Il problema del Veneto è l’Italia: avanti tutta verso l’indipendenza

di GIANLUCA MARCHI

Ricordatevi questa data: 4 settembre 2013. E il luogo: Vedelago, provincia di Treviso. Ieri sera nella sala convegni dell’Hotel Antica Postumia, stipata da oltre 600 persone, ha mosso i suoi primi passi “Il Veneto Decida“, comitato costituito da movimenti politici, associazioni culturali e identitarie che hanno una finalità comune: consentire al popolo Veneto di votare per il proprio futuro. Da oggi e per i prossimi dodici giorni, i movimenti riunitisi a Vedelago e le centinaia di cittadini che sono intervenuti hanno un compito ben preciso: esercitare una massiccia opera di persuasione affinché il Consiglio regionale del Veneto approvi il progetto di legge numero 342, quello che indice il referendum consultivo per l’indipendenza del Veneto. Dodici giorni perché la conferenza dei capigruppo ha convocato la seduta consiliare per il 17 settembre, con eventuale prosecuzione il giorno successivo, e stavolta non potrà essere un dibattito a vuoto, come successe a fine luglio, ma l’assemblea sarà chiamata a votare sulla celebrazione del referendum. E per quel giorno, fin dalla mattina, Indipendenza Veneta, organizzatrice anche della serata di ieri, e il comitato “Il Veneto Decida” chiamano i cittadini veneti a radunarsi a Venezia, per far sentire ai consiglieri regionali la pressione di un intero popolo che pretende nulla più che un atto di democrazia, appunto la possibilità di votare per scegliere il proprio futuro: in linea di principio nessuno dovrebbe opporsi a un atto di democrazia, ma la questione non è così scontata, soprattutto quando si è alle prese con l’Italia. Alla serata di ieri sono intervenuti anche i rappresentanti di molti Comuni – fino a oggi sono 55 – che hannovotato l’ordine del giorno di sostegno affinché venga approvato il pld 342 in Consiglio regionale.

In questo anno vissuto precipitosamente, Indipendenza Veneta è stata l’anima e l’artefice – come hanno ricordato il segretario Giulio Maria Turco e il presidente Luca Azzano Cantarutti – di questa “folle iniziativa” del referendum. “Mi ricordo ancora – ha testimoniato Cantarutti – dei sorrisini di scherno che nel settembre 2012 accompagnarono il nostro bussare alle porte del Consiglio regionale per fare entrare la Risoluzione 44, quella che avrebbe aperto la strada al referendum. Dopo soli due mesi quei sorrisini si erano già trasformati in un voto trasversale a favore della Risoluzione e adesso siamo a un passo dall’ottenere il risultato, cioè la celebrazione del referendum, anche se non dobbiamo mai dare nulla per scontato ed esercitare tutto il nostro potere di persuasione perché il Consiglio regionale approvi”.

Il seme è stato gettato ed è fondamentale che, forse per la prima volta, movimenti e associazioni diversi si siano trovati tutti insieme a Vedelago con un solo obiettivo comune: battersi per l’indipendenza del Veneto. Come ha sottolineato l’eurodeputata della Lega Mara Bizzotto: “Dobbiamo fare squadra, perché qui dentro siamo tutti amici nel nome dell’indipendenza, mentre i nostri nemici sono fuori”. E Antonio Guadagnini, di Veneto Stato, ha rafforzato il concetto: “Il problema del Veneto è l’Italia, non c’è una strada B per venirne a capo, fuori dall’indipendenza c’è solo la rovina”.

“Il percorso non sarà facile – ha rimarcato Fabrizio Comencini, di Liga Veneta Repubblica -. Qui siamo in tanti, tantissimi, ma per vincere il referendum dobbiamo convincere la gente che sta fuori e per adesso in Veneto la protesta è andata verso il Movimento Cinque Stelle, che per alcuni aspetti è anche più centralista degli altri partiti nazionali. E’ arrivato il momento di ribadire che da una parte ci siamo noi Veneti e dall’altra ci sono gli italiani, che sono un’altra cosa”.

