Premier australiano a stranieri: se non vi adattate, fate la vostra valigia

di JULIA GILLARD, Primo Ministro del Governo Australianoaustralia

Intervento al Parlamento Australiano, nel Luglio 2013,  sull’incontro con il Consiglio delle Associazioni Musulmane di Australia

 

Di recente ho avuto l’opportunità di incontrare autorevoli rappresentanti delle Associazioni nelle quali si articola la vita privata della comunità Musulmana di Australia e di ascoltarne le istanze.

Nella mia posizione di Primo Ministro e in solido con l’intero Governo, ribadisco formalmente qui, nella sede più autorevole a tutela della Costituzione Australiana, della sua storia e della sua identità, quanto già fermamente esposto  alle Associazioni che ho avuto il piacere di incontrare e di ascoltare.

Ai nostri antenati, dei quali siamo orgogliosi discendenti, dobbiamo alcune delle più fondamentali conquiste nel campo delle libertà e dei diritti sia individuali che collettivi.

Quando essi sono arrivati in questa meravigliosa terra l’hanno eletta a loro patria nel segno della Croce, della Magna Charta, e delle conquiste di libertà e di parità, tutte assicurate e protette da sua Maestà la Corona Britannica.

Nel 1929 L’Australia si è data una Costituzione  libera e sovrana, legata da un patto di fratellanza, si badi bene non di sudditanza,  alla Corona Britannica della quale riconosce e fermamente sostiene i fondamentali valori e principi. Essi hanno reso il Commonwealth un faro di progresso e di civiltà e il più fiero difensore della libertà e della democrazia, nel mondo del XX° secolo.

Noi Australiani parliamo inglese non spagnolo, arabo, russo, o qualsivoglia altra lingua. Perciò! Se volete diventare parte della nostra Società imparate prima di tutto la nostra lingua.

La maggior parte degli Australiani crede in DIO. Ciò non è solo cristiano, o pressione politica, ma è un fatto, perché uomini e donne cristiani, sulla base dei loro principi cristiani hanno fondato e costruito questa Nazione e tutto ciò è chiaramente documentato. E, quindi, è certamente opportuno raffigurarlo (Il Cristo in Croce)  sulle pareti delle scuole. Se Dio  vi offende Vi suggerisco di considerare altre parti del mondo come vostra nuova casa, dal momento che Dio è parte inscindibile della nostra cultura,della nostra storia e della nostra identità. Noi accettiamo la vostra cultura sena porre questioni e senza pregiudizi. Tutto quello che chiediamo è di accettare la nostra e, di vivere in armonia e in pacifica concordia con noi.

Oggi, nuove sfide ci sollecitano e nuovi e minacciosi pericoli si profilano all’orizzonte.  Fra questi ho voluto esplicitamente ricordare l’estremismo e il fondamentalismo religioso, da qualunque parte essi possano provenire.

Ebbene, ho ritenuto doveroso di riaffermare alcuni capisaldi che caratterizzano il presente, ma soprattutto il futuro dell’Australia, senza nulla dimenticare di come nel passato questo Paese sia nato e si sia sviluppato.

In primo luogo desidero rendere omaggio ai popoli nativi dell’Australia che hanno accettato le prime migrazioni e ne hanno poi condiviso principi e valori. Noi oggi ci sentiamo determinati a tutelarne le specificità nell’ambito dei principi e della Costituzione Australiana.

Signori, questa Australia, questa Costituzione, questi principi, questi valori, sono il nostro patrimonio genetico integrato nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo di New York del 1945 come nella convenzione di Helsinki del 1975,  e, le sue fondamenta costitutive, quelle che ho citato più sopra, sono quelle e soltanto quelle dalle quale partire alla costruzione del nostro futuro.

Tutti sono benvenuti in Australia! Senza distinzione di razza, di nazionalità di sesso, di religione o di convinzioni politiche.

Siete liberi di andarvene

Questo è il nostro paese, la nostra Terra, e il nostro modo di vivere. Vi permetteremo ogni opportunità per godere di tutto ciò. Ma una volta sola che abbiate protestato o peggio danneggiato o bruciato i simboli della nostra civiltà o il nostro credo cristiano o infine il nostro modo di vivere, vi incoraggiamo vivamente di approfittare di un’altra grande libertà australiana “il diritto di andarsene”. Non vi abbiamo obbligato a venire qui. Voi avete chiesto di venire! Pertanto accettate il Paese che Voi avete prima cercato e poi Vi avete voluto vivere.  A tutti è dovuto un tributo di osservanza, rigorosa osservanza, delle leggi australiani e dei principi e dei valori dai quali tali leggi scaturiscono!Nessuno è obbligato, contro le sue convinzioni, a condividerle o peggio a subirle. Ma! A nessuno è, o sarà, permesso di violarle o peggio tentarne la sostituzione con norme aliene alla nostra stessa  ragion d’essere. Dunque! Chiunque non possa sentirsi confortevole all’insegna delle leggi e delle norme di civiltà di questo paese,di questa Australia è fermamente incoraggiato a lasciarlo.

I principi del libero arbitro, della responsabilità individuale e della assoluta parità di sesso di fede e di diritti continueranno a guidare la navicella Australia nel suo periglioso viaggio verso il futuro.

Julia Gillard

Primo Ministro del Governo Australiano.

Traduzione e adattamento sono di Aldo Moltifiori 

 

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2 Comments

  1. Dan says:

    Rassista… retrogrado, medievale…. però ha ragione

  2. Paolo says:

    Sagge parole dette da un signor Politico e che non fanno una piega! Da noi invece… tanta furbizia e poco sugo.

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