso tragitto di 260 km, ha un pedaggio di 18,70 euro. Senza contare le differenze abbastanza notevoli che ci sono tra la A16 e la A4. Io con questo, non voglio giustificare i rincari avvenuti dal 1 Gennaio, ne tantomeno dire che al Nord le autostrade sono tutte perfette, belle e a 4 corsie, però vorrei che si ragionasse di più sulla situazione e si esaminassero di più le criticità e i problemi, prima di sparare a zero sul Sud.

    • luca l'insubre says:

      Sì ma non è possibile che qui da noi si paghi sempre uno sfacelo. Ogni santa volta. Non metto in dubbio l’incuria delle autostrade del Sud, ma perdio, qua ci arriva ogni anno una botta da 10% da pagare. Dèss basta al’è ura de finila!

      • Irene says:

        Ma scusi, nel mio commento ho detto che al Sud le autostrade si pagano. Ho riportato anche un esempio come la Bari – Napoli, e dal 1 Gennaio è scattato l’aumento del 3,59% sulla già costosa tangenziale di Napoli. I pedaggi devono essere anche calcolati anche in base al servizio ricevuto. La domanda che ci si dovrebbe porre a mio parere è un altra: perché ci sono stati tutti questi aumenti? Avrò dei servizi in cambio?

    • Sosteniamo la battaglia di

      Margherita Zavettieri “è anche colpa nostra da secoli ormai siamo etichettati come mafiosi e basta……….. alzarsi una mattina tutti insieme uniti veramente, e dire basta e ripeto alzare un muro alto tre metri arrivati a Roma”

      e di
      Carmela Mazzarelli “È dimostrato che il sud versa più di quel che riceve!”

      e di
      Gennaro Spada “E’ dal 1861 che si continua a trasferire ricchezza dal Sud verso il Nord.”

      diamo a loro l’Indipendenza, SUBITOOOOOOO

  4. pop says:

    ma quindi la SA-RC è un autostrada.
    ah bè.
    sarebbe come far pagare la strada che porta gressoney la trinitè in val d’aosta………
    dai non scriviamo minchiate x favore. è l’unica strada che c’è al sud. sennò pigli il traghetto

  5. Deciomeridio says:

    Perché non fai saltare tu , Bernardelli , un casello con un tuo SUV.

    Sei ricco ed i soldi per un avvocato non ti mancherebbero.

    Perché non lo fai ?

    Una volta i ” nobili ” come te lo facevano : da lì viene il termine ” noblesse oblige ” che vuol dire ” la nobiltà obbliga ” e non ” i nobili fanno il cazzo che vogliono ”

    Più comodo fare l’ Albergatore ?

  6. Maurizio says:

    Bloccati i trasporti, bloccata l’itaglia. Messaggio ricevuto??

  7. Anton says:

    Più presto muore quel che resta di ciò che un tempo fu la lega nord, prima si potrà ricominciare. La lega nodde ha tradito, la Padania e gli elettori. Per un rolex, per un posto al parlamento, itagliano o europeo, per l’autista . . .stai a cuccia, sennò te lo tolgono. Lumbard, tas, laùra e paga. Porci verdastri.

  8. gianfranco lillo says:

    Che bel modo di fare informazione!!! ” …Sull’Asti-Cuneo sarà del 7,2%, sulla Milano-Serravalle dell’1,16%, sulla Torino-Savona del 2,24%, sul Passante di Mestre il 13,55% ma solo del 3,59% sulla tangenziale di Napoli. Mentre il tratto appenninico tra Liguria e Toscana avrà un ritocco del 3,93%. ”

    Si arriva alla tangenziale di Napoli e si dice “…solo del 3,59%”, come se quel 3,59% fosse inferiore all’1,16% della Milano-serravalle, o al 2,24% sul passante di Mestre e non fosse in linea con l’aumento del tratto Liguria-Toscana, pari al 3,93% ( Napoli, meno 0,34).

    Ma perchè non rileggete quello che scrivete e prendete coscienza della baggianate scritte?

    Il nord non deve dimenticare che la sua rete autostradale, la sua sanità, il suo sviluppo intero, è riconducibile alla politica coloniale imposta al sud, sud che ha puntualmente pagato lo sviluppo del nord e continua a farlo dopo 153 anni di occupazione militare, economica e culturale ad opera del nord .

    La Salerno-Reggio, dopo 53 anni di foraggiamento alle imprese del nord che si sono puntualmente aggiudicate gli appalti pubblici per la sua costruzione, è ancora un cantiere…io voglio pagare, sì voglio pagare ma per un servizio pieno, per qualcosa che c’è , che esiste e non per un tracciato sulla carta che per andare da Salerno a Reggio devo impiegare 4 ore, se tutto va bene , perchè quel tratto (in gestione all’ANAS e no alle società Autostrade) è un cantiere aperto e mai chiuso da 53 anni.

