Il neopatriottismo salviniano non salva le imprese dalle tasse. Anzi, dice: viva Roma

immigrati impresedi GIANLUIGI LOMBARDI CERRI –  Appartengo a quella vasta categoria di “cretini” (60% dei votanti) che ha votato NO, tuttavia non mi sono sbellicato dalle risa quando Renzi , nel suo discorso di chiusura non si è comportato da addolorato per aver perso, ma da incazzato.

Tutti i discorsi fatti sinora dai politici, FAREMO, DIREMO, ecc. non servono a risolvere I problemi dell’Italia. Problemi che comincio a dubitare se siano capaci anche solo di inquadrare. Salvini neopatriottico in testa.

Vale la pena di fare un esame manageriale della situazione.

-il governo dell’Italia non ha bisogno di giovani. E neanche di vecchi. Ha bisogno di capaci.

E per “capacità” si intende cultura ed esperienza adeguate. Renzi ,invece, ha messo in piedi un governo  di giovani incapaci. Boschi , gran bella donna e basta, Mogherini il nulla, Madia la scolarina diligente. E via discorrendo anche nelle seconde schiere. Basti pensare che una ex capo dei vigili ha partecipato in maniera determinante alla stesura della proposta di Costituzione. Sgomberiamo subito il campo da una erratissima convinzione.

I provvedimenti necessari per far ripartire l’Italia hanno bisogno di tutto salvo che di andare a toccare la Costituzione, la quale sarà vecchia e brutta , ma, almeno per ora , non abbiamo tempo da perdere per mettergli sopra le mani. Nella Costituzione , infatti, dovrebbero essere delineati i principi generali di Governo. E non le modalità operative. Ora, senza doverlo esprimere in una Costituzione, regna ( o per lo meno dovrebbe regnare ) il principio “essere onesti” ed il corollario “essere capaci”.

Prendiamo in considerazione I tre guai fondamentali che ci stanno sotterrando per vedere quali dovrebbero essere le principali vie di intervento per vedere dove intervenire.

-disoccupazione, investire in lavori utili PRIVATI , ossia quelli che producono un PIL vero e non un PIL “cattivo” come quello generato dagli enti pubblici.

Pensate che mi è capitato di sentire alla TV lo sproloquio di un cosiddetto esperto che suggeriva caldamente di aumentare il numero delle donne lavoratrici ( come se le casalinghe non fossero tali) perchè “ ogni nuova lavoratrice produce altri due posti di lavoro per assistenza dei bambini”

Tipica prosecuzione dei fallimentari “lavori a  regia” in cui si raddoppia il numero dei lavoratori . Uno scava un buco ed il secondo lo riempie.

-ridurre l’immigrazione, obbligando i disoccupati italiani ad accettare , in attesa del meglio, posti di lavoro non pienamente graditi

-finanziare con un controllo serrato sui risultati ,la ricerca applicata e non l’applicazione di cose tecnicamente acquisite , come avviene sinora in modo quasi esclusivo creando automaticamente la speculazione (produco perchè ricevo gli incentivi , anche se la cosa non è economicamente conveniente)

-tassazione, tassare, come Trump il lavoro portato all’estero per riportarlo in Italia sotto forma di PRODOTTO.

Purtroppo, a “ botta calda” non è pensabile ridurre le tasse senza aumentare il debito pubblico. E allora che si può fare?

Si può produrre per chi lavora una riduzione delle spese, equivalente in cifra ad una riduzione di tasse.

-semplificazione di Leggi e Regolamenti. E’ questo il grande settore su cui operare pensate all’enorme numero di Leggi vigenti in Italia( 150-250 mila) e confrontatelo con quello dei paesi civili (5-8 mila). Potete subito intuire una enorme differenza di costo applicativo.

Basta vedere , a puro esempio, il pacco di carte inutili da riempire per costre una semplice casetta. A quantità di carta corrisponde pari pari, numero spostamenti e tempo impiegato.

-industrie in declino. Molte grandi industrie , in Italia, hanno chiuso o si sono traferite all’estero. Neanche un cane di chi ci governa che si sia posto il quesito di come risolvere questo problema.

Accettano passivamente la situazione facendosi appoggiare al massimo dai mezzi di comunicazione attraverso articoli o discorsi patriottici. Stiamo assistendo invece a nutriti quanto inutili dibattiti sul “tipo” di governo, tra cui quello con la denominazione “governo di scopo”.Ottimo! Ma lo scopo unico non dovrebbe essere quello di risolvere i problemi fondamentali che affliggono la nazione?

