Il parcheggio di Ponte di Legno? Imparino da Maria Teresa che ha fatto la Scala

di Gian Luigi Lombardi-CerriTeatro_Scala_Milano

Le librerie e le biblioteche sono piene di libri sulla corretta gestione di un progetto , ma se si dovesse scrivere un ennesimo manuale suggerirei di basarsi sul progetto e sulla costruzione del Parcheggio di Ponte di Legno.

Sarebbe un manuale tipico del “che cosa  si deve fare per evitare che un progetto NON vada a buon fine , in tempi accettabili e al minimo dei costi”.

Oltretutto rappresenta un esempio tipico dello spreco dei soldi pubblici.

Anzitutto la localizzazione. Serviva un parcheggio multipiano in quel preciso punto?

Nemmeno per sogno! Potendo essere utilizzato soltanto da turisti occasionali in quanto tutte le abitazioni e gli alberghi circostanti erano e sono dotate di sufficienti e idonei parcheggi. Era il sito adatto?

Neanche per sogno! Essendo da sempre intriso d’acqua addirittura affiorante, oltre che dotato di un poco poetico canneto., prima di essere asfaltato.

Sono stati effettuati , a tal proposito, ben tre sondaggi  (tutti e tre concordanti) alla fine dei quali mancava solo che fosse scritto : “ Se te lo ha ordinato il medico di fare qui un parcheggio fallo, sennò……”

E’ stata corretta la scelta dell’impresa ?

Non so!

Si è iniziato con una impresa di medie dimensioni che si è dovuta arrendere alla complicatezza del lavoro per passare ad una impresa di fama internazionale (come se io, volendo un autista andassi ad interpellare Nicky Lauda) per doversi rivolgere alla fine ad una impresina tuttora in ansiosa opera.

Tutto il lavoro corredato da ingenti danni alle abitazioni circostanti, danni che non erano fuori dalla prevedibilità umana, essendo, i rischi, stati evidenziati dai sondaggi.

E i tempi?

Nell’anno di nostro Signore 1776 l’Imperatrice Maria Teresa diede l’ordine di costruire un “ teatrino” chiamato per soprannome “La Scala “ .

Nello stesso mese dell’inizio (agosto), è stato inaugurato lo stesso mese, due anni dopo, ossia nel 1778, dall’Arciduca Ferdinando d’Asburgo Este.

Mi permetto solo di ricordare che per scavare, a quei tempi, era disponibile solo un congruo numero di badili e di picconi e, per portare in alto il cemento, numerose scale e secchielli.

Se vogliamo tirar fuori un progetto un po’ più moderno si può citare il tunnel sotto la Manica che la società anglo francese Trans Manche ha realizzato in 7 anni al costo di 11.436.693.301 euro per una lunghezza di 50 km.

Una “sciocchezza “ al confronto del parcheggio di Ponte lungo circa 300 m che è costato SINORA 15.5 milioni di euro .

Fate voi le divisioni per ricavare il costo al metro.

Il megaparcheggio di Ponte  è iniziato solo 9 anni fa e non è ancora finito, dopo strenue lotte con l’acqua che ha accampato e continuerà imperterrita ad accampare inviolabili, epocali diritti.

I costi?

Sarò lapidario:  sono stati spesi ( lo ripeto) 15.5 milioni a tutt’oggi ( e non è ancora finito, mancando totalmente degli indispensabili impianti) per 240 posti  auto (non box, solo posti)!

Per la consolazione del lettore con il “poco” che hanno speso per il tunnel sotto la manica la società costruttrice e proprietaria Trans Manche rischia il fallimento per l’insostenibile onere degli interessi passivi.

Estetica.

L’unica cosa che non si può dire è che il parcheggio sia brutto poiché chi lo ha ideato, forse in un eccesso di pudore, lo ha seppellito in modo tale che nessuno possa vederlo se non con un atto di masochistica volontà.

Poichè è inveterato uso mettere le lapidi dappertutto sarebbe il caso che ne venisse messa una  con su scritto : “ Qui giace una non indifferente parte dei soldi degli italiani. Monumento allo spreco! “

Una vecchia canzone dei Gianni Meccia in titolata “Il pullover” ben si adatta alla situazione con un opportuno cambio di parole:

“Il parcheggio che tu hai dato a me,

sai mio caro possiede una virtù

la fiducia che io avevo in te

se n’è andata cun’t i me danee.”

 

Considerazione finale. Perchè ho voluto fare questo esempio? Ho tanti ottimi amici a Ponte di Legno (abito solo ad un paio di chilometri). Suggerisco a tanti altri amici di passare le loro vacanze in alta Valle perché è un posto meraviglioso e con adeguate attrezzature, ma nell’alta valle, che dico nella Valle Camonica, che dico, nell’Italia intera devono comandare persone all’altezza dei compiti, capaci di non sprecare una valanga di denaro pubblico come si è sinora fatto.

 

 

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2 Comments

  1. amedeo says:

    Ho passato le vacanze della mia gioventu’ in Alta valle Camonica.
    Quando ci torno, mi viene da piangere: colate di cemento ovunque, costruite seconde case in ogni possibile luogo dove si potesse cotruire, e non.
    Interamente distrutta l’anima dei paesi montani, irriconoscibili, brutture ovunque.
    in vacanza vado all’estero, parcheggio o non parcheggio.

  2. Paolo says:

    Forse Maria Teresa riuscirebbe a finire il parcheggio di ponte di legno. Bisognerebbe interpellarla, ma poi mancherebbero i badili. Nella vita non si può avere tutto!

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