Per Pierangelo Del Zotto, aderente al giovane movimento “Prima il Veneto.”, nato per iniziativa di esponenti leghisti delusi e polemici verso la politica del governatore Luca Zaia (che di “Prima il Veneto” aveva fatto lo slogan della propria campagna elettorale nel 2010) l’indipendenza bisogna prendersela, perché “siamo stufi di dare del pesce a chi non vuole imparare a pescare”. Il riferimento è, ma non solo,  all’enorme residuo fiscale che ogni anno il Veneto regala all’Italia e che si perde a Roma: quasi 20 miliardi all’anno fino al 2010, scesi intorno a 15 nel 2012 a causa della crisi che ha colpito pesantemente l’economia della Regione.

Carlo Lottieri, docente universitario, bresciano e animatore dell’associazione Diritto di Voto, ha messo in guardia gli “amici Veneti” su due questioni: 1) la necessità di abbinare il referendum a una consultazione come le Europee del 2014, perché la cosa assicurerebbe una massiccia partecipazione al voto e darebbe una forza politica maggiore all’eventuale vittoria dei sì; 2) una furba definizione del quesito referendario (oggi la domanda ipotizzata è la seguente: vuoi tu che il Veneto diventi una Repubblica indipendente e sovrana?), affinché essa sia il più possibile inattaccabile dalle prevedibili reazioni della Corte Costituzionale e delle istituzioni italiane, perché “senza il Veneto l’Italia non ci sarebbe più e a Roma lo sanno benissimo”, di conseguenza faranno di tutto per arrestare questo processo.

Nel lungo e non facile percorso che deve portare il popolo Veneto prima a poter votare e dopo a scegliere del proprio futuro, un aspetto primario è svolto dall’azione culturale e identitaria, che ieri sera a Vedelago era incarnata dalle Associazioni 16° Reggimento Treviso e Raixe Venete. In particolare quest’ultima ha chiamato tutti a raccolta per la decima edizione della “Festa dei Veneti” che siterrà dal 6 all’8 settembre a Cittadella.

Perché in Consiglio regionale il 17 settembre il progetto di legge 342 possa essere approvato servirà un voto trasversale, che vada oltre al presentatore Stefano Valdegamberi, a Giovanni Furlanetto (Prima il Veneto.) e al gruppo della Lega. Per questo importanti segnali sono stati la partecipazione alla serata di ieri del consigliere provinciale di Venezia del Pdl, Beniamino Boscolo Cappon, e l’adesione (anche se non con la presenza fisica) del consigliere regionale Pierangelo Pettenò, della Federazione della Sinistra.

Infine l’assemblea ha riservato calorosi applausi all’indipendentista catalano Jordi Fornàs (nella foto a sinistra con la bandiera di San Marco). L’ex sindaco di Gallifa – destituito dal suo incarico dopo che aveva fatto votare all’Assemblea dei Municipi (650 dei 950 comuni della Catalogna) una risoluzione che prevedeva il versamento delle tasse non a Madrid, ma all’Agenzia delle entrate della Generalitat – si è detto  scettico sul fatto che i maggiori partiti del Parlamento Catalano, CiU e ERC, vogliano veramente arrivare alla celebrazione del referendum per non perdere i loro attuali privilegi. E così, a capo della formazione UDIC (Uniti per dichiarare l’indipendenza catalana), ha individuato un altro percorso, partendo dalle elezioni Europee del 25 maggio 2014. In quell’occasione, sfruttando appunto la consultazione per il Parlamento Europeo, Udic presenterà una candidatura plebiscitaria finalizzata all’indipendenza della Catalogna. In altre parole Udic non chiederà il voto per andare a Strasburgo ma per ottenere il 50% più uno dei voti al fine di poter poi proclamare l’indipendenza. Insomma, una sorta di referendum indiretto per aggirare le resistenze degli autonomisti catalani e la reazione di Madrid.

 

 

 

 

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46 Commenti

  1. Gianni says:

    Un insulto a tutti gli Italiani morti nella terza guerra di indipendenza per togliere Venezia e il veneto dalle mani degli austriaci, e un insulto a tutti gli antenati veneti che un secolo e mezzo fa votarono per essere annessi all’Italia.