O invece “lo scopo” è unicamente quello di mettere la zuppa in tavola , saldamente ancorati alla poltrona?

 

 

 

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4 Comments

  1. lombardi-cerri says:

    Eppure la situazione è di una chiarezza solare!
    Impreparazione, eccesso di autostima,paura di essere superato e paura fisica.

    • Gianluca P. says:

      Certo ci sono un po’ tutte (in misura diversa) queste componenti, compresa anche quella del movimento/famiglia che ha sempre fatto pressioni e dato consigli in una direzione atta ad autoproteggersi per il rischio di essere ‘defenestrati’. Una cosa, però, bisogna ammetterla: se non ci fosse stato il suo contributo, molta gente non avrebbe avuto accesso a tematiche federaliste. Starebbe ancora dormendo.
      Una cosa mi premeva aggiungerla: molti fuoriusciti dal movimento, che ora fanno i ‘giornalisti’, han scritto libri sulla storia di Bossi che creano un certo imbarazzo, per il livore con cui si scagliano contro Bossi. Alcuni han frammentato ancora di più i movimenti, creandone di nuovi. O chissà, dato il livore che hanno dimostrato nei loro scritti contro il Bossi, potrebbe addirittura trattarsi di personaggi che non hanno per nulla a cuore nessun tipo di causa. Questi, a livello di comprensione, sono molto ma molto peggio di chi criticano. Il tutto, fa parte di quella mentalità che divide ancor più, ciò che è già difficile da tenere insieme.

      • Gianluca P. says:

        Aggiungo che Bossi non era di certo uno statista, ma mi deve dire chi in questo paese è partito con un’idea e da solo (era bravo come ha detto Luigi Bandiera ad ascoltare anche i militanti e a trarre succo da quello che dicevano), sporcandosi le mani e correndo, macinando chilometri su chilometri in auto senza mai fermarsi, ha fatto arrivare quest’idea in milioni di case. Non aveva i titoli accademici, che mi creda, servono a poco se manca il cuore. Chi è preparatissimo, spesso non ha istinto, non ha cuore e manca di capacità di intercettare i sentimenti della gente. Semmai, lo sbaglio più grande è stato di far entrare nel movimento qualche trojan horse(la selezione!) poco raccomandabile e poi, aveva un ego smisurato (che è connaturato con la natura di certi leader – senza questo molti movimenti si sfaldano).
        ps non condividere con Miglio a un certo punto del percorso, è stato un errore grande, sì!

  2. Gianluca P. says:

    Il pacco di carte inutili per costruire una casetta genera caos . Il caos e le pratiche, la burocrazia ‘monstre’ danno come risultato un potere enorme (vincolante su milioni di cittadini). Se le cose le rendi lineari e spedite, non ci sarebbe più bisogno dei burocrati di stato (su cui l’Italia è fondata). Questa è altra cosa che non permetteranno così facilmente e in tempi brevi. Il caos e la cattiva amministrazione senza regole, permettono di non avere mai un limite certo in termini di diritti e doveri. Si tengono un po’ di spazio per magheggiare in scioltezza, alla bisogna. Ma che ‘teste fini’ hanno, Dott. Cerri? Ma, secondo lei, ai politici/burocrati che piazzano altri burocrati nei posti strategici, frega qualcosa se l’Italia va a male? Io dico di no! Chi, pur piccolo che sia, si mette in concorrenza sul mercato, mantiene il senso di realtà. E’ responsabile delle sue azioni…….

    C’è stato un treno, quella volta, passato veloce nel solco di una discontinuità matematica ideale. Lì da vedere. Bella fresca. Pronta. Un Politologo-Costituzionalista finissimo era già sopra quel treno. Ha teso la mano, sporgendosi un po’, al politico che aveva intercettato più di mezza Padania. Di quel momento è rimasta una foto sbiadita, nelle mani del figlio del Costituzionalista che, in un aula del dip. Di Fisica a Milano, disse testuali parole: “quel treno non ripasserà più”. Sono intervenute, in serie, resistenze inconsce e mediazioni neuronali, chiusure in se stessi e guai di un io ipertrofico. Tutto ha ceduto d’improvviso e il rumore sordo di una catenata ha prevalso sulla storia. Burocrati 1 – Italia federalista 0. Palla al centro.

    ps io su Bossi non mi sento di dare giudizi lapidari. Andò così, perché l’animo umano ha delle venature e delle debolezze che sono insindacabili per l’io stesso. Son stati versati fiumi d’inchiostro, ma non sapremo mai le dinamiche esatte e le pressioni dei fedelissimi del Senatur.

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