Il “niet” di Berlusconi alla Lega (tattico?) riavvicina Maroni e Reguzzoni

di GIANMARCO LUCCHI

Il ‘niet’ di Silvio Berlusconi alla candidatura di un leghista alla guida di Palazzo Lombardia alimenta le scintille tra Pdl e Lega Nord, in vista del voto anticipato, ma non frena le mire del Carroccio che continua a puntare sul suo uomo “forte”, Roberto Maroni. E soprattutto non è affatto detto che si sia consumata la rottura: sembra invece l’inizio di un lungo “braccio di ferro”. Il Cavaliere,
dato nei giorni scorsi tra gli ‘sponsor’ della corsa dell’ex ministro dell’Interno, pronto a ‘sacrificare’ l’ambizione di avere un suo uomo in Lombardia per un ritorno dell’alleanza Pdl-Lega a livello nazionale, ha negato che questa sia la sua posizione e ciò ha destato una certa sorpresa.  “La Lega ha gia’ la presidenza di due Regioni importantissime”, come il Veneto e il Piemonte, ha ricordato Berlusconi, in un’ anticipazione del nuovo libro di Bruno Vespa. “E’ impossibile che il Popolo della Liberta’ possa rinunciare anche alla Lombardia”. Gelida la replica di Maroni. “Ride bene chi ride ultimo”, ha scritto l’ex ministro dell’Interno su Facebook, che sostiene di essere d’accordo col collega di partito, Marco Reguzzoni, per il quale “Berlusconi sbaglia”, perche’ “ne fa una questione di poltrone”.

“I nostri ideali non sono in vendita”, ha chiarito Maroni. Mentre il segretario della Lega lombarda, Matteo Salvini, ha spiegato che, sulla candidatura di Maroni, il Carroccio non torna indietro, e soprattutto non e’ disposto ad appoggiare la corsa dell’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, sostenuto da parte del Pdl, in primo luogo il governatore uscente, Roberto Formigoni. Il quale ha festeggiato con un tweet la presa di posizione di Berlusconi: “Bene. La lezione siciliana di cui avevo parlato ieri e’ stata capita. Il Pdl sara’ unito in Lombardia. E con Albertini si vince”.

In realta’, mentre partono i colpi a distanza, tra Pdl e Lega la trattativa non sarebbe del tutto chiusa. Anzi, sembrerebbe entrare nel vivo proprio ora. La posizione espressa oggi da Berlusconi “non e’ una novita’, e’ condivisa da Angelino Alfano e da tutto il partito”, spiegano fonti parlamentari pidielline. Ma, per il Cavaliere, l’alleanza con la Lega rimane “imprescindibile”. Quindi, si prosegue, l’approdo auspicato e’ arrivare alla scelta di un “candidato condiviso” e l’unica strada sarebbe quella delle primarie di coalizione. In questo caso il candidato non potrebbe essere Albertini, anche perche’ l’ex sindaco ha in mente altri progetti, come ha ben esplicitato in un’intervista, ovvero una lista civica aperta alle formazioni di area centrista, come Udc e Fli, e ai movimenti della societa’ civile come Italia futura di Luca Cordero di Montezemolo o ‘Fermare il declino’ di Oscar Giannino. Ma tornano in auge i nomi di Maurizio Lupi e
Mariastella Gelmini (malgrado le smentite pubbliche dell’ex ministro dell’Istruzione, che si e’ detta pronta ad appoggiare Albertini). A quel punto il candidato del Pdl se la vedrebbe con Maroni, il 16 dicembre, giorno delle primarie nazionali. Una competizione alla quale il segretario ‘lumbard’ si e’ sempre detto pronto. Non a caso il vice presidente della Regione, il leghista Andrea Gibelli, oggi ha lanciato un appello agli alleati: “Il Pdl abbia il coraggio di fare le primarie di coalizione, se le avessimo fatte in Lombardia nel 2010, la Lega avrebbe vinto”.