    Inoltre, caro presidente “indipendenza lombarda”, Le ricordo che la Salerno-Reggio è una Strada Statale e non un’Autostrada, così come Lei cerca di spacciare facendo ricorso alla più rozza propaganda anti-SUD , una strada statale come le centinaia di SS che voi avete dagli anni trenta e che non mi risulta affatto che paghiate pedaggi … no Le pare?

    Caro presidente “indipendenza lombarda”, ma ha dato un’occhiata alla rete autostradale e stradale della penisola? … E Lei ha anche il coraggio di parlare!? Fra Bari e Matera non c’è alcuna autostrada; fra Bari e Potenza non c’è alcuna autostrada; fra Bari e Lecce , l’autostrada termina a Taranto e per raggiungere la Salerno-Reggio, bisogna viaggiare sulla strada statale della morte (la ionica), una mulattiera che percorre l’arco ionico ( un tracciato zeppo di semafori per transiti alternati perché la carreggiata è una mulattiera -ancora nel III MILLENNIO- ), per poi giungere a Sibari e imboccare la Salerno-Reggio e viaggiare a 50-60 km h., con file interminabili e carreggiate uniche per decine di km, per i cantieri sempre aperti dal 1960… devo pagare cosa? Devo pagare un servizio che non ho? Voglio pagare, ma voglio un servizio come le sue autostrade a 3 e 4 corsie, come le ha Lei, caro signore lombardo, e non voglio pagare per “l’aria fritta” e continuare a finanziare col mio pedaggio la sua rete autostradale e il suo sviluppo, così come accade da 153 anni!

    • Maurizio says:

      Non ho parole, a voi del sud il cervello lo hanno lavato, strizzato e centrifugato. Non ho mai letto tante scemenze in così poco spazio; si rende conto di quanti miliardi vi abbiamo passato in 150 anni, che sono spariti in un buco nero?? Colonialismo?? Ma per favore…

      • gianfranco lillo says:

        L’ignoranza è una brutta bestia!

        Se invece di leggere il corriere dello sport leggesse qualcosa di più concreto e non confondesse la propaganda con la storia e l’informazione, farebbe un passo avanti verso la razionalità e la realtà.

        Aspetto che mi faccia un elenco dettagliato dei MILIARDI spesi al Sud negli ultimi 153 anni .

        Comunque, una informazione gliela do io: la cassa per mezzogiorno, nata il 1952, spendeva (come spesa straordinaria al Sud, non avendo in programmazione una spesa ordinaria), lo 0,5% del PIL.
        Domanda: dove veniva speso e per chi, il restante 99,5%?
        Naturalmente per spesa straordinaria si intende una spesa aggiuntiva a quella “ordinaria”, spesa ordinaria per infrastrutture che al Sud non si è mai vista .

        Cerco di spiegarmi meglio: se la Nord si costruiva un ospedale, era spesa ordinaria ma, di fronte ad urgenze, si finanziava con spesa straordinaria.

        Se al Sud si costruiva una strada, era già spesa straordinaria perchè di quella ordinaria ( programmazione di spesa annuale e normale) non vi era alcuna traccia .

        Aspetto che Lei mi faccia sapere, vista la sua “grande” informazione, dove veniva speso il restante 99,5% del PIL italiano, dopo aver stornato lo 0,5% per interventi straordinari al Sud a cura della cassa per il mezzogiorno .

        per quanto riguarda le “scemenze”, come Lei afferma, le consiglio di mangiare meno polenta perchè alla lunga porta seri danni cerebrali .

        Dalla sua nascita, anni cinquanta, e fino al 1992, anno della sua chiusura, la cassa per il Mezzogiorno ha speso quanto la Germania occidentale ha speso in un solo anno per la Germania orientale . Ancora oggi, dopo quasi 24 anni dalla riunificazione, la Germania stanzia, con legge speciale, un finanziamento aggiuntivo di 100 miliardi di Euro l’anno per i territori della ex DDR (Germania orientale).
        Nell’italietta piemontese e padana, invece, si è fatto l’esatto contrario . Per esempio, Lei ignora che nel 2010 i fondi FAS del Sud sono stati utilizzati dal Nord per pagare le multe delle quote latte degli allevatori padani, per finanziare la navigazione sui laghi padani, per finanziare l’EXPO di Milano e per ripianare il mancato gettito dei comuni del Nord, conseguente all’abolizione dell’IMU … con i soldi del SUD!

    • sandrone says:

      Gentile signor Gianfranco.
      Cerchiamo almeno di essere obbiettivi.

