Il Parlamento italico come il Titalic, balla sulla nave che affonda

di FABRIZIO DAL COL
Siamo alle comiche finali. I partiti sono allo sbando più totale e i loro colonnelli incapaci persino di guardare sulle “punte dei propri piedi”. Si scannano sulla legge elettorale e propongono soluzioni politiche che definirle bambinesche sarebbe ancora un eufemismo. Trattano tra di loro accordi a destra come a sinistra credendo di poter far leva sui rispettivi consensi, acquisiti in modo “truffaldino” grazie ad una legge elettorale che loro stessi si sono dati e mediano furbescamente i loro intrighi con “accordi clandestini” volti a costruirsi un “castello blindato” per evitare di scomparire definitivamente dal panorama politico. Mentre sorreggono il governo Monti sempre più in difficoltà, antepongono “artatamente” i loro distinguo politici per far intendere di rappresentare ancora la logica ideologica destra–sinistra, quando invece dovrebbero traghettare insieme il paese fuori dal disastro economico finanziario e far “toccare con mano” le volontà politiche da veri “statisti” per rimediare ad uno sfascio di cui gli unici responsabili sono proprio loro.

E mentre discutono di legge elettorale, ovvero di quel “castello blindato“  per garantirsi i “posti al sole” ed incrementare lo scarso consenso di cui ancora dispongono, progettano anche di “inchiappettare” gli italiani in vista delle prossime elezioni, pensando irresponsabilmente di costituire un governo in grado di durare 5 anni e di risolvere definitivamente i problemi che loro stessi, a scapito dei cittadini, continuano a mantenere inalterati al fine di dimostrare che con un esecutivo forte potranno poi risolverli e quindi riacquisire quella fiducia necessaria a governare una “emergenza nazionale”. Sembra quasi che stiano sul Titanic, dove i ricchi che stavano sul ponte a ballare incuranti del fatto che potesse affondare hanno preferito continuare a ballare sapendo di poter disporre di un congruo numero di scialuppe di salvataggio per potersi salvare, pur consapevoli che, nei piani dove alloggiavano i poveri non vi era tale privilegio e salvarli tutti sarebbe stato impossibile. E mentre lor signori sono strenuamente affaccendati a salvarsi a tutti i costi, l’Italia si sta giocando l’ultima partita in seno all’Europa che vede il premier Monti sempre meno fiducioso di poter salvare il Paese nonostante l’appoggio evidente degli USA.

La resistenza del governo tedesco contro l’avvio urgente del provvedimento “anti spread”, associata all’altolà inviato al presidente della BCE Mario Draghi di non mettere in pratica iniziative di cui la BCE non ha il mandato, è una bomba ad orologeria destinata ad esplodere prima del prossimo vertice del Consiglio Europeo. E mentre scrivo appare sempre più evidente, alla luce dell’attacco finanziario ad opera dei mercati subito giovedì dai paesi in difficoltà, che l’attesa delle famose “sette settimane” richieste dalla Merkel per consentire alla corte costituzionale tedesca di redimere una “astrusa incostituzionalità”, sono da una parte eccessive per i costi a cui i paesi costretti all’attesa andranno incontro e dall’altra favorevoli invece ai mercati che possono continuare a speculare tranquillamente sino alla scadenza.

Infine, se la corte costituzionale tedesca dovesse esprimersi con una bocciatura, gli Stati rischierebbero di non potersi più difendere dagli assalti finanziari dei mercati e il loro default, così come il fallimento della moneta unica, saranno la logica conseguenza.