    • Adriano Giuliano says:

      L’ignoranza è dura a morire!

    • daniele says:

      ……non si dimentica chi ha perso la vita x aver combattuto con onore…ma non si può altrettanto passare indifferenti davanti a quello che ora stanno passando i VENETI….e come loro altre regioni Italiane.IL VENETO E LA SUA GENTE è STANCA D’ESSERE SOTTOMESSA….GUARDIAMO AL PRESENTE COME AL FUTURO..SENZA DIMENTICARE IL PASSATO…..e se dobbiamo guardare al passato,non dimenticate che eravamo una REPUBBLICA MARINARA INDIPENDENTE….Questo è un risveglio da troppe situazioni dormienti in ITALIA,e se x svegliarsi un barlume di indipendenza ci può far star meglio in un prossimo futuro…beh BEN VENGA L’INDIPENDENZA.FORZA VENETI…CORAGGIO

  2. Pietro Caldiera says:

    Basterebbe far leggere a piu’ veneti possibile questo articolo/denuncia di Maurizio Blondet. 2013

    Questo fisco «efficiente»: danno per lo Stato di Maurizio Blondet http://barraventopensiero.blogspot.com/2013/09/questo-fisco-efficiente-danno-per-lo.html

  3. Gino says:

    Indubbiamente una bella serata per tutti gli indipendentisti.

    Va riconosciuto ad Indipendenza Veneta di essere il movimento che più si è impegnato in serate, gazebo e di aver promosso risoluzioni e proposte di legge ben congeniate. Gli altri movimenti hanno fatto la figura dei comprimari. Solo manifesti di IV tapezzavano tutta la sala, nemmeno un manifesto degli altri movimenti sia politici che culturali. Forse una dimenticanza, ma mi sembra si trattasse di una iniziativa comune ” il Veneto Decida”.
    E sul palco , solo rappresentanti di indipendenza veneta.
    Come dire: se gli altri valgono poco non è colpa nostra.

  4. pietro says:

    Ho assistito via streaming all’evento di ieri sera.
    Devo dire toccante e quasi commovente l’intervento di Franco Rocchetta, persona con un enorme spessore intellettuale, pacifista e profondo conoscitore delle culture europee. C’è molto rammarico e rabbia per come sono andate le cose, e per i farabutti che sono stati messi a dirigere quel movimento popolare e trasversale che si era creato in quelli anni sputtanando degli ideali di libertà e inquinandoli con le peggiori posizioni che di fatto hanno isolato il venetismo ed il nordismo dagli ambienti moderati, facendo si che in 30 anni non si sia praticamente ottenuto nulla, e che anzi, una volta arrivati al potere i suoi rappresentanti siano diventati dei convinti italianisti ed anti-venetisti.
    Molto rammarico, ma la speranza è l’ultima a morire

  5. luigi bandiera says:

    Dopo Vedelago ho pensato che siamo a un buon punto: c’era veramente tanta gente e dava e da’ da pensare.
    E pensa che ti penso e mi sono trovato scaraventato in Algeria… anni fine 50.

    Cosi’ mi sono pensato di fare un accostamento tra Algeria e francia; Serenissima Repubblica Veneta e italia.

    Sono due gocce d’acqua.

    Pero’ gli eventi e non il principio, non sono uguali.

    La francia fece tanti morti: donne vecchi e bambini e qualche “ribelle”.

    L’italia fa continuamente morti a partire dai BAMBINI.
    Da VENETI li fa italiani lavando loro il cervello. In pratica uccide i veneti di ogni eta’. Ovviamente in modo demokratiko o komunista.

    Ovviamente coinvolgendo gli adulti sempre piu’ instupiditi dai mass media e dalla propaganda TALIBANA.

    Quindi, domanda: e’ peggio l’italia della francia..?

    R: SI..!

    E’ sicuramente il retaggio delle varie rivoluzioni jacobine e illuminanti… Dai, dei komunisti demokratici.

    Cosi’ tentarono in Algeria e cosi’ hanno tentato in altri posti, ultimo in Libia. Vedete, se uno stato NON SGANCIA BOMBE e magari intellighentis CHE KAX DI STATO E’..??

