Il professor Sartori e il perché “lo ius soli non funziona”

di G.L.M.

Soffia aria di burrasca al Corriere della Sera e non per gli attacchi che Luigi Bisignani ha portato al direttore Ferruccio de Bortoli nell’ultimo suo libro e nemmeno per i conti economici della Rcs, che sono abbastanza disastrati. La tempesta è dovuta al fatto che il professor Giovanni Sartori stavolta si è veramente incazzato ed essendo un toscanaccio puro potete facilmente immaginare cosa gli possa passare per la testa e anche per le labbra. Pomo della discordia un articolo pubblicato il 17 giugno scorso dove era contenuto un pesante attacco al governo Letta e in particolare alla ministra “nera” Kyenge sotto il titolo “L’Italia non è una nazione meticcia. Ecco perché lo ius soli non funziona”.

La riflessione di Sartori, molto politically incorrect rispetto al pensiero dominante in questo disgraziato Paese – il giorno stesso sono piovuti i commenti sdegnati di Gad Lerner e dei signori di Repubblica -, è stato pubblicato a pagina 28 con un solo richiamino in fondo alla prima pagina. Il prof. è andato su tutte le furie perché, ha detto a Radio 24, il contratto di collaborazione che ha con via Solferino prevede che i suoi scritti siano in genere articoli di fondo e comunque devono partire co testo dalla prima pagina. Per di più pare che nell’occasione sia stato anche cambiato il titolo suggerito dall’autore e così ora Sartori sta meditando se chiudere il suo rapporto con via Solferino.

Ma cosa ha scritto Giovanni Sartori in quell’articolo? Riportiamo qui di seguito il testo:

Il governo Monti era un po’ raccogliticcio, ma forse per la fretta e anche perché Monti non apparteneva al giro dei nostri politici e di molti di loro sapeva poco. Ma Letta i nostri politici li conosce, è del mestiere; eppure ha messo insieme un governo Brancaleone da primato. Grosso modo, metà dei suoi ministri e sottosegretari sono fuori posto, sono chiamati ad occuparsi di cose che non sanno. Al momento mi occuperò solo di un caso che mi sembra di particolare importanza, il caso della Ministra «nera» Kyenge Kashetu nominata Ministro per l’Integrazione. Nata in Congo, si è laureata in Italia in medicina e si è specializzata in oculistica. Cosa ne sa di «integrazione», di ius soli e correlativamente di ius sanguinis ?

Dubito molto che abbia letto il mio libro Pluralismo, Multiculturalismo e Estranei, e anche un mio recente editoriale su questo giornale nel quale proponevo per gli immigrati con le carte in ordine una residenza permanente trasmissibile ai figli. Era una proposta di buonsenso, ma forse per questo ignorata da tutti. Il buonsenso non fa notizia.

Sia come sia, la nostra oculista ha sentenziato che siamo tutti meticci, e che il nostro Paese deve passare dal principio dello ius sanguinis (chi è figlio di italiani è italiano) al principio dello ius soli (chi nasce in Italia diventa italiano). Di regola, in passato lo ius soli si applicava al Nuovo Mondo e comunque ai Paesi sottopopolati che avevano bisogno di nuovi cittadini, mentre lo ius sanguinis valeva per le popolazioni stanziali che da secoli popolano determinati territori. Oggi questa regola è stata violata in parecchi Paesi dal terzomondismo imperante e dal fatto che la sinistra, avendo perso la sua ideologia, ha sposato la causa (ritenuta illuminata e progressista) delle porte aperte a tutti, anche le porte dei Paesi sovrappopolati e afflitti, per di più, da una altissima disoccupazione giovanile.

Per ora i nostri troppi e inutili laureati sopravvivono perché abbiamo ancora famiglie allargate (non famiglie nucleari) che riescono a mantenerli.

Ma alla fine succederà come durante la grande e lunga depressione del ’29 negli Stati Uniti: a un certo momento i disoccupati saranno costretti ad accettare qualsiasi lavoro, anche i lavori disprezzati. Ma la Ministra Kyenge spiega che il lavoro degli immigrati è «fattore di crescita», visto che quasi un imprenditore italiano su dieci è straniero. E quanti sono gli imprenditori italiani che sono contestualmente falliti? I dati dicono molti di più. Ma questi paragoni si fanno male, visto che «imprenditore» è parola elastica. Metti su un negozietto da quattro soldi e sei un imprenditore. E poi quanti sono gli immigrati che battono le strade e che le rendono pericolose?

