Il prefetto vieta che una strada sia intitolata a Bepin Segato

di GIACOMO MIRTO

Ci siamo, o meglio ci risiamo. Il Prefetto di Vicenza tale Melchiorre Fallica, ha bloccato l’iniziativa del Comune di Rosà, piccolo centro vicentino, che aveva deciso di intitolare una via cittadina al Patriota veneto e studioso di storia locale Bepin Segato.

Come si evince dai giornali, la scelta del Prefetto è stata motivata dal fatto che Segato fu l’ideologo dei Serenissimi e quindi si macchiò di un reato.

In questa Italia dove ancora esiste, senza motivo, l’istituzione prefettizia di Napeoleonica memoria si intitolano aule parlamentari a criminali oppure vie a decantati fatti di sangue quali “via Tito”, “via Garibaldi” o “piazza Risorgimento”. Ma si nega di intitolare una via ad un uomo pacifico, studioso che non si è macchiato nemmeno di una goccia di sangue. L’unica sua colpa fu, pacificamente, quella di volere la libertà per la propria Nazione veneta, Nazione tutt’oggi vessata economicamente, politicamente e socialmente.

Invitiamo i Prefetti, che sicuramente cesseranno di operare in Veneto al raggiungimento dell’indipendenza, ad occupare il proprio tempo indagando sui veri criminali, su coloro che hanno incarichi pubblici connessi alla mafia, su coloro che distruggono le città incappucciati e lasciando in pace i veneti polentoni. Ancora per poco.

*Xoventù Independentista

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

24 Comments

  1. luca says:

    Le avete viste le statistiche dello swimez? Negli ultimi 20anni si sono trasferiti al nord quasi 3 milioni di terroni.
    Ormai anche nei paesini veneti e friulani siamo in minoranza.

    • Alberto Pento says:

      Varda ke na parte de li veneti li xe pedho de li teroni e tanto pì taliani de luri.

      Ke i santi del sielo li te tegna de ocio
      e kel to anxolo, dal bon el te custudisa note e dì,
      ke la madona la te coerxa co le ale del so xendale
      e kel Pale Celeste el diga ben de ti el te bendiga!

  2. Silvia says:

    Evidentemente qualcuno che propugnava l’indipendenza della Padania non era Michael Collins.
    Ma qualcuno che morì nelle carceri itagliane può essere paragonato a Bobby Sands.

    http://mobile.ilgazzettino.it/articolo.php?id=193599&sezione=nordest

  3. Alberto Pento says:

    Mi diria ke pì kel prefeto, a no voler, sipia na parte de li çitadini de Roxà e co bone argomanse par l’ordenamento legal talian. Se ghe fuse pì conpatesa veneta (fradelansa e soledaretà veneta) el prefeto nol diria gnente, nol podaria dir gnente, nol podaria oporse pì de tanto e le robe le vegnaria fate.
    Ma li çItadini de Roxà ke xe contrari li xe par la gran parte veneti e no foresti.

  4. giorad says:

    Melchiorre Fallica

    Nome + cognome valgono una serata al cabaret…

    Veneti, andaete nella Via in questione e piantate voi un palo con la targa in onore del Bepi Segato. Quando la tolgono, pitturate l’intestazione sull’asfalto della via in questione.

    Melchiorre Fallica, mah….

  5. Sandrone says:

    Ma cosa pretendete dallo stato ” iddagliano” e dai suoi scagnozzi ( da 20 o 30 mila euro al mese)?

    Il prefetto non vuole una via con un nome? E chi se ne frega! Anzi, chi se ne fotte come si dice da qualche parte!

    Allora bisogna dedicare le insegne di bar, circoli, centri sportivi e bocciofile!
    Con grandi insegne a caratteri cubitali!

    Sveglia! Non esistono le rivoluzioni con il permesso delle autorità!