Per quanto riguarda, infine, le ‘stranezze’ di casa Lega,  e’ abbastanza curioso che Maroni abbia citato proprio Reguzzoni, avversario storico, ritenuto vicino a Umberto Bossi nei mesi delle faide interne. L’ex capogruppo e’ uno dei pochi a non averlo votato al congresso federale (assente in sala al momento della votazione) ed era da considerarsi tra i componenti di quel ‘cerchio magico’ di fedelissimi del senatur, che e’ stato spazzato via dalla ‘pulizia’ decisa da Maroni dopo lo scandalo sui rimborsi elettorali del movimento. Scandalo da cui Reguzzoni non e’ stato lambito.  L’ex presidente della Provincia di Varese ha lasciato la guida dei deputati, prima dell’inchiesta, per motivi meramente politici, sull’onda della rivolta dei parlamentari ‘maroniani’. Lo stesso Maroni l’ha criticato duramente in passato quando era capogruppo o durante la serata di riconciliazione con Bossi, dopo la ‘direttiva-bavaglio’ di cui Reguzzoni fu ritenuto, a torto o a ragione, tra gli ispiratori.

In tutta questa vicenda c’è qualcosa che non torna: e se ci fosse lo zampino del vecchio Senatur?

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17 Comments

  1. Arcadico says:

    La paura fa 90!

    Non si è ancora capito o si fa finta di capire che i piccoli Ortotteri Ensiferi spazzeranno via qualsiasi tattica o accordo politico fatto sottobanco!!!

    Scopa nuova scopa meglio soprattutto oggi che il distacco da un modo vecchio di fare politica è così radicato nella società civile.

    Tutto ciò che era pre-Ortottero è considerato vecchiume politico e altamente inquinato\corrotto ergo pianificate pure … il vostro defenestramento!

    La Lega non può dire di essere ‘pulita’ per apparire nuova e propositiva … ben altri passi andrebbero fatti ma la paura fa … 90!!!

  2. Aquele Abraço says:

    Anche se il sito è totalmente libero, sarebbe veramente interessate se quelli che commentano puntualmente i post riguardanti le vicende leghiste si identificassero politicamente e capire così da quale pulpito arrivano le critiche.
    Abbiate il coraggio di dire se sostenete il Pd, il Pdl, il M5S, un movimento indipendentista, ecc… oppure se appartenete a quella che è ormai la metà degli italiani schifata dalla politica.

  3. Pinasi says:

    Con l’ultimo treno un giorno dopo Formigoni pure Maroni mette su twitter un messaggini per la morte del carabiniere di Lodi …..roba da matti e lo definisce pure giovane…a 48 anni! ma in che mondo vive?

  4. Binelli says:

    Questa non è una presuntosa analisi politica o sociologica è una constatazione semplice semplice e comprensibile da chiunque abbia gli occhi aperti: la lega ha perso qualsiasi attrattiva per questo perde e sparirà . La lega porta sfiga perche è un partito in cui ci sono troppi sfigati ed é chiarissimo. Guardate anche quelli che hanno avuto benefici e fatto carriera in posti di comando/ hanno fallito! Come si fa? E poi donne sciatte o volgari e mediocri. Uomini senza presenza fisica. La sfiga non attira…

