Il populismo informatico, dalle parole al governo per distruggere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di STEFANIA PIAZZO
reguz

Il populismo di destra e di sinistra fa sempre breccia nel cuore dei delusi. C’è populismo e populismo, però.

Scriveva Alain de Benoist: “Come il “comunitarismo”, il “populismo” è diventato oggi una parola per nascondere di tutto. Ne è prova il fatto che personaggi molto differenti tra loro come Nicolas Sarkosy, Marine Le Pen,  Jörg Haider,  Silvio Berlusconi, ma anche Mao Zedong, Mussolini… si sono visti attribuire questa etichetta”.

“La parola è dovunque, la sua definizione da nessuna parte” diceva lo storico Phlippe Roger.  La politica, infatti, non sta più da nessuna parte.

Quando scatta il populismo renziano o salviniano? “L’emergenza del “populismo” è certamente anzitutto il segnale di una crisi, in occasione di una disfunzione della democrazia: discredito dell’intera classe politica, aumento dell’astensionismo, voti di pura protesta, fossato che si scava tra “l’alto e il basso”, sentimento comune di uno spodestamento dei valori democratici”.

Il populismo di destra e di sinistra ha una costante comune:   presenta come possibili da raggiungere degli obiettivi che non raggiunge mai. Oggi, per di più, la caccia del voto di centro, moderato, è in crescita. Dunque, c’è il populismo rivolto agli indecisi. E’ lì che si fa man bassa. E’ lì che pescava Renzi, è lì che pesca Salvini. Sono trasversali entrambe, varcano destra e sinistra come camere comunicanti.

La democrazia rappresentativa è sparita, perché privata dalla sua rappresentanza.

Chi invece rappresenta la democrazia elettiva, anzi, dei nominati, forma gruppi dominanti, da una parte o dall’altra. Non servono più delle élites, nel senso di persone che sono in grado di essere classe dirigente, bastano dei buoni comunicatori, affiancati da web master e specialisti di social network per spacciare il populismo informatico in democrazia. Peggio, in rappresentanza. Speranze messianiche si aggirano su twitter e facebook, sui manifesti e nelle sfilate in piazza.

De Benoist parla non a torto di una “nuova classe politico-mediatica, che unisce, all’interno di una medesima situazione elitaria di potere e di apparenza, dirigenti politici, uomini d’affari e rappresentanti dei media, tutti intimamente legati gli uni agli altri, tutti convinti della pericolosità delle aspirazioni popolari”. Quindi il populismo le controlla e le dirige. Una volta si era capitalisti o anticapitalisti, iperliberisti o statalisti. Oggi si è renzisti o salvinisti, categorie ideologiche che oscillano dagli 80 euro in busta paga allo stop agli immigrati. E nessuna delle due opzioni è risolutiva. Entrambe prospettano l’impossibile: arrivare a fine mese, bloccare per magia gli sbarchi e il costo sociale del welfare tutto sbilanciato oramai verso gli stranieri. I sindaci della Lega lo sanno ma nessuno ha mai osato stilare una sorta di “busta paga dell’immigrato”, al netto degli assegni sociali, dei bonus affitto e bebè.

Così pure il Pd non osa dire che cosa pensi della nuova classe operaia e della disoccupazione che erode il loro storico bacino elettorale. Oramai si è alla conta algebrica: per ogni 2000 sbarchi, la cronaca regala 2000 licenziamenti al giorno.

Non esiste più quindi l’operaio ma neanche il ceto medio. Esiste lo straniero e il nominato. Nel mezzo ci stanno miriadi di professionisti, artigiani, in progressiva infartuazione del lavoro. L’ictus sociale. Ex lavoratori, ex pensionati, perché le pensioni stanno sparendo. Più che di indecisi, occorrerebbe formulare la categoria dei sopravvissuti.

C’è populismo e populismo, si diceva. Quello contemporaneo, che fa politica senza popolo, e quello storico, infatti, che nacque in Russia e negli Usa, per svegliare le coscienze e ribellarsi alle lobbies. Per un ritorno alla democrazia e alla giustizia sociale, agraria.