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8 Comments

  1. A parte lo spiacevole dettaglio che il cosi-detto “Procellum” reca firma Calderoli e non proprio “una legge elettorale che loro stessi si sono dati”, vorrei far notare che i tedeschi si chiedono esattamente come Lombardi e Veneti perchè devono pagare gli sprechi degli altri. Sprechi che loro non hanno chiesto.
    La Germania si sta comportando nei confronti di chi ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità per decenni facendo debiti esattamente come si sarebbe comportata la Lombardia se l’Italia avesse avuto un ordinamento federale. ovvero pretendendo che la smettano di sperperare denaro.
    Il loro comportamento è un “costo-standard-in-salsa-tedesca”. Così come i costi standard dicono che se vuoi pagare una radiografia il triplo degli altri te la paghi tu alla stessa maniera

  2. elisa belloni says:

    4 Agosto 2012
    Fuori i soldi!

    Quando si afferma che in Italia non ci sono soldi, che non si possono fare tagli, si afferma una colossale balla. Semplicemente, il Sistema non può segare il ramo dove è seduto, un ramo di privilegi, di connivenze, di “roba” dello Stato affidata agli amici, di opere inutili come la Tav affidate alle cooperative rosse, di sperperi colossali senza ritorno occupazionale. Rigor Montis è ridotto alla parte del mendicante, del viandante europeo con il piattino in mano per chiedere agli Stati europei di comprare i nostri titoli per non fallire. Un giorno a Berlino, il giorno seguente a Helsinki e il successivo a Parigi. I premier europei lo scansano come un questuante. Ma i soldi ci sono, bisogna solo andarli a prendere.
    Iniziamo oggi con i risparmi dalle pensioni d’oro che gridano vendetta al cospetto di Dio, degli imprenditori suicidi, degli operai in mezzo a una strada, delle devastazione del tessuto produttivo delle PMI, degli esodati presi per i fondelli. Le pensioni d’oro sono100.000 con un costo annuo di 13 miliardi, se venissero abbassate a 5.000 euro netti al mese, il risparmio ANNUALE sarebbe superiore ai 7 miliardi di euro. In luglio i parlamentari hanno bocciato un emendamento per portare le pensioni d’oro a un minimo di 6.000 euro netti al mese e, se cumulate con altri trattamenti pensionistici, a 10.000. Rigor Montis si è ben guardato da fare un decreto legge. Il Parlamento è come Fort Knox. Gli ex parlamentari percepiscono 2.330 pensioni, pari a 219 milioni di euro all’anno, di cui solo 15 milioni versati da loro. Gli altri 204 li pagano gli italiani con le tasse più alte del mondo. Conoscere i dettagli dei pensionati d’oro fa venire la bava alla bocca.Giuliano Amato prende 31.000 euro lordi AL MESE, 9.000 di vitalizio da ex parlamentare, 22.000 dall’INPDAP da ex professore universitario. Come potrebbero vivere senza un vitalizio gli ex parlamentari? Che mestiere potrebbero fare un D’Alema o un Gasparri dopo decenni di onorato servizio? Il vitalizio è una necessità per non lavorare, a destra come a sinistra. Oliviero Diliberto ha diritto a 7.959 euro dall’età di 51 anni, Franco Giordano a 6.203 euro dall’età di 50 anni, Waterloo Veltroni 9.000 euro da quando aveva 49 anni, che incassò prima di ritornare a prendere lo stipendio da deputato. Come vi sentite adesso? Siete ancora in grado di pagare la cartella di Equitalia con il sorriso sulle labbra e di andare in pensione a 67 anni, se ci arriverete vivi? I vitalizi vanno aboliti e quelli in vigore abbassati a 3.000 euro lordi. L’acqua è frizzante, ripeto: l’acqua è frizzante.

    Ps: A Parma è stata scelta la Giunta basandosi sui cv ed i colloqui individuali. Tra le figure che possono essere scelte c’è anche la figura del Segretario Generale. Secondo l’art. 99 del D.Lgs. 267/2000 il sindaco nomina il segretario, scegliendolo tra gli iscritti all’albo nazionale dei segretari comunali e provinciali. (http://www.agenziasegretari.it/?page_id=1743)
    I candidati devono essere di prima fascia (classe A) e preferibilmente devono aver già svolto la Segreteria Generale presso comuni con oltre 100mila abitanti.
    La candidatura potrà avvenire inviando una mail a sindaco@comune.parma.it

  3. gino paolini says:

    Basta con questa cricca di banditi, saccheggiatori e parassiti. Prima ce ne liberiamo e meglio e’.