    Uno stato che vuole un certo peso internazionalmente parlando, DEVE, HA UN DOVERE e DIRITTO di SGANCIARE BOMBE DEMOKRATIKAMENTE INTELLIGHENTIS..!!

    LO VUOLE IL SUO DI POPOLO.

    Quindi, l’italia ha il suo popolo DEMOKRATIKO che vuole che noi VENETI si diventi TALIBANI. KAX, KOSTI QUEL KE KOSTI..!

    Se no che risultato avrebbe avuto la scuola talibana o KST se tutto fosse perduto perche’ dopo 150 anni di LAVAGGIO E RISCIACQUAGGIO AI NOSTRI CERVELLI siamo ancora qua a pensare VENETO di cui l’INDIPENDENZA DEL NOSTRO POPOLO..??

    KAX, kosa non fa l’ideologia… PIANTI, STRIDOR DI DENTI e STRAGI DI INNOCENTI..!

    L’uniko frutto ke l’homo, mai stato sapiens, sa dare: ieri, oggi e domani.

    E pensare che hanno scritto, corretto e rikorretto, trattati di ogni genere per dimostrare a noi, mai stati sovrani, ma trattati peggio di schiavi, che loro sono impegnati con l’anima e kol corpo per noi. Con noi sempre proprio per curarci il nostro SACRO INTERESSE..!!

    Adesso che hanno perfino DISTRUTTO LA FAMIGLIA ci vogliono tutti KOMPAGNI.
    Niet sesso maschio o femmina di cui padre e madre.
    E tantissime altre stronzate intellighentis a pro distruzione, e non rivoluzione, da veri ICONOKLASTI, di tutto il nostro passato, presente e futuro..!

    BASTA KST e BASTA KOMUNISMO, una religione anti natura umana..!!

    Viva le bombe demokratikamente intellighentis… anche in Syria.

    Eh ke kax… e fin ke kadranno in fondo al tunnel.. ki se ne frega..??

    Salam

  6. Wop says:

    Ma come?? Non erano i comunisti, i meridionali, gli immigrati, gli alieni, i puffi e i Teletubbies il problema del Veneto??? Cazzarola, devo essermi perso qualcosa….Comunque, quando vi sarete separati (non sa bene da cosa), ricordatevi di pagare gli alimenti. Saluti.

  7. Fabrizio says:

    Per quanto mi riguarda, sono convinto che solo i 580 Sindaci del Veneto possono fare la differenza. Fino a quando si continua a permetere che sia la Regione a stabilire, attraverso il suo consiglio, lo step amministrativo per l’approvazione per l’indizione referendaria, non si caverà mai un ragno dal buco. Solo se i Sindaci approvano nei loro consigli le volontà dei propri cittadini e il recepimento del diritto internazionale, Zaia avrebbe l’obbligo di attivarsi per imprimere tutte le modalità necessarie per il voto referendario. Risoluzioni, approvazioni di indirizzo, mozioni di voto, proposte adj legge etc. Sono tutte soluzioni che la corte costituzionale italiana riterrebbe facilmente illegittime. Va benissimo tutto, ma ciò che servirebbe veramente, è l’attivismo dell movimento dei Sindaci

    • Vittorio S. says:

      Un forte sostegno dei sindaci può servire, certamente. Ma l’entità che internazionalmente può giocare la sua partita (ha confini definiti, un suo parlamento, una propria legittimazione è la regione): esattamente come sta succedendo in Catalogna e in Scozia. Quest’ultima ha ottenuto il diritto a votare non già grazie ai sindaco, ma perché il suo presidente – Alex Salmond – fatto un accordo con David Cameron. Ora i veneti devono votare e poi Zaia deve obbedire a quanto uscirà dalle urne.

