Il Nord dell’Isis: Como, Brescia, Massa. Marocchino accusato di terrorismo e scarcerato dai giudici, rastrellava per la jhad

di GIULIO ARRIGHINIisis

Un asse del Nord, con epicentro Brescia. Con i tre arresti nel bresciano, infatti, per la prima volta, è stata applicata la norma sui sospettati prevista dal decreto legge antiterrorismo, la stessa norma che viene applicata ai sospettati di mafia. Lo smantellamento della cellula di reclutamento in Italia è stato condotto dall’Ucigos ed eseguito dalla Digos di Brescia e dalle Questure di Torino, Como, Massa Carrara Brescia.

E’ il Nord della jhad! E’ la terra di nessuno, ormai. E mentre tutti plaudono all’intervento degli investigatori, nessuno si sofferma su un fatto, e cioè che una delle menti dell’organizzazione, fosse un marocchino già noto alle patrie galere ma scarcerato dal tribunale del riesame. Era stato già accusato di terrorismo. Quanti altri Anas El Abboubi ci sono in Italia, al Nord? Quanti altri presunti profughi, come l’assassino di Terni, sono in attesa di un democratico riesame della richiesta di asilo respinta? Quanti clandestini nullafacenti vengono in Italia per altre finalità eversive?

Anas, 21 anni, era stato arrestato dalla Digos di Brescia nella casa di Vobarno in cui viveva con i genitori e il fratello minore. L’accusa: addestramento finalizzato al terrorismo internazionale. Scarcerato dal Tribunale del Riesame, era tornato sui libri, peer diventare elettricista. Per poi sparire nel nulla. O meglio, in Siria… Sul suo profilo Facebook (alla voce «Anas Al-Italy»), di professione «lavora presso la Jihad».

Le indagini coordinate dalle Procura di Brescia – che hanno portato all’arresto di tre persone sospettate di essere legate all’Isis – hanno preso avvio nel settembre del 2013 dopo che Anas El Abboubi, marocchino accusato di addestramento poi scarcerato dal Tribunale del riesame, lasciò l’Italia. Dal profilo facebook ‘Anas al Italy’ sono state estrapolate immagini che hanno evidenziato l’adesioni di El Abboubi a gruppi combattenti per l’affermazione del califfato in Siria. “Unisciti a noi. Il Jihad ti aspetta”, recitavano i messaggi sul profilo del giovane ritratto con Kalashnikov, “Uccidi i pagani, e’ un dovere per ogni musulmano”. Le indagini hanno consentito di ricostruire gli ultimi spostamenti in Italia del marocchino e i contatti intrattenuti prima del suo trasferimento in Siria per aderire all’esercito islamico col nome di battaglia di ‘Abu Rawaha l’italiano’.

Le indagini hanno portato alla luce un “canale di reclutamento” attraverso Internet, con base in Albania e propaggini in Italia. Al centro della ‘cellula’ i due albanesi Alban e Elvis Elezi. Rispettivamente zio e nipote, il primo fungeva da “terminale logistico e operativo in contatto diretto con i gruppi di combattenti”; il secondo svolgeva il ruolo di “procacciatore di combattenti attraverso il web”. E’ stato accertato che El Abboubi il 6 settembre si recò in Albania dove ricevette le istruzioni per unirsi a gruppi jihadisti in Siria; il 14 poi partì da Milano Malpensa diretto a Istanbul.

 

Segretario Indipendenza Lombarda

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One Comment

  1. Raffaello says:

    E questi sono quelli che non fanno nulla per nascondersi, spacconano a 360 gradi la loro fede e l’idea di eliminarci, ben che vada di “sodomizzarci” religiosamente ! E quelli che zitti zitti…, che sanno come funzionano le intercettazioni…, che si ritrovano nelle moschee, che si radunano in appartamenti pieni di documenti-DVD-cassette ecc inneggianti la “loro” guerra santa, che girano in mezzo a noi ostentando i simboli di appartenenza all’integralismo, che giorno per giorno con “santa” pazienza preparano le basi per logorarci e conquistarci, che mettono al mondo più figli possibile (intanto paghiamo e manteniamo NOI) indottrinandoli all’ubbidienza delle leggi coraniche e all’odio per gli infedeli (SEMPRE NOI) e cosi continuando e dettagliando si potrebbero riempire pagine di esempi….. ma abbiamo presente tutto questo quanto ci costa ? economicamente, psicologicamente, socialmente, politicamente (e paghiamo sempre NOI) ….. qualcuno crede ancora che avviene così per caso, che nessuno sà, che non si può far nulla politicamente e giuridicamente ? A chi giova tutto questo ? Ci ricordiamo la “storia” che ci hanno insegnato a scuola? Quella del cavallo con i nemici nel panciione che poi ne è scaturita la distruzione di uno stato ? Un grosso cavallone di legno pesantissimo che non si muoveva manco con un vento forza9, come ha fatto ad entrare in città ? chi l’ha fatto entrare ? perchè ? VI RICORDA QUALCOSA ??
    A me si, che da quando è entrato la stiamo ancora pagando – SEMPRE NOI !!

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