  4. ottimo articolo … non sraà così per gli AMICI DEGLI AMICI DEGLI AMICI del POLITICO di TURNO .. sapessero quanto me ne fotte !!!!!!!!!!!!!!

    • Veritas says:

      Beh, ma non bisognerebbe fregarsene, bisognerebbe reagire!
      Comunque, i nostri politici non sanno davvero quello che fanno. A prrte i loro amici e i loro dipendenti, chi li votera’?

  5. Mauro Cella says:

    Il problema parte dal basso.
    Perché i partiti italiani, a parole disprezzati ed odiati da tutti, non hanno altra opposizione seria ed organizzata che il M5S? D’altronde l’Italia non è l’Arabia Saudita o la Cina: chiunque può partecipare alla politica, chiunque può raccogliere firme per presentare una lista.
    La risposta è tanto semplice quanto amara: è il prezzo che la parte più onesta e produttiva del paese paga per il proprio disinteresse nei confronti della politica. Platone lo aveva già detto quasi 23 secoli addietro: la penalità che si paga per non prendere parte alla politica è che si finisce per essere governati dai propri inferiori.
    Questi “inferiori” che ora siedono sui banchi del Parlamento rappresentano la parte peggiore d’Italia e ne fanno gli interessi, incuranti di tutto il resto.
    Questi “inferiori” non sono una dinastia regnate o conquistatori stranieri: provengono dalle parti peggiori della società e dell’economia italiana. Parlare di “casta” è un modo per fare finta che gli “inferiori” si siano imposti colla forza o siano saltati fuori dal nulla, un modo per mettersi a posto la coscienza.
    Chiediamoci perché il nord, che ha schiere di onesti imprenditori e legioni di grandi lavoratori ha saputo produrre solo i Bossi, i Berlusconi, i Formigoni, gli Zaia, le Brambilla e le Gelmini.
    La risposta è semplice: perché gli onesti imprenditori ed i grandi lavoratori hanno lasciato campo libero ai fanfaroni, ai disonesti, agli imbroglioni e agli aspiranti tiranni che, differentemente da quanto vogliamo credere, non sono prodotti esclusivi della penisola a sud del Po. Esistono in tutto il mondo.
    Non è che la Svezia o l’Olanda abbiano classi politiche intrisecamente migliori delle nostre per via del clima, della latitudine o di chissà quale altro fattore astratto. Gli imbroglioni e i fanfaroni li hanno anche loro: è solo che da quelle parti il settore più onesto e produttivo della società non si è disinteressato della politica quanto noi ed è quindi in grado se non di tenerli sotto controllo perlomeno di mitigarne la nefasta influenza.

    Si potrebbe discutere a lungo delle ragioni di questo disinteresse quasi patologico ma, per quanto sia un’affascinante argomento, non è il caso di dilinguarsi.
    Bisogna capire i motivi per cui onesti e produttori di ricchezza non riescono ad ad alzare la testa.
    La paura senz’altro gioca un ruolo fondamentale: gli “inferiori” hanno costruito un regime repressivo che, casualmente, va proprio a colpire maggiormente chi produce ricchezza. Si rischia di più per il nero che per avere imbrogliato per ottenere i fondi UE o una pensione d’invalidità. I controlli sono a senso unico, Le pene severissime in un caso e tiepide nell’altro.
    L’avere instillato un senso di impotenza è senz’altro un altro fattore. Da bravi cittadini onesti e rispettosi della legge abbiamo votato per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e del Ministero dell’Agricoltura. Sappiamo come è andata finire. Gli “inferiori” sanno bene che i loro avversari non alzano la voce, non hanno tempo e voglia di scendere in piazza o di incrociare le braccia, quindi basta ignorarli perché difficilmente gli onesti diventano pericolosi.
    Ma la Bibbia ci dice anche “temi l’ira del mansueto”…

  6. lory says:

    è ora che questa banda di sapientoni vada in esilio !

    • Dan says:

      Sì certo, mo guarda che li vedi preparare le valigie e togliere il disturbo perchè noi qui lo diciamo, perchè facciamo la manifestazione pacifica con qualche bandiera come se fossimo allo stadio…

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