  8. Comitato Ultimi Veri Venexiani says:

    La vera forza indipendentista Veneta ci sarà quando finalmente si riuscirà a costruire l’Unione di tutti i micro movimenti della galassia Venetista. Fondamentale, secondo noi, per escludere le “prime donne” dal potere e fonte di scissioni, disgregazioni, inciuci e quant’altro, la costituzione di organo decisionale di un “Maggior Consiglio” formato da almeno 200/500 persone. Solo così si potrà assicurare all’interno del Mega Movimento, una Democrazia Diretta – Sovranità Popolare degna della nostra Storia Millenaria.

  9. Michele says:

    Nel frattempo che aspettiamo il Consiglio Regionale, i nostri rappresentati nel parlamento italico si impegnano a portare avanti gli interessi dei giovani veneti:

    http://www.smartstart.invitalia.it/site/smart/home.html

    :(:(:(:(

    E noi paghiamo ……..

    • Michele says:

      190 milioni di euro, provenienti dal residuo fiscale delle regioni virtuose del Nord, dati alle nuove piccole aziende del Sud a fondo perduto …

      E noi chi siamo? Le vacche da mungere?

      • Luigi says:

        63 miliardi di euro che i meridionali spendono in prodotti del nord. Quando vi sarete divisi, dite a benetton, coin, ovs, “navigare” di non vendere piu’ al Sud.

  10. Flavio Poli says:

    Ieri ho partecipato all’incontro di Vedelago (Bergamo, suo malgrado, é stata terra della Repubblica di Venezia)per un’iniezione di
    indipendenza della quale sono dipendente. Sarò presente anche il 17 settembre perché la mia é una volontà, non un credo.
    Per esperienza, la richiesta di unificare il referendum alla consultazione politica, ricorda molto una rete tesa per pescare voti da portare alla propria bancarella del mercato e ricavare l’utile per se stessi.
    In ogni caso, volenti o no, bisogna passare dal consiglio regionale, dalla lega, da ex di altri partiti, da ex di ex e cosi via.
    Insomma da chi, per ragioni diverse ha mostrato interesse alla questione solo recentemente.
    Se questo permette di ottenere un altro passo in avanti, va bene lo stesso. Sappiamo bene che i parassiti, hanno nella burocrazia e nei suoi tempi un’arma micidiale ma sappiamo anche che indietro, per loro stessa natura non possono tornare.
    Possono rallentare i processi, a volte ibernarli ma non fermare ne tanto meno annullare. Sarebbe per loro come suicidarsi.
    Voglio vedere Venezia.

    • Vittorio S. says:

      Bravo Flavio, questo è lo spirito giusto!

      Dare fiducia ai politici senza prestare la massima vigilanza sarebbe folle, ma sprecare questa occasione sarebbe un crimine.

      Bisognerà essere in tanti – il 17 settembre – a manifestare a Venezia. E’ importante!

  11. GattonVenexianyy says:

    Ieri sera go sentio l’ex An-UDC-PDL Guadagnin ora di Veneto Stato dir che se el 17 i dise de no alla legge referendaria eora bisogna far el partito che fa un tot de consiglieri regionali che ‘na volta ndai su (a 10.000€ al mese, magari uno de questi proprio iu…) eora i votarà tuti par l’indipendensa…
    Iereo drio parlar a titolo PRETTAMENTE PERSONALE l’omo o el rappresenta sentimenti profondi e incoffessabii de molti altri finti “celoduristi”?!…

  12. caterina says:

    Carlo Lottieri, che pure è uno studioso e di prestigio internazionale, non è veneto ed è un filosofo, perciò per sua natura un attendista… la sua tesi di abbinamento ad elezioni diverse per assicurare a suo avviso la partecipazione al Referendum è confacente alla sua forma mentis…sono convinta che l’impatto invece di un quesito secco, naturalmente trasversale rispetto a tutta la canea dei partiti che in qualsiasi chiamata elettorale si scatenerebbe, sarà sicuramente più forte, perchè i Veneti sono diretti e pratici e tendenzialmente portati alla chiarezza, che non è la caratterisica dei filosofi, dei politici, e spesso neppure degli avvocati, tutti attratti dal fascino della parola abilmente usata per argomentare.
    Un quesito chiaro sull’indipendenza a cui si rispondera SI o NO… cosa c’è di più attraente?
    Piuttosto sarà importante l’informazione diffusa e la sicurezza che non è cosa di partito o di partiti, ma sarà la libertà dei Veneti di costruire il loro futuro!