Ma che accade se il popolo per davvero volesse interessarsi di politica? Lo aveva espresso acutamente l’amico Giuseppe Reguzzoni, tempo fa sulla sua pagina facebook. Ecco cosa scriveva magistralmente, richiamando Thomas Mann:

Considerazioni di un impolitico. Oggi non abbiamo bisogno di una forza politica moderata: c’è già ed è l’attuale classe politica, tesa solo a mantenere tutto cosí com’è. Il patto del Nazareno è vivo, e ingloba anche le cosiddette opposizioni, che sono come le vuole chi comanda: uno sfogo per la pancia della gente. Oggi non abbiamo bisogno di una forza liberal- borghese, centrata sul sistema di potere romano, ma di una minoranza rivoluzionaria e consapevole. Quel che oggi si chiama democrazia, non è che oligarchia mascherata e marketing elettorale alla ricerca di posti. Ogni compromesso è accettazione del sistema. Per questo oggi, se liberi e forti, siamo tremendamente soli e non vediamo alcuna luce in fondo al tunnel“.

Passerà anche questa nottata.

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4 Comments

  1. Ric says:

    Fascino di potere , caposaldo della politica , ha “sue ragioni che la ragione non conosce” . Bolle galleggianti di ossimori , appesi alle balle paurose dai connotati irrispettosi ed invasivi , un nulla dai silenzi fastidiosi , ronzio di news del niente. La corte , nel regno , l’annuncio al pueblo che il pupo del re ha finalmente fatto la cacca , che la principessina non dorme sonni tranquilli sul pisello .
    Dove è finito il tempo della pianificazione , del progetto , d’ impegno a studiare , lavorare ,perseverare, imparare ? Il vulnus è Akrasia , peggior forma di procrastinazione . “ Se oggi non stai vivendo i tuoi sogni è perché ieri hai deciso di rimandare a domani”. La democrazia rappresentativa è sparita ” ? Ovvio , perché la democrazia esiste in un contesto di civiltá , gerarchia delle peculiaritá differenti e del potenziale che relaziona sensatamente pertinenze esperienziali . È in atto la Guerra alla civiltá umanistica , agli esseri umani , in pratica distruzione programmata ed annientamento , una dinamica del profitto circoscritto al parassitismo della finanza . Altro che risparmio degli Italiani ! Se arriva la guerra anche nei quartieri alti , allora il perbenismo si tinge di paura ; Tira più un pelo di Spread che il lamento disperato di popolo .
    Europa , tradizione giudaico Cristiana ?
    Ma per favore , nemmeno monsignor Angelo Bertuletti , filo-teologo di ” Dio , il mistero dell’Unico ” , saprebbe indurre percezione di sintesi in quell’agglomerato bastardo di approfittatori carrieristi nullafacenti incompetenti comissari del piffero del Parlamento europeo . La FEDE d’EUROPA si evince da un fattore significativo cioè Kirchensteuer (tasse sulla Chiesa), cattolica e protestante che raccoglie ben 6,1 miliardi di Euro nel 2016. Istituita nella Repubblica di Weimar, nel ’19 . I “fedeli ” pagano 9 % del proprio stipendio , riscossa dal Finanzamt .
    La percentuale assoluta dei Tedeschi NON CREDE in Dios , ma UBBIDISCE a Francoforte ( euro) , “Got mit uns”! : “ Arbeit macht Freit “ . Diktat non scritto ma assoluto e sempiterno . Tutto il resto è TERRONIA .
    Quindi , chi comanda l’Europa ? I più forti .
    Il grido di dolore e di disperazione è inascoltato , non ha né forza né rappresentanza ; ciò che possiede tanti mezzi definisce le strutture semantiche , è attribuzione , crasi , speculazione morale e contraltare senso d’ inferioritá , vergogna , disprezzo, indifferenza , punti intersettivi d’ istogramma tombale della POVERTÁ , l’obbiettivo furbo del parassitismo tutto , svuotare la speranza e la perseveranza di laborioso popolo , invaso ed impoverito per antonomasia , da Lanzichenecchi , bande di imperi dominanti legittimati a turno dagli “Dei ” del sopruso , crudeltà , usurpazione , saccheggio. È questa la tradizione storica dell’Europa !
    E il pregio riconosciuto del Grande NORD , del suo potenziale stato nazione ?
    Non esiste perché non siamo Tedeschi , nemmeno Catalani che cullano il sogno romantico ! Dunque non si tratta d’ individuare pericoli di populismo targato destra/sinistra ma la ragione che fortifica sicurezza e decisione , perché il nostro riconoscimento e tradizione a valore sociale è catarsi in determinazione e rappresentanza attraverso un giuramento ( PONTIDA) , un patto di alleanza per essere forti in guerra contro ogni usurpazione , “non con l’oro, ma col ferro” .
    Il vento arriva dei gilet gialli francesi , simile ai trattori di Chiavegato , o ai forconi , o al populismo M5s e Lega , Brexit o Trampismo che sia , il vento che sta spirando forte è di quel profondo bisogno di far andar le mani , benefici calci in culo salutari , e schiaffoni terapeutici , e poi RAUS !!!!