      Lei parla di 153 anni di occupazione militare politica e culturale del nord. Peccato però che per tutto il Novecento il panorama culturale italiano “ufficiale” (specialmente con la cattocomunista RAI) sia stato l’asse Roma – Napoli, che la gran parte dei ministri siano da sempre meridionali, e che la totalità dei vertici militari (come di tutta la funzione pubblica) provengano da Roma in giù.
      In italia ci sono 500 generali (nell’intero esercito americano 400) e qualche centinaio di prefetti. Per cortesia, guardi la percentuale di quanti provengono da Firenze in su, e poi mi saprà ridire.
      Se alla fine dell’Ottocento il sud è stato depredato, con il Novecento si è rifatto abbondantemente!

      La Salerno Reggio sarà anche una strada statale e non un autostrada, ma se invece di giocare con le parole ed i cavilli (specialità tipicamente italiana) guardassimo la realtà, vedremmo come non sia tanto peggio di tanti tratti autostradali appenninici che collegano il centro al nord.

      Provi a percorrere la Parma Spezia, per esempio. Dove per fare cento chilometri non incontra mai meno di tre o quattro cantieri, cambi di carreggiata, file interminabili di camion container, ed alla fine ci paga sopra un pedaggio da rapina! Alla fine rimpiangerà la sua beneamata A3!

      Provi invece a percorrere le strade statali in mezzo alla Sicilia, e si troverà stradoni immensi e senza traffico in mezzo al NULLA.
      Negli anni 30 le statali al nord c erano cosi come c erano al sud, e come c’erano 2 mila anni or sono, solo che qui al nord sono rimaste quelle di ottant’anni fa.

      Se poi volete le autostrade a 4 corsie in mezzo alle montagne…beh, se la prenda con la natura che ha inventato gli appennini, e non con i lombardi.

      E poi diciamocela tutta. A che serve questa famigerata Salerno Reggio?
      A portare su quattro mandarini dalla Sicilia a Milano?
      Ad agosto a riportare al paese natio qualche villeggiante dal nord o dalla Germania?
      O piuttosto alle varie mafie per ingrassarvici sopra?

      • Irene says:

        La A3 serve a collegare la Calabria e la Sicilia con il resto d’Italia e d’Europa. Serve per il turismo estivo e soprattutto serve alle aziende del Nord che in quelle regioni mandano i loro prodotti. Non vi è dubbio che la ‘Ndrangheta abbia speculato e mangiato sulla A3, a danno di tutti, ma lei è in grado di indicarmi un infrastruttura costruita in Italia che non abbia avuto un prezzo iniziale rigonfiato perché qualcuno ci ha mangiato sopra? La lombarda Impregilo ne sa forse qualcosa. E poi che le statali della Sicilia centrale sono vuote ed inutili lo sostiene lei, a giudicare dalla mole di traffico e dal numero di incidenti registrati ogni anno io non direi, e non mi risulta nemmeno che abbiano goduto di particolari ammodernamenti negli ultimi anni, eccezione fatta per la Palermo – Agrigento e la Caltanissetta – Agrigento (che riguardano comunque ammodernamenti parziali e ancora lungi dall’essere finiti). E poi che vuol dire il suo ragionamento? Allora dovremmo chiudere anche la statale dello spluga (da Colico in avanti) e la A27 e la A31 in Veneto perché a mio parere sono inutili e vuote! Se i milanesi vogliono andare a sciare in Valtellina, che prendano il treno per diana! (sono ironico ovviamente)

        • Irene says:

          Ironica pardon. Ho sbagliato a scrivere

        • sandrone says:

          La A3 va bene così com’è. Mi creda! Percorra qualsiasi autostrada in una zona montana del nord italia e subirà al limite gli stessi disagi.
          Non serve continuare a pompare soldi per un opera nata male e realizzata peggio, con un percorso cervellotico in mezzo alle vallate lucane e calabre, ed utile dieci settimane all’anno.

          Anche la storia delle merci del nord che vanno al sud con la A3 è buona solamente per qualche tribuna politica di vecchi professori saccenti.
          Ormai le aziende manifatturiere del nord che sopravvivono lo fanno solamente grazie all’export, non certamente per l’asfittico mercato interno delle regioni del sud italia, tanto più che si tratta di merci a medio od alto valore aggiunto. Mentre invece la gran parte delle merci correnti e di basso livello è piuttosto made in china. Che non hanno bisogno della A3.

          Sia chiaro; anche le merci ad alto valore aggiunto del sud, agroalimentare ed artigianato in primis, non hanno bisogno della A3. I finti pomodorini Pachino, cresciuti al sole marocchino, arrivano sugli scaffali di Milano o Udine con i B 747 e non con gli autotreni.

