Il Paese è stabile e immobile con Renzi, Salvini e Silvio. Tranquilli: Landini non spacca nessuno

di AGILULFOlandini

«Il compagno Landini adesso spacca il PD», titolava domenica Il giornale.it, e Repubblica, vero centro dell’attuale sistema di democratura, aveva, incredibilmente, un titolo molto simile, sottolineando il disaccordo di Civati & company nei confronti delle manovre del leader della FIOM. Tranquilli, il paese politicamente è stabile come mai non lo è stato.  La stampa e le televisioni sono tutte allineate, però c’è libertà di stampa.

Al governo il PD di Renzie con l’alleato NCD, numericamente superfluo, ma utile ad avere la benedizione dei vescovi. All’interno la finta opposizione di Bersani, D’Alema e similcompagni. Nessun parlamentare spaccherà il PD, altrimenti chi gli garantisce di nuovo uno scranno a ventimila euro al mese? All’esterno la finta opposizione di Forza Italia: il patto del Nazareno  vivo e lotta insieme agli interessi della famiglia Berlusconi. Sempre all’esterno c’è l’opposizione, si fa per dire, della Lega Nazionale di Salvini, vale a dire l’opposizione come la vuole il governo: a urla e maldipancia, con un efficace marketing elettorale che garantisce posti, ma non mette in questione la certezza di Renzi di vincere le elezioni. Restano i Cinque Stelle, umorali e banali come Facebook, di cui si nutrono, senza uno straccio di progetto per cambiare realmente questo Paese e culturalmente (?) subalterni alla Sinistra, come ha dimostrato il loro voto contro il reato di immigrazione clandestina. SEL, il partito dei proletari in cashmere e dei presidenti di regione inquisiti, è lì nel suo angolino, e non romperà troppo, tanto più che da tempo ha ormai sostituito la rivoluzione comunista con la rivoluzione sessuale.  Però c’è libertà di associazione.

Difficile, dunque, pensare a un sistema politico più stabile e più apparentemente democratico. Però c’è libertà di pensiero.

Noi comandiamo, chi è ancora capace di farlo, pensi pure liberamente, al bar o in soffitta, tanto alla fine, contano i voti: noi la libertà di pensiero la consentiamo, purché di solo pensiero si tratti. A impedire che le idee circolino c’è la stampa di regime, cioè quasi tutta. Pensare, pure, se vi pare. Che conta è chi ha in mano le poltrone e la gestione di quel che tiene insieme il Paese, vale a dire le tasse.  L’Italia è un paese democratico fondato su Equitalia. Il popolo esercita la sua sovranità nei limiti stabiliti dalla Costituzione e, soprattutto, dai custodi della Costituzione, al guinzaglio di grembiulini, cosche, Stati Uniti e Trojka. Il Parlamento e suoi cadregari ne sono garanti, altrimenti chi li rielegge? Pagate e tacete: siete liberi di pensare. È la democratura, bambini: aprite il 740, e iniziate a compilarlo.

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2 Comments

  1. Raffaello says:

    Elogio al PENSIERO
    Renato, Io penso ! cioè, penso di pensare e vedo che altri come AGILULFO pensano ed esprimono al meglio la realtà è tutto un pensiero corale di come stanno veramente le “cose” . Qello che non riesco a capire perchè non riesco a pensare di vendere “baita” (se mai mi rimane qualcosa dopo il 740) e rifugiarmi in qualche angolino delle Canarie (anche Baleari) a finire serenamente gli ultimi anni o attimi che rimangono della (aquesto punto) inutile vita che mi hanno fatto vivere. Però sai cosa penso ? Penso alla nuvoletta di Fantozzi che non lo abbandonava MAI quando decideva di andare in vacanza !! Perciò penso che è più onorevole che rimanga, scavo una trincea o elevo barricate stilel 5 o 10 giornate e tra una bozza e l’altra di Franciacorta inneggio ai “Nostri” vecchi inni pattriottici aspettando l’avanzata delle orde fagocitanti il “nostro Popolo” che pensa di scampicchiare alla dissoluzione.
    Penso che da oggi, ogni giorno “è un bel giorno per morire” purchè muori con la dignità di non esserti mai venduto ! Gli altri la PENSINO come vogliono !

  2. renato says:

    L’alesatura dello sfintere (quello per antonomasia) da parte dei reggenti è pratica quotidiana. Non viene nemmeno data in opzione la lubrificazione/refrigerazione del pezzo a causa dei costi non previsti dalla spending review. Il cittadino medio, quello che col suo voto garantisce il prosieguo dell’operazione, limita il proprio disappunto all’esercizio della libertà di pensiero, Ma c’è ancora qualcuno che pensa ?

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