Sinistra e destra non vogliono l’autonomia. Sono solo stataliste! Non dimenticate il piano per cancellare le Regioni

22di ROBERTO BERNARDELLI* – Alla fine aveva ragione Giuliano Amato quando, in occasione del primo ventennale delle Regioni, scrisse che erano già allora un mostro. Dai e dai, la classe politica ha saputo dimostrare che le Regioni possono essere solo un nuovo centro di spesa, un neocentralismo decentrato e niente di più. Solo pochi casi rari hanno cercato di essere esempio di virtù. Lombardia e Veneto sono un modello di gestione avanzata ed efficiente delle nostre risorse. Per il resto, un luogo dove conquistare il vitalizio al primo mandato, con un assegno quando si è in carica che è paragonabile a quello di un parlamentare. E, in ogni caso, uno stipendio che è pari più o meno a quello della cancelliera Angela Merkel. Solo che, in Italia, poi si passa alla cronaca per le spese pazze: giochi, dvd, matrimoni, e via discorrendo. Perché allora stupirsi se il Pd ci ha provato a cancellare le regioni e a raggrupparle secondo ordine confuso? Non voterà il referendum di Lombardia e Veneto per l’autonomia ma perché stupirsi? Non lo farà neppure la destra, ma perché stupirsi? Sono statalisti, centralisti, difendono un mondo che non c’è più. La contesta referendaria della sinistra e della destra in realtà nasconde il vero intento, è Roma che decide come dobbiamo vivere, convivere, chiamarci di nome.

* presidente e fondatore Grande Nord

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3 Comments

  1. Carlo De Paoli says:

    Lo scopo da conseguire da parte dei veneti dovrebbe essere l’indipendenza e non ottenere la “concessione” di un po’ di autonomia.
    Ancora servi …. e ringraziare pure?
    Quando finirà questa – “Sindrome di Stoccolma”-?
    Quando usciremo da questo “complesso di inferiorità” che ci fa essere complici dei nostri “aguzzini”?
    Capisco che viviamo in “questi tempi”, ma proprio per questo dovremmo girare gli occhi all’indietro per osservare l’opera dei nostri “Anteneti”: cosa direbbero nel vederci leccare la mano dei discendenti di coloro che hanno affossato la nostra Repubblica, e cosa farebbero loro al nostro posto?
    Che, forse, manderebbero le “triremi” a prelevare gli islamici sulle coste dell’Africa per portarli a casa nostra perché avessero a violentare le nostre donne e per mantenerli al posto dei nostri “vecchi”, abbandonati ed uccisi dalla rapace cupidigia di denaro di governanti che si sono distinti per la capacità di svaligiare le banche nell’indifferenza di una magistratura corrotta e complice?
    Sveglia veneti …. !
    Serve ricordare che per molto meno, di quello che hanno fatto questi governanti, Mussolini è stato portato a Piazzale Loreto?

  2. L.I.F.E. FEDERALE says:

    A quanto pare le proposte del XXI SECOLO nel 1993/94 ritornano a galla, non è una novità l’accorpamento a 12 Regioni, l’avevamo sostenuta insieme alla Fondazione Giovanni Agnelli base per la riforma dello Stato.per un Federalismo Unitario e Solidale. Ne abbiamo ampia documentazione.
    Avevamo ragione allora e la conferma viene oggi,bene,meglio cosi !
    E. Ricci
    LIFE FEDERALE

  3. giancarlo says:

    La cartina mi potrebbe piacere solo in un caso.
    Le macroregioni diventano stati indipendenti e sovrani e si costituisce l’italia federale.
    Roma può restare capitale dell’italia federale, ma ha poche competenze da gestire.
    Tutto il resto viene governato dalle macroregioni come meglio credono.
    Il debito pubblico resta in capo alle regioni che lo hanno prodotto.
    Le regioni virtuose, su votazione dei propri parlamenti possono votare una legge che preveda un aiuto allo stato federale sulla base del loro PIL prodotto di anno in anno senza eccezioni.
    Forse sto sognando……………
    WSM

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