          Piuttosto il sud pensi a recuperare la sua tradizione di marineria ed a potenziare i porti, se vuole rimanere attaccato all’Europa, altro che autostrade e svincoli in mezzo al nulla.
          Il trasporto via mare raggiunge tutto il globo e costa pochissimo; ed inoltre la Sicilia stessa sarebbe un HUB portuale perfetto per tutto il Mediterraneo se i vari scali fossero connessi e collegati.
          Oltretutto si creerebbero migliaia di posti di lavoro veri e duraturi, professionali e qualificati.
          Ma queste cose sono troppo semplici, le capirebbe anche un bambino, per cui penso che tanti “notabili” del sud più che di rimanere attaccati all’Europa preferiscano rimanere attaccati al poppatoio.

          • Irene says:

            Guardi io per motivi di lavoro mi trovo spesso a percorrere la A10 Genova – Ventimiglia ed il passo del turchino e devo ammettere che sono abbastanza messi male, soprattutto alcuni tratti della A10 – a Celle Ligure ho trovato uno stop invece della corsia di accelerazione – ma le garantisco che comunque non sono minimamente paragonabili allo stato della SA-RC.

            Poi bisogna anche stabilire un concetto. Il fatto che dal 2008 ad oggi il mercato interno, specialmente al Sud, sia fermo e in stagnazione e che molte aziende del Centro-Nord stiano cercando di orientarsi verso l’estero per incrementare le loro vendite, non significa necessariamente che il mercato interno non valga più nulla. Quando faccio la spesa in Sicilia, io sugli scaffali continuo a trovare molti prodotti provenienti dal Centro-Nord, mentre quando la faccio in Lombardia trovo molto poco proveniente dal Sud, in alcuni supermercati faccio fatica a trovare persino le arance. E poi c’è anche un dato da analizzare. Nel 2008 i consumi interni si sono fermati, e proprio in quel periodo l’economia italiana è andata in recessione. L’export, per quanto in espansione, non mi risulta che stia trascinando il paese fuori dalla crisi, eccezione fatta forse per il Veneto.

            Per quanto concerne le infrastrutture, anch’io concordo con il fatto che la Sicilia dovrebbe svilupparsi soprattutto sui collegamenti marittimi ed aerei perché è l’unico modo per raggiungere tutto il mondo in maniera veloce e competitiva. Penso alle famose autostrade del mare, di cui tutti parlano ma che nessuno fa. Oppure penso alle porcherie che sta facendo Alitalia che sta eliminando tutti i voli diretti da e per la Sicilia, mettendo scali su Roma o Milano. Lei sa che se io voglio andare da Palermo a Tunisi, Alitalia mi propone un tragitto con scalo a Milano Linate? Provi a consultare un sito di prenotazione voli, e lo potrà lei stesso constatare. Ho difeso la SA-RC, non tanto perché la ritengo un opere strategica essenziale per lo sviluppo del Sud, ma perché attualmente è una delle poche vie di comunicazione che abbiamo. Senza di essa saremmo completamente tagliati fuori. Poi in ottica di sviluppo futuro se ne può parlare.

      • gianfranco lillo says:

        Gentile signor Sandrone,
        Non sono d’accordo con quanto afferma perchè i dati parlano diversamente.

        Vediamo quanto ci è stato dato nel ‘900:

        inizio 900, l’emigrazione meridionale viaggia sull’ordine di milioni di persone che, per fame e disperazione impostaci dal nord con la chiusura e il relativo trasferimento -bullone per bullone- delle nostre industrie in Piemonte e nel Lombardo-veneto, non hanno altra alternativa che l’EMIGRAZIONE, raggiungendo gli USA e l’America Latina.

        Questa DIASPORA produsse una valanga di rimesse in valuta pregiata, valuta pregiata che l’industria settentrionale utilizzò per importare tecnologie e materie prime per il proprio sviluppo industriale garantendo ai propri cittadini l’occupazione nelle industrie locali a spese dei meridionali che emigravano e che finanziavano lo sviluppo e l’impiego dei padani rimasti comodamente a casa.

        Senza le rimesse in valuta PREGIATA dei “terroni”, i “polentoni” non avrebbero potuto finanziare lo sviluppo della loro industria ricorrendo alla liretta piemontese perchè definita cartastraccia e senza alcun valore. Molto giovarono i Dollari USA mandati in italia dai “terroni erranti”.

        Nel frattempo, al Sud, si faceva la fame, grazie alle leggi protezionistiche doganali (che servirono a proteggere lo sviluppo dell’industria padana senza avere scomodi concorrenti e garantedole di fatto il monopolio del mercato interno.

        Un mercato chiuso e protetto, non in grado di poter competere e reggere il confronto con quello inglese, francese e tedesco, a beneficio del solo Nord.

