Il Nord cerca nuove Insorgenze

di STEFANIA PIAZZO – Vi ricordate il fenomeno dei Forconi?  Si pensava potessere trattarsi di nuove insorgenze. Ma non fu  poi così. Tanto, chi vuoi si ricordi cosa sono state le insorgenze… Ovvero una protesta contro il potere fatta da gente non organica al sistema.

Se la storia non fosse un peso da scrollarsi presto di dosso per non far percepire al popolo che si è all’apice di un ciclo, i forconi sarebbero già entrati nel palazzo.

Il popolo insorse, in modo spontaneo, ieri come allora, all’invasione: dello Stato oggi, delle truppe napoleoniche ieri.

L’invasione – napoleonica ma costante – è palese. Lo è nella nostra vita, nello stato di fatto da prefetti, voluti da Napoleone. Lo è nelle tasse, napoleoniche, dovute al vincitore. Lo è nella reazione all’annessione forzata di un Paese spaccato in due. Tenuto insieme, come da Napoleone, dagli interessi di un impero. Annettere, tassare. Lo è nella distruzione dell’identità e di una radice cristiana della cultura dei territori: distrutta allora, divelta oggi dal multiculturale politicamente corretto. Si abbattono le chiese, si ergono altri luoghi di culto verso il dio unico: moneta, stato.

E’ dura per l’informazione andare oltre il dato statistico di un’occupazione. Binari, caselli, strade. Il fenomeno è storico, e anticipa, nelle modalità del suo ritorno, la fine di un ciclo imperiale economico, statuale.

Il potere sembra aver vinto su tutto, è dentro il sindacato, è dentro i partiti, che si sono mangiati le associazioni e le sigle imprenditoriali, in un altro cartello: per conservare.

Ma l’acqua cerca altre vie di fuga e scorre dove può. L’altro dato di fatto, evidente, è che quelle di oggi sono vere e proprie insorgenze, moti spontanei dal basso, che sfuggono al controllo di tutti i partiti. Nessuna forza politica, oggi, può o riesce a incanalare questa protesta. Non può il centrodestra, che cambia il simbolo e resta uguale, con le facce di chi è da 30 anni in politica. Non può il centrosinistra, neanche con Renzi, il nuovo di quel che….avanza, cioè il nulla. Non può con Grillo, con il suo costituzionalismo spinto. Non può con la Lega, che ha buttato via un sogno.

Partiti di potere, in mutande bianche, rosse o verdi, non ricordano che fu proclamata persino la Repubblica di Bergamo e Brescia. Che il Nord si sollevò a Pavia… E poi fu la volta di Varese, di Como, di Milano, di Casalmaggiore… Fu il mantovano, insorse la bassa bresciana, la Val Trompia  e i comuni della Riviera di Salò. Poi fu la volta della Brianza, della Valtelllina, furono le Pasque Veronesi, e l’assedio di Castelvecchio con i cannoni puntati sulla popolazione ribelle. Furono Isola della Scala, Belluno, Bassano, Schio, il Trentino.. Fu l’insorgenza di Andreas Hofer in Tirolo… Fu Torino, con l’assedio della città, fu Ivrea, fu Genova… Furono l’Emilia e la Romagna con Salsomaggiore, Bobbio, Castellarquato, fu Lucca, furono Perugia, il Montefeltro e l’aretino. Furono le Marche di Osimo e Macerata, Fabriano e Ascoli.  Fu Napoli, francesi da una parte, lazzaroni dall’altra. Fu la Calabria, fu la Puglia con Andria e San Severo…

 

Oggi il nord ha bisogno di nuove insorgenze! Partono dall’impegno individuale.  Come  scriveva Brecht nel suo “A chi esita”.

A chi esita

Dici:
per noi va male. Il buio
cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando
si era appena cominciato.

E il nemico ci sta innanzi
più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso
una apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può più mentire.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d’ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole
le ha travolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.

Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto?
Qualcosa o tutto ? Su chi
contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla corrente? Resteremo indietro, senza
comprendere più nessuno e da nessuno compresi?

O contare sulla buona sorte?

Questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
oltre la tua.

BERTOLT BRECHT

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2 Comments

  1. Giorgio says:

    Bello. Il Doge, di Cantù

  2. Riccardo Pozzi says:

    Splendido.

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