    • eridanio says:

      vede Caterina, se lei potesse visitare e dialogare, nottetempo per via onirica, con la sensibilità politica di tutti i veneti per ottenerne al risveglio un sereno e meditato giudizio e comportamento elettorale conseguente, sarebbe grandioso. Diventerebbe la santa di mia devozione.

      Il mite Lottieri ha solo suggerito una modalità per far si che ogni veneto in età di voto venga investito dalle problematiche che ci stanno a cuore, ma che sono cruccio di una minoranza anche se posso essere auspicate, in potenza e dopo riflessione, da una maggioranza.

      Il suggerimento va visto come amplificazione della area d’impatto sulle coscienze dell’importanza di riappropriarsi del vizio di prendere una decisione. D’altro canto lei preferisce una scelta secca e lo palesa senza tema di essere giudicata per la sua scelta semplice e con giusta ragione. Lei è stata baciata dal dubbio e ha preso posizione secondo la sua personale sensibilità. Le qualità di filosofo e studioso di prestigio (anche se ahimè non veneto come il sottoscritto) servono ad infondere coraggio e confidenza a chi non ha goduto come lei di una personale perspicacia e sensibilità verso il nostro caro tema. Però allora visto che è stata così fortunata potrà avvantaggiare ed avvicinare il fine ultimo di tutti promuovendo la sua sensibilità verso altri manifestamente ignari della discussione in atto si accorgerà che quando riuscirà a spiegarsi e avere conto della altrui comprensione le saranno grati e la tratteranno come una filosofa e una benefattrice.

    • Pietro says:

      se fosse accorpato alle altre elezioni i media sarebbero costretti a parlarne….probabilmente invece se fosse slegato da altre consultazioni sarebbe boicottato dai media italioti e dai partiti contrari, cioè quasi tutti….comunque secondo me un annetto per diffondere questo tipo di opportunità ci vuole

      • caterina says:

        se sentisse cosa dicono le aziende, altro che annetto….prima di fallire o chiudere i battenti, fuggono in Carinzia o altrove, basta andare al di là dei confini che il Veneto ha vicinI…e noi stiamo qui in braghe di tela…anzi i giovani fuggono e i non più giovani vivranno con la pensione fino a che saranno in grado di pagarle, dopo chi ce l’ha si coltiva l’orto e non morirà di fame… gli statali credono di esser al sicuro, ma la Grecia insegna… e tuttavia possono sempre moneta…la zecca a roma funziona ancora…
        E’ questo il futuro che vogliamo?

    • Dino Caliman says:

      L’equivalente di una petizione. Strumento di democrazia diretta della maggioranza trasversale.

  13. Giorgio da Casteo says:

    La persecuzione “bavaglio” è gia’ partita. Sia sulle reti televisive regionali ma di piu’ sulla nazionale, ed anche estera , “Canale Italia” quando un telespettatore inizia a parlare dell’indipendenza richiesta dai Lombardo Veneti, immediatamente, la telefonata si interrompe.
    Per me questa è dittatura mascherata da pseudo democrazia. Che San Marco ci aiuti !

  14. luigi bandiera says:

    io c’ero.

    Non ho seguito tanto i vari movimenti veneti piu’ o meno tutti sul principio sulla necessita’ dell’INDIPENDENZA, per motivi personali piu’ che politici, ma ho visto un salto di qualita’ e quantita’ ieri sera 04-09 ca.

    Dall’incontro di Paese a quello di Vedelago il salto e’ veramente lusinghiero.

    Se continua con questo passo forse si spazza via tutto il resto: come una ruspa. I capi leghisti verrebbero dimenticati a breve: non si muovono..?

    I temi sono sempre gli stessi, ci si ripete sempre ma sappiamo che giova, pero’ l’azione e’ molto differente. E’ piu’ incisiva che mai.

    Appunto, dai “sorisetti cojonei” a un atteggiamento piu’ preoccupato.

    Si. Ieri sera ho letto che le nespole stanno maturando… eccome.

