Il Paese dei nanetti. Il Pil del cimitero Italia mentre gli altri crescono

di GIOVANNI D’ACQUINOPil in caduta

Crescono tutti tranne che i fratelli d’Italia. Il Pil è sceso ancora. Le tasse salgono ancora.

Abbiamo perso un altro mezzo punto rispetto ad un anno fa. E gli altri che fanno? La Gran Bretagna sale a colpi di 3 punti, gli Usa del 2,4, e via discorrendo.

Vediamo il lungo necrologio dell’Istat che certifica il crollo dei consumi, e persino il ministro Padoan deve ammettere che ci stiamo avviando verso la deflazione. Il calo degli investimenti dice tutto. I consumi sono fermi, diminuiscono le importazioni, deboli gli aumenti delle esportazioni. Insomma, siamo un paese da cui scappare o in cui finire alla fame i nostri giorni. Ecco qui….

L’elenco della spesa cimiteriale

Nel terzo trimestre del 2014 il prodotto interno lordo, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, e’ diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% nei confronti del terzo trimestre del 2013. Lo riferisce l’Istat. La stima preliminare diffusa il 14 novembre 2014 scorso aveva registrato la medesima variazione congiunturale e una diminuzione tendenziale dello 0,4%. Il terzo trimestre del 2014 ha avuto quattro giornate lavorative in piu’ del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al terzo trimestre del 2013. La variazione acquisita per il 2014 e’ pari a -0,4%. Rispetto al trimestre precedente, i consumi finali nazionali hanno registrato una variazione nulla mentre gli investimenti fissi lordi sono scesi dell’1,0%.Le importazioni sono diminuite dello0,3% e le esportazioni sono aumentate dello 0,2%.

Guardiamo come crescono gli altri

Nel terzo trimestre, il PIL e’ aumentato in termini congiunturali dell’1,0% negli Stati Uniti, dello 0,7% nel Regno Unito, dello 0,3% in Francia e dello 0,1% in Germania. In termini tendenziali, si e’ registrato un aumento del 3% nel Regno Unito, del 2,4% negli Stati Uniti, dell’1,2% in Germania e dello 0,3% in Francia. Nel complesso, il PIL dei paesi dell’area Euro e’ aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% nel confronto con lo stesso trimestre del 2013.

Settore per settore…

Nel terzo trimestre si registrano andamenti congiunturali negativi del valore aggiunto delle costruzioni (-1,1%), dell’industria in senso stretto (-0,6%), dell’agricoltura (-0,1%) e degli altri servizi (-0,1%). Il valore aggiunto del settore che raggruppa le attivita’ del commercio, alberghi e pubblici esercizi, trasporti e comunicazioni e’ rimasto invariato, mentre si registra un incremento per il settore del credito, assicurazioni, attivita’ immobiliari e servizi professionali (0,1%). In termini tendenziali, il valore aggiunto e’ diminuito in tutti i principali comparti: -3,5% nelle costruzioni, -1,1% nell’industria in senso stretto, -1,3% nell’agricoltura e -0,1% nei servizi.

 

Tutti giù per terra

La domanda nazionale al netto delle scorte ha sottratto 0,2 punti percentuali alla crescita del PIL: +0,1 punti i consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private (ISP), -0,1 la spesa della Pubblica Amministrazione (PA) e -0,2 gli investimenti fissi lordi. Anche la variazione delle scorte ha contribuito negativamente alla variazione del PIL (-0,1 punti percentuali), mentre il contributo della domanda estera netta e’ stato positivo per 0,1 punti percentuali. Si registrano andamenti congiunturali negativi per il valore aggiunto dell’agricoltura (-0,1%), dell’industria in senso stretto (-0,6%) e delle costruzioni (-1,1%), mentre il valore aggiunto dei servizi e’ rimasto stazionario. In termini tendenziali, il valore aggiunto e’ diminuito in tutti i principali comparti: -3,5% nel settore delle costruzioni, -1,1% nell’industria in senso stretto, -1,3% nell’agricoltura e -0,1% nei servizi.

In termini congiunturali, le importazioni di beni e servizi sono diminuite dello 0,3%, il totale delle risorse (PIL e importazioni di beni e servizi) si e’ ridotto dello 0,2%. Dal lato della domanda, le esportazioni sono aumentate dello 0,2%, i consumi finali nazionali sono rimasti invariati e gli investimenti fissi lordi sono diminuiti dell’1,0%. Nell’ambito dei consumi finali, la spesa delle famiglie residenti e delle ISP e’ aumentata dello 0,1%, quella della PA e’ scesa dello 0,3%. La contrazione degli investimenti e’ stata determinata da una flessione della spesa per macchine, attrezzature e altri prodotti (-0,5%), per mezzi di trasporto (-4,9%) e degli investimenti in costruzioni (-0,9%). Rispetto al trimestre precedente, la spesa delle famiglie sul territorio nazionale ha registrato un aumento dello 0,1%: in particolare sono aumentati gli acquisti di beni durevoli (1,9%) e di beni semidurevoli (1,1%), mentre hanno registrato una diminuzione dello 0,1% sia quelli di beni non durevoli, sia quelli di servizi.

 

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