Il Pdl scarica Formigoni. Gelmini o Albertini possibili candidati

di GIANMARCO LUCCHI
Sara’ anche tattica, ma la linea leghista della ‘data di scadenza’ non lascia molte alternative al Pdl, che abbandona Roberto Formigoni al suo destino: si va al voto subito. Non solo. Per il Pdl il governatore della Lombardia ha poco da minacciare: se cade il Pirellone non ci sara’ nessun effetto domino, le giunte piemontesi e venete possono tranquillamente andare avanti. Tra il rischio di una debacle ‘doppia’ (in Lombardia e alle politiche) nel 2013 e la fine della lunga era del ‘Celeste’, il Pdl sceglie quello che al momento appare come il male minore: via Formigoni e voto al piu’ presto. Il governatore lombardo ha tentato fino all’ultimo minuto di resistere e convincere il Pdl a non mollarlo. Ma il niet della Lega e il malumore crescente della fronda interna, favorevole alle dimissioni subito, ha avuto la meglio e cosi’ ad Angelino Alfano non e’ rimasto che abbandonare il governatore al suo destino e lo invita ad avviare subito le procedure per andare al voto in Lombardia entro 90 giorni.

C’e’ anche chi, nel Pdl, interpreta la decisione di Berlusconi di ‘sganciarsi’ da Formigoni come la conferma che delle sorti del Pdl poco ormai gli interessi e che sia sempre piu’ intenzionato a costruire qualcosa di completamente diverso. Fatto sta che Alfano non lascia dubbi interpretativi, pur bollando come “letture malevole” quelle che appunto descrivono un Formigoni scaricato dal Pdl. Al governatore, tuttavia, il partito di via dell’Umilta’ non lascia nemmeno una cartuccia nel caricatore: effetto domino con Piemonte e Veneto? “Noi non abbiamo mai connesso queste vicende”, scandisce Alfano che invita Formigoni a “scegliere quanto prima la data del voto”. Il governatore si aggrappa alla speranza che l’avvertimento sul voto immediato in Lombardia possa ancora far tornare la Lega sui suoi passi. Poi e’ il suo turno per mandare un messaggio chiaro, anche al suo stesso partito: “Si va al voto e io certamente saro’ in campo in una posizione che devo determinare”. Maroni accetta la sfida: faremo le primarie per la scelta del candidato. Nel Pdl pero’ sale la preoccupazione, le speranze di risalita nei sondaggi iniziano a vacillare e allora meglio non sbattere la porta in faccia a un ex alleato che potrebbe tornare a casa e comunque ora la priorita’ e’ garantire la tenuta delle altre regioni del nord. Non sfugge, infatti, ai piu’ maliziosi che oggi nelle dichiarazioni di Alfano non ci sia nemmeno un attacco ai leghisti ‘traditori’. I quali, dal canto loro, non e’ che poi esultano di andare al voto subito: anche la Lega, del resto, ha qualche problema di calo dei consensi. Ma dopo i titoli a tutta pagina che descrivevano il Carroccio come l’artefice del salvataggio di Formigoni e Maroni come quello che ha rimesso nello sgabuzzino la ramazza, per i lumbard – viene spiegato – non c’era alternativa.

L’accordo, se di accordo si poteva parlare, era che bisognava andare avanti alla giornata, far passare tempo e lo stesso Roberto Maroni – dice un ‘big’ del Pdl presente all’incontro tra il segretario della Lega, Roberto Formigoni ed Angelino Alfano, non aveva posto limiti al calendario. Poi e’ arrivato il cambio di marcia del Carroccio, sei mesi e poi voto, e a quel punto il segretario di via dell’Umilta’ ha concordato la linea con il Governatore: no al logoramento, si va ad elezioni subito, magari a gennaio. Lo ‘strappo’ e’ deciso e l’idea di Maroni delle primarie per stabilire il successore del ‘Celeste’ e’ una prova in piu’ della distanza tra Pdl e Lega. Eppure sia Alfano che Berlusconi non vorrebbero rompere con il partito di via Bellerio, il Cavaliere raccomanda calma ai suoi, vorrebbe ricucire ancora una volta il rapporto. Un candidato di ‘mediazione’ al quale sta pensando Silvio Berlusconi e’ Mariastella Gelmini.