    L’ humus abbonda, basta distribuirlo bene e il raccolto sara’ sicuramente abbondante.

    Bisogna solo stare MOLTO ATTENTI: la talibananìa (prossima ISLAFRITALIA) non stara’ a guardare e di infiltrati al nord ne ha a bizzeffe pronti ad intervenire per far perdere il RACCOLTO. Tenteranno di soffocare la voglia di LIBERTA’ dei POPOLI.

    Agira’ come l’erba cattiva o la gramigna che i veneti in particolare conoscono bene.

    Manderanno avanti un processo nuovo, per altro gia’ avviato con la nomina a ministro di un africano e non solo.

    Direi che siamo gia’ SOTTO ATTACCO..!

    E, ricordarsi una regola che vale da sempre: uno per tutti i tutti per uno.

    Se volete: l’unione fa la forza.

    Ultima cosa e al piu’ presto:

    via le seguenti leggi che tanto una non viene applicata mentre le altre due si.

    Legge Bossi Fini, kaput (ignorata per gli amici, ricordate?)

    Legge Mancino, kaput (applicata contro i nemici)

    Legge Merlin, kaput (applicata contro chi? Esenta al pagamento delle tasse e non punisce i criminali)

    o, forse e’ meglio via proprio dalla TALIBANANìA e le sue leggi..?

    AUGURI e Preghiamo Sam Marco.

  15. Paolo says:

    Tutti noi dovremo pubblicizzare di più tale iniziativa.

  16. Vittorio S. says:

    @ zorzi. Ero a Vedelago ieri e quello che si è vista è stata un’iniziativa promossa da Indipendenza Veneta per annunciare la nascita di un cartello di forze politiche e culturali, “Il Veneto Decida”; queste forse erano presenti con i loro responsabili e sono intervenute a sostenere l’iniziativa. Finalmente quanti desiderano la libertà del Veneto iniziano a unirsi.
    Quanto a Zaia, non c’era. Non so se fosse stato annunciato e nel manifesto che ho visto io il suo nome non era riportato. Non ero andare a sentire lui e non mi sono stupito di non trovarlo, mentre mancava Alessio Morosin, ma a causa di problemi di salute. Se io fossi stato al posto di Zaia, ad ogni modo, non sarei andato. Ma l’importante è che ora il 17 settembre, in Consiglio regionale, Zaia e gli altri si muovano nella giusta direzione, approvando il referendum.

  17. Gianni says:

    son 20 anni che dobbiamo solo ricordarci date…
    e con iv almeno tutto l anno scorso…

    il primo comune ad approvare all odg la 342 ha spedito raccomandata a tutti e oltre 500 comuni veneti, mezz anno fa ?

    in 55 han approvato la semplice democrazia di dar voce al popolo, ma a parte i primi molto probabilmente solo in cerca di tenersi il posto.

    nel frattempo tutti questi amalgama di nomi nuovi allontanano sempre piu gente con l idea ” i ze i soliti magna-magna”

  18. Riccardo Pozzi says:

    Nell’ultima campagna elettorale, Beppe Grillo in Sicilia davanti ad una folla pronta a votarlo disse: “..non è vero che se pagassimo le tasse tutti, pagheremmo meno… se pagassimo tutti, lo stato ….” , avrebbe dovuto dire a questo punto che lo stato assumerebbe più forestali e falsi invalidi, invece disse “farebbe più inceneritori”. Non ha avuto il coraggio di dire ai siciliani la verità sul loro modo di sorreggersi economicamente. E’ la prova che questo sistema è in grado di generare nuove e più convincenti ipocrisie per intercettare la rabbia e la voglia di cambiamento del paese, per intercettare la protesta di chi non vuole rendersi conto della vera portata della crisi italiana, ovvero la sua stessa natura unitaria.
    L’iniziativa veneta indipendentista è commovente e struggente nel suo slancio morale. Ma tutti sappiamo bene che prima di arrivare ai titoli dei telegiornali e cominciare a fare “danni” su scala importante, verrà spenta e messa in condizione di non nuocere. L’unica scala di dimensioni che può impensierire Roma è il Lombardo-Veneto, magari con parziale annessione dell’Emilia, e cioè esattamente la mappa dei residui fiscali attivi che ancora sorreggono lo stato italiano.
    Dobbiamo fare lo sforzo di entrare in Lega e cambiarla dal di dentro, è troppo tardi per farne un’altra e convincere la gente.
    Auguri comunque agli indipendentisti veneti e al loro coraggio.