        Al Sud fu impedito anche di esportare i prodotti agricoli per effetto dei dazi che i paesi importatori imponevano sulle produzioni agricole meridionali (conseguenza derivante dai dazi che la padania imponeva sui prodotti esteri per proteggere la propria industria), rendendoli cari e non competitivi …a chi i vantaggi? Naturalmente al Nord! A chi il prezzo da pagare? naturalmente al Sud!

        La conseguenza: prodotto invenduto, riduzione della produzione agricola, disoccupazione … la soluzione? …Semplice…EMIGRAZIONE!

        Arriviamo al 1914, l’anno della prima grande mattanza europea.

        Si vuole la guerra per il piacere degli industriali del Nord e il 1915, gli Agnelli, Pirelli, Ansaldo, sono accontentati : industriali che incassarono miliardi dell’epoca, miliardi derivanti dalle commesse militari (da noi industrie non ce ne erano, erano state trasferite tutte al NORD, ci imposero di fornire la “carne da macello” per il benessere del nord), in nome della “patria” e dei “Fratelli” da liberare dall’oppressione “straniera”.

        Dal Sud partì un esercito di contadini, contadini che ignoravano dove si trovasse il Veneto, Trento e Trieste e quando arrivarono al fronte ebbero la netta sensazione di trovarsi in Austria, in Slovenia, in Croazia e non in italia fra italiani .

        Puntualmente strappati alle famiglie – lasciate morire di fame- e mandati a morire in nome di una industria ladra, assistita, protetta dai dazi e dal monopolio; in nome di una “patria” sconosciuta, sì, della patria dell’industria padana che faceva soldi e poteva contare la piena occupazione, anche delle donne, vista la penuria di uomini in maggioranza impegnati in guerra, per cui morire e marcire nelle trincee del carso, e sul Piave .

        In quella guerra morirono 600.000 esseri umani, la maggioranza meridionali, puntualmente comandati da cialtroni di scuola militare piemontese… ne citiamo qualcuno? ok! CADORNA e BADOGLIO…entrambi da processare e fucilare, invece, entrambi promossi nonostante CAPORETTO … perfetto copione padano.

        Per salvare il salvabile, chi ti mandano al comando dell’esercito? …Toh…un Napoletano, Armando DIAZ!
        Ma alla fine della guerra, il mito e il merito fu tutto del combattente “alpino” mentre i “terroni” non trovano spazio fra gli “eroi”…peccato che dalle mie parti, in ogni sperduto villaggio, si trova puntualmente un monumento ai caduti della I G.M., arricchito da una sfilza di nomi .

        Sciaboletta emana editti lusinghieri e premianti a tutti i combattenti e promette la TERRA dopo la vittoria, quella stessa terra che al Sud fu confiscata allo Stato delle Due Sicilie e alla chiesa, terra che veniva utilizzata come USI CIVICI, ossia, utilizzata dai contadini senza terra per garantire la sussistenza alle proprie famiglie prima della calata dei barbari piemontesi che, appena giunti in queste contrade, non seppero fare altro di meglio che confiscarla e venderla a chi aveva appoggiato l’invasione, i traditori del SUD, creando il LATIFONDO, e destinando il ricavato della vendita, con apposito decreto del parlamento piemontese, allo sviluppo dell’industria del Lombardo-Veneto . Furono 700.000 gli ettari sequestrati allo Stato delle Due Sicilie e alla chiesa, e fruttarono 600.000.000 di lire che presero, puntualmente, la strada del nord .

        Le promesse di sciaboletta (V.E.III ), non furono mantenute e il Sud si ritrovò con lutti, con famiglie distrutte e fame, sempre più fame! …Il rimedio? …Semplice, EMIGRATE!

        1922, arriva il “salvatore della patria” : si procede alla riconquista della Libia con commesse all’industria del nord – FIAT, PIRELLI, ANSALDO ecc – tutti impegnati nella fornitura di armamenti, peraltro di scadentissima qualità.

        Si avvia l’apertura di cantieri per opere pubbliche: a Milano si costruisce la nuova stazione in stile “assiro-milanese”, ministro è Araldo di Crollalanza, pugliese, barese, e come ogni buon traditore meridionale, facente parte dei collaborazionisti meridionali, le opere le fa solo costruire al Nord : stazioni, strade, autostrade, sviluppo industriale, case per gli ex combattenti, per operai e impiegati, scuole, ospedali, sanatori, luoghi di aggregazione e socializzazione (a Bari costruisce la Fiera del Levante per non perdere la faccia con i baresi), trasporti ecc. E al Sud? Al sud si vive nei SASSI di Matera, nelle grotte di Enna, la luce elettrica è solo per i centri più grandi, il gas cittadino si conta solo in città capoluogo, le più popolose, e solo per pochi quartieri…mentre in Libia e Etiopia, nascono città nuove, moderne e servite di tutto .

        si procede alla bonifica dell’agro pontino…chi manda il “DUCE” ad occupare le terre bonificate? Laziali? Campani? Abruzzesi? Lucani? Siciliani? Pugliesi? Nooooo!!!! …Solo veneti!

