Il pan ci manca…. Il 65% delle famiglie taglia sui viveri

di ELSA FARINELLI

Il sindacato ha le sue colpe, infinite e inenarrabili, disastrose. Ma Landini ha ragione quando dice: in piazza ci va chi lavora, il Paese vero, altro che Leopolde….

Come la mettiamo quindi con i dati diffusi dalla  Cia-Confederazione italiana agricoltori? Anche infatti se l’indicatore della disoccupazione è sceso di 1,5 punti percentuali nel 2013, la situazione nel Paese resta grave: le famiglie gravemente deprivate sono ancora 2,8 milioni, mentre quelle a rischio di povertà ed esclusione sociale sfiorano quota 4,4 milioni. Lo afferma la, in merito ai dati Istat relativi alle condizioni di vita degli italiani. Nell’ultimo anno sono state 4 milioni le persone costrette a rivolgersi agli enti caritativi per un pasto gratuito o un pacco alimentare – evidenzia la Cia -. Ma anche chi “resiste” ai colpi della crisi – spiega la Cia – deve mettere in atto tagli draconiani ai consumi, anche quelli insopprimibili come gli alimentari. Nell’ultimo anno il 65 per cento delle famiglie ha ridotto quantità e qualità del cibo acquistato, percentuale che però arriva al 77 per cento nel Mezzogiorno. Ancora: il 58 per cento sceglie i prodotti con il prezzo più basso, mentre una famiglia su quattro ritorna a riciclare gli avanzi. Infine il 21 per cento dice addio a pranzi e cene al ristorante. Di sicuro non ha  i mille euro per partecipare alle cene con Renzi per sostenere il nuovo corso delle riforme. Le solite minestre riscaldate.