    • Pietro says:

      svegliati, la Lega ormai è completamente sputtanata, e la maggior parte della gente non la voterà MAI più

    • ALTEREGO says:

      No la lega è ormai il partito di Tosi, tricolore niente altro!
      Interessante invece il discorso dei residui fiscali, molti voti dati a Grillo nel lombardo veneto e anche in emilia potrebbero fare la differenza.
      La lega ci ha tradito per 20 anni.

  19. Toscano Redini says:

    Dio benedica i Veneti! Finalmente il problema, l’Italia, è stato perfettamente centrato.
    Si dia dunque inizio alle danze!
    Oggi, sul pennone svettante sul mio balcone, la bandiera toscana cederà il posto al glorioso vessillo marciano a celebrazione di un avvenimento ch’io reputo epocale.
    Concediamoci oggi un briciolo di retorica.

    VIVA SAN MARCO!
    Delenda est Italia.

  20. Toscano Redini says:

    Dio benedica i Veneti e li mantenga a lungo!
    Finalmente il problema, l’Italia, è stato perfettamente inquadrato e centrato.
    Oggi, sul pennone di casa mia, la bandiera toscana cederà il posto alla gloriosa bandiera marciana a sottolineare un avvenimento ch’io reputo epocale.
    Penso che oggi possiamo concederci un briciolo di retorica.

    VIVA SAN MARCO! Et delenda est Italia!

  21. zorzi says:

    Sono curioso di sapere:
    1. il governatore Zaia ha partecipato alla serata come hanno scritto destra e sinistra i pr della serata, usando il vecchio trucco dell’inganno per far venire più persone?
    2. come può un “comitato” essere chiamato di tutti i partiti e associazioni se in realtà viene gestito dal partito IV (che inizialmente ci raccontava la favola che è solo un movimento invece adesso si capisce benissimo il giochetto che avendo delegato al “comitato” il veneto decida il compito dell’indipendenza, iv adesso è libero di essere un partito vero e proprio)? doppio inganno?

    • benny says:

      ma bastaaaaa….co sta polemica su chi e cosa…c’erano tutti e fine..polemizzare per il gusto di mettere zizzania..proprio non capisco..

    • FrancescoW says:

      Non c’è nessuna differenza politologica tra partito e movimento.

      • caterina says:

        hai ragione, la differenza è solo nei rimborsi e ancora per un po’ nei finanziamenti, che sono previsti partecipando alle votazioni.

        • pietro says:

          l’antipolitica dei media italiani sta facendo il lavaggio del cervello alla grande vedo…
          e intanto con questa scusa c’è un ritorno pazzesco al centralismo con la riduzione dei poteri di regioni e comuni. La strada di fare un referendum senza avere dei rappresentanti in consiglio regionale che lo approvino è quasi impossibile (ma speriamo in un miracolo il 17). Inviterei poi a riflettere su una cosa: senza un minimo di finanziamento pubblico ai partiti vuol dire che o c’è un magnate alla berluscono che si fa un suo partito perché ha i soldi, o delle lobby che finanziano, o senò diventa quasi impossibile creare dei partiti fondati su degli ideali ma senza lobbies dietro. Riflettere

          • caterina says:

            dobbiamo andare verso una democrazia diretta e lobby o non lobby (la difesa di interessi non è un anatema, perchè la società va avanti con gli interessi della gente), importante è riuscire a non delegare a nessuno il nostro diritto di esprimerci e votare sulle decisioni da prendere enella nuova Repubblica Veneta questo dovrà l’impianto da mettere in atto… la democrazia rappresentativa ci ha portato alle caste attuali che pensano solo a se stesse e ci ha ridotto a sudditi proni o non proni ma solo da sfruttare.

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