        1935, guerra all’Etiopia…una valanga di miliardi di lire all’industria padana per gli armamenti …e la Sud?
        Non mi dilungo, arriviamo alla fine della II guerra mondiale: dopo aver visto distrutte dai bombardamenti le nostre città, arriva la pace e con la pace il piano MARSHALL e la ricostruzione .
        Qualcuno disse: portiamo le industrie al sud, o portiamo i meridionali nelle industrie del Nord? … Prevalse la seconda opzione … potevamo aspettarci qualcosa di diverso?
        L’industria al nord doveva riprendere a produrre e mancava di carbone … a De Gasperi, il trentino, venne un’idea: vendiamo i “terroni” al Belgio in cambio di CARBONE . Così fu! Si fece un accordo col Belgio, che faceva fatica a trovare minatori, e si mandarono i “terroni” : per ogni “terrone” venduto al Belgio, all’industria padana spettava un certo quantitativo di carbone acquistato a prezzo simbolico … GRATIS!
        Ne moriranno tanti, tanti , tanti , MARCINELLE è la tragedia più ricordata, mentre sono dimenticate le decine di migliaia di morti per silicosi .
        Si continua ad emigrare, così come accadeva dal 1861.
        1950, nasce la Cassa per Mezzogiorno … avanti c’è posto! Calano dal nord padano gli eserciti degli industriali truffatori, costruiscono capannoni e appena incassato il malloppo, con la complicità della classe politica meridionale, DIRETTA EMANAZIONE DEL NORD PADANO con il suo capostipite FRANCESCO CRISPI, passando attraverso ALDO MORO, DE MITA, POMICINO, D’ALEMA, quella stessa classe politica che oggi si chiama LA RUSSA, FITTO, QUAGLIARIELLO, DI GREGORIO, DI PIETRO, VENDOLA, SPERANZA, BOCCHINO, CUFFARO, MICCICHE’ ecc. (TUTTI SERVI SCIOCCHI DEL NORD PADANO E DA SEMPRE LECCAPIEDI DEL NORD), scappano a gambe levate verso il Nord lasciando al Sud capannoni vuoti per industrie mai nate ma che la Cassa per il Mezzogiorno aveva finanziato profumatamente agli industriali padani .

        Penso sia sufficiente, vero?

        Cordialità dalle Due Sicilie

        • pixel says:

          voi pensate che il nord sia ricco da sempre? a parte che il nord non esiste .esistono i veneti che sono emigrati a milioni esistono i lombardi che a fine 800 sono stati ammazzati da bava beccaris esitono tutti i popoli dellaa penisola che sono stati sistematicamente spennati chi in una maniera chi in un altrra da una cosa chiamata stato italiano.queste beghe tra noi servono solo a chi ci sfrutta per mantenere lo status quo. indipendenza per tutti.

        • sandrone says:

          Beh…stimolante!
          Comunque cercherò di essere più sintetico di lei…

          Prima di tutto…lei è mai stato al nord?
          Il nord, come dice lei, non esiste.
          I veneti di tradizione asburgica, annessi all’italia più tardi del sud senza tante cerimonie, non hanno quasi nulla a che fare con la cultura sabauda e francofona piemontese.
          Che a sua volta non ha nulla a che fare se non marginalmente con la Liguria oppure con l’Emilia.

          Ancora con questa storia dell’Ottocento e della spogliazione!
          D’accordo, il sud è stato impoverito dagli speculatori piemontesi (diamo il giusto nome alle cose ma anche alle persone), ma è anche vero che al di fuori dell’area napoletana oppure di qualche località siciliana non è che il Regno delle Due Sicilie fosse questa enorme potenza industriale che si vuole illustrare.
          Con le industrie tra l’altro quasi tutte di proprietà straniera.
          Nelle vallate e nell’entroterra si viveva in maniera arcaica allo stesso modo di certe vallate alpine od appenniniche di qualche grado di latitudine più a nord. E la bassissima pressione fiscale borbonica, dato comunque realistico, significava nessun servizio pubblico (oggi diremmo sociale) al di fuori delle iniziative della Chiesa.