 Berlusconi provera’ a porre la sua candidatura sul tavolo, l’obiettivo e’ cercare in ogni caso una convergenza con il Carroccio. Ma il nome dell’ex ministro dell’Istruzione non e’ gradito affatto all’area di Cl che piuttosto dara’ luogo ad un’altra lista e promuovera’ il nome di Gabriele Albertini, ex sindaco di Milano. Anche gli ex An sono contrari a presentare la Gelmini. Naturalmente le trattative sul nome del successore di Formigoni sono in alto mare (un’altra idea e’ quella di Maurizio Lupi), ma l’interrogativo se stringere o meno un’alleanza con la Lega sara’ uno dei temi caldi dei prossimi giorni. Perche’, al di la dell’ira verso il partito di via Bellerio, il Pdl sa che senza l’intesa con il Carroccio sara’ impossibile riconquistare il Pirellone. In piedi in un primo momento c’era l’idea che a promuovere un referendum sulla gestione lombarda fosse proprio il Governatore e non certo il Carroccio, ma Formigoni dopo 16 anni dovrebbe lasciare campo libero, anche se – ad annunciarlo e’ lui stesso – sara’ “sempre in campo”.

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4 Comments

  1. Veritas says:

    Formigoni, una decina di giorni fa, aveva parlato in un’ntervista, del suo possibile successore facendo il nome di Albertini.
    Credo che ciò non sia sfuggito alla Lega Nord e che non le abbia fatto piacere. Tanto piu’ che credo si aspettasse che il Formiga si facesse da parte promuovendo al suo posto Gibelli, il suo vice,
    Comunque, le sinistre stanno esultando sperando di sfondare anche in regione : ma si rendono conto di questo pericolo i Formigoni e i Maroni/Salvini?
    I lombardi non glielo perdonerebbero mai.

  2. Mauro Cella says:

    Albertini capisco ancora ancora (è pur sempre stato sindaco di Milano e, benché non sia stato un santo non ha fatto disastri come la Moratti) ma chi ha avuto l’idea della Gelmini?
    Se vogliono proprio regalare la Lombardia all’opposizione a tutti i costi è la scelta giusta.

    A questo punto io voglio vedere chi presenterà il PD. Mi divertirebbe molto una sfida tra quel colosso intellettuale che è la Mariastella e un candidato PD che, condizionato da diciassette anni di Formigoni, parte già convinto di finire all’opposizione.

    In tutto questo c’è però la variabile impazzita: il Movimento Cinque Stelle che “rischia” di fare il pieno all’esordio. Al governo non ci andranno, ma di sicuro nonostante il sabotaggio mediatico un bel numero di seggi li porteranno a casa.

    Per quanto mi riguarda a meno che il M5S presenti un programma per la Lombardia che io possa almeno in parte condividere e che non vada contro i miei interessi, io resterò tra le file degli astenuti.

  3. Domenico Galluzzo says:

    E dall’altra parte chi ci propongono, Penati? O qualsiasi altro pd?
    I lombardi pensano anche che sarebbe meglio relegarli tutti all’opposizione… Ma a chi affideremo il governo della regione? Ci sarà da ridere, e da piangere…

  4. Don Ferrante says:

    Il bello è che la Lega pensa di raccogliere ancora tanti voti in Lombardia !

    Il bello è che i ciellini pensano di far ancora bottino in Lombardia !

    Il bello è che i pidiellini pensano di aver ancora successo in Lombardia !

    Il bello è che i lombardi pensano.. . e non li voteranno più come prima, relegandoli all’opposizione !

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