La brava Ministra ha anche scoperto che il nostro è un Paese «meticcio». Se lo Stato italiano le dà i soldi si compri un dizionarietto, e scoprirà che meticcio significa persona nata da genitore di razze (etnie) diverse. Per esempio il Brasile è un Paese molto meticcio. Ma l’Italia proprio no. La saggezza contadina insegnava «moglie e buoi dei paesi tuoi». E oggi, da noi, i matrimoni misti sono in genere ferocemente osteggiati proprio dagli islamici. Ma la più bella di tutte è che la nostra presunta esperta di immigrazione dà per scontato che i ragazzini africani e arabi nati in Italia sono eo ipso cittadini «integrati».

Questa è da premio Nobel. Mai sentito parlare, signora Ministra, del sultanato di Delhi, che durò dal XIII al XVI secolo, e poi dell’Impero Moghul che controllò quasi tutto il continente Indiano tra il XVI secolo e l’arrivo delle Compagnie occidentali? All’ingrosso, circa un millennio di importante presenza e di dominio islamico. Eppure indù e musulmani non si sono mai integrati. Quando gli inglesi dopo la seconda guerra mondiale se ne andarono dall’India, furono costretti (controvoglia) a creare uno Stato islamico (il Pakistan) e a massicci e sanguinosi trasferimenti di popolazione. E da allora i due Stati sono sul piede di guerra l’uno contro l’altro.

Più disintegrati di così si muore.

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25 Comments

  1. Eugenio says:

    Se non si capisce che lo IUS -SOLI è portato avanti dai Mondialisti-Massonici ,che poi sono le varie Multinazionali ,ed i vari grandi Gruppi Economici atraverso i vari partiti di Centro-sinistra e Centro-desta ,per distruggere l’identita dei vari Popoli Facendoli diventare schiavi del DENARO,e senza futuro ,poi parlano di Razzismo ,ma questa è un altra cosa,che non c’entra niente con l’esere Identitari.

  2. …oggi cittadinanza & affini ubbidiscono a codici scritti dagli uomini,,, tranne sporadici casi sopravvissuti (il figlio del Re diventa Re, etc.), non c’è più niente di sacro o avvertito come tale; i sessi sono diventati tre se non di più, etc…. basta una legge per definire “fresco” il latte munto due giorni fa, domani, in base alle esigenze dei “mungitori”, la legge può cambiare e stabilire che è “fresco” il latte munto una settimana fa; è evidente che una legge cambia in rapporto alle situazioni e ai rispettivi gruppi di potere; perché oggi spunta lo jus soli? rispondete alla domanda e avrete anche la risposta

  3. fabio ghidotti says:

    applausi a Giovanni Sartori, dimostrazione che ci sono ancora molti italiani capaci di usare il cervello e con i quali è bene tenere aperto un dialogo. Colgo l’occasione per invitarvi alla lettura del libro citato nell’articolo.
    Quanto alla Kyenge, è una ragazzina africana coinvolta in un gioco più grande di lei, un po’ l’equivalente isituzionale dei calciatori dalla pelle scura fatti insultare per poi reprimere gli insultanti, e gridare al mondo che l’Italia non sarebbe razzista.
    Invece di insultare la Kyenge, cercate di spiegarle che la stanno usando. Poi, se non vuole capirlo, peggio per lei. Perchè complice, non perchè di pelle scura.

  4. sandrino speri says:

    Ma la Kyenge è solo un falso scopo o se volete un capro espiatorio dietro cui si nascondono i burocrati parassiti romani che sono migliaia per ogni ministero e producono”oppressione burocratica”.Oggi questa oppressione insieme a quella politica e finanziaria ha ridotto il cittadino a suddito e il sistema che elabora tale strategia e sta dietro ti mette in vetrina la congolese media diversamente colorata,che non è alta come i Watussi e non è bassa come i Pigmei(entrambe le popolazioni popolano la foresta congolese del Mayombe),ma serve egregiamente allo scopo.
    Incanta bauchi,ma no massa!