          I caduti nella prima guerra mondiale li ha avuti solo il sud? Non pare proprio. Di monumenti ai caduti ne sono piene le frazioni ed i villaggi anche da queste parti. Non lo dico io ma le lapidi. Lasciamo stare le macabre cifre di chi ha avuto più morti, se una regione od un altra, perché mi sembra giusto nutrire una certa pietà.

          Quanto alla capacità militare di certi generali lasciamo perdere. Tutti buoni a fare attacchi ad un nemico fiaccato da più fronti, dopo lunghi anni di guerra, e secondo qualcuno anche ad armistizio firmato.
          E con quali risultati? Un pezzo di Carso e le montagne sudtirolesi. Che indubbi vantaggi!
          Altro che salvare il salvabile!

          Se poi come guerra mondiale prendiamo la seconda, i morti civili sono stati decisamente più in quello che chiama nord che non nel sud della penisola. In pianura padana quasi ovunque vi erano stati bombardamenti, la rete stradale e ferroviaria distrutta (è vero la Fiat ne ha approfittato!), mentre al sud quasi tutti i centri abitati sono stati risparmiati o marginalmente colpiti.
          Ovvio quindi che la ricostruzione abbia interessato più certe aree che altre.

          E con l’emigrazione come la mettiamo? Solamente al sud emigravano? Addirittura nelle regioni alpine, sicuramente favorita da fattori geografici (vicinanza), esisteva l’emigrazione stagionale. In Francia, in Svizzera, in Inghilterra.
          Ed esisteva anche un emigrazione interna, si vedano ad esempio le “mondine” nelle risaie, oltre ovviamente all’emigrazione “stabile” in giro per il mondo. Che è durata fino agli anni Sessanta.
          Senza contare, se proprio la si vuol dire tutta, che l’emigrazione veneta o lombarda non pare aver mai prodotti certi simpatici fenomeni collaterali come la mafia.

          Ah già, secondo qualche meridionalista, anche la mafia è colpa del nord.
          Di quale nord, poi, non è dato sapere…

    • Nando Dicè says:

      avrei voluto scrivere , ma Gianfranco Lillo ha espresso a pieno il pensiero Insorgente. Non aggiungo altro

  9. luigi bandiera says:

    Solo su gomma..??

    Io penso che esista anche su ROTAIA… e non solo.

    Non ho i mezzi per controllare ma un ferroviere mi diceva che le tariffe cambiano a seconda dei tragitti: da sud a nord e da nord a sud.

    Io non ci credo perche’ sarebbe proprio una vera CAROGNATA, proprio come quella su gomma.

    Ci trattano davvero come ESSERI INFERIORI..!!

    E i garanti, quelli pagati bene per controllare che la legge sia uguale per tutti ‘ndo kazzo sono..? Per dirla alla
    romagnum magnum..?

    Un atto da fare e’ boicottare il tratto autostradale con prezzi da approfittatori.

    E’ una vera DISPERAZIONE questo stato…

    MA KAX, TSE SE I PRIVILEGI CALANO..!!

    2014 anno dei molti POVERI e dei pochi RICCHI, dei fuori misura.

    continua

    Ah, insisto: la carta piu’ bella der monno e’ nient’altro che karta igienika e di pessima qualita’, grata e vince.

    • Irene says:

      Le riporto alcuni dati, consultabili dal sito di Trenitalia, al riguardo i prezzi e i tempi di percorrenza su rotaia in Italia al Nord ed al Sud:

      Palermo C.le – Bari C.le: 665 km – 13h 25m – da un min di 78,70 € a un max di 127,10 €

      Palermo C.le – Catania C.le: 212 km – 5h – da un min di 15 € a un max di 30 €

      Napoli C.le – Bari C.le: 265 km – 4/6h – da un min di 30 € a un max di 40 €

      Palermo C.le – Trapani: 107 km – 3/4h – 10 €

      Palermo C.le – Roma Termini: 925 km – 10/12 h – da un min di 99 € a un max di 130 €

      Reggio di Calabria C.le – Bari C.le: 443 km – 8/9h – da un min di 27,40 € a un max di 53,80 €

      Milano C.le – Torino Porta Nuova: 143 km – 1/2h – da un min di 10 € a un max di 30 €

      Milano C.le – Venezia S. Lucia: 269 km – 2h 35m – 37 €

      Milano C.le – Roma Termini: 579 km – 3h – 89 €

      Venezia S. Lucia – Roma Termini: 531 km – 4h – 80 €

      Milano C.le – Como S. Giovanni: 50 km – 30m/1h – da un min di 5 € a un max di 13 €

      Venezia S. Lucia – Conegliano: 63,3 km – 1h – 4,75 €

      Aldilà dei prezzi in se, che sono alti in entrambi i casi, a mio parere sembra che l’area più svantaggiata, sia per costi che per tempi di percorrenza, sia il Sud.

