IL PREMIER TECNICO FOGLIA DI FICO DELLE PORCATE DEI PARTITI

di GIANLUCA MARCHI

L’eccellentissimo, eminentissimo, e per qualcos’altro di issimo fate voi, professor Mario Monti, capo del governo italico, è solo una foglia di fico, e ricorriamo a un eufemismo, messa lì per far credere ai cittadini di poter stare tranquilli, visto che il governo del Paese è in mano ai tecnici (tecnici de che?), e per confondere le acque intorno ai partiti sprofondati nel discredito generale, ma interessati come prima e più di prima a spartirsi poltrone e potere, senza neanche bisogno di far finta di litigare. Tanto possono operare all’ombra della foglia di fico.

L’introduzione per raccontare quanto è successo negli ultimi giorni in Parlamento dove i partiti, quelli di maggioranza in particolare, ma non solo loro, attenti a non cadere nel tranello, si son fatti l’ennesima bella spartizione nell’Authority delle Comunicazioni e in quella del Garante della Privacy.

La più importante è la prima, potenzialmente una vera potenza, scusate il gioco di parole, perché regola un settore così significativo e ricco come quello della comunicazione, che vuol dire telefonia, televisioni, giornali, internet, pubblicità e via discorrendo. Potete capire cosa ruoti intorno all’Agcom (Autorità garante delle comunicazioni), come viene comunemente chiamata, e quale piccino piccino interesse su di essa riversi un certo signore che al secolo fa di nome Silvio Berlusconi. Siccome il premier Monti si è riservato la scelta del presidente,  il professor Angelo Cardani, docente associato di Economia politica immaginate dove? ma alla Bocconi of course, per gli altri quattro posti da commissario s’è scatenata la corsa, che si è pensato di nascondere agli occhi distratti dell’opinione pubblica con un’altra foglia di fico, quella dell’invio in Parlamento dei curricula dei candidati. Curricula che, ca va sans dire, non sono stati usati nemmeno come carta igienica.

Il Cavalier Berlusca, preoccupato per la futura tenuta del suo impero mediatico non in così grande spolvero, ha mandato a Palazzo Chigi il fido Fidel Confalonieri per dire chiaro e tondo al premier: o due commissari al Pdl o cade il governo. Così gli altri partner di maggioranza, Pd e Terzo Polo si son dovuti dividere le altre due posizioni.

E quali erano i candidati del Cav., puntualmente eletti ieri dal Parlamento? Antonio Martusciello (unico commissario riconfermato), ex dirigente della società Publitalia di Berlusconi, eletto nel 1994 deputato, rieletto nel 1996 deputato, eletto nel 1997 consigliere comunale di Napoli, rieletto deputato nel 2001, candidato sindaco di Napoli per la Casa delle Libertà nel 2001, nominato sottosegretario all’Ambiente nel 2004 nominato viceministro ai Beni culturali nel 2005 (ufficio che si peccava di non aver quasi mai frequentato), rieletto deputato nel 2006, nonchè ex coordinatore di Forza Italia per la Campania. Competenze specifiche: giovin virgulto cresciuto in Publitalia sotto l’ala di Marcello Dell’Utri. Secondo candidato Belrusconiano: Antonio Preto, vale a dire il capo di gabinetto del commissario Antonio Tajani a Bruxelles (a proposito Tajani nel suo passato ormai remoto conta un ruolo da giornalista al Giornale).

Il Pd puntava su due candidati, Maurizio Decina e Antonio Sassano (il secondo un vero tecnico riconosciuto del mondo della comunicazione), ma per l’imposizione del Cav ha dovuto accontentarsi di una posizione e ovviamente ha scelto… Decina. Quarto eletto Francesco Posteraro, ‘homo novus’  come l’ha definito Beppe Grillo, caldeggiato Casini e non sgradito a Bersani, laureatosi nel lontano 1973 con una tesi che fa curriculum per l’Agcom su “Imputabilità e vizio parziale di mente”, funzionario della Camera dei deputati nel 1979, di cui oggi è vice segretario.

Bersani, per rifarsi della parziale ritirata nell’Agcom, ha così preteso la presidenza dell’Autorità Garante della Privacy per Antonello Soro, parlamentare ed ex capogruppo alla Camera della Margherita, caldeggiato da Franceschini: un dermatologo che deve essere esperto di privacy… della pelle.  La Privacy, meno importante dell’Agcom, è così diventata il rifugio per quelli che avrebbero voluto puntare più in alto, ma hanno dovuto abbassare la cresta. Così il Pd ha piazzato anche Licia Califano,  mentre Berlusconi ha fatto nominate Augusta Iannini, magistrato, nonché moglie di Bruno Vespa, e Giovanna Bianchi Clerici (nella foto), leghista, ex deputata, in scadenza nel cda della Rai (dal quale s’è portata in dote una spinosa vicenda di azione di responsabilità milionaria insieme ai vecchi consiglieri per la irregolare nomina di Alfredo Meocci a direttore generale).