  5. Rinaldo C. says:

    dal 1994 ad oggi sono stati espulsi o dato inietro la tessera della lega Nord molti personaggi vermente leghiti ma che non accettavano le direttive del capo e dei suoi accoliti, questi all’interno sicuramente volevano lottare per una padania indipendente, correggere certi slogan demenziali e portare avanti le idee del prof. Miglio. Ora nella lega ci sono due movimenti ancora purtroppo quelli che ancora oggi acclamano il senatour e non capiscono che sono stati veramente degli schiavi pronti a dire senpre si e non accorgersi che il bossi li mandava in rovina, ora è nata lega nord 2.0 ma pirtroppo esistono ancora personaggi inquesto 2.0 dannosi per la lega nord, di nascosto sono come i carbonari del 1821, cercano di mettere in sobillazione il movimento e i 2.0
    cedono di essere molto uniti, anzi questi vogliono riprendersi il potere. Io sono leghista e spero e credo nel nuovo giusto e onesto, per cui quando vado a riunioni non riesco a tacere e dire la mia giusta o sbagliata, però partcipo e dico la mia se secondo il mio pensiero è giusto illustrarlo, purtroppo vedo che in pochi parlano, si continua a dire si,ma se il popolo è sovrano sia in una repubbòica democratica che in un movimento, siamo noi che dobbiamo dare gli imput giusti e decidere se questo è giusto o sbagliato. Dalla Circoscrizione o sezione devono arrivare gli imput al centro provincile, e regionale e da li arrivare al centro federale e non all’inverso, al massimo dal centro possono arrivare idee e passate alla priferia la quale decide se è possiible attuarle, questo vale non solo per la lega ma anche per tutti i movimenti idipendisti nati dal 1004 ad oggi. Come dicono i nostri avversari che siamo dei militonti, non è vero io sono un militante che dico e faccio quello che ogni militante dovrebbe fare, altrimenti sono dei militonti se accettano tuttom quanto arriva dal centro (Milano).

    Rinaldo Cometti

    • Leghistanco says:

      Caro Rinaldo,
      Ti rendi conto che la Lega 2.0 è formata da tutti coloro che per un quarto di secolo hanno detto signorsì, senza neppure fiatare, a Bossi e gli si sono rivoltati contro solo quando han temuto, a ragione, di perdere le poltrone ?

      Cosa credi che abbiamo dimostrato espellendo la Rosi e facendo dimettere il Trota ?

      Dici di non essere un militonto !

      Vabbè, vuol dire che sarai un civiltonto !

      Se credi agli scarrocciati sei tonto, ma tonto senza speranza, sia in uniforme che in borghese !

  6. Albert Nextein says:

    Questi giochi di potere,queste tattiche,questi tira e molla, se li devono infilare nel deretano.
    A me non interessano.
    A me interessa che i cittadini vadano a votare le persone al più presto e che scelgano.

  7. Renato says:

    La lega ha esponenti felloni e militanti capaci solo di obbedire. Altro che crociati in difesa del popolo e delle radici! Traditori di tutti e venditori di fumo. Il potere li ha lasciati campare perche utili idioti! Vendetta su chi mangia e beve alle nostre spalle bloccando il cambiamento!

  8. cinzio says:

    La mancanza di poltrone determinerà la fine dello scarroccio. Tanto più che anche andando da soli questa volta finiranno male, come dimostrato alle ultime comunali che hanno visto scomparire il nuovo scarroccio a gestione 2.0
    Prova ne è che i marpioni delle 2 bande (ecco cosa vuole dire quel 2.0!) si stringono a coorte sentendo l’odorino della fine prossima ventura.
    Forse gli estraterrestri di cui parlano a radio banania sono l’ultima via di fuga per la casta belleriana per mettersi al riparo da una militanza sempre più incacchiata.

  9. Ruth says:

    Nella lega è cominciata la fase finale e adesso si scatena l’inferno!

  10. Herman says:

    Reguzzoni is back! Amici lui è il futuro capo! Finalmente!

  11. Piedritti says:

    Marchi sveglia Maroni non è mai stato in corsa davvero lui è l uomo dello schermo….tutto già deciso… Pensa che lo ha capito pure Aurora….. La direttora.

    • gianluca says:

      eh io che c’entro… facciano un po’ quello che vogliono

      • free lance says:

        dopo mesi di occhiolini e ammiccamenti…chiamarsi ora fuori dalla lotta, no!

        • Ramona says:

          Facco si è tenuto intelligentemente alla larga da ammiccamenti. Marchi adesso ha capito quale pus c’è nella Lega e si allontana intelligentemente prima del crollo. ma entrambi sono puliti mica come quelle merde di tesserati che avuto un posto clientelare in enti pubblici hanno cambiato casacca e ora pompano i nuovi padroni!

  12. Amalia says:

    Zampino? C’è la caga dei maroniani….voi sottovalutate azione dei Fratelli nella notte. Ridete ridete

  13. Crapa de legn says:

    PdL + Lega, in Lombardia ?

    Che gusto c’è a sputtanarsi per perdere ?

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