      • luigi bandiera says:

        Scusa Irene,
        non darmi i numeri…
        Ripeto che c’erano o c’e’ ancora tratte con tariffe ridotte tra nord sud e viceversa.

        Ho pochi elementi e poca memoria… ricordo che me lo disse un ferroviere ke non so piu’ nemmeno ki l’e’ kax.
        Sara’ passato un 15 anni.

        Erano agevolazioni che avevano certi per non so quali motivi. Dai kax, non mi ricordo tutta la faccenda.
        Vedi, certe cose bisognerebbe REGISTRARLE.

        Saluti

  10. Paul Brembilla says:

    -Torino-Venezia km 398 = 32,6 €

    -tutta la Svizzera 2014 km ILLIMITATI = 32,5 € (40 fr)

    -raccordo anulare roma km 68 (A90) = 0 €

    -salerno-palermo km 665 (A3+A20) = 0 €

    -bari-taranto km 95 (A14) = 0 €

    ….itaglia

  11. Giò says:

    SOLITE ASSURDITA’ ITAGLIOTE.

    In germania non si paga alcun pedaggio

    ” e che AUTOSTRADE “

    • sandrone says:

      Palle. In Germania le autostrade sono gratis ma fanno schifo. Specialmente nella parte ovest.

      Hanno un asfalto pessimo, non hanno barriere di protezione né recinzione (cosi gli animali al pascolo a volte invadono le carreggiate), e la gente guida in maniera discutibile!

      Stanno bene solo ai coglionazzi in Mercedes e Bmw perché non ci sono limiti di velocità. Ma per il resto lasciamo pur perdere!!!

  12. giorgio masocco says:

    Te gheè resun. E purtroppo quelli che non fanno nulla, ma oggi imperversano coi loro tweet, per primi sono l’anonimo presidente della Regione, con l’altro fa-nagot di segretario. Caro Roberto Bernardelli (è bene citare i Roberto veri), se non si fa la rivoluzione, (occupazione della Regione, blocco delle autostrade), siamo e resteremo dei fanfaroni.

    Presente, il Leone di San Marco di Cantù

  13. Free4Ever says:

    Per un autista, per una scorta in più, per un pacco di nomine in più, per un pacco di mutande in più, una rivoluzione finita nei Rolex di Natale….. Continuiamo a farci del male. L’indipendenza ce la daranno Renzi e Alfano! Insisto: il peggior nemico dei Padani sono i padani. E gli imbecilli saranno sempre schiavi, con o senza mutande!

  14. pippogigi says:

    Vorrei segnalare su questo discorso che in alcuni paesi le autostrade sono gratuite. Nella vicina, ricca e civile svizzera su paga un bollino annuale intorno ai 40 euro e si viaggia tutto l’anno.
    Le autostrade svizzere sono molto costose in fatto di manutenzione perché piene di viadotti, gallerie o pensiamo alla spesa per il sale o gli spazzaneve.
    Da noi con una cifra analoga si fa a mala pena un weekend in autostrada. Come mai questa differenza? Basti ricordare che le autostrade sono già state ampiamente pagate dai padani con i pedaggi dei decenni passati, ora dovrebbero essere gratis, però l’entità statale denominata italia a corto di soldi, tanto per cambiare, congegnò questa bella manovra: invece che concedere le autostrade gratis a chi le aveva pagate, le ha vendute alle banche in cambio di soldi (già spesi ovviamente), le banche non interessate a gestire le autostrade le hanno fatte comperare da imprenditori che facevano tutt’altro (Benetton) anticipandogli tutto il denaro.
    Inutile dire che le imprese padane anche se potessero combattere ad armi pari con i concorrenti esteri (fisco e burocrazia) sarebbero in ogni caso penalizzate dall’alto costo delle autostrade e dei carburanti (cartello dei petrolieri), delle assicurazioni auto (cartello delle assicurazioni).

  15. Spieghiamo meglio le cifre.
    C’è un errore nell’articolo, la Salerno-Reggio Calabria costa € 0,00 (zero) per fare 441 km.
    Qui alcuni raffronti, notare la Mi-To:

    Torino-Milano 130 km € 14,2 = 0,109 €/km
    Torino-Venezia 390 km € 33,4 = 0,085 €/km
    Milano-Firenze 286 km € 22 = 0,076 €/km
    Venezia-Milano 260 km € 19,2 = 0,073 €/km
    Roma-Napoli 223 km € 16,20 = 0,072 €/km
    Napoli-Salerno 64 km € 4,2 = 0,065 €/km
    Salerno-Reggio Calabria 441 km € 0,00 = 0,00 €/km

    fonte per pedaggio automobile:
    http://www.autostrade.it/autostrade-gis/percorso.do

Leave a Comment