  2. Gianluca P. says:

    Bravo Reguzzoni!!!

    Piccola info per grandi e piccini:
    La fatturazione elettronica
    UE – Decisione 16 aprile 2018, n. 2018/593
    https://www.studiocerbone.com/ue-decisione-16-aprile-2018-n-2018-593-autorizzazione-alla-repubblica-italiana-a-introdurre-una-misura-speciale-di-deroga-agli-articoli-218-e-232-della-direttiva-2006-112-ce-relativa-al-sistema/

    e qui:

    https://www.money.it/fattura-elettronica-2019-proroga-semplificazione-provvedimento-agenzia-entrate

    prendiamo una parte di questo secondo link:”
    Fattura elettronica per combattere l’evasione fiscale
    Visto l’obbligo introdotto dalla Legge di Bilancio 2018, in merito all’emissione delle fatture in formato elettronico per la generalità delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi, l’Italia il 27 settembre 2017 ha richiesto alla Commissione Europea l’autorizzazione a introdurre norme derogatorie rispetto agli art. 218 e 232 della direttiva 2006/112/CE.

    La richiesta nasce dal fatto che l’Italia pensa che introdurre l’obbligo della fatturazione elettronica anche tra privati genererà risultati positivi nella lotta contro la frode fiscale grazie a maggiori completezza, tempestività e tracciabilità delle informazioni.”

    Si nota una data del 27- 9- 2017 Governo Gentiloni che ha chiesto l’autorizzazione a introdurre norme derogatorie rispetto agli art 218 e 232. Fatturazione b2b verso privati che nessun paese applica tranne il Portogallo e ora l’italia del 1-1-2019. Bravo Gentiloni e bravi quelli che ci sono su ora che stanno in silenzio tombale su tutta la linea. Gravissimo!

    Sotto la tabella di chi adotta la fatturazione b2b.

    solo due paesi:
    Italia;
    Portogallo;

    https://flextax.it/fattura-elettronica-nel-mondo/

    “Il patto del Nazareno è vivo, e ingloba anche le cosiddette opposizioni, che sono come le vuole chi comanda: uno sfogo per la pancia della gente”.
    La fatturazione elettronica b2b vale circa 2 miliardi annui in culo a pantalone. Applausi!

    • Gianluca P. says:

      La cosa buffa è che al tg del kaiser post keynesiano questa sera, quelli del pd han dato la colpa al governo attuale di una cosa messa in piedi da loro e contestata in parlamento dal kaiser e da fratellini d’italia in solitaria. Salvini se ne guarda bene da appoggiare pericolosi ‘eversori ed evasori’. Meglio tenere profili bassi e via. Le imprese da poche fatture all’anno, già oberate di problemi, le mettiamo alla prova con la micraniosità della fatturazione elettronica, con codici e codicilli, tanto per rubargli altro tempo prezioso. Ne facciamo fallire un botto ancora per aprire la strada al nulla che avanza. Una follia che non ha fine…

  3. caterina says:

    Non passera’ questa nottata se veramente a notte fonda e nel silenzio dei dormienti stanchi di tutto una minoranza intelligente e con lo sguardo fisso alla luce in fondo al tunne non elabora la strategia per rovesciare il tavolo e buttare tutto all’aria! … dopo il primo sgomento la gente dira: era ora! finalmente si cambia per davvero!

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