  6. ugo says:

    via Togliatti esiste.NON UNA VIA MA UNA PIAZZA A SEGATO.L’ amore per la propria terra ,per il proprio popolo NON è reato

    • Giuseppe says:

      È questo che colpisce: strade intitolate a criminali veri, a persone che hanno spesso e volentieri partecipato a genocìdi, pulizie etniche, epurazioni di massa o di essi sono stati collaborazionisti, occultando persino l’esistenza dei crimini stessi, e poi s’impedisce l’espressione di un pur discutibile (per lo Stato) sentimento popolare, che ricorda volentieri l’uomo Segato impegnato culturalmente a favore della propria comunità, dimenticando e sottovalutando altre questioni.
      Si spezzino, allora, le targhe dedicate al Togliatti, alla sua amante, al P.C.I., alla compagine partigiana Garibaldi, ai delinquenti nazisti, fascisti, comunisti e partigiani della guerra e del dopoguerra, persone che stanno alla base di veri e propri esecrabili obbrobri della Storia. Anche soltanto per equità e senso delle proporzioni… Segato, lo ricordano i nostri lettori, non era nemmen salito sul campanile ed era comunque uno stimato operatore culturale locale… Non era certo uno schifoso delinquente come altri cui sono dedicate strade e piazze: anche in tali scivolosità sta la causa dello sfascio attuale dello Stato nazionale italiano.

  7. Giuseppe says:

    Mi parafrasate in italiano il cognome del prefetto, per favore?

  8. Paolo Pero says:

    Ai tempi della Serenissima non si intitolavano calli, campi e contrade alle persone, e sarebbe cosa buona e giusta perpetuare questa usanza. Detto questo è inaccettabile che un prefetto metta bocca sulla toponomastica di un comune.

    Curioso però che la stessa autorità prefettizia quando quello stesso comune intitolava tutto l’intitolabile alla padania ed al sole delle alpi non avesse niente da obiettare…

  9. lombardi-cerri says:

    E’ giusto! Per una mentalità mafiosa come quella vigente, essere onesti, non aver mai rubato, non aver ferito nè ucciso nessuno , aver perfino pagato il biglietto del vaporetto , come ha fatto Bepin Segato, è un reato ultragrave.

  10. LUIGI says:

    Ignorare il Prefetto si può: invece di chiedere permesso l’amministrazione comunale (Giunta o Consiglio) devono fare la delibera e farla eseguire dal dipendente ad hoc.
    Nulla di più. O si tratta solamente di creare un caso giornalistico pre elettorale ?

  11. lurens says:

    E pensare che abbiamo vie intitolate a NINO BIXIO! VERGOGNA!!!!!

  12. gio says:

    il solito terrone parassita infame…

  13. Riccardo Pozzi says:

    Sotto la statua di Lenin a Cavriago (RE) ci sono sempre fiori freschi, in provincia di Padova resiste via Mussolini, non parliamo della milanese via Ho Chi Min o delle decine di vie Che Guevara. Dalla agrigentina via Stalin alla bolognese via Marx. Forse i nostri nipoti percorreranno Largo Di Pietro prima di immettersi nella tangenziale Borrelli. Ma non sapremo mai se un prefetto di nascita veneta avrebbe avuto un qualche rigurgito di dignità prima di obbedire all’ordine di cassare via Segato.
    Va bene così. Così è più chiaro chi sono gli schiavi e chi gli schiavisti.

    • Paolo Pero says:

      Guarda che quella Via Mussolini a cui fai riferimento non si riferisce a Benito, ma all’omonima frazione… che anch’essa non prende il nome dal dittatore, bensì dai moscerini (“musołini” in vèneto)…

      • Riccardo Pozzi says:

        Eh no caro sig. Paolo, i musolini (insetti) si chiamano così anche nel dialetto delle mie parti. Ma la borgata e la via di cui ho scritto non si riferiscono al simpatico volatile che si infila sotto le palpebre quando vai in bici.
        Suvvia, si guardi la mappa del comune di Villanova di Camposampiero. E comunque io non mi straccio le vesti e non mi inalbero per leso antifascismo.

  14. Gianfrancesco says:

    La classica vergogna italica.

  15. Finché si chiede il permesso all’occupante cosa vi aspettate? I comuni non sono meno italiani dei prefetti al momento…

  16. pierino says:

    o aule a rome in ricordo del lancia-estintori …
    e Rosà dovrebbe fregarsene e titolarla ugualmente.
    (mal che vada difetto di giurisdizione nel territorio Veneto da paerte del prefetto, il tempo di uscirne e il nome resta)

Leave a Comment