Ma come, si interrogherà qualcuno, tutte le posizioni nell’Agcom e nella Privacy sono state occupate da esponenti dei partiti di maggioranza (Pdl, Pd e Terzo Polo o meglio Casini), e alla fine spunta invece una esponente della Lega? Proprio così, per Bianchi Clerici via Bellerio avrebbe voluto un posto da commissario in Agcom, ma siccome Berlusconi quelle due poltrone le voleva per sé, ecco che l’ex parlamentare varesina è stata dirottata alla Privacy, segno evidente che la trattativa è avvenuta all’insegna del vecchio centrodestra Pdl-Lega. C’è da sospettare che l’antica alleanza Bossi&Berlusconi prosegua ancora oggi sotto altre forme.

Pensare che in tutto il mondo le Authority sono pensate per essere indipendenti e costituite da personalità di comprovata competenza nella relativa materia.  E addirittura c’è una direttiva europea che non impone ma auspica concorsi internazionali per l’individuazione dei candidati. Ma in Italia come al solito le cose vanno diversamente. Ma soprattutto c’abbiamo la foglia di fico!

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7 Comments

  1. Cantone Nordovest says:

    In Italia non esiste , strutturalmente , un Parlamento di uomini liberi

    La legge elettorale , col voto di Lista riproduce , inevitabilmente e inesorabilmente , il tradizionale schema relazionale romano (Roma Repubblica e Roma Imperiale) del PATRONUS et CLIENTES

    Oggi , PATRONUS il segretario coadiuvato dai capi-corrente (alias signori delle tessere alias cacicchi) – mentre CLIENTES sono tutti i cd. “peones” : parlamentari che votano su ordinazione e incassano 20.000 €/mese per schisciare un bottone

    Per inciso , voglio osservare che solo il collegio uninominale apre alla possibilità di un rapporto fiduciario intercorrente direttamente fra i cittadini elettori e il candidato che risulterà eletto – bypassando l’intermediazione dei partiti in quanto apre alla possibilità di designazione da parte di comitati civici radicati sul Territorio !

  2. gio says:

    Ma come, se Berlusconi da del coglione a milioni di italiani, la parola viene sdoganata da tutti i tg e il popolo giù a ridere a crepapelle. Ma guai ad usarla in un commento, viene subito “moderato”. Ma andate a farvi friggere. Viva Grillo sempre!

  3. gio says:

    Ed è una foglia di fico talmente piccola che i coglioni che si nascondono dietro si vedono ancora più grandi!

  4. Antonino Trunfio says:

    più semplicemente Mario Monti, al secolo rag. Mariugo Montozzi della Polisportiva Caffè Bocconi. AMEN.

  5. Daniele Roscia says:

    Il grillismo imperante ha fatto breccia nel nostro direttore, incurante del fatto che l’Indipendensa sia un giornale che sostiene un’area dove i “movimenti” sono organizzati come partiti, agiscono come tali e meno male che oltre alle azioni di protesta offrono un progetto semplice: la creazione di nuovi stati totalmente indipendenti. Come dovrebbero funzionare le Autority in un moderno stato dove le comunicazioni costituiscono un asset importante dell’economia e società nella sua interezza? La rappresentanza politica deve dire la sua o devo pensare solo le lobby? Da chi dovrebbero essere nominati i consiglieri?, al fine di mantenere l’indipendenza degli stessi difronte agli stakeholders della comunicazione. Per non fare un’informazione di pura critica grullesca, varrebbe la pena di valutare il funzionamento dell’autorità dei paesi democratici piu’ avanzati, altrimenti la critica antipartitica non serve a niente se non a rinforzare il senso qualunquistico di chi critica, ma non offre alternative, mi sa tanto di italiotismo viscerale.

    • gianluca says:

      Si fa un bel concorso internazionale mio caro Roscia, in tempo utile, come consiglia un volta tanto non errando la Ue. Non sollecitando i curricula per poi buttarli nel cesso solo per gettare fumo negli occhi. Il grillismo non c’entra un bel nulla. Così lo si alimenta e Lei mi sa che è uno che aiuta ad alimentarlo.
      glm

    • michela verdi says:

      La politica deve uscire da tutti i settori che ha occupato, violando anche la stessa Costituzione.
      Le alternative ci sono eccome! Ma chi ha il potere cerca di far credere che non esistano.
      BASTA PARLAMENTARISMO E PARASSITI.

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