  5. Roberto Porcù says:

    Vi invito a guardare più lontano. La dottoressa “nera” Kyenge con specializzazione in oculistica l’hanno messa a fare la ministra dell’integrazione, senza competenze.
    Apro una parentesi invitando a ricordare quanti nella storia della repubblica sono stati assunti a capo di ministeri senza averne la competenza necessaria.
    Dell’integrazione poi, sono convinto che non gliene importi ad alcuno.
    La faccenda, più seria, è che lo stato italiano è in procinto di sfasciarsi e, sempre più, i Cittadini stanno prendendo coscienza di quali siano i colpevoli delle loro disgrazie, la divisione destra e sinistra non affascina più e, M5S docet, nemmeno quella nord-sud.
    Se si arriverà ad una resa dei conti i politici avranno bisogno di qualcuno che sia disponibile a manifestare fiducia verso di loro.
    Praticamente si tratta solo di una carota, la danno agli extracomunitari … e la danno anche a noi.

  6. luigi bandiera says:

    Meglio tardi che mai.

    Gia’, sembra diventato uno di noi.

  7. Gigio says:

    Serenissimo principe dea campagna padovana,(pessimo comunque il tuo accento campagnolo) ribadisco il mio invito,trovati una compagna( se mai ci riuscirai) e sfoga con lei la tua frustrazione per una vita inutile e vacua.Sfigato!

    • Miki says:

      Ma perchè pretendere una difesa dei Veneti e non solo dell’identità Veneta (lingua,tradizioni,storia, tutte cose sacrosante) dovrebbe essere l’anticamera dell’odio razziale? Quando il Veneto come la riviera Romagnola sarà in mano interamente alle famiglie del sud,dovremo rallegrarcene se queste (bontà loro) parleranno Veneto e mangeranno le sarde in saor rinunciando a pizza e mandolini? Sarebbe questo lo straordinario risultato dell’identitarismo? Scomparsa dei popoli pre-unitari e sostituzione coi figli del regno delle 2 sicilie (figli e ..usanze.)? E noi applaudiremo,da lassù in quanto estinti,perchè parlano un perfetto Veneto? Oltretutto gente sempre con la bocca piena di accoglienza (“noi di giù quando arriva uno sconosciuto,come fosse oro lo trattiamo”) salvo poi smentirsi nei comportamenti? Forse anche lei dovrebbe darsi all'”autodafè” perchè se i risultati di una vita di coppia stabile e duratura sono questi.. meglio la cannabis,almeno quel senso di amore cosmico che porta è genuino e non ipocrita.

  8. Albert Nextein says:

    Il Sartori non mi piace.
    E raramente mi sono trovato sulla medesima linea d’onda.
    Questa volta ha scritto molto bene.
    Sono d’accordo con lui.
    In effetti la ministra kyengie mi pare del tutto incompetente.
    Una nomina ad effetto, priva di costrutto.
    Solo ideologia e carica ministeriale.
    Buonsenso, zero.

  9. Longobardo Pavese says:

    Caro Sartori……. la verità fa male!!!….

  10. Franco says:

    Una volta tanto, Sartori ha pienamente ragione.

  11. Tito Livio says:

    Grande Sartori.

  12. Maurizio says:

    In ritardo di 19 anni ma ci è arrivato anche Sartori…..perchè non le scriveva al tempo della Turco-Napolitano queste cose?? Troppo tardi ora… le mucche sono tutte fuori dalla stalla.

  13. lorenzo canepa says:

    bravo proffessore . La nera o negra non ha studiato molto……. che torni in congo ad aiutare i suoi concittadini cha da tempo sono …….

  14. Gigio says:

    Il Serenissimo principe,ergo lo sfigato Alessio,ex gregario di Bisato( plagiato e manipolato come una marionetta) ed ora profeta della razza pura veneta( da vedere il soggetto,brutto come pochi,basso,senza capelli e segariolo prefessionista) dovrebbe trovare finalmente una compagna che lo aiuti a saturare le proprie pulsioni sottrandolo a quella spirale di odio e frustrazione che lo rendono arrabbiato con tutto il creato. Piu’ mona e meno monae!

    • Ciucia Benon says:

      Sentiremo i Saggi cosa inventeranno per giustificare un referendum ad uso e abuso privatorum.
      Ma l’Avv. Morositas, parla di EXTRA ORDINEM ….. SARIA ?
      L’ordinamento ad cazzorum, che ve si inventà voaltri ?
      Vai a lavorare e paga le tasse italiane !! Falliti !!

