Il prof. Monti vola negli Usa e va a scuola dai guru della comunicazione

di TONTOLO

Il nostro premier, il rigido professor Mario Monti, si prende qualche giorno di pausa e vola negli Usa. Dalle fatiche di Roma e Bruxelles al palcoscenico della Allen Sun Valley Conference, in Idaho, Stati Uniti, dove questa settimana si riuniranno i guru della comunicazione Oltreoceano. Il prof, stando all’agenda di Palazzo Chigi, ha confermato la sua presenza a uno degli eventi piu’ prestigiosi ed esclusivi che ogni anno si svolgono negli Usa. Basti pensare che – nonostante il programma sia ancora ‘top secret’ – nei prossimi giorni nella localita’ alle propaggini delle Montagne Rocciose sono attesi personaggi del calibro di Bille Gates, fondatore di Microsoft, e Rupert Murdoch, magnate australiano dei media nonche’ patron di News Corp. Nella lista degli ospiti figurerebbe anche il nome dell’ ‘Oracolo di Omaha’, il miliardario americano Warren Buffet.

Ma, oltre ai Paperoni del mondo tradizionale dei media americani, arriveranno in Idaho anche i nuovi giovani protagonisti della comunicazione del ventunesimo secolo, quelli della Silicon Valley e del mondo dei social netwok: dal guru di Facebook, Mark Zuckerberg, all’erede di Steve Jobs alla guida della Apple, Tim Cook, al numero uno di Google, Larry Page. Annunciata anche la partecipazione del nuovo numero uno della Sony, Kazuo Hirai. Insomma, per il premier italiano – che dovrebbe arrivare all’Hotel Lodge di Sun Valley giovedi’ nel primo pomeriggio – si tratta non solo di un’occasione per tentare di staccare la spina dalle vicende italiane ed europee. La Allen Conference e’ soprattutto un appuntamento immancabile per un Monti che, fin dal primo giorno del suo insediamento a Palazzo Chigi, e’  impegnato a diffondere un messaggio di fiducia verso l’Italia, a tutti i livelli e a tutte le latitudini (speriamo almeno che i guru non si accorgano che Monti sta invece perdendo la fiducia di molti italiani). Sull’agenda del professore il ritorno e’ fissato per domenica 15 luglio. Ma e’ probabile che il rientro in Italia avvenga prima. Difficile pensare che Monti si assenti quattro giorni da Roma in un momento critico come questo.

La massima segretezza della Allen Conference – organizzata dai vertici della banca d’affari Allen & Co.- non riguarda solo il parterre ma anche il programma. Nelle scorse settimane era trapelata la notizia che l’evento ‘clou’ dell’edizione 2012 della conferenza sarebbe stata un’intervista d’eccezione: quella condotta dal ‘vecchio’ Bill Gates al giovane piu’ rampante della comunicazione moderna, Mark Zuckerberg. Ma nessuna conferma ufficiale e’ mai arrivata. Al centro delle discussioni – che si svolgono a porte chiuse e di solito avvengono in un clima di informalita’ – ci saranno sicuramente la situazione della crisi finanziaria in Europa, con il temuto rischio contagio negli Stati Uniti. Anche se a tenere banco sara’ ancora una volta il confronto-scontro tra vecchie e nuove generazioni di un mondo, quello della comunicazione, che cambia ad un ritmo irrefrenabile.

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2 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Insomma, caro Tontolo, il popolo rimane sempre FUORI.

    E mi tornano in testa le riunioni ristrette tra confindustria e i tre moschettieri di cui appunto definizione mia: i tre moschettieri e D’Artagna al servizio del REgime.

    Lo so che tutto il popolo non ci puo’ stare in una salone per grandissimo che sia, ma, visto i guru della comunicazione presenti, si puo’ via radio e tivi mettere tutti presenti alla conferenza o quel kax che si vuol chiamarla.

    Sicuramente si trovera’ a suo agio il Monte di pietas.
    Li’ parleranno solo inglese o merikano e non credo che diranno qualche parola in dialetto italiano.

    Sono i talibani che hanno fatto di tutto per far si che si parli ai bambini, nostri figli, in talibanon per cancellare le lingue madri naturali presenti prima dell’invenzione dell’una e indivisibile.
    Mentre ora ci parlano in inglese..!
    Sono patrioti o traditori..??

    Ma e’ sempre stato cosi’: ki vuol far vedere che e’ imparato s’inventa un altro modo di parlare.
    I romani antiki parlavano greko; i nostri piu’ recenti in latino e cosi’ via discorrendo fino ad oggi.
    Se parli in inglese sei sapiens e bello; tutti gli altri sono mone e brutti.

    Poi ti etichettano razzista se insisti a dire che tu vuoi essere te stesso.
    Che te ne frega del cinese, l’inglese e cosi’ via.

    Per esempio se io voglio rimanere veneto puro sangue per caso sono razzista..?

    No.

    Ma per i talibani oltre ad essere razzista sei ignorante e rozzo. Uno da mandare fuori dalla tua terra ereditata dai tuoi padri e madri.

    Poi parlano di uguaglianza per non si sa qual motivo; di liberta’ ma da chi; legalita’ con l’imposizione del volere altrui: ma la mia volonta’ conta o sono sotto dominio a proposito di liberta’..?

    Quindi le tre parole che sono state usate come bandiera durante la rivoluzione francese e poi seminate per tutto il pianeta, NON CONTANO UN KAX. ANZI. SONO UNA VERA TRAPPOLA o se vogliamo dirla meglio un vero ALKATRAZ..!!

    Speriamo che i GHIACCI SI SCIOLGANO PRESTO E IN FRETTA.

    Auguri

  2. Maciknight says:

    I guru della comunicazione saranno così bravi da insistere ancora a lungo ed in maniera verosimile sul RISCHIO CONTAGIO DELL’EUROPA, quando in realtà i veri contagiati sono loro, gli USA, che hanno infettato l’Europa solo per guadagnare tempo e distogliere l’attenzione sulle proprie responsabilità e dalla situazione fallimentare in cui versano, indebitati oltre ogni limite e con il dollaro destinato a divenire carta straccia …

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