  15. IL SERENISSIMO PRINCIPE FA SAPERE CHE..... says:

    Certi partiti indipendentisti, non solo sono in favore allo IUS SOLI, ma propugnano pure la cittadinanza per residenza….IUS CRETINORUM.

    Se andiamo a guardare chi, può essere veneto o dirsi, con il vero e unico criterio dello ius sanguinis, in un futuro e auspicato Stato Veneto, può dichiarare e sentirsi Veneto solo chi dimostra di discendere almeno per un quarto, da veneti doc abitanti prima del 1797 nei territorio della Dominante o Serenissima Repubblica di Venezia, con territori annessi e connessi,

    Per tutti gli altri, va fatto il procedimento di naturalizzazione (su richiesta), come avviene in tutti gli stati che seguono lo ius sanguinis.

    Dire che uno è Veneto, perché parla veneto, lavoro veneto e paga tasse in veneto ….non basta. Come avviene già in Italia. Non è razzismo, ma tutela della propria identità etnica.

    • mv1297 says:

      Lei fa il conto prima dell’oste. Aspetti che il Veneto diventi indipendente, poi ne riparleremo.
      Le volevo ricordare, che ai tempi della Serenissima, alcuni prigionieri turchi, dovendo essere rimpatriati, pregarono i veneziani a rimanere per non tornare nelle loro terre.
      Questa la dice lunga su come sappiamo trattare i cosiddetti stranieri. Non si preoccupi se il sangue non sarà puro, importante apprezzare e condividere stili di vita veneti. Chi non vuole adeguarsi o non vuole capire, nessuno gli vieta di cambiare paese. Ma chiaramente a casa nostra comanderemo noi.
      Se ne faccia una ragione principe poco sereno.

      • IL SERENISSIMO PRINCIPE FA SAPERE CHE .... says:

        Poveri illusi delle cause perse !!

        Proprio voi di IV, propugnate un veneto liberista per residenza…..DIO CI SALVI TALI AMENITA’ !!!

        I Veneziani, erano talmente gelosi delle loro prerogative nobiliari, da regolamentare persino i matrimoni tra loro stessi.

        Non hanno mai integrato nessuno ( si vede, il Veneto è diviso su tutto e per campanili).

        I primi fautori dei ghetti in senso positivo ( per proteggere gli ebrei), furono i Veneziani. Poi, ci penso la storiografia e le dittature come IV ecc….a cambiare di significato alla vera parola ghetto.

        • Miki says:

          Questo mondo dio l’ha fatto per i chiagniefotti: pretendere qualcosa di puro buonsenso (in Veneto sarebbe bello trovarci I Veneti, non “gente che parla in Veneto”) dà modo ai buonisti pelosi e alle loro mogli gravide di berciare all’intolleranza. Che poi provengano da Timor Est o da Canicattì poco importa.
          Naturalmente l’inverso non vale mai: provate ad andare verso il sud del mondo a figliare come conigli. Dubito che vi lascerebbero fare per molto tempo

    • Dan says:

      Non sarebbe meglio fare la cittadinanza per responsabilità civile ?

      Hai capacità ? Hai voglia di lavorare ? Lavori ? Produci ? Sei utile ? Benvenuto. Diversamente quella è la barchetta: ci sali con le tue gambe o ci finisci sopra a calci

      • liugi says:

        Dovrebbe valere anche per i Veneti purosangue che hanno tradito il Veneto e i suoi valori (sono molti, pensate a Verona).
        Qualcuno ha detto “Veneto è chi Veneto fa”. Sono pienamente d’accordo con questa definizione.

    • Miki says:

      Siamo in due a pensarla così: SOCCOMBEREMO. Lei da Veneto e io da Piemontese; l’ultimissimo treno era Umberto Bossi ma abbiamo optato per il solito partito romano.

  16. Maciknight says:

    Non pretendiamo troppo dai ministri, devono solo presenziare ai convegni leggendo relazioni scritte da altri e cazzeggiare davanti ad una selva di telecamere e nei talk show, non è ichiesta alcuna specifica competenza e la cultura è un opzional, basta sorridere e sparare qualche battuta, se si sanno articolare frasi di senso compiuto anche se fuori tema si è già superdotati

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